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NFORMARE PER RESISTERE - Blog di inchiesta, politica, usi e costumi della Favela di Favara (Agrigento)        SETTEMBRE -OTTOBRE 2011  
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Il vero rinnovamento e la presunta discontinuità con la passata amministrazione, tante volte sbandierati in campagna elettorale, stentano a manifestarsi nell’amministrazione Manganella. L’annunciata rescissione del contratto in essere con l’AIPA, rimandata a scadenza naturale nel 2013; le tasse a carico dei cittadini che non sarebbero aumentate e invece l’imposta sulla Tarsu è cresciuta; i soldi dell’ANAS, che dovevano servire a risanare la disastrata rete viaria comunale, stornati per altri scopi meno nobili. Un continuo bluff. L’ultima vicenda del gioco delle tre carte dell’amministrazione Manganella è quella legata al ridimensionamento e alla nomina dei nuovi dirigenti al Comune di Favara. Circostanza conclusasi, sotto l’aspetto innovativo, con un nulla di fatto. I dipartimenti sono rimasti sempre otto mentre i dirigenti sono stati ridotti a sei, raddoppiando a due di essi le mansioni di loro spettanza. A farne le spese sono stati i dirigenti invisi all’attuale amministrazione. Tutti gli altri sono rimasti al loro posto. Niente ricambio in ogni caso. L’affidamento a interim dei servizi che fanno capo ai dipartimenti “commissariati” (contratti, affari generali, legali ed istituzionali; affari sociali; arredo urbano, ambiente, sanità, sicurezza, servizio idrico integrato, manutenzioni, patrimonio; programmazione innovativa, sviluppo locale, pianificazione strategica e politiche comunitarie), non solo è gravosa e impossibile ma dannosa per il Comune parchè coloro cui è stata affidata non hanno le competenze e l'esperienza per quei settori. I risultati disastrosi per il Comune di Favara saranno presto evidenti. 

HOT FaVELA  



COGITO ERGO SUM

PER CHI HA UNA VOCE DENTRO…MA ANCHE UN EGO MOLTO ESTERIORE
a cura di P.G.

È finalmente arrivata l’impavida, temeraria, tanto annunciata voce dentro del consigliere Antonio Fallea.
Ovvero la voce di colui che ha fatto a “pugni con un sistema politico vecchio e prepotente”, la voce  di colui che dell’onestà politica ne ha fatto il cavallo di battaglia ergendosi anche a  paladino delle quote rosa e prodigandosi con manifesti dell’ultima ora.
È arrivata forte, efficace come sempre, la sua voce dentro.
E non è saltata fuori per discutere sui disservizi di un paese disastrato ma piuttosto per gridare allo scontento per un habitat consiliare non consono.
Una volta aperti i lavori dell’ultimo consiglio comunale, nonostante l’incipit enfatico del Presidente del Consiglio  Leonardo Pitruzzella, che ha sottolineato l’importanza storica di un consiglio ritornato dopo 50 anni a palazzo di città, immediato è stato l’intervento del consigliere Fallea, che con l’usuale propensione a scandire parole pesanti come macigni, colmi di assonze, pause, e richiami tali da creare un oratorio debordante, ha dichiarato come la nuova aula consiliare non sia di suo gradimento.

“Tutte le aule consiliari hanno sede nei palazzi storici, da palazzo nei Normanni al Quirinale…e a  Favara no? Vogliamo scherzare? Vogliamo dare dignità al nostro consiglio comunale?” Grida il consigliere Fallea, ignorando che palazzo di città, già palazzo Mendola (il quale  vanta un percorso lungo oltre tre secoli)  è effettivamente un palazzo storico e che non sono le  volte a botte in pietra intagliata o le monofore tipicamente medievali (come nell’ambita sala del collare del castello) a caratterizzare la storicità di un edificio.
Eloquente il successivo botta e risposta da toni da osteria tra Fallea e il collega di partito Giuseppe Nobile, quest’ultimo, in primo luogo, verbalmente aggredito per aver sottolineato come non si possano buttare i 60 mila euro utilizzati per l’attuale sala e, in secondo,   invitato da Fallea ad evitare in futuro iniziative che possono ledere la coerenza del partito. Ma non è tutto.
Altra questione avallata da Fallea: la stampa. Quest’ultima non si deve impicciare delle tasche dei consiglieri.
Il rendiconto dei nostri eroi, recentemente pubblicato sul sito www.perlacitta.it  non è stato gradito dal nostro consigliere.  Come se un presidente di una commissione (Decentramento Amministrativo e Affari Generali) non avesse il diritto di convocare 11 commissioni in un mese senza  che questo evochi  lo spettro del sospetto. Fallea invita la stampa seria ad occuparsi di  altro, dimenticando quando lo  scorso 9 settembre tramite un comunicato stampa, abbracciando la causa giornalistica,  auspicava una collaborazione con gli organi di stampa rendendo disponibile ogni aspetto del lavoro svolto, concludendo con suggestive parole: “il pilastro su cui poggia la democrazia è la verità conoscitiva”.
Ma l’unico pilastro a cui interessa adesso al Fallea è forse quello della nuova aula consiliare che nel bel mezzo dello stabile limita la visuale. Per cui  l’invito a non guardare alle tasche dei consiglieri è abbastanza chiaro, perché alla fine il gettone non l’ha mica inventato il comune di Favara, lui ne farebbe anche a meno.
E allora visto che ne farebbe a meno,  invitiamo il consigliere Fallea a farne un uso utile alla collettività, certi che non potrebbe non  comprendere un invito così nobile..lui..che ha una voce dentro….



LA SCUOLA DI SABBIA
 

AGRIGENTO.
Un ospedale
di sabbia costruito da circa un trentennio e utilizzato solo da pochi anni che viene dichiarato inagibile ma, miracolosamente, è graziato e salvato. La sua vicenda avrebbe trascinato nel fango progettisti, esecutori, collaudatori, amministratori, politici di piccolo e grande calibro. Una nutrita cricca a cui salvare il sedere. Occorreva una decisione eccezionale. L’ospedale è ancora al suo posto e in piena attività. Il prodigio della politica si è compiuto.
FAVARA.
 
Una struttura adibita a scuola media in esercizio da circa 40 anni che di punto in bianco è dichiarata inagibile e ne viene decretata la morte tombale. Centinaia di studenti, famiglie, personale docente e precario, che ad inizio anno scolastico sono allo sbaraglio. La politica che fa in questo caso? Il minimo indispensabile affrontando alla meno peggio l’emergenza. Non salva la scuola comunque. Forse sotto sotto sghignazza pensando al business che graviterà attorno a questo problema. La politica che adotta due pesi e due misure a seconda i casi. A Favara non ci sono culi da salvare solo sederi da accontantare, quindi niente miracoli di salvataggio. Pollice riverso. La scuola, che ha certamente bisogno di un'adeguata ristrutturazione ma che in fondo non pecca realmente di inagibilità, è da rifare ex novo e alla politica nostrana questa situazione fa comodo. E’ una boccata di ossigeno. Il Sindaco Rosario Manganella deve sfamare le tante bocche di coloro che lo hanno sostenuto in campagna elettorale e che ansimano di passare all’incasso. L’occasione è ghiotta: progettare, appaltare, demolire e ricostruire, fornitura di materiale edile, nuova impiantistica, fornitura di infissi e arredi, stima dei costi che sicuramente lieviterà in corso d’opera e tanto altro. Si inizia comunque con la locazione a carattere di urgenza di nuovi locali. Chi sarà il fortunato che godrà di questa inaspettata pioggia di denaro? Il vero miracolo della politica invece si compirà presto quando arriveranno i milioni di euro per la nuova scuola. 




UTC SPA: IL RITORNO



Il recente per opera dell’amministrazione Manganella, che ha fatto rotolare a terra “teste” eccellenti, non è stato un riassetto dirigenziale al Comune di Favara deterrente contro la macchina speculativa targata UTC SpA. La cricca si è rimessa all’opera ed è pronta a riversare a tappabuco migliaia di metri cubi di cemento nei pochi angoli vergini rimasti. A Favara i fabbricati esistenti possono ospitare il triplo degli attuali abitanti. Un’inflazione di immobili che dovrebbe rendere poco speculativa la scelta di realizzare nuove costruzioni.  Ma non è così. Favara ancora una volta costituisce un’anomalia nel panorama agrigentino.  L’edilizia, nonostante la sbandierata crisi, è un settore trainante e quindi rappresenta un buon investimento. A inaugurare la nuova stagione edilizia targata UTC SpA & co…mpari sono due società la Medioikos S.r.L. e la Olanda S.r.L. che si stanno apprestando a realizzare nuovi palazzi nella zona tra il corso Vittorio Veneto e la via Olanda e la contrada Burgilamone. Società di paravento, ovviamente, il cui risvolto della medaglia svela la ragnatela di congiunti, figli e compari di ventura dei soliti “innominati” che operano all’interno dell’Ufficio Tecnico di Favara che di punto in bianco si improvvisano imprenditori. Un network che si è esteso anche oltre il tradizionale bacino dell’UTC SpA. Si sono aggiunti funzionari del Genio Civile di Agrigento e della Provincia Regionale di Agrigento che, forti del blasone per la stretta parentela con un potente big della politica locale e nazionale, animati di appetito vorace sono pronti a spartirsi la torta della speculazione edilizia. Un bell’esempio evidente di conflitto d’interesse alla luce del sole a scapito della collettività che non ne trae alcun vantaggio. Un investimento che frutterà milioni di euro di utile. La corsa della cricca sembra inarrestabile; addirittura, forse subodorando aria di “repulisti” si è adoperata, nell’ultima tornata di elezioni amministrative, per eleggere un loro rappresentante in seno al Consiglio Comunale di Favara.
Tutto questo è solo la punta dell’iceberg. L’allegra gestione dell’UTC SpA è molto estesa di quanto appaia. L’attuale dirigente è stato da poco riconfermato, forte della buona sintonia con il Sindaco Rosario Manganella sin dai tempi della gestione all’Acquedotto del Voltano. Egli, senza entrare nel merito del suo operato, è da molti definito persona perbene ma è comunque sotto la sua reggenza che molti fatti e misfatti dell’UTC SpA continuano indisturbatamente a consumarsi. Vige la regola del “vivi e lascia vivere” per cui è meglio volgere lo sguardo altrove e conservare la poltrona, oppure si è aggiunto un posto a tavola?




LA NOTA DOLENTE



Due rapitori telefonano alla polizia e dichiarano: “Abbiamo rapito il sindaco ed il comandante dei vigili urbani, vi diamo un’ora esatta di tempo per consegnarci 5.000,00 euro. Allo scadere dei sessanta minuti, se non ci consegnate i soldi, li cospargiamo di benzina e gli diamo fuoco”. Poiché il tempo a disposizione era poco ed i malviventi hanno dato ad intendere di essere decisi a tutto, per recuperare in fretta i soldi, 4 poliziotti si sono piazzati a ridosso di 4 importanti semafori e spiegando l’accaduto agli automobilisti, si sono messi a fare la colletta. Scaduti i 60 minuti, uno dei poliziotti si presenta ai rapitori e gli consegna il bottino: 5 centesimi e 5000 litri di benzina.

Quello dei vigili urbani, o polizia urbana che dir si voglia, e del connubio con la politica che mai interviene energicamente come dovrebbe nei loro confronti, è un problema annoso che attanaglia la comunità favarese. I “vigili urbani” rappresentano la “nota dolente della città”. Così ha sentenziato recentemente il Sindaco Rosario Manganella dopo che era montata la polemica su di loro. Dalle parole ai fatti però ne corre. Lo stesso Sindaco, in apparente palese contraddizione, qualche giorno prima ha riconfermato alla dirigenza del settore Gaetano Raia. Se un segnale forte doveva essere dato, non c’è stato. I “vigili urbani” di Favara non sono certamente l’unico problema di un ingranaggio burocratico-amministrativo che scricchiola da molte parti, ma si prestano a essere il parafulmine di tutti i mali essendo tra i più esposti. Dovrebbero essere visibili e a stretto contatto con la cittadinanza. Invece non si vedono. I vecchi lupi sono quasi tutti imboscati, mentre alle nuove leve (ausiliari o ex tali, non immuni dal peccato originale della dipendenza politica) è spesso affidato l’ingrato compito di occuparsi delle faccende spicciole: vigilanza in qualche scuola negli orari di entrata e di uscita; vigilanza alla sede del Comune di piazza Cavour e dintorni; vigilanza in qualche arteria viaria comunale. Sono mandati allo sbaraglio e senza alcuna autorità. Spesso si ha l’impressione che siano la caricatura dei loro colleghi imboscati. In assenza del controllo istituzionale da parte dei “vigili urbani” a Favara come sempre l’anarchia regna sovrana: traffico nel caos, abusiva occupazione del suolo pubblico, abusivismo edilizio dilagante, ville e giardini abbandonati a se stessi, discariche abusive a cielo aperto, randagismo, quiete pubblica spesso turbata. Il lavoro di ufficio è pure importante ma non è l’essenziale. Occorre il costante monitoraggio della città, assicurarne l’ordine e la vivibilità. Sarà in grado il Sindaco Rosario Manganella di passare dalle parole ai fatti? Ci si augura che non si debba fsare la colletta per qualche litro di benzina.




ATTENTI A QUEI DUE




“Occorrono interventi urgenti nei quartieri degradati”. "Rispettiamo il nostro paese".“Discariche, inceneritori e abbandono indiscriminato sul territorio di ogni tipo di rifiuto sono diventati vere e proprie emergenze sociali oltre che ambientali”.  “Ho preteso l’immediato arrivo dei vigili urbani per ridare ordine e sicurezza”. A sentire parlare Giuseppe Nobile e Leonardo Pitruzzella si ha l’impressione che i due facciano parte dell’opposizione che in forma costruttiva, non barricadera e fondamentalista, denuncia i tanti mali che affliggono la città di Favara cercando di ottenere risposte e pronte azioni da chi governa. Nella realtà, invece, i due fanno parte del PDL, area Bosco, che attualmente amministra Favara. Il ruolo ufficiale di partito di opposizione spetta a Rifondazione Comunista e al suo rappresentante eletto Antonio Palumbo. I comunisti, se altrove fanno addirittura paura (com’è successo recentemente in Lombardia dove si sono fatti sentire boicottando il “tour della padania” di iniziativa leghista) a Favara non destano preoccupazione. Si sentono poco. Quando erano fuori del palazzo si udivano di più. Chiude per inagibilità il plesso scolastico Antonio Mendola lasciando nell’incertezza personale docente e studenti. Silenzio! Latitano come sempre i “vigili urbani”. Il traffico è nel caos. Silenzio! Il centro storico giorno dopo giorno a pezzi e le strade sono un labirinto senza uscita. Silenzio! Si fanno ottanta commissioni consiliari in un mese che succhiano soldi pubblici e producono il nulla per la collettività. Silenzio! La rete viaria comunale è sempre più un colabrodo. Silenzio! A colmare tutti questi e altri vuoti però provvedono i nostri due "eroi" targati PDL. Come mai? Perchè questo loro interventismo? Sono davvero così attenti ai bisogni della collettività da sostituirsi al silenzioso rifondarolo? Se realmente così fosse bisognerebbe rendere onore al merito. Qualcosa però sotto sotto puzza di bruciato. Non è che i due sparano alla maniera leghista, su ordine del loro mentore on. Nino Bosco, giusto per tenere sotto pressione il Sindaco Rosario Manganella e ricordargli quali sono i paletti oltre cui non debordare? L’impressione che i due siano i nuovi profeti del verbo dell'on. Nino Bosco è molto fondata. Se così fosse il ruolo dei nostri due “prodi” targati PDL nella realtà si svilisce: tocca a loro indossare la casacca dei Montalbano e Fallea di turno, quella degli utili idioti. Favara non ha bisogno di falsi profeti o di cani che abbaiano ma non mordono. Occorrono veri mastini che sappiano lottare, difendere, e, se è necessario, anche attaccare e mordere. Esistono ancora?
L'urlo indignato  


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LE FIGURE
DI ...





Mentre Favara è avvolta nell'emergenza scolastica, sanitaria e viaria, il Sindaco vola a Bruxelles per assistere alle sedute del Parlamento Europeo. A spese di chi? E' in missione? Chi si è portato dietro in questa vacanza?




Programmazione innovativa e pianificazione strategica, servizio informativo territoriale regionale, agenda 21, P.I.T. - P.I.S.U. - P.I.S.T. - P.I.S.R. il povero dott. Michele Sorce andrà come l’asino alla lira. Ma lui è uno che in fondo prende tutto con filosofia:il lavoro mi piace, mi affascina. Potrei starmene seduto per ore a guardarlo…. senza però capirci nulla.”


i sondaggi




Sondaggi 




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iI risultati del sondaggio del numero di agosto 2011: 

- "Chi butteresti dalla torre?".

Su un totale di 93 votanti

- il 57% butterebbe l'on. Nino Bosco
- il 43% butterebbe l'on. Giuseppe Scalia



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