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INFORMARE PER RESISTERE - Blog di inchiesta, politica, usi e costumi della Favela di Favara (Agrigento)                              GIUGNO 2011  
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   Monoculus in urbe caecorum





L’assalto corsaro allo scranno più alto del Comune di Favara ha avuto il suo epilogo. Rosario Manganella ha conquistato l’ambita poltrona diventando il nuovo sindaco del Comune di Favara. Il neo eletto l’ha spuntata sul filo del rasoio sull’agguerrito concorrente Carmelo Vitello sostenuto dal FLI, dalla lista civica Ripensare Favara, dai cocci del PD storico, e soprattutto da coloro che hanno fatto del voto disgiunto l’arte politica del mercanteggiare. Rosario Manganella sul piano strettamente politico ha vinto anche per la coerenza mostrata sin dall’inizio. A parte qualche iniziale incrinatura di assestamento, c’è stata molta trasparenza sulla compagine politica che lo ha candidato e sostenuto e sulla scelta della squadra assessoriale designata. Se da un lato la sua elezione ha esorcizzato il demone dell’oscuro e nefasto inciucio tra il PD di Lorenzo Airò e il FLI di don Ciccio Pullara, dall’altro lato pesano dubbi come macigni sull’alternativa di una stabile e seria amministrazione.  La coalizione di partiti a sostegno di Rosario Manganella rispecchia in linea di massima quella che nel 2007 elesse a Sindaco Domenico Russello e che poi paralizzò l’attività amministrativa di Favara per le note vicissitudini politiche. Il nuovo vice sindaco è Angelo Messinese, patron del MPA locale, coinvolto fino all’osso nell’affaire del parco eolico che sarebbe dovuto nascere tra Favara e Castrofilippo, poi fortunatamente naufragato, e promotore della frittata del Patto per Favara che mirava a salvaguardare gli interessi di gruppo anziché quelli di Favara, operazione fallita per incapacità politica. L’approccio di Rosario Manganella risente della mancanza di una vera e ampia visione delle problematiche da affrontare, di un’idea e di un progetto per il futuro di Favara. Il rischio elevato è quello di una deriva democristiana, di un vivere alla giornata, di una politica a carattere assistenzialista che, però, dovrà cozzare duro per la scarsezza della materia prima. Le bocche da sfamare sono tante e presto passeranno all’incasso.  I finanziamenti regionali, statali ed europei però sono ridotti al lumicino. La crisi economica galoppa. Il compimento del federalismo fiscale farà in modo che il Comune si dovrà autofinanziare con gli introiti locali e così tasse e balzelli vari sono a rischio di aumento vertiginoso. L’instabilità è dietro l’angolo.  Il nostro corsaro non ha la vista acuta e questi aspetti non li vede nella sua complessità. L’importante è comunque avere conquistato la poltrona e di fare il cieco nella città dei ciechi.

iL PUNTO

LA FAVOLA DEL VOTO DISGIUNTO   




Milano-Italia, Napoli-Italia, Favara-Banana Repubblic. Nessun parallelo regge con la nostra beneamata Favara. A Milano, capitale del berlusconismo, per anni simbolo della più sfrenata politica materialista, corrotta e intrisa di falsi idoli, la gente libera ha avuto un sussulto di orgoglio e ha deciso che il vecchio si può cambiare. A Napoli, capitale della camorra, città simbolo del degrado nazionale, città dalle mille contraddizioni, la gente libera anche qui ha deciso che il vecchio si può cambiare. A Milano, come a Napoli la volontà popolare ha preferito una faccia nuova e pulita. A Favara invece ci si deve accontentare della pavoneggiata favoletta secondo cui grazie al voto disgiunto la “volontà popolare” ha voluto dare una lezione di democrazia partecipata facendo affluire sulla persona di Carmelo Vitello più voti rispetto alla somma di quelli ottenuti dalle sue liste di appoggio.
Nella banana repubblic di Favara parlare di voto libero, di cosciente e attenta volontà popolare, è una chimera. A Favara si vota per volontà dei clan, familiari e affini. Gli eretici sono rari e poco e nulla è lasciato al caso.  E’ mai possibile a Favara che circa 2.500 “liberi cittadini elettori”, che da coscritti disciplinatamente hanno risposto alle indicazioni del clan votando il candidato di riferimento al Consiglio Comunale (senza ovviamente tenere presente se fosse persona perbene, preparata, di buone capacità, o meno), abbiano avuto uno scatto d’orgoglio decidendo di votare il candidato a Sindaco dello schieramento opposto, in questo caso Carmelo Vitello, ritenuto retto, anziché il loro candidato di bandiera  Rosario Manganella privandogli una forza numerica decisiva? Si è trattato di vere anime libere, o anche in questo caso di spiriti meno nobili che hanno seguito la volontà dei clan di riferimento i quali hanno deciso che Rosario Manganella non prevalesse a primo turno alzando così il prezzo nella trattativa per il ballottaggio? Forse è giusto parlare di greggi che popolano e pascolano la grande Favara anzichè di coscienze libere. Milano-Italia, Napoli-Italia, Favara-Banana Repubblic.

SPECIALE elezioni amministrative 2011 

Se il  sindaco  nomina  il  consuocero

Capo Gabinetto... è una faccenda che

puzza?


di  Graziella Pecoraro 

Quella che sembrava una crociata al nepotismo più bieco  si è risolta con una negazione  giuridica: nessuna parentela diretta ed indiretta” con il  neo Capo del Gabinetto Franco Pullara.

Rosario Manganella, neosindaco di Favara, portatore sano  del cambiamento,  ha chiarito sulle pagine di facebook,  la polemica scaturita sulla recente nomina del capogabinetto. Il Sindaco dopo  aver preso le distanze parentali  dal  consuocero, ha ricordato e invocato  la facoltà prevista dalla legge, di nominare il suo staff e quindi anche la figura in questione.

Incontrovertibile. Il sindaco può indicare chi vuole, parente e non (?), e con la tempistica che desidera.

Legittimi, tuttavia,  i dubbi manifestati da una parte dell’opinione pubblica su tale atto, tali da indurre una maliziosa riflessione proprio sulla compatibilità di un incarico fiduciario rivolto tempestivamente a un soggetto con cui si hanno, comunque, dei legami di natura familiare.

Perplessità, dunque.  Nessuno scandalo, per una prassi in fondo nota a tutte le latitudini, ma ci si aspettava, dopo aver sventolato propositi di cambiamento a destra e manca, maggiore trasparenza, atti scevri da ogni ambiguità o sospetto  piuttosto che attuazioni di  sistemi di stampo feudale. 

Ovviamente se  alla fiducia assegnata dal Sindaco, corrispondono delle  valutazioni idilliache sulle funzioni svolte e sulle capacità manifestate dal dipendente Pullara nella sua ventennale esperienza comunale tutto si ridimensiona…

Nella speranza che sia davvero così e che  i principi meritocratici non diventino un lusso, auguriamo un buon lavoro al Sindaco e a tutto lo staff  di “gabinettisti”.  


Diamo   un   segnale forte


alla città


di  Pasquale Cucchiara 

CAMBIAMO IL NOSTRO PAESE. Le elezioni sono finite. Ora è giunto il tempo dei bilanci. In merito possiamo rimarcare due fatti inopinabili: l’elezione del consiglio comunale e quella del sindaco.  L’oramai prossimo insediamento ufficiale di questi organi spazzerà via tutti i veleni accumulati durante la campagna elettorale. Il nuovo sindaco di Favara è Rosario Manganella, e poco importa se ha vinto per soli 250 voti di scarto. Dopo un mese non lo ricorderà più nemmeno il dott. Vitello. Oggi a Favara interessa ben altro. Manganella vanta una larga maggioranza in consiglio comunale. Questo lascia presagire un governo tranquillo. Sappiamo tutti che non è così. L’esperienza Russello insegna e come. Il buon Sasà con tutta la buona volontà che ci può mettere per il bene della comunità, senza la collaborazione di un consiglio comunale sano non riuscirà mai a fare bene. Quindi le responsabilità passano a questo organo. Tanto per cominciare devono dimostrare a tutta la cittadinanza attaccamento al ruolo che il popolo gli ha democraticamente conferito. Tutti devono garantire una presenza costante in aula, tutti devono intervenire nei dibattiti, tutti dovrebbero rinunciare al gettone di presenza. Le casse comunale non pullulano di denaro. Questo potrebbe essere un segnale di forza e di avvicinamento alla politica in nome di tutte le schede nulle e bianche che abbiamo scrutinato in questa tornata elettorale. Il disinteresse esiste. Prova ne è che il referendum è stato più votato del ballottaggio. Partire con il piede giusto darebbe slancio alla nuova amministrazione. Manganella ha ripetutamente esortato i favaresi in campagna elettorale di partecipare ai consigli comunali, proprio per valutare di persona l’operato dei nostri rappresentanti. Ma il solo consiglio comunale non basta più. I problemi giornalieri delle gente devono essere manifestati da loro stessi, magari costituendo i comitati di quartiere che potrebbero essere una risorsa fondamentale. Un paese moderno si distingue anche per la capacità di saper individuare i suoi problemi, e di saperli affrontare con decisione. Ma come? Semplice, mettendoci la faccia. Favara deve crescere tanto e lo sappiamo tutti, ma per crescere veramente non devono cambiare solo i politici ma anche i singoli cittadini. Non possiamo fare altro che augurare buon lavoro a questa amministrazione sognando un paese “normale”.  


L'obolo della politica

 

FAVARA, SE VERA POLITICA  VUOI  FARE,  IL 

GETTONE DI PRESENZA DEVI ELIMINARE

Dopo le promesse, dopo le tante e belle parole, ora bisogna passere ai fatti. Tagliare i benefici economici agli amministratori locali farebbe risparmiare le casse del Comune di Favara a favore di servizi essenziali per i cittadini e scoraggerebbe le candidature insignificanti dal punto di vista politico, utili solo per fare un “investimento personale” per cinque anni. La necessità di ridurre le spese comunali è indubbia e questo è risaputo da tutti. I precari, attualmente in carico nel Comune di Favara, gravano sempre di più sul suo magro bilancio; lo Stato e la Regione, ultimamente, elargiscono con  minori provvidenze e, di contro, i cittadini vengono sempre più  vessati da tasse e balzelli vari. E’ arrivato il momento di mettere mano, fin da subito, al gettone di presenza previsto per i consiglieri nelle convocazioni delle commissioni e nelle sedute dei Consigli comunali. Non c’è più tempo d’aspettare e qui si gioca la credibilità della futura amministrazione comunale e degli attuali consiglieri eletti nel civico consesso. Aspettiamo di vedere, finalmente, se siamo di fronte ad una nuova classe politica veramente capace, pronta a dimostrare a sè e ai cittadini che li hanno votati  che ha i giusti attributi per dare una svolta a questa nostra comunità cittadina.

Cronaca   di   una   rovina 


annunciata

FAVARA, SCOMPARE IL PD STORICO


La presunta ritrovata unità del PD di Favara è andata a farsi benedire. Peccato che Luigi Sferrazza non abbia avuto più da tempo il potere di invocare questa grazia divina, altrimenti le cose sarebbero andate sicuramente meglio anche per la sua candidatura. Che il PD favarese navigasse da tempo in brutte acque è un dato tangibile agli occhi di chi segue la politica. Molteplici i recenti ed accesi scontri in casa PD a cominciare dalla presunta alleanza del “Patto per Favara”, alla travagliata decisione di entrare a fare parte o meno della giunta Russello ter, sino alla battaglia all’ultimo sangue per la designazione del candidato a Sindaco di Favara. L’epilogo dell’ultima lacerazione è stato la forzata ritirata dalle papabili candidature a Sindaco di Lorenzo Airò e di Giovanni Mossuto e la designazione di ripiego di Come da proverbio, tra due litiganti il terzo gode? Macchè! La scopo della candidatura in extremis di Luigi Sferrazza serviva solo a scongiurare una vittoria a primo turno dell’ex compagno Rosario Manganella, ma il designato candidato a sindaco si è lasciato inebriare dalla presunta ritrovata unità di partito e si è lanciato alla conquista dello scranno di piazza Cavour, lasciandosi dietro fiuto e astuzia di politico navigato. Le idi di marzo sono sempre in agguato e così anche per Luigi Sferrazza è toccato fare l’esperienza di passare sotto le forche caudine sotto l’agguatoLuigi Sferrazza.  del “tu quoque brute fili mi”. Il risultato lo abbiamo visto tutti. Rispetto alle politiche del 2007 i voti del PD di Favara sono quasi dimezzati e il partito storico, anche con la sonora e clamorosa bocciatura di Giovanni Mossuto (un tempo ras delle preferenze),  è stato cancellato dal consiglio comunale di Favara. Fine della storia. Amen

Rinasce l'opposizione


FAVARA, si infiamma la politica


L’unica novità di rilievo nel panorama politico post elettorale di Favara è la ricomparsa dell’opposizione. L’agguerrita cricca rifondarola, vero e raro esempio di militanza politica, di genuinità di idee e progetti, l’ha spuntata con l’elezione nel Consiglio Comunale del loro leader Antonio Palumbo. Lo sfacelo del PD storico di Favara, sotto questo profilo, è stato un fatto positivo consentendo all’esponente di Rifondazione Comunista di raggiungere l’ambito traguardo prevalendo anche su Giovanni Mossuto, un tempo re delle preferenze in casa PD. Dalla cricca rifondarola ci si aspetta un’azione incisiva, seria e costruttiva che sia di stimolo nei confronti di una classe politica che, seppur in parte rinnovata nella forma, nella sostanza è sempre la stessa dietro cui si cela il vecchio e marcio modo di fare politica. I problemi di Favara sono molteplici e non c’è da dormirci sopra. Di benzina da buttare nel fuoco ne bisogna tanta e ai rifondaroli certamente il combustibile non manca.


FAVELA in referendum

 

IL RECORD: 73,37% 


LA   CITTA'   DI   FAVARA   SECONDA  SOLO  A

CAPO D'ORLANDO PER LA, PERCENTUALE DI

AFFLUENZA AI REFERENDUM 


Il Viminale certifica: ai referendum popolari del 12 e 13 giugno ha votato il 57% degli aventi diritto. Dato che scende al 54,8% considerando i votanti all'estero. Il successo dei Sì tocca il 95%, un successo travolgente, sperato e ricercato, già percepito più vicino da ieri sera, ma sorprendente anche nel momento della rivelazione. E l'entusiasmo esplode ovunque, nelle piazze e su internet, dai comitati promotori e dagli elettori, per i risultati e anche per il "vento nuovo" di partecipazione. Quelle che arrivano dal Ministero dell'Interno sono percentuali di rilevanza assoluta, con il quorum raggiunto e superato per la prima volta dal 1995. Nelle località siciliane dove oltre al voto del referendum si sono svolti i ballottaggi del voto amministrativo, i dati sono significativamente a favore del referendum, con scarti che raggiungono una forbice anche del dieci e venti per cento di elettori in più per le consultazioni. Così, nel comune in cima alla classifica, Capo D'Orlando, ha votato l'80,62% ai referendum e il 70,51% per il ballottaggio, a Favara si registra il 73,37% ai referendum contro il 57,06% corrisposti per la scelta del sindaco. Sarà, ma i Comitati promotori dei Referendum avranno mica fatto un esemplare lavoro, o risulta essere il semplice caso dei numeri in percentuale che si ha voglia di tirare in ballo solo quando ne diviene uno scopo di sottomissione!? La cosa più importante in tutto ciò risulta comunque e solamente quel bel 54,8% effettivo che ci dà la conquista di quel quorum raggiunto per dar voce al nostro voto libero e democratico. Grazie Italia.

Il coordinatore del Comitato “Beni Comuni” di Favara

Massimo Centineo



IL SONDAGGIO

LA RICORRENZA




FARM Cultural Park festeggia il primo anno di vita con due ricchissime giornate di arte, musica, design e architettura. Venerdi 24 Giugno alle ore 18 con la pertecipazione degli AKKURA a Butera presso la villa privata FARM una festa a tema militare con dress code obbligatorio: Army Party. Installazioni stupefacenti con accampamento curato dagli Scout Favara 1. Sculture ed opere del collettivo KKS, di Davide Valenti e Pep Marchegiani, Max Papeschi, Antonio Falbo, Gec Art, Elfo, BR1, Saverio Todaro e Calogero Palacino. Ed ancora installazione live del collettivo genovese Corpicrudi e presentazione del progetto FARM Cultural Park Pavillion, ad opera dello studio di architettura Nowa, progetto di architettura contemporanea mobile che consentirà di portare un piccolo pezzo  della creatività FARM in giro per il mondo.
Il 25 giugno alle ore 18 tutti a Favara. Numerosi i nuovi spazi aperti tra i Sette Cortili, la Chiesa di San Vito, Piazza Garibaldi e La Guardia e tantissime le iniziative per la serata, gli artisti proposti e le organizzazioni coinvolte. Si parte con la conferenza stampa alle ore 18, presso la sede dell'Associazione F+ARK che ospiterà peraltro un progetto di comunicazione dedicata al mediterraneo curato da Autonome Forme e Aufo; poi presso la sede di SICILY Foundation verranno ospitate la mostra itinerante "Il Paese dei Nidi" prodotta dal Comune di Calosso  e curata da Patrizia Rossello e la mostra di street-art FART degli artisti BR1, Elfo e Gec-Art; poi nella Piazza San Vito “Paesaggi dell’Architettura” a cura della redazione di Uruk.
Nel percorso tra Piazza San Vito e i Sette Cortili verrà inaugurata la residenza per artisti “FARM Garden Apartment” che nell’occasione ospiterà la redazione di City Vision ed inoltre la performance urbana "Un unexpected window" prodotta da Seletti e la mostra "Irripetibili", nata dalla collaborazione di alcuni artisti Farm con musicisti della casa discografica Malintenti, che durante la serata proporranno sorprese artistico-musicali. Grande carosello di arte contemporanea all'interno dei Sette Cortili: la mostra principale "Treatment 37" all'interno della galleria FARM Young Art è dedicata al fotografo australiano Brian Walker; ed ancora le gigantesche opere grafiche di Gianfranco Bisceglie; " Rido per non piangere" la scultura dedicata da Daniele Alonge ai festeggiamenti per il 150esimo dell'unita d' Italia, la project room di Black Bacarra e l'installazione I'm Here di Vanessa Alessi.


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