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Beppe Grillo è uno tzunami in piena che si sta abbattendo sulla vecchia politica, piatta, senz’anima e senza idee. Con il suo linguaggio da comico, da trascinatore, che usa le parole che la gente vuol sentire come una clava contro la mala politica, sta agitando vorticosamente le acque generando uno shock nel sistema.

La politica tradizionale oggi suscita solo sdegno. E’ apatica, è incapace di dare risposte concrete ai bisogni della gente, non sa trasmettere fiducia verso il prossimo.  Ritornare a far sorridere la folla, a farla sognare, a ricaricarla, a darle speranza e fiducia, incute timore a tanti. Durante il comizio di Favara dello scorso 19 ottobre 2012 l’irruenza di Beppe Grillo ha energicamente agitato le acque da fare scattare il sistema di irrigazione prato inglese dell’aiuola circostante il monumento dei caduti posto alle spalle del palco. Il povero Beppe Grillo shockato da questa “reazione a pioggia”, gettato lo sguardo verso questo grandioso capolavoro dei nostri progettisti, lo ha apostrofato con parole volgari. Mai frase fu così dirompente. I moschettieri della moribonda e catalettica politica, sobbalzati d’un colpo sul letto di morte per l’onta arrecata alla comunità di Favara e dei suoi caduti in guerra, sono accorsi in difesa di queste anime offese. Già, il prato incriminato appartiene al monumento dei caduti e per principio di transitività anche le anime dei nostri morti in guerra sono state offese. Chi è mai questo Beppe Grillo da permettersi ciò? I moschettieri hanno fatto peste e corna sui social network da costringere il disarmato candidato locale del Movimento Cinque Stelle a ottenere le scuse di Grillo, a mezzo di email scritta al sindaco di Favara Rosario Manganella, nei confronti della comunità di Favara e lavare così l’onta dell’offesa subita. Zorro della Favela, pur ritenendo che il prato in questione non è un capolavoro architettonico, chiede umilmente scusa ai “caduti” per essere stati trascinati in questa strumentale polemica a loro estranea. Zorro della Favela apporrà un lucchetto dell’amore con impressa una Z nell’inferriata antistante il monumento ai caduti, quale segno di amore e rispetto allo spirito di coloro che sono morti per volerci dare la speranza di una patria migliore.

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