L’assalto
corsaro
allo scranno più alto del Comune di Favara ha avuto il suo
epilogo. Rosario Manganella ha
conquistato
l’ambita poltrona diventando il nuovo
sindaco del Comune di Favara. Il neo eletto l’ha
spuntata sul filo del
rasoio sull’agguerrito concorrente Carmelo
Vitello sostenuto dal FLI, dalla lista civica Ripensare
Favara, dai cocci del
PD storico, e soprattutto da coloro che hanno fatto del voto disgiunto
l’arte politica
del mercanteggiare. Rosario Manganella
sul piano strettamente politico ha vinto anche per la coerenza mostrata
sin
dall’inizio. A parte qualche iniziale incrinatura di
assestamento, c’è stata
molta trasparenza sulla compagine politica che lo ha candidato e
sostenuto e sulla
scelta della squadra assessoriale designata. Se da un lato la sua elezione ha esorcizzato il demone
dell’oscuro
e nefasto inciucio tra il PD di Lorenzo Airò e il
FLI di don Ciccio Pullara,
dall’altro lato pesano dubbi come
macigni sull’alternativa di una stabile e seria
amministrazione.La
coalizione di partiti a sostegno di
Rosario Manganella rispecchia in linea di massima quella che nel 2007
elesse a
Sindaco Domenico Russello e che poi paralizzò
l’attività amministrativa di
Favara per le note vicissitudini politiche. Il nuovo vice
sindaco è Angelo Messinese, patron del MPA
locale,
coinvolto fino
all’osso nell’affaire del parco
eolico
che sarebbe dovuto nascere tra Favara e Castrofilippo, poi
fortunatamente
naufragato, e promotore della frittata del Patto
per Favara che mirava a salvaguardare gli interessi di gruppo
anziché quelli
di Favara, operazione fallita per incapacità politica.
L’approccio di Rosario
Manganella risente della mancanza di una
vera e ampia visione delle problematiche da affrontare, di un’idea e di un progetto per il futuro
di Favara. Il rischio elevato è quello di una
deriva democristiana, di un vivere
alla giornata, di una politica a carattere assistenzialista che,
però, dovrà
cozzare duro per la scarsezza della materia prima. Le
bocche da sfamare sono tante e presto passeranno all’incasso. I
finanziamenti regionali, statali ed europei
però sono ridotti al lumicino. La crisi economica galoppa.
Il compimento del
federalismo fiscale farà in modo che il Comune si
dovrà autofinanziare con gli
introiti locali e così tasse e balzelli vari sono a rischio
di aumento vertiginoso.
L’instabilità è dietro
l’angolo.Il
nostro
corsaro non ha la vista acuta e questi aspetti non li vede nella sua
complessità. L’importante è comunque
avere conquistato la poltrona e di fare il
cieco nella città dei ciechi.
iL PUNTO
LA FAVOLA DEL
VOTO DISGIUNTO
Milano-Italia, Napoli-Italia, Favara-Banana
Repubblic.
Nessun parallelo regge con la nostra beneamata Favara. A Milano, capitale
del
berlusconismo, per anni simbolo della più sfrenata politica
materialista,
corrotta e intrisa di falsi idoli, la
gente libera ha avuto un sussulto di
orgoglio e ha deciso che il vecchio si può cambiare. A
Napoli, capitale della
camorra, città simbolo del degrado nazionale,
città dalle mille contraddizioni, la
gente libera anche qui ha
deciso che il vecchio si può cambiare. A
Milano,
come a Napoli la volontà popolare ha preferito una faccia
nuova e pulita. A
Favara invece ci si deve accontentare della pavoneggiata favoletta
secondo cui
grazie al voto disgiunto la “volontà
popolare” ha voluto dare una lezione di democrazia
partecipata facendo affluire sulla persona di Carmelo
Vitello più voti rispetto
alla somma di quelli ottenuti dalle sue liste di appoggio. Nella
banana repubblic di Favara parlare di voto libero, di
cosciente e attenta volontà popolare, è una
chimera. A Favara si vota per
volontà dei clan, familiari e affini. Gli eretici sono rari
e poco e nulla è
lasciato al caso.E’ mai possibile a
Favara che circa 2.500 “liberi cittadini elettori”,
che da coscritti disciplinatamente
hanno risposto alle indicazioni del clan votando il candidato di
riferimento al
Consiglio Comunale (senza ovviamente tenere presente se fosse persona
perbene,
preparata, di buone capacità, o meno), abbiano avuto uno scatto
d’orgoglio
decidendo di votare il candidato a Sindaco dello schieramento opposto,
in
questo caso Carmelo Vitello, ritenuto retto, anziché il loro
candidato di
bandiera Rosario Manganella privandogli
una forza numerica decisiva? Si è trattato di
vere anime libere, o anche in questo
caso di spiriti meno nobili che hanno seguito la volontà dei
clan di
riferimento i quali hanno deciso che Rosario Manganella non prevalesse
a primo
turno alzando così il prezzo nella trattativa per il
ballottaggio? Forse
è
giusto parlare di greggi che popolano e pascolano la grande Favara
anzichè di coscienze libere. Milano-Italia,
Napoli-Italia, Favara-Banana Repubblic.
SPECIALE
elezioni amministrative
2011
Se il
sindaco nomina il consuocero
Capo
Gabinetto... è una
faccenda che
puzza?
di Graziella
Pecoraro
Quella che
sembrava una crociata al
nepotismo più biecosi
è
risolta con una
negazionegiuridica:
“nessuna
parentela diretta ed indiretta” con ilneo Capo del Gabinetto
Franco
Pullara.
Rosario
Manganella, neosindaco di Favara, portatore sanodel cambiamento,ha chiarito sulle pagine
di facebook, la
polemica scaturita sulla recente nomina del
capogabinetto. Il Sindaco dopoaver
preso
le distanze parentali dal
consuocero,
ha ricordato e invocato la
facoltà prevista dalla legge, di nominare
il suo staff e quindi anche la figura in questione.
Incontrovertibile.
Il sindaco può indicare chi vuole, parente e non (?), e con
la tempistica che desidera.
Legittimi,
tuttavia,i dubbi manifestati da
una parte dell’opinione
pubblica su tale atto, tali da indurre una maliziosa riflessione
proprio sulla
compatibilità di un incarico fiduciario rivolto
tempestivamente a un soggetto
con cui si hanno, comunque, dei legami di natura familiare.
Perplessità,
dunque.Nessuno
scandalo, per una prassi
in fondo nota a tutte le latitudini, ma ci si aspettava,
dopo aver sventolato propositi
di cambiamento a destra e manca, maggiore
trasparenza, atti scevri da ogni
ambiguità o sospetto piuttosto che attuazioni
di sistemi di stampo feudale.
Ovviamente
se alla fiducia
assegnata dal Sindaco, corrispondono
dellevalutazioni
idilliache sulle
funzioni svolte e sulle capacità manifestate dal dipendente
Pullara nella sua
ventennale esperienza comunale tutto si ridimensiona…
Nella speranza che sia davvero
così
e che i principi meritocratici non
diventino un lusso, auguriamo un buon lavoro al Sindaco e a tutto lo
staff di “gabinettisti”.
Diamo
un segnale forte
alla
città
di Pasquale
Cucchiara
CAMBIAMO IL NOSTRO PAESE. Le
elezioni sono finite. Ora è giunto il
tempo dei bilanci. In merito possiamo rimarcare due fatti inopinabili:
l’elezione del consiglio comunale e quella del sindaco. L’oramai prossimo
insediamento ufficiale di
questi organi spazzerà via tutti i veleni accumulati durante
la campagna
elettorale. Il nuovo
sindaco di Favara è Rosario Manganella, e poco
importa se
ha vinto per soli 250 voti di scarto. Dopo un mese non lo
ricorderà più nemmeno
il dott. Vitello. Oggi a
Favara interessa ben altro.Manganella vanta una larga
maggioranza in consiglio comunale. Questo lascia presagire
un governo
tranquillo. Sappiamo tutti che non è così.
L’esperienza Russello insegna e
come. Il buon Sasà con tutta la buona volontà che
ci può mettere per il bene
della comunità, senza la collaborazione di un consiglio
comunale sano non
riuscirà mai a fare bene. Quindi le
responsabilità passano a questo organo.
Tanto per cominciare devono dimostrare a tutta la cittadinanza
attaccamento al
ruolo che il popolo gli ha democraticamente conferito. Tutti devono garantire
una presenza costante in aula, tutti devono intervenire nei dibattiti,
tutti
dovrebbero rinunciare al gettone di presenza. Le casse
comunale non pullulano
di denaro. Questo
potrebbe essere un segnale di forza e di avvicinamento alla
politica in nome di tutte le schede nulle e bianche che
abbiamo scrutinato in
questa tornata elettorale. Il disinteresse esiste. Prova ne
è che il referendum
è stato più votato del ballottaggio. Partire con il piede giusto
darebbe
slancio alla nuova amministrazione. Manganella ha
ripetutamente esortato i
favaresi in campagna elettorale di partecipare ai consigli comunali,
proprio
per valutare di persona l’operato dei nostri rappresentanti.
Ma il solo
consiglio comunale non basta più. I problemi giornalieri
delle gente devono
essere manifestati da loro stessi, magari costituendo i comitati di
quartiere
che potrebbero essere una risorsa fondamentale. Un paese moderno si
distingue
anche per la capacità di saper individuare i suoi problemi,
e di saperli
affrontare con decisione. Ma come? Semplice, mettendoci la faccia. Favara deve
crescere tanto e lo sappiamo tutti, ma per crescere veramente non
devono
cambiare solo i politici ma anche i singoli cittadini. Non
possiamo fare altro
che augurare buon lavoro a questa amministrazione sognando un paese
“normale”.
L'obolo
della politica
FAVARA, SE VERA POLITICA
VUOI FARE, IL
GETTONE DI PRESENZA DEVI ELIMINARE
Dopo
le promesse, dopo le tante e belle parole, ora bisogna passere ai fatti.
Tagliare
i benefici economici agli amministratori locali farebbe risparmiare le casse
del Comune di Favara a favore di servizi essenziali per i
cittadini e
scoraggerebbe le candidature insignificanti dal punto di vista
politico, utili
solo per fare un “investimento personale” per
cinque anni. La
necessità di
ridurre le spese comunali è indubbia e questo
è risaputo da tutti. I precari,
attualmente in carico nel Comune di Favara, gravano sempre di
più sul suo magro
bilancio; lo Stato e la Regione, ultimamente,
elargiscono con minori
provvidenze e, di contro, i cittadini vengono sempre più
vessati da tasse
e balzelli vari. E’
arrivato il momento di mettere mano, fin da subito, al
gettone di presenza previsto per i consiglieri nelle convocazioni delle
commissioni e nelle sedute dei Consigli comunali. Non
c’è più tempo d’aspettare
e qui si gioca la credibilità della futura amministrazione
comunale e degli
attuali consiglieri eletti nel civico consesso. Aspettiamo di vedere,
finalmente, se siamo di fronte ad una nuova classe
politica veramente
capace, pronta a dimostrare a sè e ai
cittadini che li hanno votati che ha
i giusti attributi per dare una svolta a questa nostra
comunità
cittadina.
Cronaca
di una rovina
annunciata
FAVARA, SCOMPARE IL PD STORICO
La
presunta ritrovata unità del PD di Favara è
andata a farsi benedire. Peccato
che Luigi Sferrazza non abbia avuto più da tempo il potere
di invocare questa grazia
divina, altrimenti le cose sarebbero andate sicuramente meglio anche
per la sua candidatura.
Che il PD favarese navigasse da tempo in brutte acque è un
dato tangibile agli
occhi di chi segue la politica. Molteplici
i recenti ed accesi scontri in casa
PD a cominciare dalla presunta alleanza del “Patto per
Favara”, alla
travagliata decisione di entrare a fare parte o meno della giunta Russello ter,
sino alla battaglia all’ultimo sangue per la designazione del candidato a
Sindaco di Favara.
L’epilogo
dell’ultima lacerazione è stato la forzata
ritirata dalle papabili candidature
a Sindaco di Lorenzo
Airò e di Giovanni Mossuto e la designazione di
ripiego di Come da proverbio, tra due litiganti il terzo gode?
Macchè! La
scopo della candidatura in extremis di Luigi Sferrazza serviva solo a
scongiurare una vittoria a primo turno dell’ex compagno
Rosario Manganella, ma
il designato candidato a sindaco si è lasciato inebriare
dalla presunta
ritrovata unità di partito e si è lanciato alla
conquista dello scranno di
piazza Cavour, lasciandosi dietro fiuto e astuzia di politico navigato.
Le idi
di marzo sono sempre in agguato e così anche per Luigi
Sferrazza è toccato fare
l’esperienza di passare sotto le forche caudine sotto
l’agguatoLuigi
Sferrazza. del “tu quoque brute fili mi”.
Il risultato
lo abbiamo visto tutti. Rispetto alle politiche del 2007 i voti del PD
di
Favara sono quasi dimezzati e il partito storico, anche con la sonora e
clamorosa bocciatura di Giovanni Mossuto (un tempo ras
delle preferenze),è
stato cancellato dal consiglio comunale di
Favara. Fine della
storia. Amen
Rinasce
l'opposizione
FAVARA, si infiamma la politica
L’unica
novità di rilievo nel panorama politico post elettorale di
Favara è la
ricomparsa dell’opposizione. L’agguerrita
cricca rifondarola, vero e raro
esempio di militanza politica, di genuinità di idee e
progetti, l’ha spuntata
con l’elezione
nel Consiglio Comunale del loro leader Antonio Palumbo. Lo
sfacelo del PD storico di Favara, sotto questo profilo, è
stato un fatto
positivo consentendo all’esponente di Rifondazione Comunista
di raggiungere
l’ambito traguardo prevalendo anche su Giovanni Mossuto, un
tempo re delle
preferenze in casa PD. Dalla
cricca rifondarola ci si aspetta un’azione
incisiva, seria e costruttiva che sia di stimolo nei confronti di una
classe
politica che, seppur in parte rinnovata nella forma, nella
sostanza è sempre la
stessa dietro cui si cela il vecchio e marcio modo di fare politica. I problemi
di Favara sono molteplici e non c’è da dormirci
sopra. Di benzina da buttare
nel fuoco ne bisogna tanta e ai rifondaroli certamente il combustibile
non manca. FAVELA in
referendum
IL
RECORD: 73,37%
LA CITTA' DI
FAVARA SECONDA SOLO A
CAPO D'ORLANDO PER LA, PERCENTUALE
DI
AFFLUENZA AI REFERENDUM
Il Viminale certifica: ai
referendum popolari del 12 e 13 giugno ha votato il 57% degli aventi
diritto.
Dato che scende al 54,8% considerando i votanti all'estero. Il successo dei Sì
tocca il 95%, un successo travolgente, sperato e ricercato,
già percepito più
vicino da ieri sera, ma sorprendente anche nel momento
della rivelazione. E
l'entusiasmo esplode ovunque, nelle piazze e su internet, dai comitati
promotori e dagli elettori, per i risultati e anche per il "vento
nuovo" di partecipazione. Quelle che arrivano dal Ministero
dell'Interno
sono percentuali di rilevanza assoluta, con il quorum raggiunto e
superato per
la prima volta dal 1995. Nelle località siciliane dove oltre
al voto del
referendum si sono svolti i ballottaggi del voto amministrativo, i dati
sono
significativamente a favore del referendum, con scarti che raggiungono
una
forbice anche del dieci e venti per cento di elettori in più
per le
consultazioni. Così, nel comune in cima alla classifica,
Capo D'Orlando, ha
votato l'80,62% ai referendum e il 70,51% per il ballottaggio, a Favara si
registra il 73,37% ai referendum contro il 57,06% corrisposti per la
scelta del
sindaco. Sarà, ma i Comitati promotori dei
Referendum avranno mica fatto un
esemplare lavoro, o risulta essere il semplice caso dei numeri in
percentuale
che si ha voglia di tirare in ballo solo quando ne diviene uno scopo di
sottomissione!? La cosa più importante in tutto
ciò risulta comunque e solamente
quel bel 54,8% effettivo che ci dà la conquista di quel
quorum raggiunto per
dar voce al nostro voto libero e democratico. Grazie Italia.
Il
coordinatore del Comitato “Beni
Comuni” di Favara
Massimo Centineo
IL SONDAGGIO
LA RICORRENZA
FARM
Cultural Park festeggia il primo anno di vita con due
ricchissime giornate di arte, musica, design e architettura. Venerdi 24 Giugno
alle ore 18 con la pertecipazione degli AKKURA a Butera
presso la villa privata
FARM una festa a tema militare con dress code obbligatorio: Army Party.
Installazioni stupefacenti con accampamento curato dagli Scout Favara
1.
Sculture ed opere del collettivo KKS, di Davide Valenti e Pep
Marchegiani, Max
Papeschi, Antonio Falbo, Gec Art, Elfo, BR1, Saverio Todaro e Calogero
Palacino. Ed ancora installazione live del collettivo genovese
Corpicrudi e
presentazione del progetto FARM Cultural Park Pavillion, ad opera dello
studio
di architettura Nowa, progetto di architettura contemporanea mobile che
consentirà di portare un piccolo pezzo della
creatività FARM in giro per
il mondo. Il
25 giugno alle ore 18 tutti a Favara. Numerosi i nuovi
spazi aperti tra i
Sette Cortili, la Chiesa
di San Vito, Piazza Garibaldi e La Guardia
e tantissime le iniziative per la serata, gli artisti
proposti e le organizzazioni coinvolte. Si parte con la conferenza
stampa alle
ore 18, presso la sede dell'Associazione F+ARK che ospiterà
peraltro un
progetto di comunicazione dedicata al mediterraneo curato da Autonome
Forme e
Aufo; poi presso la sede di SICILY Foundation verranno ospitate la
mostra
itinerante "Il Paese dei Nidi" prodotta dal Comune di Calosso
e
curata da Patrizia Rossello e la mostra di street-art FART degli
artisti BR1,
Elfo e Gec-Art; poi nella Piazza San Vito “Paesaggi
dell’Architettura” a cura
della redazione di Uruk.
Nel percorso tra Piazza San Vito e i Sette Cortili verrà
inaugurata la
residenza per artisti “FARM Garden Apartment” che
nell’occasione ospiterà la
redazione di City Vision ed inoltre la performance urbana "Un
unexpected
window" prodotta da Seletti e la mostra "Irripetibili", nata
dalla collaborazione di alcuni artisti Farm con musicisti della casa
discografica Malintenti, che durante la serata proporranno sorprese
artistico-musicali.
Grande carosello di arte contemporanea all'interno dei Sette Cortili:
la mostra
principale "Treatment 37" all'interno della galleria FARM Young Art
è
dedicata al fotografo australiano Brian Walker; ed ancora le
gigantesche opere
grafiche di Gianfranco Bisceglie; " Rido per non piangere" la
scultura dedicata da Daniele Alonge ai festeggiamenti per il 150esimo
dell'unita d' Italia, la project room di Black Bacarra e
l'installazione I'm
Here di Vanessa Alessi.