Contrariamente alle promesse fatte
in campagna elettorale,
l’amministrazione del corsaro rosso, il sindaco Rosario Manganella,
anziché
ridurre le tasse a carico dei cittadini le innalza. La TARSU
da € 2,11/mq euro passa
a € 2,39/mq. L’aumento, per diritto di cronaca, era
stato previsto nel 2010 con
delibera della giunta retta da Domenico Russello, poi ratificata dal
Consiglio
Comunale. L’amministrazione precedente però aveva
posto a carico dell'ente,
attraverso un sistema di fideiussione, e non direttamente sui cittadini
l'aumentato costo del servizio comunicato da GESA. La nuova compagine di
governo del corsaro rosso Sasà Manganella invece scarica il
costo dell’aumento
sui cittadini contribuenti.Un
vero salasso per tutti coloro (e sono tanti) che stentano ad arrivare a
fine
mese. Le bollette da
pagare che ultimamente arrivano ai contribuenti sono
salatissime. Ancora una volta, a distanza di pochissimo
tempo dal suo
insediamento, l’amministrazione
del corsaro rosso colleziona una nuova
figuraccia da dilettanti allo sbaraglio.
Prima la mancata
rescissione del contratto con l’AIPA, rimandata a scadenza
naturale, poi il
balzello dell’aumento della TARSU. L’amministrazione
Manganella poteva concepire
una soluzione diversa ma il problema non è stato nemmeno
affrontato scegliendo la
soluzione più semplice: lasciare le cose così
com'erano senza nemmeno tentare
soluzioni diverse.Perché?
Non c’è
stato tempo? Il Sindaco
è preoccupato per
altro? Sasà Manganella non
è il
sindaco che sbandierava, sempre in campagna
elettorale, di voler dedicare anima e corpo a Favara e ai suoi
cittadini? Dov’è
il rinnovamento e lo smarcamento dal passato sbandierato in campagna
elettorale? E’
stata solo demagogia? E’
il sasatruffa?
iL PUNTO
SMASCHERARE ZORRO CONVIENE?
di Massimo
Centineo
Ma chi è
Zorro?
Zorro è una reazione che posta in essere
dentro l'individuo non ha coraggio di sfociare. Ma che con uno status non
fissato materialmente si trasforma nel contesto collettivo
d'una rabbia per le
cose. Per le cose
scorrette, non giuste, lasciate nell'acchito ombroso
dell'interrare una città come Favara
che bramita da tempo
migliore destino. Zorro
è tutto questo. È questo spirito
reattivo lasciato
libero di manifestarsi, entrando con le connessioni internet su ogni
schermo
interattivo di chi ha voglia di leggere uno spiraglio di orgoglio a
ribellarci.
A ribellarci con rabbia per il lascito confuso, proposito da chi non
vuole
fastidi a fare i propri loschi affari. Quindi, ben venga
tutto questo. Una
reazione che non potrebbe esistere nel suo smascherarla
FAVARA, QUALI PROFEZIE SI
AVVERERANNO?
di Massimo
Centineo
Assaporata la vittoria e terminati
i riti istituzionali, adesso è tempo di impegni
e responsabilità. Le prassi
burocratiche che segnano la conferma della nuova governance cittadina,
danno sensazione di un'ansia generale. Una condivisa paura nel
sbagliare la
prima mossa. Ma bisogna
pur iniziare. I traguardi con i relativi successi si
ottengono rispecchiandosi nei propri cittadini. Sono queste le tappe da
rispettare per creare presupposti nel migliorare il territorio e la
società.
Nel contesto la città non si
aspetta chissà che cosa. Anzi! Nel non avere avuto mai...
è facile riuscire a
far bene. Semmai risulta una vera conquista il promuovere, operare e riuscire a
lasciare una Favara migliore in nome delle generazioni
future.
Quindi... non basta
un interesse
superficiale... non basta
arrangiare le cose... non
basta solo farle e poi si
vedrà... non basta attuare per poi non salvaguardare. Il
progresso di un popolo si vede
dalle sue opere. Soprattutto da quelle opere che riesce a
tramandare. Questa
nostra generazione, cosa sta lasciando ai nostri figli? Cosa stiamo cercando di
lasciare? Cosa siamo disposti a fare? Saremo un ricordo
distruttivo o
costruttivo? Per dare le giuste risposte a queste domande bisogna
andare oltre alle
solite logiche scontate e ripetitorie. È il nostro silenzio
da riempire con
l'orgoglio che reagisce,che potrà
dare
quelle giuste risposte, che noi tutti attendiamo, che noi tutti
pretendiamo,
che noi tutti possiamo far valere.
Il problema è...
quando inizierà
tutto questo?
HOT FAVELA
FAVARESI....
A tutti quelli che mi vogliono
morto e che speculano sul
mio stato di salute auguro un caloroso tiè. Non
voglio aggiungere altro. Sono
ancora vivo e vegeto nonostante lo stato di abbandono in
cui verso. In vita
sono un’ombra che tutti vedono ma che ignorano, da presunto morto sono diventato
l’icona da sbandierare contro
l’inefficienza dell’amministrazione comunale e
dei servizi sociali fantasma di questa scellerata repubblica di Favara.
Finiamola
per piacere. Per i
pochi che non mi conoscono mi presento: sono Angelo Stagno, un
cosidetto “linticchieddru”,
nato, cresciuto e pasciuto a Favara in mezzo a tanti altri
“linticchieddri” che
rispetto al sottoscritto passano per signori solo perché
hanno i soldi in
tasca. Io invece, senza un soldo bucato per le mani, resto relegato ai
margini
sociali, nella selva dei dannati senza redenzione. Nessuna anima è in
pena per
me. La mia esistenza è un continuo calvario,
sopravvivo e non do fastidio a
nessuno. Può capitare che qualcuno si secchi vedendomi
ondeggiare alticcio per
le strade di Favara dopo qualche birra di troppo (l’unico
rimedio per alleviare
le mie sofferenze) ma non faccio del
male a nessuno se non a me stesso. A differenza dei miei
consimili e benestanti
paesani non distruggo il
bene pubblico, anzi lo salvaguardo perché in
fondo è la
mia casa. Non guido, non mi piazzo in mezzo la strada con
l’autoveicolo (che
tra l’altro non posseggo) a chiacchierare e non parcheggio il
mezzo nel più
disinvolto dei modi infischiandomene di tutto e di tutti. Non imbratto muri e non
insudicio una città intera. Non scorazzo con il
motociclo (che anche questo non
posseggo) come un pazzo per le vie cittadine senza casco e senza il
minimo rispetto
delle regole stradali. Non
brucio i cassonetti dell’immondizia perché
posti vicini
al luogo dove dimoro. Forse qualcuno storce il naso se mi vede cercare
da mangiare
tra i rifiuti che, grazie ai miei benefattori favaresi, trovo a tutte
le ore
del giorno?
Io vivo con le mie regole qualunquiste e con la mia libertà
di sempre. Vi prego di
lasciami vivere o di crepare in pace carissimi consimili paesani.
IL BLUFF AIPA
Uno dei cavalli di battaglia
della campagna elettorale del
neo sindaco Rosario
Manganella è stato quello della rescissione del contratto
con l’AIPA, la società concessionaria
che si occupa dell’accertamento e della
riscossione dei tributi locali. A onor del vero subito dopo
l’insediamento della
nuova amministrazione il
sindaco e la giunta si sono occupati dell’
”affaire”
AIPA ma la vicenda si
è risolta in un nulla di fatto. Una tempesta in
un
bicchier d’acqua. La probabile rescissione del contratto con
la società è stata
rimandata al 2013 ascadenza
naturale del contratto in essere. L’amministrazione comunale,
inoltre,
ha preannunciato la volontà di poter indire una gara per
l’affidamento del servizio
attualmente svolto dall’AIPA ad altra società
esterna. Una
presa di posizione dai toni di avvertimento. A buon intenditore. poche
parole. Perché
si è sollevato questo polverone anti AIPA per poi lasciare
tutto
immutato? Perché l’annunciato
ricorso
(ovviamente mai intrapreso) per la
riconta delle schede elettorali da parte dello sconfitto candidato a sindaco
Carmelo Vitello, che avrebbe
potuto sovvertire il risultato delle urne, è servito da
deterrente per tacitare
le acque sulla vicenda AIPA? Cosa
c’è dietro l’AIPA? Nonostante
questa società in passato possa
aver rappresentato un toccasana per il bilancio comunale, salvandolo
spesso dal
dissesto finanziario, è
innegabile che attorno ad essa graviti un lucroso business.
L’AIPA è una società di
Milano,
ma, come per tante altre situazioni similari, ha i suoi occulti referenti
locali.
Chi sono questi personaggi? Si vocifera che tra questi ci
sia anche colui che
defenestò dalla
poltrona di Presidente del Voltano il nostro caro attuale
Sindaco.
Magari tutta la “querelle” sull’AIPA da
parte di Rosario Manganella verteva esclusivamente su una rivalsa
personale, su una guerra di potere, mentre al popolo
sovrano veniva spacciata
come una battaglia di trasparenza, di legalità, che avrebbe
anche prodotto l’abbassamento
dell’onere fiscale a carico del cittadino. Se è
questa la verità signor Sindaco, a buon rendere.
IL LESTOFANTE
Nel nuovo Consiglio Comunale di Favara
siedono tra gli
eletti molti giovani dai visi limpidi, acqua e sapone. A prima
impressione questa
presenza giovanile sembrerebbe un grande segnale di rinnovamento e di
trasparenza. Analizzando meglio la realtà, invece, la
situazione è ben diversa.
Fatte le pochissime e dovute eccezioni di consiglieri retti e probi, tra
i teenager neo eletti
dall’apparenza innocente si celano maschere
tutt’altro che limpide. Da buona
tradizione siciliana si è messo in atto il classico e misero
teatrino
dei pupi in cui le
giovani leve si muovono secondo i voleri dei pupari di riferimento.
Il caso più emblematico di questi "teenager
double
face” è quello di Giuseppe
Grova.
Eletto sul fil di lana nella lista civica
Favara Futura capeggiata dal consigliere alla Provincia
Regionale di Agrigento,Gaetano Nobile (ex
AN, oggi di dubbia collocazione
politica), il giovane
consigliere non ha perso tempo cambiando subito
casacca passando all’UDC a seguito di accordi di
"famiglia". La lista civica Favara Futura, dalle aspettative di armata
vincente si è sfaldata nel responso elettorale ed
è riuscita a stento a partorire il topolino. Il giovane lestofante faccia
d’angelo
Giuseppe Grova da subito (e ben manovrato) ha capito bene
in che direzione sfira il vento e che per fare politica e
carriera non bisogna avere
un’idea e una missione da compiere ma occorre un padrone forte a cui
genuflettersi e fare i
suoi interessi sperando di ottenere in cambio l’ossicino da
sgranocchiare.
GLI UTILI
IDIOTI
Qualcuno si
ricorda ancora di Michele
Montalbano? Il fu portavoce
locale del PDL locale (ovviamente ruolo costruito per lui per caricarlo
di
stellette di latta). Di
Antonio Fallea, la vocerabbiosa
del PDL durante la crociata contro l’allora sindaco Domenico
Russello,
chi si ricorda ancora? Fare
gli utili idioti nel PDL agrigentino, targato
Bosco-Alfano, non produce risultati per i malcapitati che ci si
imbattono. Questi
due uomini, punte di diamante quando erano utili, oggi sono passati nel
ruolo
degli idioti, ridotti al silenzio ed esautorati di ogni ruolo politico.Il povero Michele Montalbano è
animella sperduta, che
nessuno più cerca, che vorrebbe essere la voce inesistente
del rinnovamente nel PDL agrigentino, mentre a Antonio Fallea,
contrariamente allo slogan della sua campagna elettorale, è
costretto a tenersi dentro quella voce sbandierata. Che triste e
miserevole fine. Ma questa è la politica signori!
Richiesta
di rescissione del
contratto
con Girgenti
Acque S.p.A.
Lettera
aperta al Sindaco di Favara
A trenta giorni dall'inserimento
della nuova “governance cittadina”,
dove nel contesto si sono completati ed
istituiti anche tutti gli organi consiliari, il Comitato “Beni
Comuni” di
Favara sottolinea che, nel volere operare a fianco della
nuova amministrazione,
siamo disponibili a percorrere azioni co-partecipativi atti a sancire
diritti e
doveri nel pieno e solo interesse della collettività. Egregio
Signor Sindaco, proprio per
questo profondo valore, di rispetto alla legalità sia dei
diritti che dei
doveri, vorremmo mettere in evidenza con questa lettera ciò
che abbiamo già in
passato rimarcato diverse volte:
la richiesta specifica di delibera per l'acqua
pubblica e la relativa rescissione del contratto di gestione
privatizzato
annesso.
A riguardo si evidenzia che è diventato
veramente intollerabile
subire la mancanza d'acqua in tutta la città e
sentire
la solita ridicola giustificazione di una sorta di guasto non dipeso
dall'ente
gestore. Siamo oramai in piena estate e come ogni anno assistiamo a
questa
consuetudine poco edificante per Favara.
Noi del Comitato “Beni Comuni”
abbiamo più volte rivolto appello affinché si
provvedesse, in maniera
ufficiale, ad avanzare la
richiesta di rescissione del contratto con Girgenti
Acque S.p.A., anche alla luce del risultato referendario
che ha visto i
cittadini pronunciarsi in maniera chiara e netta sulla
ripubblicizzazione
dell'acqua e, dove Lei Signor Sindaco assieme alla Coalizione che
l'appoggiava
alle scorse elezioni promuoveva sia la personale posizione che quella
dell'intera
squadra politica ad essere favorevoli alla campagna per la vittoria del
SÌ.
Sappiamo benissimo che il solo
Comune di Favara non può rescindere il contratto in essere,
ma quando questa
richiesta viene avanzata da vari Comuni, il Presidente dell'ATO Idrico,
Eugenio
D'Orsi, ha il dovere di metterlo all'ordine del giorno del C.d.A., e
quest'ultimo deve pronunciarsi in maniera definitiva e inequivocabile.
Così
facendo noi cittadini saremo a conoscenza di chi vuole veramente
cambiare le
cose, perché ancora oggi l'impressione è che a
parole tutti vogliono l'acqua
bene comune, ma pochi effettuano la richiesta in maniera efficace ed
ufficiale.
Tenga in considerazione, carissimo
Signor Sindaco, che a noi sembra opportuno dare alla città
una netta e schietta
risposta in merito alla questione e che nel prossimo comunicato stampa
che
attuerà, nel Palazzo di Città, per mettere a
conoscenza di tutti l'operato
eseguito in questo primo mese di insediamento, potrebbe essere nel
contesto
l'occasione opportuna a dare voce d'una risposta ufficiale in merito
alla
posizione che vuole fare assumere al Comune di Favara in merito alla
ripubblicizzazione del servizio idrico.
Nel contesto, tenendo in
considerazione che questo periodo di transizione andrà di
certo per le lunghe,
noi del Comitato “Beni Comuni” riteniamo utile
mettere in atto una commissione
d'indagine consiliare nel verificare la gestione del servizio idrico
nel nostro
comune e discutere gli interventi da attuare sui disservizi
verificatisi nel
tempo, in modo da eventualmente ufficializzare l'inefficienza del
gestore che
da tempo viene ripetuto da più parti, la eventuale
incapacità di effettuare
riparazioni e ripristini a regola d'arte, l'assenza di servizi di
assistenza
all'utenza, l'invio della bollettazione delle utenze eseguito in
ritardo con
poi relativi interessi pagati per un mancato ricevimento e non per un
ritardato
pagamento. È questi sono solo alcune problematiche che hanno
i cittadini e che
necessitano di concrete risposte e concreti interventi. Tenga conto,
Signor
Sindaco, che ad oggi non sappiamo quanto pagheremo in futuro l'acqua e
quanto
ci costerà un allaccio, quando saremo costretti a cambiare i
contatori non
funzionanti e quanto costerà questo intervento.
Quindi con la presente il Comitato
“Beni Comuni” di Favara, componente del Forum
Italiano dei Movimenti per
l'Acqua, promotori e veri vincitori, unitamente ai semplici cittadini,
del
referendum sull'acqua del 12 e 13 giugno 2011,
CHIEDE
all'illustrissimo Sindaco di
Favara, prof. Rosario Manganella, di avanzare ufficialmente la
richiesta di
rescissione del contratto con Girgenti Acque all'ATO Idrico di
Agrigento per
inadempienza contrattuale e per interruzione sistematica
dell'erogazione
dell'acqua nella città di Favara.
Con osservanza.
Il
coordinatore del Comitato “Beni
Comuni” di Favara
Massimo Centineo
Favara,
tra maggioranza
e
opposizione.
di Massimo
Centineo
Il dettare legge con queste
condizioni risulta una grazia scontata. Non se ne voglia
diversamente.
D'altronde è il
risultato dei voti elettorali di quest'ultima tornata
politica.
È così nasce
un rimpasto nascosto ancor prima di una lievitazione
partitocratica, con una compagine che include assieme maggioranza e
opposizione. Nasce
un nuovo conflitto politico. Il secolo scorso ci fa
ricordare la guerra delle due sinistre, la storica
conflagrazione tra PCI e PSI, a volte alleati, sempre nemici in
un'eterna lotta
alla conquista di spazi elettorali. Oggi è cambiato ben
poco. Quello che cambia
solamente è che la guerra la si fa tra le due destre,
coalizione del PDL contro
il FLI e i suoi alleati, che rimarca la stessa corsa per il potere
politico
attuato in passato per come la storia ci ricorda.
Ma altro è una lotta appartata,
rispetto a una lotta che condizionerebbe profondamente l'amministrare
di una
città. Fa bene, quindi, il neo sindaco Sasà Manganella a
attuare le “condizioni
istituzionali” a garanzia nel dare
serenità nell'operare in questo quinquennio
legislativo. Per avere un equilibrio
di “poter potere”, risulta scontato
che
tutte le cariche appartengano alla coalizione, come anche la
maggioranza e le
presidenze nelle singole commissioni comunali debbano e risultano in
mano ai
vincitori. La
scelta di correre totalmente ai
ripari di una conquista ottenuta a filo di rasoio, ma che
ha in Consiglio i
numeri necessari dalla sua parte, unico dato che in fondo conta
veramente e ne
fa la differenza, ha
fatto sì che la nuova governance
cittadina
occupasse tutti i posti di comando. Deciderà
il tempo, ma soprattutto
l'operato, se questa
serenità, nel comandare, pretesa dal nuovo
governo risulta
essere condizione favorevole a dare risultati concreti alla nostra
città.
Nel nuovo quadretto politico oggi
incorniciato, gli
“attributi” della sinistra non contano
più, sono quasi
scomparsi. Risulta essere voce oppositiva che non ha più la
“timbrica
prorompente” di una volta. Rinasce
però la
speranza di una rinnovata
opposizione storica, che da tempo non si vedeva più
negli scranni della
pubblica assise. Il Partito di Rifondazione Comunista, il PRC.
Potrà solo dare
voce, non di comando, di una città che adesso ha preso
l'unico posto che non va
ai voti, quello del bisogno di una miglioria collettiva, di una Favara
che da
troppo tempo ha solo comandanti nel disperato destino di battaglie
fatte senza
conquiste. Stavolta
sarà con Sasà la volta
buona? La saggezza del tempo trarrà la sua
stima con le esperienze conquistate.
Staremo a vedere.
FAVARA
– LEGATA DALLA LEGALITA’
di Massimo
Centineo
Il centro storico è
tenuto in piedi
a gioco di domino. Le case cascano e crollano col tiro di
dito dato da un
popolo che assiste irreattivo alla catena del degrado. Un centro storico da
tenere lontano. Da vivere di giorno nel bisogno
quotidiano. Da lasciare la sera
nel suo solitudine silenzio. Ordini di sgombero condizionati, figli di
quella
burocrazia che non risolve. Necessaria a giustifica di quella
legalità
partorita con l'indifferenza. Una
legalità legata a non mandare via
la povera gente da quelle case. Una
legalità presa in ballo, immersa nella
realtà di quel destino lasciato solo nel suo stesso
abbandono. Adesso la
legalità che fa paura ha reso inagibile un intero paese,
che sconfeziona il
rimorso di quell'omertà che faceva andare tutto bene.
L'amministrare di prima
faceva passare tutto. Accontentava. Accettava consigli per non arrivare
ad
accettare obblighi e imposizioni. Questo ha nidificato quel cambiamento
che
nell'essere adesso libero ha liberato quella legalità che ti
lascia sola. Senza
nessuno. Ti mette a muro per non avere manco l'appoggio della tua
stessa ombra.
Ti accorgi che questo è ed è stato sempre di
contorno nel tuo sopravvivere. È
decidi di rimarcarlo per poi mollare tutto. Il
rispettare la legalità, diventa
pignola al punto che, risulta essere ciò che si spera a non
avere mai di
bisogno. Cosicché il popolo reagisce nel suo
non reagire. Si santifica la
domenica, occupandone la Chiesa Madre, con
l'esser sotto a quella cupola a cercar
riparo dall'occhio divino che ci giudica. Ci giudica a vedere quelle
vecchie
case barcollanti di quella povera gente. Ci giudica a vedere quelle
case
popolari una volta nuove e adesso distrutte, abitate abusivamente da
quegli
extracomunitari prima accolti perché sorretti da sovvenzioni
e ora buttati
fuori, nel tirare a campare con la nostra stessa legalità
legata adesso a quel
nuovo giorno così atteso che può cambiare le cose
ma non la gente. Oh...
Bedda Favara. Tu che attingi
nella legalità e non innaffi gli eventi che vogliono
stimolarla. Risulti essere
solo legata a questa terra arida e secca, a cui tu neghi quell'acqua
tenuta in
mano a dissetar invece quel potente potere legato alla
legalità.
Nel sedersi in quelle ville
distrutte, nel vento che col suo naturale soffio alza da terra fogliame
e
cartaglie, vediamo passare i tutori dell'ordine. Indifferenti a
ciò che accade,
legati dalla legalità, si riflette di cosa lasciamo da fare
ai nostri figli. In
una società fatta per metà di galantuomini e per
metà di malandrini, è arrivata
l'ora di tirare le orecchie a chi non rispetta le regole e a chi non li
fa
rispettare. Ma... Favara
può contare su di te?
IL SONDAGGIO
Risultati del sondaggio di giugno:
su 62 votanti
la scelta del sindaco Manganella di nominare capo del Gabinetto il
consuocero Pullara è stata:
- 87 % una scelta nepotista
- 13 % una scelta giusta
IL GIOCO DELLA TORRE
Nella direzione PDL agrigentino
c'è aria di siluramento con cambio di vertice....
IL CASO
Il consiglio
comunale di Raffadali esprime vicinanza al condannato per mafia
Salvatore
Cuffaro. Esplode l’opposizione “Andrebbe espressa
vicinanza alla vittime di
mafia non ai condannati”.
Duro scontro
tra
maggioranza e opposizione nel corso dell’ultimo consiglio comunale a Raffadali
(AG).
Seduta tranquilla
fino a quando il capogruppo dell’opposizione Aldo Virone ha
presentato una
mozione di censura nei riguardi del presidente del consiglio comunale Gaspare La
Porta
(Udc) che durante la recente
inaugurazione della Chiesa madre del paese aveva espresso parole
d’elogio
all’ex presidente della regione Salvatore Cuffaro attualmente
in carcere per
una condanna di favoreggiamento aggravato alla mafia.
“Siamo in una terra
difficile - ha detto Virone - dove chi rappresenta le Istituzioni deve
fare una
scelta chiara e non ingenerare dubbi o equivoche interpretazioni con le
proprie
parole: o sta con chi la mafia la combatte ogni giorno o sta con quel
sistema
di potere che ha fiancheggiato la criminalità organizzata
fino ad esserne
condannato”.
Apriti cielo. Dai
banchi della maggioranza è stata un esplosione nervosa
d’invettive nei confronti
dell’esponente politico democratico che, per nulla
intimorito, ha rincarato la
dose: “capisco che l’ex presidente della regione
è il padrino politico di molti
dei presenti in consiglio comunale, ma l’affetto non
può far dimenticare i
doveri connessi alla rappresentanza istituzionale né tanto
meno l’insegnamento
di Cuffaro che ha accettato la condanna in silenzio e con rispetto
delle
istituzioni. Il comportamento del Presidente del Consiglio va in tutta
altra
direzione e la sua responsabilità risulta aggravata
poiché nessuna smentita è
stata data alla diffusione della notizia sulla stampa
nazionale”.
Giunti al voto, mentre
il presidente del consiglio comunale La Porta
usciva dall’aula, il consigliere comunale
Claudio Di Stefano, neo reggente dell’Udc raffadalese,
verbalizzava una
dichiarazione di voto che sposava le parole d’elogio a
Salvatore Cuffaro e anzi
gli esprimeva il ringraziamento e la vicinanza della
collettività raffadalese e
dei consiglieri di maggioranza.
“Di Stefano farebbe
bene a tacere -dice Gaetano Alessi dell’associazione AdESt
– e non confonda i
raffadalesi con la stretta cerchia dei cuffariani che ha devastato il
nostro
paese negli ultimi 10 anni. La stessa cerchia che non si sta facendo
scrupolo
di passare da partito in partito per avere sempre un posto al sole. Il
voto in
consiglio comunale ratifica ancora una volta che a Raffadali
c’è chi sta dalla
parte delle vittime di mafia e chi invece “onora” i
condannati. In questo
contesto vorremmo sapere con chi sta il Pd: con il suo capogruppo che
ricorda a
tutti che i valori sono fondamentali per la crescita culturale o con
gli
esponenti dell’Udc e del cosiddetto terzo polo che difendono
i condannati per
mafia.
Non è più il momento
dell’ambiguità – conclude Alessi- sui
valori non si possono lucrare voti. Noi
sappiamo da che parte stare, dalla parte di quel Peppino Impastato a
cui,
tutt’oggi, l’amministrazione rifiuta di dedicare
una via”.
La mozione di
censura è stata bocciata, solo tre i voti favorevoli, Aldo
Virone, Giovanni
Mangione e Salvatore Salemi.
Mentre il consiglio
comunale veniva sospeso, tra minacce di querele e nervi tesi,
l’ultima parola a
microfoni spenti toccava ad Aldo Virone: “avete i numeri per
essere maggioranza
in consiglio comunale, ma sui “valori” siete netta
minoranza, sui “valori”
avete già perso”.