Rosario Manganella nazista Favara

Colpire uno per educarne cento. E’ la tecnica da terrorista in salsa favarese adottata da Sasà vendicator contro i suoi nemici. A Favara è vietato parlare male del sindaco, raccontando ad esempio la verità dei fatti, o attaccarlo politicamente rinfacciandogli in particolare le sue tresche sulle questioni AIPA e Girgenti Acque. Questi affronti costano cari. Rosario Manganella non è il tipo che porge l’altra guancia e che perdona gli “sgarbi” ricevuti. Spregiudicatezza, malaffare, incapacità, gestione familistica del potere, dominano la sindacatura di Rosario Manganella. Guai però a rimarcarlo. Non potendo agire direttamente contro le voci del dissenso e i suoi avversari, Rosario Manganella agisce con le rappresaglie collaterali colpendo i loro familiari. Accade così che per ritorsione contro quella stampa non ossequiosa rappresentata da Franco Pullara e la sua testata Sicilia On Press, che nel raccontare la sua verità mette a nudo le contraddizioni del suo personaggio, le sue incapacità, e contro quel mirato je accuse politico del consigliere comunale Filippo Ceresi, il nostro caro sindaco attua la sua cinica vendetta. Le mogli dei due, dipendenti del Comune di Favara, rei, per principio di transizione, di lesa sasaimo, di punto in bianco sono rimosse dai loro incarichi che hanno ricoperto da lustri per essere piazzate in altre realtà burocratiche. Un colpo basso, dirompente e di forte impatto psicologico. Tutto ciò accade in spregio alla vera sbandierata riorganizzazione del personale dipendente e dirigenziale del Comune di Favara che Rosario Manganella ha promessa in campagna elettorale che è rimasta inattuata, salvo piccoli aggiustamenti, giusto per saldare il conto a chi l’aveva aiutato nella sua ascesa a sindaco. Ovviamente tutto sempre a spese dei più deboli.

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