 |

Il vero
rinnovamento e la presunta discontinuità con la passata
amministrazione, tante volte sbandierati in campagna elettorale,
stentano a
manifestarsi nell’amministrazione Manganella.
L’annunciata rescissione
del
contratto in essere con l’AIPA, rimandata a scadenza naturale
nel 2013;
le
tasse a carico dei cittadini che non sarebbero aumentate e invece
l’imposta
sulla Tarsu è cresciuta; i soldi dell’ANAS, che
dovevano servire a
risanare la
disastrata rete viaria comunale, stornati per altri scopi meno nobili.
Un
continuo bluff. L’ultima vicenda del gioco delle tre carte
dell’amministrazione
Manganella è quella legata al ridimensionamento e alla
nomina dei nuovi
dirigenti
al Comune di Favara. Circostanza conclusasi, sotto l’aspetto
innovativo, con un
nulla di fatto. I dipartimenti sono rimasti sempre otto mentre i
dirigenti sono
stati ridotti a sei, raddoppiando a due di essi le mansioni di loro
spettanza. A
farne le spese sono stati i dirigenti invisi all’attuale
amministrazione. Tutti
gli altri sono rimasti al loro posto. Niente ricambio in ogni caso.
L’affidamento a
interim dei servizi
che fanno capo ai dipartimenti
“commissariati”
(contratti, affari generali, legali
ed istituzionali; affari sociali; arredo urbano, ambiente,
sanità,
sicurezza,
servizio idrico integrato, manutenzioni, patrimonio; programmazione
innovativa,
sviluppo locale, pianificazione strategica e politiche comunitarie),
non solo è gravosa e impossibile ma dannosa per il Comune
parchè coloro
cui è
stata affidata non hanno le competenze e l'esperienza per quei settori.
I
risultati disastrosi per il Comune di Favara saranno presto evidenti.
|
HOT FaVELA
COGITO
ERGO
SUM
PER
CHI HA UNA VOCE DENTRO…MA ANCHE UN EGO MOLTO ESTERIORE
a
cura di P.G.
È
finalmente arrivata l’impavida, temeraria, tanto annunciata
voce dentro
del
consigliere
Antonio Fallea.
Ovvero
la
voce di colui che ha fatto a “pugni con un
sistema
politico vecchio e
prepotente”, la
voce
di colui che
dell’onestà
politica
ne ha fatto il cavallo di battaglia ergendosi anche a
paladino delle quote
rosa e prodigandosi con
manifesti dell’ultima ora.
È
arrivata forte, efficace come sempre, la sua voce dentro.
E
non è saltata fuori per
discutere sui
disservizi di un paese disastrato ma piuttosto per
gridare allo scontento per
un habitat consiliare non consono.
Una
volta aperti i lavori dell’ultimo consiglio comunale,
nonostante
l’incipit
enfatico del Presidente del Consiglio
Leonardo Pitruzzella,
che ha sottolineato l’importanza storica di un
consiglio ritornato dopo 50 anni a palazzo di città,
immediato è stato
l’intervento del consigliere Fallea, che con
l’usuale propensione a
scandire
parole pesanti come macigni, colmi di assonze, pause, e richiami tali
da creare
un oratorio debordante, ha dichiarato come la nuova aula consiliare non
sia di
suo gradimento.
“Tutte
le aule consiliari hanno sede nei palazzi storici,
da palazzo nei Normanni al
Quirinale…e a Favara
no? Vogliamo
scherzare? Vogliamo dare dignità al nostro consiglio
comunale?” Grida
il consigliere
Fallea, ignorando che palazzo di città, già
palazzo Mendola (il quale vanta
un percorso lungo
oltre tre secoli) è effettivamente
un palazzo storico e che
non sono le volte a
botte in pietra intagliata o le monofore
tipicamente medievali (come nell’ambita sala del collare del
castello)
a
caratterizzare la storicità di un edificio.
Eloquente
il successivo botta e risposta da toni da osteria tra Fallea e il
collega di
partito Giuseppe Nobile,
quest’ultimo, in primo luogo, verbalmente aggredito per
aver sottolineato come non si possano buttare i 60 mila euro utilizzati
per
l’attuale sala e, in secondo, invitato da Fallea ad
evitare in futuro
iniziative che possono ledere la coerenza del partito.
Ma non
è tutto.
Altra questione
avallata da Fallea: la
stampa. Quest’ultima non si deve impicciare
delle tasche
dei consiglieri.
Il
rendiconto dei nostri eroi, recentemente pubblicato sul sito www.perlacitta.it
non
è stato gradito dal nostro consigliere.
Come se un presidente
di una commissione (Decentramento
Amministrativo e Affari
Generali) non avesse il diritto di convocare 11
commissioni in un
mese senza che
questo evochi lo
spettro del sospetto. Fallea invita la
stampa seria ad occuparsi di altro,
dimenticando quando lo scorso
9
settembre tramite un comunicato stampa, abbracciando la causa
giornalistica, auspicava
una collaborazione con gli organi
di stampa rendendo disponibile ogni aspetto del lavoro svolto,
concludendo con
suggestive parole: “il pilastro su cui poggia la democrazia
è la verità
conoscitiva”.
Ma l’unico
pilastro a cui interessa adesso al Fallea è
forse quello
della nuova aula
consiliare che nel bel mezzo dello stabile limita la visuale. Per cui l’invito a non
guardare alle
tasche dei
consiglieri è abbastanza chiaro, perché alla fine
il gettone non l’ha
mica
inventato il comune di Favara, lui ne farebbe anche a meno.
E allora visto che ne farebbe a meno, invitiamo
il consigliere Fallea a farne un uso
utile alla collettività, certi che non potrebbe non comprendere
un invito così nobile..lui..che
ha
una voce dentro….
LA
SCUOLA DI SABBIA
AGRIGENTO.
Un ospedale di
sabbia costruito da circa un trentennio e utilizzato solo da pochi anni
che
viene dichiarato inagibile
ma,
miracolosamente, è graziato e
salvato. La sua
vicenda avrebbe trascinato nel fango progettisti, esecutori,
collaudatori, amministratori,
politici di piccolo e grande calibro. Una nutrita cricca a cui salvare
il
sedere. Occorreva una decisione eccezionale. L’ospedale
è ancora al suo
posto e
in piena attività. Il prodigio della politica si
è compiuto.
FAVARA.
Una
struttura adibita a scuola media in esercizio da circa 40
anni che di punto in
bianco è dichiarata
inagibile e ne viene decretata la morte tombale. Centinaia
di studenti, famiglie, personale docente e precario, che ad
inizio anno scolastico sono allo
sbaraglio. La politica
che fa in questo caso?
Il minimo indispensabile
affrontando alla meno peggio l’emergenza. Non salva la scuola
comunque.
Forse
sotto sotto sghignazza pensando al business che graviterà
attorno a
questo
problema. La politica che adotta due pesi e due misure a seconda i
casi. A
Favara non ci sono culi da salvare solo sederi da accontantare, quindi
niente miracoli di salvataggio. Pollice riverso.
La
scuola, che ha certamente bisogno di un'adeguata ristrutturazione ma
che in fondo non pecca realmente di inagibilità,
è da rifare ex novo e
alla politica nostrana questa situazione fa
comodo.
E’ una
boccata di ossigeno. Il Sindaco Rosario
Manganella deve sfamare
le tante bocche di coloro che lo hanno sostenuto in campagna elettorale
e che
ansimano di passare all’incasso. L’occasione
è ghiotta: progettare,
appaltare,
demolire e ricostruire, fornitura di materiale edile, nuova
impiantistica, fornitura
di infissi e arredi, stima dei costi che sicuramente
lieviterà in corso
d’opera
e tanto altro. Si inizia comunque con la locazione a
carattere di urgenza di
nuovi locali. Chi sarà
il fortunato che
godrà di questa inaspettata
pioggia di denaro?
Il vero miracolo della politica invece si compirà presto
quando arriveranno i
milioni di euro per la nuova scuola.
UTC
SPA: IL RITORNO
Il
recente per opera dell’amministrazione
Manganella, che
ha fatto rotolare a
terra “teste” eccellenti, non è stato un riassetto
dirigenziale al Comune
di Favara deterrente contro
la macchina
speculativa targata UTC
SpA. La
cricca si è rimessa all’opera
ed è pronta a
riversare a tappabuco migliaia di metri cubi di cemento nei pochi
angoli vergini
rimasti. A Favara i fabbricati esistenti possono ospitare il triplo
degli attuali
abitanti. Un’inflazione di immobili che dovrebbe rendere poco
speculativa la
scelta di realizzare nuove costruzioni.
Ma non è così. Favara
ancora una volta costituisce un’anomalia nel
panorama agrigentino. L’edilizia,
nonostante la sbandierata crisi, è un settore trainante e
quindi
rappresenta un
buon investimento. A inaugurare
la nuova stagione edilizia targata UTC SpA
& co…mpari
sono due società la
Medioikos S.r.L. e la Olanda S.r.L. che si stanno
apprestando a realizzare nuovi palazzi nella zona tra il corso Vittorio
Veneto
e la via Olanda e la contrada Burgilamone. Società di
paravento, ovviamente, il
cui risvolto della medaglia svela la ragnatela di congiunti, figli e
compari di
ventura dei soliti “innominati” che operano all’interno
dell’Ufficio Tecnico di
Favara che di punto in bianco si improvvisano imprenditori. Un network che si
è
esteso anche
oltre il tradizionale bacino dell’UTC SpA. Si
sono aggiunti funzionari
del Genio Civile di
Agrigento e della Provincia Regionale
di Agrigento
che, forti
del blasone per la stretta parentela con un potente big della politica
locale e
nazionale, animati di appetito vorace sono pronti a spartirsi la torta
della
speculazione edilizia. Un bell’esempio evidente di conflitto
d’interesse alla
luce del sole a
scapito della collettività che non ne
trae alcun vantaggio. Un
investimento che frutterà milioni
di euro di
utile. La corsa della cricca sembra
inarrestabile; addirittura, forse subodorando aria di
“repulisti” si è
adoperata, nell’ultima tornata di elezioni amministrative, per eleggere un loro
rappresentante in seno al Consiglio Comunale di Favara.
Tutto
questo è solo la
punta dell’iceberg.
L’allegra gestione dell’UTC SpA è molto
estesa di quanto appaia. L’attuale
dirigente è stato da poco riconfermato, forte della buona
sintonia con
il Sindaco
Rosario Manganella sin dai tempi della gestione
all’Acquedotto del
Voltano.
Egli, senza entrare nel merito del suo operato, è da molti
definito
persona
perbene ma è comunque sotto la sua reggenza che molti fatti
e misfatti
dell’UTC
SpA continuano indisturbatamente a consumarsi. Vige la regola del
“vivi e
lascia vivere” per cui è meglio volgere lo sguardo
altrove e conservare
la
poltrona, oppure si è aggiunto un posto a tavola?
LA
NOTA DOLENTE
Due
rapitori telefonano alla polizia e dichiarano:
“Abbiamo rapito il sindaco ed il comandante dei vigili
urbani, vi diamo
un’ora
esatta di tempo per consegnarci 5.000,00 euro. Allo scadere dei
sessanta
minuti, se non ci consegnate i soldi, li cospargiamo di benzina e gli
diamo
fuoco”. Poiché il tempo a disposizione era poco ed
i malviventi hanno
dato ad
intendere di essere decisi a tutto, per recuperare in fretta i soldi, 4
poliziotti si sono piazzati a ridosso di 4 importanti semafori e
spiegando
l’accaduto agli automobilisti, si sono messi a fare la
colletta.
Scaduti i 60
minuti, uno dei poliziotti si presenta ai rapitori e gli consegna il
bottino: 5
centesimi e 5000 litri
di benzina.
Quello
dei
vigili urbani,
o polizia urbana che dir si
voglia, e del connubio
con la politica
che mai interviene energicamente come
dovrebbe nei loro confronti, è un problema
annoso che attanaglia la comunità
favarese. I
“vigili urbani” rappresentano la “nota
dolente della
città”.
Così ha
sentenziato recentemente il Sindaco
Rosario Manganella
dopo che era montata la
polemica su di loro. Dalle parole ai fatti però ne corre. Lo
stesso
Sindaco, in
apparente palese contraddizione, qualche giorno prima ha riconfermato alla
dirigenza del settore Gaetano Raia. Se un segnale forte
doveva essere dato, non
c’è stato. I “vigili
urbani”
di Favara
non sono certamente l’unico problema di
un
ingranaggio burocratico-amministrativo che scricchiola da molte parti,
ma si
prestano a essere il parafulmine di tutti i mali essendo tra i
più
esposti.
Dovrebbero
essere visibili e a stretto contatto con la cittadinanza. Invece non
si vedono. I
vecchi lupi sono quasi tutti imboscati,
mentre alle nuove leve
(ausiliari o ex tali, non immuni dal peccato originale della dipendenza
politica)
è spesso affidato l’ingrato compito di occuparsi
delle faccende
spicciole:
vigilanza in qualche scuola negli orari di entrata e di uscita;
vigilanza alla
sede del Comune di piazza Cavour e dintorni; vigilanza in qualche
arteria
viaria comunale. Sono
mandati allo sbaraglio e senza alcuna autorità. Spesso si
ha l’impressione che siano la caricatura dei loro colleghi
imboscati.
In
assenza del controllo istituzionale da parte dei “vigili
urbani” a
Favara come
sempre l’anarchia regna sovrana: traffico nel caos,
abusiva occupazione del suolo
pubblico, abusivismo edilizio
dilagante, ville e giardini abbandonati a se
stessi, discariche
abusive a cielo
aperto, randagismo, quiete pubblica spesso
turbata. Il lavoro di ufficio è pure importante ma non
è l’essenziale.
Occorre
il costante monitoraggio della città, assicurarne
l’ordine e la
vivibilità. Sarà in
grado
il Sindaco Rosario Manganella di passare
dalle parole ai fatti?
Ci si augura che non si debba fsare
la colletta per
qualche litro di benzina.
ATTENTI
A QUEI DUE
“Occorrono
interventi urgenti nei quartieri
degradati”. "Rispettiamo il nostro paese".“Discariche,
inceneritori e abbandono indiscriminato sul territorio di ogni tipo di
rifiuto
sono diventati vere e proprie emergenze sociali oltre che
ambientali”.
“Ho preteso
l’immediato arrivo
dei vigili urbani per
ridare ordine e sicurezza”. A
sentire parlare Giuseppe
Nobile e Leonardo
Pitruzzella
si ha l’impressione che i due facciano parte dell’opposizione che in
forma costruttiva,
non barricadera e fondamentalista, denuncia i tanti mali che affliggono
la
città di Favara cercando di ottenere risposte e pronte
azioni da chi
governa. Nella
realtà, invece,
i due fanno parte del PDL, area Bosco, che attualmente
amministra Favara. Il ruolo ufficiale di partito di opposizione spetta
a
Rifondazione
Comunista e al suo rappresentante eletto Antonio Palumbo. I
comunisti, se altrove fanno addirittura paura
(com’è
successo recentemente in
Lombardia dove si sono fatti sentire boicottando il “tour
della
padania” di
iniziativa leghista) a
Favara non destano preoccupazione. Si sentono poco.
Quando erano fuori del palazzo si udivano di più. Chiude per
inagibilità il
plesso scolastico Antonio Mendola lasciando nell’incertezza
personale
docente e
studenti. Silenzio!
Latitano come sempre i “vigili urbani”. Il traffico
è nel caos. Silenzio!
Il centro
storico giorno dopo giorno a pezzi e le strade sono un labirinto senza
uscita. Silenzio!
Si fanno ottanta commissioni
consiliari in un mese che succhiano soldi pubblici e producono il nulla
per la
collettività.
Silenzio!
La rete viaria comunale è sempre più un
colabrodo.
Silenzio!
A
colmare tutti questi e altri vuoti però
provvedono i
nostri due
"eroi"
targati PDL. Come mai? Perchè questo loro interventismo? Sono davvero così
attenti ai bisogni della collettività da sostituirsi al
silenzioso
rifondarolo?
Se realmente così fosse bisognerebbe rendere onore al
merito. Qualcosa
però
sotto sotto puzza di bruciato. Non
è che i due sparano alla maniera leghista,
su ordine del loro mentore on.
Nino Bosco, giusto per tenere sotto pressione il
Sindaco
Rosario Manganella e ricordargli quali sono i
paletti oltre cui non
debordare? L’impressione che i due siano i nuovi profeti del
verbo dell'on. Nino Bosco
è molto fondata. Se così fosse il ruolo dei
nostri due “prodi”
targati PDL nella realtà si svilisce: tocca a loro indossare la casacca
dei
Montalbano e Fallea di turno, quella degli utili idioti.
Favara
non ha bisogno di falsi profeti o di cani che abbaiano ma
non mordono. Occorrono veri
mastini che sappiano lottare, difendere, e, se
è
necessario,
anche attaccare e mordere.
Esistono ancora?
|
|
|
 |
|
|
|
 |
|
|
|
|