Ci risiamo. Ri-eccoli, sorrisi smaglianti e manifesti selvaggi. Sono i candidati al governo della città di Favara.  Facce affisse  su  qualsiasi sostegno: dall’immancabile  palo di illuminazione al balcone  della  zia  Pippina,  dalla cabina  elettrica (augurandosi che nessun guasto porti  un operatore a rimuoverlo) a qualsiasi forma vegetativa che possa fungere da supporto. Anche lo spartitraffico è diventato  una costante accogliente a quelle goliardiche facce,  utili quantomeno ad allietare le noiose file di  traffico che spesso portano ad attività poco raffinate, come la bonifica delle cavità nasali,  o  a lunghe e  indisturbate telefonate volte a lenire la lunga attesa veicolare. E se fino alla passata tornata elettorale le denunce contro i manifesti abusivi, da parte di operatori politici, fioccavano a iosa, quest’anno ci hanno almeno  risparmiato la farsa della condanna.
Del resto  durante la corsa all’elezione non si guarda in faccia nessuno.

Pervasi da un ottimismo sconcertante, i fautori del manifesto urbano sono convinti di adescare l’automobilista che  si accinge all’intoppo della Capitano Callea  con la simpatica carrellata  di  facce o con l’irritante fac-simile appioppato di forza sul parabrezza.

Per non scadere nello stereotipo  ci si spara pose accattivanti o si ricorre  a  miracolosi programmi di grafica, spesso impreziosendo il tutto  con slogan toccanti: dalle sempre in voga e rassicuranti massime sul futuro e la concretezza, a lapalissiane nozioni di origine filosofica.
Come non ricordare  lo slogan e la colonna sonora utilizzata dal consigliere  Fallea  nella passata campagna elettorale?  A farne le spese un pezzo dei Modà, quest’anno  la candidata Gabriella Bruccoleri si è invece  affidata alla Nannini.

Soprassedendo sulle   leggi  per il copyright Gabriella Bruccoleri dovrà vedersela,  prima ancora che con i precari del comune,  con una generazione incazzata per l’onta subita. Quale il prezzo per aver distrutto la colonna sonora di molte storie d’amore, di tanti che  ogni qual volta riascoltando le note di “Sei nell’anima”  invece di ripensare ad appassionati momenti indimenticabili  rimembreranno l’allegra combriccola della Bruccoleri?

Favara nell’anima, ponti per il futuro, verdi, azzurri, popolari e cristiani in uno, dieci, cento, mille manifesti utili a dare soltanto una boccata di ossigeno alle tipografie e a sortire (si spera) l’effetto contrario. Voi  non meritate il nostro voto.  Nel migliore dei mondi questo andrebbe ai  pochi che hanno deciso di rispettare l’ambiente e le regole.

Ma favara non è (ahinoi) il migliore dei mondi…

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2 thoughts on “TUTTI ATTACCATI AI MURI (ma di più alle poltrone, 5 anni dopo)

  1. Non credo di aver visto un solo manifesto (abusivo) dei cinque stelle. Cominciare da qui a rispettare la legge è già una cosa positiva no?

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