Rosario Manganella, ex sindaco di Favara nell’ultimo quinquennio, ritorna nell’agone sociale-politico di Favara. Recentemente, tra l’altro, si è fatto promotore del “giorno della memoria” in cui celebra la figura dell'”eroe” favarese Calogero Marrone. Per gentile concessione pubblichiamo l’intervista che ci ha rilasciato.

 

Da chi nasce l’iniziativa il “Giorno della Memoria”e perchè?

L’iniziativa di celebrare il “Giorno della Memoria” a Favara nasce dalla neo associazione “Istituto Studi e Ricerca Calogero Marrone”, di cui sono presidente e dall’A. N. P. I., presieduta da Carmelo Castronovo, per ricordare, soprattutto, alle nuove generazioni, cosa è stata la Shoah con i sei milioni di ebrei assassinati nei campi di sterminio, disseminati in Italia ed in Europa; per ricordare i sedici milioni di uomini, donne e bambini vittime degli orrori del nazifascismo, ma nasce, ancor di più, perché bisogna far conoscere quel tragico periodo storico perché non abbia più a ripetersi.

 Chi è stato Calogero Marrone

Calogero Marrone è stato e resta uno dei personaggi più illustri della nostra Città – e non solo – non molto conosciuto, purtroppo. Il 16 febbraio 1916 venne assunto al Comune di Favara, ma dopo appena un mese, venne richiamato alle armi ed al suo ritorno venne riassunto. Nel 1924 fu arrestato con la falsa accusa di appartenere ad una associazione sovversiva, ma, in realtà perché il nostro Eroe, non volle prendere la tessera del Fascio ed il commissario dell’epoca, tale Crocchiola, lo denunciò. Trasferito nel carcere di Girgenti, vi rimase solo per qualche tempo. Al processo, infatti, il Procuratore del re, lo assolse per non avere commesso il fatto. La mancata solidarietà dei favaresi lasciò in lui una traccia indelebile al punto da fargli maturare l’idea di lasciare Favara. L’occasione gli si presentò nel 1931 a seguito di un concorso bandito dal Comune di Varese, al quale partecipò, vincendo un posto di applicato di prima classe. Si trasferì, dunque, a Varese, prima da solo e poi con la famiglia. Fu subito apprezzato e stimato dai suoi colleghi e dai suoi superiori e, nel giro di pochi anni, divenne capo dell’ ufficio anagrafe. Da qui aiutò centinaia di Ebrei e antifascisti, falsificando i loro documenti di identità, salvandoli così dai campi di concentramento e da sicura morte. Denunciato, molto probabilmente da un suo collega di lavoro, fu arrestato il 7 gennaio 1944, condotto in diverse carceri italiane ed, infine, deportato nel lager di Dachau, da dove non ne uscì vivo. Mori, il 15 febbraio 1945, all’alba della Liberazione. Marrone, era stato informato da un prete, don Locateli, che l’avrebbero arrestato, invitandolo a scappare, ma temendo per la vita dei suoi familiari ed anche perché aveva dato la sua parola al Podestà di Varese che non si sarebbe allontanato, preferì farsi arrestare. Calogero Marrone entrò in contato con Salvatore Di Benedetto, dirigente del Partito Comunista Italiano e futuro sindaco di Raffadali e parlamentare nazionale, mandato dal Partito centrale ad incontrarlo e per presentargli degli antifascisti, ai quali Marrone rilasciò loro carte di identità falsificate.

Al nostro eroe favarese la città Varese, dove ha vissuto e compiuto il suo operato, verrà intitolata una strada, a Favara invece come stanno le cose?

Il Comune di Varese, per la verità, aveva già intitolato una piazza a Marrone, ma in periferia ed in una zona molto degradata. Grazie alle lotte ed alle richieste di alcuni consiglieri comunali della sinistra, tra cui Giuseppe Pullara, nostro concittadino e consigliere comunale a Varese, ieri. 28 gennaio, si è tenuta la cerimonia di intitolazione della Via, manifestazione alla quale ho avuto il piacere di partecipare e di relazionare, su invito del Sindaco e della presidente dell’A. N. P. I. La Giunta municipale di Favara, sindaco Lorenzo Airó, con delibera n. 17 del 01 febbraio 2007 aveva intitolato una via a Calogero Marrone. Si trattava della “Strada di nuova realizzazione da Via Olanda a Via Virio Flaviano – incrocio via San Giovanni Rotondo”. Si trattava, in realtà, di una via fantasma, dove non insiste, ancora oggi, nessuna abitazione, ridotta, ancor oggi a discarica abusiva di ogni genere di materiale e piena di erba alta quanto un uomo. L’amministrazione da me guidata, nello spirito di valorizzare i personaggi più illustri e la storia locale, anche nella scelta dei toponimi, con delibera municipale n.72 del 2 Giugno 2016 decideva di intitolare a Calogero Marrone quel tratto che dall’inizio di Via Vittorio Emanuele porta all’incrocio con Via Umberto (spaccaFavara). La Giunta grillina Alba, appena insediata, con delibera n. 120 del 22 Settembre 2016 revocava la precedente scelta dell’esecutivo Manganella e confinava nuovamente nell’originaria Via, l’Eroe Calogero Marrone. La motivazione? Si legge testualmente nella delibera in questione “il tratto iniziale, crea non pochi problemi ai numerosi cittadini residenti, i quali sono costretti al cambio di residenza, al rinnovo della carta di identità, alla patente, ai documenti fiscali e tributari; nonché i disagi e i danni economici che arreca ai tanti titolari di attività commerciali”. Io credo che Calogero Marrone meriti di avere una strada degna di questo nome e, a mio avviso, non può che essere quel tratto dove insiste, tra l’altro, la sua casa natale.

Cosa risponde alle polemiche sulla demolizione della casa natia di Calogero Marrone e sulla anonima lapide in sua memoria?

Dico che, forse, è stato un errore abbattere quella casa, ma, purtroppo, c’erano gravi pericoli che minacciavano seriamente la incolumità dei residenti e dei passanti e, dopo, aver tentato di contattare, inutilmente, i proprietari di quel fatiscente immobile che vivono all’estero, l’Ufficio Tecnico comunale ha scelto l’eliminazione del pericolo che, trattandosi di abitazione molto compromessa, purtroppo, è stato operato un intervento molto drastico. Ciò che è rimasta di quella abitazione, può, con un po’ di fantasia, essere trasformato in un Museo vivente nel nome del “Perlasca” di Favara, ma abbiamo bisogno che il Comune si muova, promuovendo, ad esempio, ad una conferenza di servizi. Noi, come Istituto Marrone, siamo pronti a dare il nostro contributo.

Volgiamo ora lo sguardo alla politica. E’ giunto il tempo di tracciare un bilancio. Lei, che è stato Sindaco di Favara per 5 anni, è quale giudizio da a questa nuova amministrazione a 5 stelle? In questo semestre con l’amministrazione a guida di Anna Alba, la prima donna eletta a sindaco di Favara, quasi nulla è cambiato. Poche delibere soprattutto di carattere amministrativo, il Comune di Favara è stato dichiarato in dissesto, e il primo “atto politico” è stato istituire il trenino turistico dei sogni. Che ne è stato della rivoluzione promessa? E’ stato un sogno di una notte di mezza estate?

L’Amministrazione comunale retta dalla Sindaca Anna Alba si è rivelata, a mio avviso – sotto tutti i profili, sia politico che amministrativo, un vero e proprio fallimento. Manca di una strategia generale della risoluzione dei problemi della Città, sembra essere per il “carpe diem”, invece di affrontare i problemi della comunità. È superficiale ed arrogante, incapace e mal consigliata. All’Amministrazione attiva manca la “politica “, la capacità cioè di guardare lontano. L’esecutivo è una specie di burattino nelle mani dei suoi “consigliori” quelli ufficialmente nominati ( e, quanto pare, dimissionari o cacciati via) e quelli occulti. Il tanto declamato cambiamento non c’è stato e non ci sarà mai. I primi cento giorni – che nella pubblica amministrazione rappresentano un metro di giudizio su chi è chiamato a governare un Comune – sono passati senza che nessuno se ne accorgesse. Adesso sono trascorsi ben sette mesi è l’andazzo è quello di prima: non è cambiato nulla! Anzi, qualcosa di nuovo c’è e qualcosa è cambiata: la dichiarazione ufficiale del dissesto finanziario dell’Ente, la cui proposta consiliare è stata votata dalla maggioranza grillina e sventolata come un successo, come un vero trofeo. A giorni, non appena si insedieranno i commissari ad hoc nominati, saranno per i cittadini dolori di pancia, con aumenti di tutti i tributi locali. Vorrei, però, adesso spezzare una lancia a favore della Sindaca Alba. Lei, con il trenino, per la verità, non c’entra proprio nulla, non ha nessuna responsabilità perché non ha prodotto nessun atto, essendo stata questa una decisione della precedente Amministrazione. L’agognata rivoluzione non c’è stata, era – se c’era – solo nella testa dei pentastellati.

L’appalto per la spazzatura di fatto è stato rinviato, il progetto per la raccolta dei rifiuti “in house”, la metanizzazione, il rapporto con Girgenti Acque, il decoro urbano e molto altro ancora sono al palo. Insomma, siamo sempre in fondo al tunnel?

L’appalto del nuovo servizio di igiene ambientale, in effetti, non solo è rimasto al palo, ma c’è di più e di peggio. È rinviato a data da destinarsi, ma, nel frattempo, è stata adottata la discussa delibera di giunta, n. 111 del 26/9/2016, con la quale si prorogava il servizio di ben 12 mesi, quando sarebbe stato necessario e sicuramente più conveniente ricorrere ad una nuova gara di appalto. Ma all’Amministrazione Alba, non interessa niente, tanto pagano i cittadini. Inoltre, su questi ultimi peserà un aumento di oltre un milione di euro ( il 20% ) rispetto a prima. Il servizio è scadente ed è peggiorato; i sacchi impiccati continuano a fare la loro bella mostra; le strade sporchissime e non spazzate; non parliamo, poi, della differenziata, la cui percentuale si è abbassata notevolmente e per cui saremo costretti a pagare una salatissima multa. La gestione in house, manco a parlarne, è rimasta solo un sogno e, comunque è improponibile, in quanto un Comune in dissesto finanziario non può farvi ricorso. Sulla metanizzazione, la Giunta Alba, non sa nulla, non sa a che punto è l’iter e, soprattutto, non è in grado di dirci cosa manca per l’inizio dei lavori. Spero che almeno sappia che c’è il finanziamento. Sull’acqua pubblica, sulla rescissione del contratto con Girgenti Acque, i 5 stelle hanno preso in giro gli onesti cittadini. E sugli altri problemi : decoro urbano, sistemazione delle strade tutte piene di buche, controllo del territorio, servizi sociali (refezione, disabili, anziani, poveri) siamo tornati all’anno zero. Insomma un vero disastro amministrativo.

Dal sondaggio condotto dal blog sulle pagelle dell’amministrazione in carica, il sindaco Anna Alba è tra i bocciati. Il dato fa riflettere. Secondo lei perché?

Semplicemente perché, la sindaca, la giunta, la maggioranza consiliare non ci sono, non esistono, non producono nulla di nulla e dico ancor di più: man mano, che si andrà avanti, una volta finita l’ubriacatura dei cittadini di Favara verso questa esperienza amministrativa, gli amministratori grillini saranno giudicati per quelli che sono: un sacco vuoto. I dati del sondaggio non mi stupiscono affatto: sono la logica conseguenza, anche popolare, del fallimento totale dell’Amministrazione in carica. Governare Favara è difficile per tutti, figuriamoci per i neofiti della politica. La giunta Alba è un bluff e lo dimostrano gli atti inconsistenti di questi primi sette mesi, si fa per dire, del governo locale.

Stelle di latta o stelle del firmamento?

Né l’una, né l’altra. Si è passati dalla propaganda Stellare alla stalla di fatto.

Quali sono le sue previsioni politiche per Favara in questo 2017?

Io credo che, come cittadini, soffriremo inevitabilmente per il rincaro dei tributi locali, a causa, anche, del dissesto finanziario, voluto dai grillini, senza nemmeno tentare di “rivisitare” il piano di equilibrio della giunta passata; i servizi sociali toccheranno il livello più basso ( refezione, disabili, anziani, bambini, scuole, poveri, etc); il servizio di igiene ambientale è già scadente e lo sarà di più, man mano si andrà avanti. Le previsioni, spero tanto di sbagliarmi, insomma sono nere, molto nere.

4 thoughts on “ROSARIO MANGANELLA: FAVARA TRA PASSATO E PRESENTE

  1. Come mai il prode e fedele Bernardo non ha accennato alla nuova testata giornalistica fortemente voluta da Saro Manganella? E perch’è l’ex sindaco si è avvalso del blog del famigerato e dissacrante Zorro, ricercato dalla Farm Cutural Park e da Scotland Yard, e non del suo New giornale on-line “Citta Aperta”, con tanto di direttore strappato dalle file dell’agonizzante Giornale Di Sicilia?
    Nell’augurarmi che le mie domande non siano troppo impertinenti, auguro al machiavellico mecenate Aristofane e all’ex Sindaco i miei auguri migliori per un 2017 all’insegna dell’obiettività, della coerenza e della chiarezza.

    1. Non so chi sia il prode ed il fedele “Bernardo”, perció non raso rispondere al quesito.
      Per quanto riguarda l’intervista concessa a “Zorro” le cose sono andate così: qualche giorno fa, ho ricevuto un messaggio anonimo che mi proponeva un’intervista sulla Amministrazione comunale ed ho risposto di si. Dopo qualche giorno – ancora anonimamente – mi sono arrivate le domande alle quali rispondere. Trascorsa circa una settimana, ho inviato le mie risposte che, dopo un paio di giorni, sono state pubblicate integralmente. Tutto qui.
      Grazie per gli auguri che ricambio.
      Rosario Manganella

  2. Bernardo è un personaggio immaginario ideato dallo scrittore statunitense Johnston McCulley. È il servo muto dell’eroico giustiziere mascherato e abile spadaccino Zorro, le cui gesta si svolgono nella California nel periodo del dominio spagnolo; è protagonista in romanzi, film e serie televisive.
    Bastava cercare su Google. Scusate l’ingerenza.

  3. Non credo che l’ex Sindaco Manganella non sapesse chi fosse Bernardo, il fido palafreniere tuttofare di don Diego Della Vega. Penso piuttosto abbia colto l’opportunità di dare una spiegazione sulla natura e l’origine di questa insolita intervista concessa al Sig. Zorro. Ma non spiega cosa l’abbia spinto a fare entrare ‘u sceccu pa’ cuda (Anna Alba e la stessa giunta grillina al collasso) nell’ambito di una ricorrenza importante per la memoria storica di Calogero Marrone. Chi c’intraponeva ? Visibilità? Voglia di riscatto morale agli occhi dei disgraziati elettori suicidi con le fette di salame negli occhi? O, Voglia di tenerezza?

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