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MAFIA
WARS

“GRUPPI DI AMICI CHE SI
AVVALGONO DI PAROLE D’ONORE”, “AMMASSO DI
TURCHI”. Così
in sintesi il corsaro
Rosso, il Sindaco di
Favara Rosario Manganella, ha etichettato i Consiglieri
Comunali rei di ammutinamento. Manganellate
a babordo e a tribordo, in
barba al
senso istituzionale ricoperto, che si sono abbattute contro la neo maggioranza
trasversale in seno al civico consesso di Favara. La storia si ripete.
Episodio
di un film già visto nella precedente sindacatura Russello,
anche se con
diversa sceneggiatura, dove un gruppo di potere, poi coalizzatosi come
“Patto
per Favara”, intendeva dettare legge al governo della
città. Cambiato sindaco,
cambiato consiglio comunale, cambiato il Masaniello di turno, la scena
si
ripropone. Ma qual è la molla di questo
perverso meccanismo che a distanza di sette mesi dalla nascita della
nuova
compagine amministrativa ha, di fatto, affondato la nave del corsaro
rosso?
Qual è il “fattore K” che impedisce alla
città di Favara di vivere una
primavera di ricambio? A
condizionare vita, morte e miracoli della politica di
Favara, e non solo quella, sono i poteri economico-mafiosi.
Gruppi di interesse che vanno a braccetto con
chiunque porti avanti i loro scopi e che si mostrano agguerriti contro
coloro
che si mettono di traverso. In ballo c’è la gestione di business
milionari: rifiuti
(che presto ritorneranno ad essere di competenza del Comune), metanizzazione, acqua,
nuovo PRG. Ma anche affari come la gestione liberalizzata
di beni comunali come, a esempio, il centro polivalente, le
ville, il castello chiaramontano. Nella politica di Favara
è in atto la soap
opera del capo dei capi, una guerra tra bande per la supremazia nella
linea di
comando, dove le comparse si fronteggiano e gli attori si godranno il
merito.
Che a vincere sarà la banda “Manganella”
o la banda capeggiata da Fallea poco importa. Gli interessi in ballo non sono
certamente quelli di Favara e la città, ancora
una volta, sarà oggetto di
saccheggio e stupro per opera dei barbari di sempre.
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HOT FaVELA
Siamo o
no uomini di
onore?
di GRAZIELLA PECORARO
Durante la conferenza
stampa di
“Favara Futura”, mirata a presentare
l’organigramma del movimento, sfociata,
poi, in una sorta di incensamento della “coalizione
di responsabilità”, davanti
una folla gremita il Sindaco Rosario
Manganella,
rigettando le richieste di
rimpasto da parte di alcuni consiglieri, si lascia andare in
dichiarazioni, indirizzate
ai suddetti, presto etichettate
come allusive a espressioni tipiche del linguaggio mafioso.
Mentre
l’epiteto “turchi” è passato
indenne, o
quasi, dalle forche caudine, nonostante nell’immaginario
popolare non suoni
certo come un complimento, l’espressione
“gruppo di amici che si avvale di
parole d’onore” ha scatenato un vespaio di
polemiche. Polemiche che hanno avuto il merito di far
riaffiorare tutta la doppiezza
che alberga in buona parte dei
cavalieri della maggioranza, recentemente
impegnati in attività di ostruzionismo. Pronti a marciare
sopra questo
scivolone del primo cittadino, i consiglieri, hanno presto manifestato
su “sicilia
tv” nella trasmissione “incontri” il loro
vivo turbamento. Un incontro dagli
intenti squisitamente filologici (cosa si
intende per parola d’onore?) con
richiami paradossalmente pedagogici (la parola
d’onore è un concetto che va
trasmesso da padre in figlio cit. Bennardo-mpa),
risvolti da regime comunista (il sindaco
è rimasto nell’antica unione sovietica cit.
Alaimo- mpa), metafore e
quant’altro. Incisivi alcuni interventi. Secondo il
consigliere del pdl Fallea, tra consiglio comunale e
amministrazione
non c’è comunicazione. Ergo, la
giunta va azzerata.
Riguardo l’affare palazzetto, le cui somme sono state
stornate nel bilancio comunale ad altri scopi, Fallea ci tiene a
precisare che
spendere per il ripristino di “un bene
che il comune non sa difendere”, una “cattedrale
nel deserto”, è uno spreco
immane in un momento in cui la gente non può comprare la
pasta. Secondo la dichiarazione
shock di Alaimo,
invece, la loro è un’opposizione
verso chi,
in
barba al bene comune, agisce per
gli interessi degli amici, per dire meglio dire opera
clientelismo.
No allo sperpero di denaro pubblico da parte dei volenterosi
consiglieri
che pur di rendere proficuo il loro
lavoro prolificano piogge di commissioni
consiliari, con il conseguente e ambito raggiungimento di 1122,55 euro
mensili, per intenderci. Di Rinunciare
al gettone o diminuirlo non se ne parla proprio nonostante le
manifestazioni di pena per le
ristrettezze alimentari della popolazione. “Est
modus in rebus”
dichiara il
consigliere di “Fare Favara” Bellavia
sfoderando con orgoglio ed erudizione le sue conoscenze latine,
per poi esprimere considerazioni di carattere
psicologico “il
sindaco sta
farneticando, ha bisogno di aiuto”, rispolverando, infine,
reminiscenze
classiche come la famosa favola della volpe che non
riesce a
raggiungere l’uva. Il tutto per
evidenziare l’atteggiamento anomalo di un Sindaco che in un
primo momento chiama
l’opposizione a sé promettendo un giusto ristoro e
poi qualifica gli stessi
come gruppo di amici di origine turca. Dalle metafore, del resto, non
si scosta
nemmeno il
consigliere Bennardo
che ci regala allegorie calcistiche di un certo
calibro
“finì come u squatruni dill’inter ca
vincì ca tinturia”. Secondo Bennardo
l’azzeramento della giunta è
necessario in un paese dove non “si pò
accattari a bombola” e dove le strade sono tutte
“buchi, buchi” Accuse precise
da parte del consigliere che conclude il
suo intervento con la perla
saggistica del “volo dal settimo piano”
dove loro si sono muniti di paracadute, mentre oscura è la
sorte di Manganella
oramai giunto al primo piano di questa
ripida discesa. Alla domanda di un perplesso
Salvatore Sorce su cosa rischia Sasà visto che si parla di
piani, Bennardo
risponde in maniera criptica e per certi versi inquietante “il
pensiero lo lascio in SOTTOFONDO”. A
concludere il consigliere Fallea che invita il
Presidente
del Consiglio Leonardo
Pitruzzella e l’Onorevole Bosco (lo
stesso che ha applaudito alle dichiarazioni del Sindaco durante la
conferenza) a
intervenire. Mentre il moderato comunicato stampa del Presidente del
Consiglio
arriva puntuale, silenzio dal
fronte Bosco, nessun
comunicato stampa, nemmeno
di compiacimento o soddisfazione. Chiara, dunque, la presa di
posizione da
parte del Sindaco: no alla testa degli assessori. Del resto durante la
conferenza stampa, il Sindaco ha sottolineato l’accordo
politico di far
rimanere gli assessori in carica circa
due anni, nessun rimpasto quindi, mica può venir
meno
alla sua
di
“parola d’onore”.
CASA DOLCE CASA
Finalmente
si mette un punto fermo
nell’annosa questione delle case popolari di
contrada Piana dei Peri di
Favara. Il lucroso business di ricostruzione dei fabbricati a seguito
delle
continue (e sicuramente anche mirate) vandalizzazioni sembrerebbe acqua
passata. Si è redatta la graduatoria che ha visto
l’assegnazione degli
alloggi alle famiglie aventi diritto. Un sospiro di sollievo
per coloro che
aspettavano l’agognata casa.
Anche in questa vicenda, però, oltre al danno (i lunghissimi
anni trascorsi a
vuoto dalla loro realizzazione, la reiterata distruzione delle stesse) si
è
scoperta la beffa. Tra gli assegnatari degli alloggi al
secondo posto in
graduatoria figura il neo consigliere comunale Giovanni
Bennardo, di
area MPA, presidente della Commissione dei Lavori Pubblici. Un
bisognoso, che
non ha un adeguato alloggio per la propria famiglia (dove abita
attualmente è
di proprietà del padre che, probabilmente, non lo vuole
più tra i piedi), che
ha un modestissimo reddito (fare oggi il Consigliere Comunale, in tempi
di
magra, non è remunerativo) e forse anche una famiglia
numerosa. Tutto
regolare? Chissà! Che l’assegnazione
delle case popolari, in
generale, non sia sempre di appannaggio dei veri bisognosi è
risaputa.
Trovare nomi di falsi nullatenenti,
che hanno proprietà milionarie
intestate a congiunti, non è una novità. E'
la riproposizione in piccolo
dei recenti scandali nazionali relativi agli alloggi di vari enti
ceduti
sottocosto a privilegiati. La casa a poco prezzo o
quasi regalata è
un ottimo business. Il nostro consigliere comunale Giovanni
Bennardo
ha capito bene di come vanno le cose a Favara.
A RISCHIO DEFAULT
Tratto da PERLACITTA'
L’Amministrazione
ha ricevuto un atto di
pignoramento a seguito di una sentenza della Corte
d’Appello di Palermo per un importo di 1.268.000 euro. Il
debito è sorto con
l’espropriazione
del terreno per la realizzazione della villa comunale di Viale
Aldo Moro. I proprietari si sono appellati alla sentenza
di primo grado che
aveva stabilito un costo del terreno di molto inferiore a quello
fissato adesso
dalla Corte d’Appello.
La villetta è stata inaugurata negli anni ’90 e
completata in tempi recenti. Come si fa di solito, prima
si taglia il nastro,
poi si aspetta per almeno un decennio il completamento
dell’opera e, alla fine,
si pagano somme esorbitanti. A
pagare è sempre la gente o, come si chiamava in
passato, il popolo. Loro, la casta politica, a
fronte di un pignoramento
milionario e di trasferimenti finanziari che tardano ad arrivare
mettendo a
serio rischio la stabilità economica del Comune, continuano a fare commissioni
su commissioni per stabilire la bontà
dell’aria fritta. Non solo. Gli “arrivi” sono
trionfalistici,
nel senso che la semplice promessa di un finanziamento da
parte della Regione viene diffusa con il rullo dei tamburi e i fuochi
pirotecnici,
mentre assordante è il silenzio sulle “partenze”
come questa del pignoramento. Il
popolo, dal canto suo, è
talmente abituato alle “mazzate” che
non sembra dare
cenni di disagio. Va bene a tutti o, al massimo, tutti se la prendono
con
tutti, in una sorta di lotta tra neri in una notte senza luna. Mentre
la città
è con la corda al collo e rischia fortemente il dissesto finanziario,
i nostri
eroi cosa fanno? Pensano
di azzerare la Giunta e di farne una nuova, ipotizzano
altre maggioranze e si preoccupano di accumulare gettoni di presenza.
Il tanto
sperato “nuovo” sta lasciando spazio al peggiore
vecchio modo di fare politica.
Intanto, occorrerebbe fare fronte unico nella ricerca delle migliori
soluzioni
per salvare la stabilità economica dell’Ente e per
evitarne i pericolosi
effetti, primo tra tutti la salvaguardia dell’occupazione per
i precari. Nessuno,
dicevamo, parla del
gravissimo problema del pignoramento, forse stanno
riflettendo, come è giusto che sia. Peccato non fare lo
stesso, in occasioni di finanziamenti
“fantasma”.
VIGILI TERMINATOR
Udite udite. A
Favara si
fanno i blitz
antiassenteismo ma, notizia ancora più
eclatante, a condurli non
sono i Carabinieri o la Guardia di Finanza, ma, udite udite, i vigili urbani.
Che figata!!! Assenteisti tremate!!!! I vigili
“terminator” vi staranno alle
costole. Il mentore di questa iniziativa è il neo segretario
comunale Piero
Amorosia, voluto dal sindaco Rosario Manganella. Il suo insediamento
inizia
sotto il segno dell’inquisizione
e del rigore, almeno nelle intenzioni. Nel
periodo pre-natalizio dello scorso anno si è svolto il primo
blitz che ha
riguardato gli uffici comunali delle due sedi distaccate di piazza Don
Giustino
e piazza Mazzini. Risultato
sotto le aspettative, ovviamente. Tanto fumo, niente
arrosto, e soprattutto molto
silenzio attorno a questa iniziativa. Forse agli
assenteisti
è arrivato il cinguettio di qualche uccellino. Chi
controllerà, invece, gli
stessi vigili urbani considerato che in giro non se ne vedono?
AAA Dirigente cercasi
Con
l’inizio del 2012 il Comune di Favara
è senza dirigente allo sport, turismo e spettacolo, cultura
e pubblica
istruzione, perchè la dottoressa Teresa Pirrera
è andata in pensione. La
mancanza di un pronto ricambio dirigenziale ha di fatto determinato un
grave
blocco amministrativo. La notizia del pensionamento della
dirigente era
risaputa già tempo, come mai il sindaco non
ha prontamente provveduto ad
assegnare il dipartimento ad altro dirigente?
Perchè se ne
sta in
silenzio e non assume alcuna iniziativa in merito? Che fine
ha fatto il
nuovo schema organizzativo dell'ente? A tutt’oggi
è ancora in vigore lo
schema con otto dipartimenti approvato dalla precedente
amministrazione. I
dirigenti però sono solo sei dirigenti e a due di
essi è stato affidato
ad interim un doppio dipartimento. Si adotterà lo stesso
metodo anche con questo
dipartimento vacante? Che progetti ha l’amministrazione in
merito? Il silenzio
comunque non è solo dell’amministrazione. Il
Consiglio Comunale è assente
da queste problematiche, stizzito solamente per essere marginalizzato
nella
gestione amministrativa (dove c’è il "magna magna"
ovviamente) che è
di appannaggio della giunta. L’opposizione,
o presunta tale (ammesso
sempre che ancora esista), langue. In questo
scenario la barca corsara
continua la sua rotta allo sbaraglio, navigando a vista e tappando le
numerose
falle che imbarcano acqua causate dagli errori di rotta del
capitano.
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