Favara, via Del Carmine. Sei anni dopo il tragico crollo in cui persero la vita le due sorelline Marianna e Chiara Pia Bellavia, nulla è cambiato. Il ricordo di quelle morti innocenti è ancora vivo sopratutto perché senza giustizia. Il processo a carico degli imputati, eccezione a parte per l’ex sindaco Domenico Russello che è stato assolto, è ancora in corso e non si sa quando avrà fine. Nelle adiacenze dal luogo del disastro si trova l’abitazione abbandonata di Gaetano Guarino, il sindaco di Favara ucciso per mano mafiosa nel maggio del 1946, pochi giorni dopo la sua elezione. Una morte senza giustizia perché non è riuscita a dare un nome e cognome all’assassino, nonostante fosse sulla bocca di tutti. Via Del Carmine continua così a rappresentare un luogo dove regna l’ingiustizia. Il tempo si è inesorabilmente fermato in quel 23 Gennaio 2010, giorno del fatidico crollo. Chi percorre questi luoghi, tra cumuli di macerie, case abbandonate, e l’incuria, viene permeato dal senso di vuoto e di impotenza. La politica è sempre assente e ancora una volta mostra il suo cinico disprezzo verso il patrimonio del centro storico di Favara.

 

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