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Quello del manifesto selvaggio e abusivo è oramai un fenomeno cronicizzato nella cultura siciliana e nella fattispecie in quell’universo a se che è Favara.

La legge n. 212 del 4 aprile 1956 stabilisce che a partire dal trentesimo giorno prima delle elezioni “l’affissione di stampati, giornali murali od altri e manifesti, inerenti direttamente o indirettamente alla campagna elettorale, è consentita soltanto in appositi spazi a ciò destinati da ogni Comune”. Ciò però non accade quasi mai. Volti di politici ritoccati a nuovo da potenti software troneggiano e sfoggiano i loro sorrisi ammalianti per catturare l’attenzione dei pochi pedoni o dei tantissimi automobilisti. in giro per le vie di Favara. Non c’è angolo, muro, transenna, palo di illuminazione pubblica, che non è oggetto di uno scomposto puzzle di manifesti per opera degli artisti attacchini ufficiali e abusivi. L’iniziativa di sensibilizzazione contro questo scempio è partita dal coordinamento delle associazioni di Favara che lo scorso 6 ottobre in piazza Cavour ha inscenato una singolare protesta e ha lanciato la provocazione invitando i cittadini a non votare chi sporca la città violando la legge. Sono stati inoltre girati dei video con le interviste dei politici che, a parole, si sono impegnati al rispetto delle regole. Sul sito http://rispettafavara.it è possibile visionare i video realizzati. Il sindaco di Favara Rosario Manganella si è impegnato ad intervenire e a far monitorare la situazione. Nonostante questo impegno “politico” assunto dal primo cittadino, ad oggi non si registra nessun intervento della Polizia Municipale per rimuovere o oscurare i volti abusivi dei politici ed elevare le giuste contravvenzioni. La Legge prevede una sanzione pecuniaria da 103 a 1.032 euro per ciascun manifesto, cosa che darebbe senz’altro una boccata di ossigeno alle disastrate casse comunali e ridurrebbe l’impatto delle imposte a carico dei cittadini. La campagna contro il manifesto abusivo ha un effetto taumaturgico. Infatti al coro indignato della società civile, si aggiunto il coro ipocrita della politica. La battaglia è stata cavalcata a suon di comunicati stampa da Rifondazione Comunista e dall’Italia dei Valori da poco resuscitati da un lungo coma vegetativo.

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