In un articolato post sulla sua pagina di facebook, il sindaco Rosario Manganella chiarisce le ragioni della querela al commerciante Gianni Failla. Manganella elargisce perle sul rispetto reciproco degne di Gandhi, ci delizia con delle chicche sulla sacralità della libertà di pensiero che farebbero rivoltare Voltaire con tutta la tomba. Parla di accuse ingiuriose, di offese, di toni pesanti, in un crescendo rossiniano che culmina con la frase: “C’è modo e modo di condividere o di non condividere, c’è modo e modo di attaccare il pensiero (non la persona) di un soggetto che la pensa diversamente da te”.
E noi i modi del sindaco Manganella li conosciamo perfettamente.
La domanda non è chi Rosario Manganella ha offeso, ma piuttosto chi non ha offeso.
Il sindaco, dal singolare dizionario, ne ha avuto per tutti. Dal Consiglio Comunale definito “Circo equestre”, ai singoli consiglieri che a volte ambiguamente facevano “Patti d’onore” e altre “11 firmavanu e tri pigliavanu”, ai graziosi epiteti attribuiti al consigliere Gerlando Nobile, allo sciacallaggio attribuito alla stampa.
Teatro di queste eleganti esternazioni non solo l’aula consiliare ma anche lo stesso mezzo utilizzato da Gianni Failla per il suo sfogo, o gli stessi comunicati. In un comunicato pubblicato su Siciliaonpress si rivolge all’opposizione con un linguaggio da caserma: “Se avete le palle, bocciate conto consuntivo e bilancio”.
Oggi Manganella querela Failla perché offeso dalle dichiarazioni del commerciante. Ma quanti si sono sentiti offesi dalle sue di esternazioni? Se ognuno avesse fatto querela, quantomeno si sarebbe messa in moto l’economia forense. Se di dialettica politica e civile vogliamo parlare, parliamone, purché il discorso non valga solo per il commerciante Gianni Failla. Anzi che siano gli stessi individui che “piaccia o non piaccia rappresentano le istituzioni” a cominciare a dare l’esempio.
Concluderei dicendo che forse tra le tante pecche questa Giunta ne assomma un’altra, l’incomprensione del testo. E’ chiaro che agli epiteti espressi dal Failla va aggiunto sempre il termine “politicamente”.

2 thoughts on “Sasà, Maestro di Bon ton

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