FAVARABLOB - FAVELA FAVARA Report & News GENNAIO 2012

NFORMARE PER RESISTERE - Blog di inchiesta, politica, usi e costumi della Favela di Favara (Agrigento)                              GENNAIO 2012
  
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MAFIA WARS 





GRUPPI DI AMICI CHE SI AVVALGONO DI PAROLE D’ONORE”, “AMMASSO DI TURCHI”. Così in sintesi il corsaro Rosso, il Sindaco di Favara Rosario Manganella, ha etichettato i Consiglieri Comunali rei di ammutinamento. Manganellate a babordo e a tribordo, in barba al senso istituzionale ricoperto, che si sono abbattute contro la neo maggioranza trasversale in seno al civico consesso di Favara. La storia si ripete. Episodio di un film già visto nella precedente sindacatura Russello, anche se con diversa sceneggiatura, dove un gruppo di potere, poi coalizzatosi come “Patto per Favara”, intendeva dettare legge al governo della città. Cambiato sindaco, cambiato consiglio comunale, cambiato il Masaniello di turno, la scena si ripropone.  Ma qual è la molla di questo perverso meccanismo che a distanza di sette mesi dalla nascita della nuova compagine amministrativa ha, di fatto, affondato la nave del corsaro rosso? Qual è il “fattore K” che impedisce alla città di Favara di vivere una primavera di ricambio? A condizionare vita, morte e miracoli della politica di Favara, e non solo quella, sono i poteri economico-mafiosi.  Gruppi di interesse che vanno a braccetto con chiunque porti avanti i loro scopi e che si mostrano agguerriti contro coloro che si mettono di traverso. In ballo c’è la gestione di business milionari: rifiuti (che presto ritorneranno ad essere di competenza del Comune), metanizzazione, acqua, nuovo PRG. Ma anche affari come la gestione liberalizzata di beni comunali  come, a esempio, il centro polivalente, le ville, il castello chiaramontano. Nella politica di Favara è in atto la soap opera del capo dei capi, una guerra tra bande per la supremazia nella linea di comando, dove le comparse si fronteggiano e gli attori si godranno il merito. Che a vincere sarà la banda “Manganella” o  la banda capeggiata da Fallea poco importa. Gli interessi in ballo non sono certamente quelli di Favara e la città, ancora una volta, sarà oggetto di saccheggio e stupro per opera dei barbari di sempre.  

HOT FaVELA  


Siamo  o   no  uomini  di



onore?



di GRAZIELLA PECORARO

Durante la conferenza stampa di “Favara Futura”, mirata a presentare l’organigramma del movimento, sfociata, poi, in una sorta di incensamento della “coalizione di responsabilità”, davanti una folla gremita il Sindaco Rosario Manganella, rigettando le richieste di rimpasto da parte di alcuni consiglieri, si lascia andare in dichiarazioni, indirizzate ai suddetti, presto etichettate come allusive a espressioni tipiche del linguaggio mafioso. Mentre l’epiteto “turchi” è passato indenne, o quasi, dalle forche caudine, nonostante nell’immaginario popolare non suoni certo come un complimento, l’espressione “gruppo di amici che si avvale di parole d’onore” ha scatenato un vespaio di polemiche. Polemiche che hanno  avuto il merito di far riaffiorare tutta la doppiezza che alberga  in buona parte dei cavalieri della maggioranza, recentemente  impegnati in attività di ostruzionismo. Pronti a marciare sopra questo scivolone del primo cittadino, i consiglieri, hanno presto manifestato su “sicilia tv” nella trasmissione “incontri” il loro vivo turbamento. Un incontro dagli intenti squisitamente filologici (cosa si intende per parola d’onore?) con richiami paradossalmente pedagogici (la parola d’onore è un concetto che va trasmesso da padre in  figlio cit. Bennardo-mpa), risvolti  da regime comunista (il sindaco è rimasto nell’antica unione sovietica cit. Alaimo- mpa), metafore e quant’altro.  Incisivi alcuni interventi. Secondo il consigliere del pdl Fallea, tra consiglio comunale e amministrazione non c’è comunicazione. Ergo, la giunta va azzerata. Riguardo l’affare palazzetto, le cui somme sono state stornate nel bilancio comunale ad altri scopi, Fallea ci tiene a precisare che spendere per il ripristino di  “un bene che il comune non sa difendere”, una “cattedrale nel deserto”, è uno spreco immane in un momento in cui la gente non può comprare la pasta. Secondo la dichiarazione shock di Alaimo, invece, la loro è un’opposizione verso chi, in barba al bene comune, agisce per gli interessi  degli amici, per dire meglio dire opera clientelismo. No allo sperpero di denaro pubblico da parte dei volenterosi consiglieri  che pur di rendere proficuo il loro lavoro  prolificano piogge di commissioni consiliari, con il conseguente e ambito raggiungimento di 1122,55 euro  mensili, per intenderci. Di Rinunciare al gettone o  diminuirlo non se ne parla proprio nonostante le manifestazioni di  pena per le ristrettezze alimentari della popolazione. “Est modus in  rebus”  dichiara il consigliere di “Fare Favara” Bellavia sfoderando con orgoglio ed erudizione le sue conoscenze latine,  per poi esprimere considerazioni di carattere psicologico  “il sindaco sta farneticando, ha bisogno di aiuto”, rispolverando, infine, reminiscenze classiche  come la  famosa favola della volpe che non riesce a raggiungere  l’uva. Il tutto per evidenziare l’atteggiamento anomalo di un Sindaco che in un primo momento chiama l’opposizione a sé promettendo un giusto ristoro e poi qualifica gli stessi come gruppo di amici di origine turca. Dalle metafore, del resto, non si scosta nemmeno il consigliere Bennardo che ci regala allegorie calcistiche di un certo calibro “finì come u squatruni dill’inter ca vincì ca tinturia”.  Secondo Bennardo l’azzeramento della giunta è necessario in un paese dove non “si  pò accattari a bombola” e dove le strade sono tutte “buchi, buchi” Accuse precise da parte del consigliere  che conclude il suo intervento con la  perla saggistica  del “volo dal settimo piano” dove loro si sono muniti di paracadute, mentre oscura è la sorte di Manganella oramai giunto al primo  piano di questa ripida  discesa. Alla domanda di un perplesso Salvatore Sorce su cosa rischia Sasà visto che si parla di piani, Bennardo risponde in maniera criptica e per certi versi inquietante  “il pensiero lo lascio in SOTTOFONDO”. A concludere il consigliere Fallea che invita  il Presidente  del Consiglio  Leonardo Pitruzzella e l’Onorevole  Bosco (lo stesso che ha applaudito alle dichiarazioni del Sindaco durante la conferenza) a intervenire. Mentre il moderato comunicato stampa del Presidente del Consiglio arriva puntuale, silenzio dal fronte Bosco, nessun comunicato stampa, nemmeno di compiacimento o soddisfazione. Chiara, dunque, la presa di posizione da parte del Sindaco: no alla testa degli assessori. Del resto durante la conferenza stampa, il Sindaco ha sottolineato l’accordo politico di far rimanere gli assessori in carica  circa due anni, nessun rimpasto quindi, mica può venir meno  alla sua di “parola d’onore”.



CASA DOLCE CASA




Finalmente si mette un punto fermo nell’annosa questione delle case popolari di contrada Piana dei Peri di Favara. Il lucroso business di ricostruzione dei fabbricati a seguito delle continue (e sicuramente anche mirate) vandalizzazioni sembrerebbe acqua passata. Si è redatta la graduatoria che ha visto l’assegnazione degli alloggi alle famiglie aventi diritto. Un sospiro di sollievo per coloro che aspettavano l’agognata casa.
Anche in questa vicenda, però, oltre al danno (i lunghissimi anni trascorsi a vuoto dalla loro realizzazione, la reiterata distruzione delle stesse) si è scoperta la beffa. Tra gli assegnatari degli alloggi al secondo posto in graduatoria figura il neo consigliere comunale Giovanni Bennardo, di area MPA, presidente della Commissione dei Lavori Pubblici. Un bisognoso, che non ha un adeguato alloggio per la propria famiglia (dove abita attualmente è di proprietà del padre che, probabilmente, non lo vuole più tra i piedi), che ha un modestissimo reddito (fare oggi il Consigliere Comunale, in tempi di magra, non è remunerativo) e forse anche una famiglia numerosa. Tutto regolare? Chissà! Che l’assegnazione delle case popolari, in generale, non sia sempre di appannaggio dei veri bisognosi è risaputa. Trovare nomi di falsi nullatenenti, che hanno proprietà milionarie intestate a congiunti, non è una novità. E' la riproposizione in piccolo dei recenti scandali nazionali relativi agli alloggi di vari enti ceduti sottocosto a privilegiati. La casa a poco prezzo o quasi regalata è un ottimo business. Il nostro consigliere comunale Giovanni Bennardo ha capito bene di come vanno le cose a Favara.



A RISCHIO DEFAULT



Tratto da PERLACITTA'



L’Amministrazione ha ricevuto un atto di pignoramento a seguito di una sentenza della Corte d’Appello di Palermo per un importo di 1.268.000 euro. Il debito è sorto con l’espropriazione del terreno per la realizzazione della villa comunale di Viale Aldo Moro. I proprietari si sono appellati alla sentenza di primo grado che aveva stabilito un costo del terreno di molto inferiore a quello fissato adesso dalla Corte d’Appello. La villetta è stata inaugurata negli anni ’90 e completata in tempi recenti. Come si fa di solito, prima si taglia il nastro, poi si aspetta per almeno un decennio il completamento dell’opera e, alla fine, si pagano somme esorbitanti. A pagare è sempre la gente o, come si chiamava in passato, il popolo. Loro, la casta politica, a fronte di un pignoramento milionario e di trasferimenti finanziari che tardano ad arrivare mettendo a serio rischio la stabilità economica del Comune, continuano a fare commissioni su commissioni per stabilire la bontà dell’aria fritta. Non solo. Gli “arrivi” sono trionfalistici, nel senso che la semplice promessa di un finanziamento da parte della Regione viene diffusa con il rullo dei tamburi e i fuochi pirotecnici, mentre assordante è il silenzio sulle “partenze” come questa del pignoramento. Il popolo, dal canto suo, è talmente abituato alle “mazzate” che non sembra dare cenni di disagio. Va bene a tutti o, al massimo, tutti se la prendono con tutti, in una sorta di lotta tra neri in una notte senza luna. Mentre la città è con la corda al collo e rischia fortemente il dissesto finanziario, i nostri eroi cosa fanno? Pensano di azzerare la Giunta e di farne una nuova, ipotizzano altre maggioranze e si preoccupano di accumulare gettoni di presenza. Il tanto sperato “nuovo” sta lasciando spazio al peggiore vecchio modo di fare politica. Intanto, occorrerebbe fare fronte unico nella ricerca delle migliori soluzioni per salvare la stabilità economica dell’Ente e per evitarne i pericolosi effetti, primo tra tutti la salvaguardia dell’occupazione per i precari. Nessuno, dicevamo, parla del gravissimo problema del pignoramento, forse stanno riflettendo, come è giusto che sia. Peccato non fare lo stesso, in occasioni di finanziamenti “fantasma”.




VIGILI TERMINATOR





Udite udite. A Favara si fanno i blitz antiassenteismo ma, notizia ancora più eclatante, a condurli non sono i Carabinieri o la Guardia di Finanza, ma, udite udite, i vigili urbani. Che figata!!! Assenteisti tremate!!!! I vigili “terminator” vi staranno alle costole. Il mentore di questa iniziativa è il neo segretario comunale Piero Amorosia, voluto dal sindaco Rosario Manganella. Il suo insediamento inizia sotto il segno dell’inquisizione e del rigore, almeno nelle intenzioni. Nel periodo pre-natalizio dello scorso anno si è svolto il primo blitz che ha riguardato gli uffici comunali delle due sedi distaccate di piazza Don Giustino e piazza Mazzini. Risultato sotto le aspettative, ovviamente. Tanto fumo, niente arrosto, e soprattutto molto silenzio attorno a questa iniziativa. Forse agli assenteisti è arrivato il cinguettio di qualche uccellino. Chi controllerà, invece, gli stessi vigili urbani considerato che in giro non se ne vedono?




AAA Dirigente cercasi




Con l’inizio del 2012 il Comune di Favara è senza dirigente allo sport, turismo e spettacolo, cultura e pubblica istruzione, perchè la dottoressa Teresa Pirrera è andata in pensione. La mancanza di un pronto ricambio dirigenziale ha di fatto determinato un grave blocco amministrativo. La notizia del pensionamento della dirigente era risaputa già tempo, come mai il sindaco non ha prontamente provveduto ad assegnare il dipartimento ad altro dirigente? Perchè se ne sta in silenzio e non assume alcuna iniziativa in merito? Che fine ha fatto il nuovo schema organizzativo dell'ente? A tutt’oggi è ancora in vigore lo schema con otto dipartimenti approvato dalla precedente amministrazione. I dirigenti però  sono solo sei dirigenti e a due di essi è stato affidato ad interim un doppio dipartimento. Si adotterà lo stesso metodo anche con questo dipartimento vacante? Che progetti ha l’amministrazione in merito? Il silenzio comunque non è solo dell’amministrazione. Il Consiglio Comunale è assente da queste problematiche, stizzito solamente per essere marginalizzato nella gestione amministrativa (dove c’è il "magna magna" ovviamente) che è di appannaggio della giunta. L’opposizione, o presunta tale (ammesso sempre che ancora esista), langue. In questo scenario la barca corsara continua la sua rotta allo sbaraglio, navigando a vista e tappando le numerose falle che imbarcano acqua causate dagli errori  di rotta del capitano.  

LA FORZA DELLE IDEE  

L'urlo indignato

L'urlo indignato ritorna. Questa volta sarà a TEMA. Ogni finestrella avrà il suo canovaccio a cui si prega di attenersi per non essere colpiti dalla spada di zorro. BUON URLO!!!!


PAROLE D'ONORE








LE FIGURE DI ...







"PRO CESSO" all'enfant prodige Nino Bosco. Rischia la scomunica dal suo mentore Angelino Alfano per l'infelice scelta di avere candidato a sindaco di Favara Rosario Manganella. 




iL sondaggIO


Risultati del sondaggio del numero di dicembre. 2011:


- La giunta del Corsaro Rosso resisterà o affondera?

Su un totale di 94 votanti

- il 62% ha risposto SI 
- ll 38%
ha risposto NO


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