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RACCOLTA 666                                                                                                            REPERTORIO 999
VERBALE DI INTERROGATORIO STRAORDINARIO

L`anno duemilasedici, il giorno venticinque del mese di febbraio (25 FEBBRAIO 2016)
In Favara nella location dei 7 Cortili, sala Terry Richardson, innanzi a me Bartoli Andrea, Notaio e comandante in pectore del comitato di salvezza pubblica della Repubblica Giacobina del Farm Cultural Park, e senza la presenza dei testimoni perchè assolutamente non previsti dai regolamenti vigenti.
E` COMPARSO:
ZORRO DELLA FAVELA, di professione blogger rompiballe, paternità e luogo di nascita sconosciuti, residente nella Repubblica Indipendente di Favara e attualmente domiciliato presso la segreta “Terry Richardson” dei 7 cortili.
Si premette:
– che a seguito di un articolo infamante pubblicato sul blog favarablob.com il comparente Zorro della Favela, con un atto di cyber bullismo e con il suo delirante ragionamento, ha cospirato contro la Repubblica Illuminata del Farm Cultural Park mettendo in dubbio l`autorevolezza dell’unica e vera rivoluzione illuminista che Favara, nei secoli della sua storia, abbia mai avuto;
– che l’azione del comparente Zorro della Favela è stata altresì supportata dal fuoco di sbarramento amico  proveniente dal giornale web Siciliaonpress, anch’esso animato dal medesimo scopo;
– che a seguito di ricerche condotte dai nostri migliori segugi e soprattutto grazie al grandissimo fiuto del nostro cane Argo (alias Pino Moscato) Zorro della Favela è stato finalmente individuato, fatto prigioniero e infine tradotto nella sala tortura “Terry Richardson”, sita nei 7 Cortili, per essere processato con l’accusa di cospirazione;
– che il comitato giacobino di salvezza pubblica del Farm Cultural Park ha delegato per l`interrogatorio il fedelissimo factotum Pino Moscato, soprannominato Argo, coadiuvato nella funzione del grintoso guardiano dei 7 cortili Vito Vecchio (stante la nota fama Argo di cane che abbaia ma che non morde).
Ciò premesso si procede all’interrogatorio che io notaio procederò dettagliatamente a verbalizzare.
ARTICOLO 1)
ARGO: cane di uno Zorro della Favela, inchinati al cospetto del nostro Salvatore e togli questa infame maschera. E’ giunto il momento di mostrarci chi sei realmente.

ZORRO DELLA FAVELA: La maschera, finchè il respiro mi accompagnerà, non la toglierò mai. Lo devo a tutti coloro che ancora credono in me, perchè rappresento la loro voce. Posso però dirvi che io sono colui che ognuno vorrebbe che fossi. Chiunque, colpito dalla mia spada. immagina che la maschera di Zorro celi il volto del loro peggiore nemico. Magari proprio di quell’amico con il quale si è cenato assieme la sera prima ma che in realtà stava tramando contro di lui. Così per il comandante Bartoli io ho assunto le sembianze di GIOVANNI. Ha commesso un errore madornale, e di ciò deve ringraziare il fiuto sopraffino dei suoi segugi. Il comandante Bartoli apostrofandomi come una persona di “misere velleità politiche” che “aspetta qualsiasi elezione per cercare di riciclarsi in affari loschi e poco trasparenti” ha operato una clamorosa sostituzione di persona. Non sono GIOVANNI, ne mai in coscienza potrei esserlo. Io sono un idealista che sogna l’impossibile e che non porta a casa nulla. Zorro della Favela non fa politica, non studia di come fare il deputato regionale, ne tantomeno aspira a voler fare il ministro, come qualcuno qui presente. Nulla nel mio blog è riconducibile all’azione politica di questo GIOVANNI. Da libero pensatore è possibile che nel tempo è possibile abbia sposato qualche causa comune che il detto GIOVANNI e la sua forza poitica hanno portato avanti. Ciò, però, non basta per accomunarmi con tale personaggio. Bando all’ipocrisia! La maschera se l’è tolta il comandante Bartoli pronunciando quelle parole che, diversamente, non avrebbe mai detto.

ARGO: Zorro, perchè allora ti ostini a ostacolare il cammino della rivoluzione illuminata del Farm Cultural Park, a ingiuriare e infangare il nome del nostro misericordioso Salvatore, di colui che dà da vivere e me e a molti altri?

ZORRO DELLA FAVELA: Io non ostacolo affatto la vostra rivoluzione illuminata e giacobina, ne ingìuro santoni e discepoli del Farm Cultural Park. Avete la memoria corta. In molte occasioni sono stato al vostro fianco, come ad esempio nella vicenda del Castello Chiaramonte, nonostante la circostanza avesse i suoi chiaroscuri. C’è bisogno, però, che facciate un bagno di umiltà. Ultimamente il vostro continuo agire da sopra un piedistallo; questa vostra ostinazione a voler spacciare a tutti i costi l’idea che Favara è diversa ed è conosciuta nel mondo per merito vostro; questo continuo tam tam mediatico con articoli giornalistici ad hoc, ultimo quello di Confindustria sul suo organo di stampa “Sole 24 Ore” che puzzano di stantia massoneria (seppur illuminata); questo vostro perenne atteggiamento da salvatori della patria; tutto ciò non è più sostenibile. Ognuno a casa sua può fare quello che vuole. Quando però casa sua coincide con la mia, l`aspetto cambia. Questa pretesa che io povero cittadino debba necessariamente osannarvi è indigesta. Favara non è più la stessa di prima grazie al Farm Cultural Park? Non è del tutto vero. Favara non è più la stessa del passato soprattutto grazie a un pazzo visionario di nome Antonio Alba che da solo ha scommesso sulla rinascita centro storico di Favara aprendo il primo B&B. Questo matto, però, se ne sta in silenzio, continua a lavorare con umiltà e a ingrandire i suoi affari. Egli non si è mai si è sognato di ergersi a salvatore della patria. Fa business ed è giusto che sia così. Dopo siete arrivati voi del Farm Cultural Park. Con il vostro museo avete ridato decoro ai 7 cortili e con il vostro operato avete anche destato il virus dell’invidia, insito nel DNA del favarese, il cui contagio ha fatto rivitalizzare piazza Cavour e le aree limitrofe. In concreto, finchè dura, avete contribuito a dare una boccata di ossigeno all’economia favarese. Non vedo altro.

ARGO: La tua è cospirazione allo stato puro. Ti ostini a non riconoscere il nostro miracolo. Ci hai denigrato scrivendo che siamo abusivi. Noi siamo un modello per Favara e non solo. Ricordalo.

ZORRO DELLA FAVELA: La mia è stata una provocazione per farvi scendere dal piedistallo e per invitarvi ancora una volta a essere umili. La notizia che sia intervenuta la Guardia di Finanza o La Polizia Tributaria a quanto pare si è rivelata infondata ed è stata da voi seccamente smentita. Che il vostro sia un modello esemplare e limpido è tutto da dimostrare. Perfino il comandante Bartoli nella sua risposta dilomatica risposta ha confermato la mia tesi. Egli ha ammesso che “all’interno dei 7 Cortili ci sono e ci saranno altre iniziative commerciali, annuali o stagionali, non riconducibili a Farm Cultural Park e per quanto di nostra conoscenza perfettamente in regola con le autorizzazioni o gestite da terzi con licenze di catering. E delle quali comunque, ad ogni modo Farm non è e non potrebbe essere in alcun modo responsabile”. “Qualora dovessimo in futuro ricevere dei controlli di chicchessia e verranno accertate delle irregolarità, ci prenderemo le nostre sanzioni e continueremo a fare quello che abbiamo fatto fino ad oggi.” Il comandante Bartoli con ciò voleva intendere che la famiglia del Farm Cultural Park accoglie tutti ma non è responsabile delle azioni degli ospiti?. A chi appartengono i locali dove vengono esercitate le citate attività commerciali annuali o stagionali non riconducibili al FCP? Nel mondo in cui vivo se qualcuno a casa mia commette delle irregolarità io proprietario ne sono corresponsabile.

ARGO: Diavolo di un Zorro che non sei altro. Continua a rispondere con questo tono e ti torturerò a dovere in questa sala dedicata al grande Terry Richardson fino a sfinirti. Stai attento. Ricordati, ciò che ha detto il nostro Salvatore: anche i tuoi figli un giorno ringrazieranno il Farm Cultural Park per aver cambiato Favara.

ZORRO DELLA FAVELA: Io credo che i miei figli, se e quando ci saranno, prole che non avrà sicuramente il pregio di avere la tata, il tutor per le lingue straniere e molto altro ancora in assenza dei genitori impegnati in altre attività, se proprio dovranno ringraziare qualcuno costui dovrà essere chi avrà loro consentito di rimanere a Favara anzichè andare a San Leone o ad Agrigento e avere a disposizione (come in una città normale) gli spazi dove giocare, dove girare liberamente in bici, dove passeggiare, dove fare attività fisica all’aria aperta, dove vivere il verde, dove svolgere attività sociali che non siano solo legate al Farm Cultural Park e molto altro ancora. Esiste tutto questo a Favara grazie al FCP? Non mi pare. Sono a conoscenza che al comandante Bartoli è stata avanzata la proposta fare il sindaco di Favara e che l’ha declinata perché probabilmente le sue mire puntano più in alto. Comandante Bartoli mettiti in discussione e cambia seriamente questa città in meglio. Facci sognare e facci vedere quanto Favara è “verybello”. Se intendi invece continuare a trastullarti con il tuo giocattolino, ovviamente sei libero di farlo, ma non romperci più le scatole imponendoci il tuo modello salvifico. Sarei curioso di sapere, in questi dieci anni di attività del Farm Cultural Park, quanto questo modello culturale ha permeato la società di Favara. Quanti favaresi, esclusi parenti e affini, e gli amici che ci inzuppano il pane, sono attivi nel vostro progetto? Secondo me si contano sulle dita delle mani. Non ho altro da dire a parte che questa sarà l’ultima volta che parlerò di Farm Cultural Park, se non me ne dareta una valida ragione. Mi appello al quinto emendamento del vostro modello a stelle e striscie.
ARTICOLO 2)
A questo punto, terminato l’interrogatorio il comitato di salvezza pubblica della Repubblica Giacobina del Farm Cultural Park, alla continua presenza di me notaio, si è riunito in assemblea per decidere le sorti di Zorro della Favela. Le accuse sono di cospirazione e di attentato a mezzo di cyber bullismo nei confronti del FCP. La richiesta è di un anno di prigionia presso i 7 Cortili con l’obbligo della rieducazione fianco a fianco degli attivisti del FCP. Dopo una accesa discussione, di cui mi è stata fatta espressa richiesta di non verbalizzare, il comitato non è riescito a prendere una decisione unanime.
ARTICOLO 3)
Io notaio, non potendo partecipare al voto perché la mia funzione non lo permette, decido che il verdetto di colpevolezza o di assoluzione sarà pronunciato dal popolo del web.Così è deciso.

               Io notaio Bartoli Andrea ho ricevuto il presente verbale che viene chiuso e sottoscritto alle ore sedici e minuti quindici.

Firmato: Andrea Bartoli notaio – Z

ZORRO DELLA FAVELA DEVE ESSERE CONDANNATO PER COSPIRAZIONE E CYBER BULLISMO NEI CONFRONTI DEL FARM CULTURAL PARK?

  • NO, ASSOLTO (85%, 61 Votes)
  • SI, CONDANNATO (15%, 11 Votes)

Total Voters: 72

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9 thoughts on “ZORRO PRIGIONIERO DELLA REPUBBLICA ILLUMINATA DEL FARM CULTURAL PARK

  1. Sono un favarese fuoriuscito ed esiliato in quel di “panormus “, vivo e sopravvivo con la dote di una nobile panormita, ma di stirpe normanna ,…che ho impalmato e concupito tempo fa…nel talamo di panormus. Tornerei nella mia patria perduta…la ” fabaria ” dei mandorli e pistacchi, di san Calò, il santo nero venuto da lontano…del castello chiaramontano , dei sette cortili…compreso l’ottavo di mia nonna…ovvero ” cortile forno “, crollato e depredato dall’ingiuria degli uomini e del tempo ! Tornerei per tacitare il mio nostalgico rimpianto e per dar manforte al prode ” zorro della favela “, nell’impari lotta contro il ” notaro e tiranno-tauro “, dei sette cortili…!

    1. Caro ” favaroto “, della città perduta…nelle cui contrade si piantavano fave, ma crescevano banditi…ormai sei diventato panormita da tempo immemore , circa dieci lustri, e per contratto prematrimoniale allora, da testimoni ed anche da te firmato, tale atto conservato nel castello del nobile, delle sette lune, non prevede il ritorno, nella tua ” fabaria ” matrigna, terra dell’abuso, dell’invidia e del ” tiranno-tauro “, dei sette cortili…perciò seppellisci nell’oblio il tuo nostalgico rimpianto, della terra dove si seminavano fave e crescevano banditi.

  2. Mi sembra di aver sentito parlare di questa tenzone tra i vari cavalieri mascherati e non. Ma ho simpatia per il favaroto -panormita che si immischia in battaglie perse!

  3. Onde evitare spiacevoli equivoci, il sottoscritto Giuseppe Vullo, favarese emigrato da 45 a Palermo, per motivi economici e di studio, quindi totalmente distante dal mio paese, nel tempo e nello spazio, soprattutto distante da interessi economici…poichè dal paese di favara avevamo tagliato il cordone ombelicale, dopo la dolorosa ” spartenza “, del 1971. Sono intervenuto su questo blog in termini satirici, perchè lo zorro in oggetto, è un personaggio satirico. Ma se nel sottostante… ci dovrebbero essere interessi ” particulari “, di natura economica, politica, personale, di qualsivoglia natura…io mi dissocio totalmente e nel contempo riconfermo la mia stima al notaio Bartoli ed ai giovani favaresi impegnati nella rinascita, economica, culturale e sociale del mio paese di favara. Tornerò da turista solo per amore per il mio paese. Per il resto la mia famiglia vive felicemente a Palermo !

  4. il popolo illuminante della comunita’ farm cultural park ne’ risentira’ vivamente ,
    sono affascinato di cio’ che scrivi caro mio ….
    non il comandante a mio modesto parere , non e altro che un ex soldato che ha pisciato fuori il vaso , tant’e’ che si e chiuso dietro le mura di una borgata , e ne ha fatto una repubblica a se’.
    per quanto riguarda la 3a suprema di quel G.O.I non riconosce assolutamente fatti e misfatti di tutto cio’

  5. Quando il comandante Bartolo parla di famiglia cosa vuole fare capire che non si sappiamo già?

  6. L’arte contemporagnea ai sette cuortiglie? Scruscio di carta e cubbaite nienti. E togliete il crante muraglio con il Pappagallo che si becca con la Niura, che è intecoroso!

  7. Monsieur Le Bartold,

    Iu l’avìa già scrivutu nei miei fiori malefici ca i belgica sunnu insignificanti e plagiatori. Ma lei non mi vonse dare retta, e chissu fu u risultatu. Mal glie ne colse:

    Lo spirito conforme

    I Belgi spingono l’imitazione
    fino all’eccesso, parola d’onore!
    Se prendono talvolta la sifilide
    Lo fanno per assomigliare ai Francesi.

    C. Baudelaire

  8. Pubbliche Scuse

    Ieri sera, nel presentare il programma per Art In Pubblic Spaces, abbiamo postato le foto dell’artista Belgìco Benoit Armange, scrivendo che nella sua performance avrebbe con dei microfoni, rincorso e catturato il suono per tutte le stanze di Palazzo Cafisi, fino a crearne “un solo eco”.
    Un utente di facebook, a questo punto, ha inserito un commento in cui oltre che a darci non senza ragione dell’ignorante, poiché a suo dire eco in italiano sarebbe un sostantivo femminile (e noi che ne sappiamo? very english-american siamo!), consigliava ai partecipanti di “astenersi durante la medesima performance dall’emettere o produrre scorregge di qualsiasi tipo, onde evitare di creare un unico MegaPetoEco” che, secondo lui, sarebbe arrivato fino alla collina di S. Francesco, col rischio che il Fratacchia potesse decidere di rispondere a tono (anzi, a Tuono).
    Ebbene, quanto paventato dall’utente si è puntualmente verificato. Il Fratacchia, appena investito dall’uragano, preso da un attacco di bile ha prontamente schierato le sue dodici tribù d’Israele in batteria d’attacco (anzi, da retro-attacco) che hanno cominciato a bombardare per almeno due ore la piazza e i quartieri d’intorno.
    Il risultato di tutto questo, purtroppo, i favaresi l’hanno sperimentato nella giornata di domenica, coi venti impetuosi che hanno attraversato l’intero paese, e che se non hanno per fortuna arrecato danni materiali, hanno prodotto cumuli di immondizia ad ogni angolo di strada. Di ciò volevamo chiedere umilmente scusa, anche se vi è sempre da sottolineare che l’arte ha comunque i suoi costi e per i suoi fruitori vi è sempre un prezzo da pagare (soprattutto al “nero”).

    GianRosario Castellino per Farm Commercial Park

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