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INFORMARE PER RESISTERE - Blog di inchiesta, politica, usi e costumi della Favela di Favara (Agrigento)                             MAGGIO 2011  
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L'INEDITO INCIUCIO FLI-PD

 


favara-inciucio-fli-pd

Oramai il tam tam delle voci di corridoio riecheggia ovunque. Il socialista illuminato Carmelo Vitello e il trombato candidato a sindaco del PD l'arioso Lorenzo Airò sono in procinto di combinare un bell’inciucio alle spalle della città di Favara che ancora una volta sarà nelle mani degli stupratori professionisti di turno. Il FLI di Favara è sulla carta un partito nuovo ma che sta mostrando il peggiore di tutti i volti vecchi che la politica può esprimere. Ci si appresta alla riedizione, questa volta alla luce del sole. di quello che fu l’inciucio sottobanco tra l’allora on. Giuseppe Infurna (di Alleanza Nazionale) e l’allora sindaco Lorenzo Airò, sancita con la benedizione dell’on. Giuseppe Scalia del FLI e dell’on. Giovanni Panepinto del PD. Bisognerà attendere solamente il ballottaggio quando tutta la carne sarà messa sul fuoco per ufficializzare questa vomitevole alleanza. Lorenzo Airò si appresta ed essere il sindaco ombra di Favara, mentre Carmelo Vitello sarà di fatto il vice sindaco dormiente, come in passato. A rafforzare questo pasticciato scenario si è aggiunta l'inedita e stomachevole alleanza che il trombato candidato a sindaco Luca Gargano (in un primo momento sprofondato nel baratro, poi invece pervaso da una forza luciferina, come un gatto che ha sette vite, si è rimesso in pista) ha raggiunto con don Tano Cibella (che ufficialmente appoggia Sasà Manganella) e Gaspare Vassallo, un tempo potente uomo dell’on. La Russa. oggi caduto in disgrazia, per un triumvirato assessoriale degno di nota.

iL PUNTO

16   MAggio   una data   da  ricor- dare  

A cura di
Massimo Centineo

anniversario assassinio di Gaetano Guarino

Mentre nel Nord Italia si combatteva la lotta partigiana, nell'immediato dopoguerra in Sicilia cominciò subito la resistenza alla mafia. La fame mangiava le budella, masse di reduci e braccianti guidati da coraggiosi dirigenti politici e sindacali cominciarono a marciare per rivendicare l'applicazione dei decreti governativi, i quali prevedevano l'assegnazione delle terre incolte ai contadini riuniti in cooperative e nuove regole per la spartizione del raccolto fra proprietari e mezzadri. Nell'agrigentino, come nel resto della Sicilia, mafia, banditismo, agrari e speculatori formarono un blocco sociale per far fronte al nascente movimento. Dietro tali interessi c'erano dunque i baroni, i marchesi, i gabelloti e i campieri. C'era la mafia che, sin da subito, mise in atto la strategia del terrore nel tentativo di scompaginare l'impetuosa reazione sorta. Iniziò così la scia di attentati per indebolire la attuata movenza.
Il 16 maggio 1946, a Favara, questa mattanza portò all'assassinio di Gaetano Guarino. Divenuto sindaco, pochi giorni prima del suo delitto, era riuscito a farsi eleggere attuando una lotta contro i grandi proprietari terrieri che sfruttavano la locale manovalanza. Era divenuto la voce dell'umile gente, dei contadini e dei zolfatai che bramavano da tempo una condizione di sopravvivenza più dignitosa. Il suo sacrificio può essere considerato come l'inizio d'una pianificazione 
dell'inculcare al popolo favarese una reazione di un vivere immerso nel pieno diritto alla legalità.
Oggi gli affari sono cambiati, è cambiata pure la società. La mafia del rurale è diventata urbana. Dopo la lotta per la terra e la soppressione e lo sfruttamento, adesso è in attivo la speculazione edilizia, sorretta da lavoro e appalti corrotti. Adesso, la speranza sta nell'arrivare a debellarla, ancor prima che, nell'averla trovata abbia cambiato la sua forma, nel cambiare la sua operosità che purtroppo ha già sporcato anche la politica. Sta nascendo una modernizzazione delle armi di conquista rappresentata dal manovrare il potere della comunicazione. Questa soppressione mass mediatica crea una discontinuità del nostro essere ansiosi o sereni nel reagire con una lotta alla conquista di una legalità che grazie a quei martiri, come lo fu Guarino, ha le basi solide per iniziare tutti a formare quel “muro protettivo” atto a circoscrivere tutto ciò che rinnega il poter essere un popolo libero e immerso nel bene comune della condivisione.
Per tutto ciò, un grazie con orgoglio immenso al Gaetano Guarino sindaco di Favara, martire laico, morto per aver lottato contro la mafia e per aver sognato una Favara migliore

SPECIALE elezioni amministrative 2011 


I NUOVI GATTOPARDI


"se vogliamo  che  tutto  rimanga  come

e', bisogna che tutto cambi"

LE SCHEDE DEI GARIBALDINI CANDIDATI


Favara Elezioni 2011 Rosario ManganellaROSARIO MANGANELLA è il candidato a sindaco che raggruppa diverse forze politiche: Primavera Favarese, PDL, Forza del Sud, MPA, Favara Futura, PID, Per Favara, PdL. La sua è una candidatura forte e apparentemente vincente. La squadra assessoriale messa in campo, nonostante la presenza di volti poco raccomandabili è tra le più veritiere. Purtroppo sin dall’inizio le bocche da sfamare sono troppe e i mal di pancia, i rimpasti in corso d’opera, i cambi di casacca e il doppiogiochismo di taluni suoi autorevoli sostenitori ne minano il percorso verso la vittoria. Anche lui come Luigi Sferrazza è di tradizione ex comunista e ha ricoperto nel passato incarichi di consigliere comunale e di assessore al Comune di Favara. E’ stato anche consigliere alla Provincia Regionale di Agrigento. Lasciato il PD per dissidi con i ras ha pellegrinato nel MPA senza però ottenere visibilità. Recentemente si è fatto promotore del comitato “Pro Cesso” per l’apertura del vespasiano in piazza Cavour. In passato ha anche occupato la poltrona di presidente del Consorzio del Voltano di Agrigento dal quale è stato spodestato dal suo ex compagno di partito Lorenzo Airò e da allora anche per lui il grande sogno è quello di riconquistare una poltrona.
PUNTI DI FORZA:
politico navigato, buona oratoria.
PUNTI DI DEBOLEZZA: senza un vero partito alle spalle, troppe bocche da sfamare, scarsa conoscenza dello stato economico e sociale in cui versa Favara. 



Favara Elezioni 2011 Carmelo VitelloCARMELO VITELLO, ex socialista, è il "volto nuovo" tirato fuori dal magico cilindro dall’attuale ras del FLI di Favara don Ciccio Pullara. Socialista di lungo corso, consigliere comunale tra i più longevi (la sua presenza nel civico consesso inizia dal 1987 sino ai giorni nostri), amministratore con carica di vice sindaco ai tempi dell’arioso Lorenzo Airò con effimeri trascorsi nel FDS di Gianfranco Miccichè.
Dato per certo il suo approdo all’eventuale ballottaggio con Rosario Manganella.
La squadra assessoriale che ha attualmente presentato è fatta di dilettanti allo sbaraglio destinati a essere prontamente sostituiti.
PUNTI DI FORZA:
persona perbene, dormiente in politica, facilmente manovrabile dai pupari di turno.
PUNTI DI DEBOLEZZA: scarsa oratoria, poca convinzione, sconoscenza della macchina amministrativa. 



Favara Elezioni 2011 Luigi SferrazzaLUIGI SFERRAZZA è il candidato sindaco del PD. La sua designazione è stata sbandierata come scelta “unitaria” all’epilogo di una lotta intestina nel PD favarere tra L’ex sindaco Lorenzo Airò e il consigliere comunale Giovanni Mossuto. Uomo di grande passione politica che gli ha fatto sempre ribollire il sangue nelle vene. Tra servire Dio, la politica e i vizi capitali ha scelto questi ultimi.  Esponente del PCI italiano, e poi del PDS, DS e quindi PD, all’inizio degli anni ’70, con la fondazione di una Comunità Cristiana di base, fece la scelta dei “Cristiani per i socialismo”, ex Ingegnere Capo presso il Comune di Palma di Montechiaro dove ha messo in movimento progetti, finanziamenti con competenza e professionalità, Vice Presidente ATO-GESA 2 dove ha messo in moto una macchina assai complessa, capo gruppo del PD nel consiglio comunale di Favara negli ultimi 4 anni. La compagine assessoriale che ha messo in campo, nonostante gli dia forza numerica per sedersi a tavolino e partecipare al gioco del risiko nell’eventuale ballottaggio, non è all’altezza di affrontare i molteplici e complessi problemi di Favara.
PUNTI DI FORZA: politico esperto, di buona capacità e preparazione. Se volesse potrebbe fare una campagna elettorale di attacco elevandosi a vero capo dell’opposizione, facendo emergere l’inconsistenza politica degli avversari.
PUNTI DI DEBOLEZZA: scarsamente appoggiato dal PD, conduce una campagna elettorale sottotono che appare solo finalizzata a conquistarsi una contropartita al ballottaggio.



Favara Elezioni 2011 Antonio ValentiANTONIO VALENTI. “I have a dream” disse Martin Luther King in un famoso discorso al culmine di un’ennesima battaglia per i diritti civili. Anche Antonio Valenti, detto cucuzzedda, ha da sempre il suo sogno nel cassetto: fare il sindaco a tutti costi. Le battaglie civili, spendersi e spandersi per il bene comune, pensare e lottare per una Favara migliore, per “cucuzzedda” sono bazzecole, roba da grandi uomini. A lui interessa solo la poltrona di primo cittadino. All’inseguimento di questo sogno ha navigato in diversi mari politici, dalla DC, al MDP di sua creazione, al PDL, al MPA fino all’ultimo approdo di una neofita “Sicilia Vera” che finalmente l’ha candidato a sindaco. Politicamente è un piccolo uomo e non è mai andato oltre al ruolo di consigliere comunale e alla gestione marginale di sottopotere clientelare all’EAS.
PUNTI DI FORZA: la grande convinzione di volere fare il sindaco.
PUNTI DI DEBOLEZZA: grazie al suo traino la lista di “Sicilia Vera” probabilmente otterrà uno o più eletti al consiglio comunale che però risponderanno al locale patron del partito Giuseppe Arnone. Si dovrà contentare dell’effimera gloria di aver aspirato a fare il sindaco di Favara.



Tutti attaccati  ai  muri


(MA DI PIU' ALLE POLTRONE)

di Graziella Pecoraro

Favara Elezioni 2011 Giuseppe Nobile PDLSi sono mobilitati un po’ tutti in una sonora condanna, dalle associazioni culturali, ai cittadini,  agli stessi politici. Eppure  il manifesto selvaggio continua a persistere, correlato da qualsiasi sostegno: dall’immancabile  palo di illuminazione al balcone  della  zia  Pippina,  dalla cabina  elettrica (augurandosi che nessun guasto porti  un operatore a rimuoverlo) a qualsiasi forma vegetativa che possa fungere da supporto.  Anche lo spartitraffico è diventato  una costante accogliente a quelle goliardiche facce,  utili quantomeno ad allietare le noiose file di  traffico che spesso portano ad attività poco raffinate, come la bonifica delle cavità nasali,  o  a lunghe e  indisturbate telefonate volte a lenire la lunga attesa veicolare.
L’ultima denuncia proviene dal giovane Giuseppe Nobile, ex presidente dell’associazione “Bedda Favara” nonché candidato  alle liste del pdl,  il quale definisce  tale atto “un deplorevole spettacolo”   parlando di  “leggi in materia non applicate” e di “soggetti politici che sono i maggiori contravventori delle regole”. Il pdl punta sulla nuova generazione, ed è forse per  sensibilizzare tale fascia che  i manifesti dello stesso sono stati affissi di fronte gli spazi (abusivi) della città?
Del resto  durante la corsa all’elezione non si guarda in faccia nessuno. Pervasi da   un ottimismo sconcertante, i fautori del manifesto urbano sono convinti di adescare l’automobilista che  si accinge all’intoppo della Capitano Callea  con la simpatica carrellata  di  facce o con l'irritante fac-simile appioppato di forza sul parabrezza, azioni, che in realtà, finiranno per suscitare consensi solo presso le tipografie.
E dire che l’impegno non è minimo. Per non scadere nello stereotipo  ci si spara pose accattivanti o si ricorre  a  miracolosi programmi di grafica, spesso impreziosendo il tutto  con slogan toccanti: dalle sempre in voga e rassicuranti massime sul futuro e la concretezza, a lapalissiane nozioni di origine filosofica, come lo slogan di un  candidato del  FLI : “dire le cose da fare è qualcosa, farle è molto meglio!”.  
Ma chi più di tutti ha lasciato un segno tangibile è il sobrio quanto conciso  slogan del  candidato Antonio Fallea: “per chi ha una voce dentro”. Slogan che apre mille scenari, fortunatamente smontati da uno spot chiarificatore.  Infatti dal video elettorale si evincerà come quel complemento oggetto “VOCE”  ha in realtà una ragione di essere. In perfetto stile berlusconiano, quinta essenza del peggior  «neo-populismo mediatico», e sullo sfondo di una delle più romantiche canzoni dei modà,  incombe la figura di un austero Fallea, in un video  che alterna immagini di consiglio comunale  a una Favara degradata. Inutile dire che anche la mente più elastica e fantasiosa troverà difficoltà ad associare il testo di amore travagliato con la ri-candidatura di un consigliere. E se il buon Fallea riuscirà a spuntarla sulle leggi  per il copyright dovrà probabilmente vedersela con una generazione incazzata per l’onta subita. Quale il prezzo per aver distrutto la colonna sonora di molte storie d’amore, di tanti che  ogni qual volta riascoltando quelle note invece
di ripensare ad appassionati momenti indimenticabili  rimembreranno l’amichevole faccia di Fallea in consiglio comunale?
Nell’epoca del web 2.0 la politica scende anche sulla rete telematica. C’è  chi ha ritenuto opportuno reclutare candidati per la propria lista dalla bacheca del proprio profilo, e chi è convinto che una pubblicazione sistematica e  ossessiva del proprio manifesto elettorale o dei tag annessi possa sortire effetti positivi.
Ma la gente ha bisogno di dialogo, comunicazione, e soprattutto rispetto.  Purtroppo quest'ultimo è stato sacrificato sull'altare della dea propaganda, come si evince dal solo fatto che i manifesti del programma per i festeggiamenti della Madonna dell'Itria sono stati coperti dalle spumeggianti facce a due dimensioni dei politici.

E se nelle passata tornata elettorale nella vicina Agrigento il neo Sindaco Zambuto ringraziava la Madonna per la propria vittoria,  qui, a Favara,   non abbiamo  pietà manco per i Santi.

Favara Elezioni 2011 Giuseppe Nobile 2 PDLFavara Elezioni 2011 Giuseppe Nobile 3 PDL


 


QUALE FUTURO?


fAvara   dopo   le   elezioni    avra'    un 

futuro migliore?

di Massimo Centineo

comune di favaraIn città si protrae la sensazione che tutto è lecito e tutto è scontato. Gli impegni delle elezioni comunali danno l'impressione di un periodo di tregua. Si dovrebbero invece fare gli straordinari, ma non è così. È come assistere ad una partita di pallone, dove la differenza reti tra le due squadre è talmente eccessiva da portare la squadra in svantaggio a gettare la spugna ancor prima del fischio finale. Non dimentichiamo che Favara fa parte di una provincia dove servizi, sbocchi lavorativi, infrastrutture ve ne sono ben pochi e se, in questo stare male, non si va comunque avanti, assumendo uno spirito di reazione propositiva, si rischia non solo di rimanere indietro ma perdere addirittura l'eventuale possibilità di una ripresa più o meno prossima. Sostanzialmente, tutto dipende dallo spirito reattivo che si vuole prefissare come meta. Più la si guarda oltre, più vi è spirito di intraprendenza ad una miglioria, la quale attende semplicemente l'inizio per prefissarla e farla partire per poi arrivare dove noi vogliamo.
Non attendiamo, quindi, le nuove votazioni, il nuovo sindaco, la nuova giunta, il nuovo consiglio comunale ...la città attende di essere vissuta e amata dal quotidiano vivere dei propri cittadini e nient'altro di più. Una Favara migliore attende semplicemente l'inizio del nostro lemma avviatorio, per una partenza collettiva atta a far diventare il nostro paese per come lo vogliamo che sia.


I candidati visti da Graziella Pecoraro 



 


iL SOndaggio


Sondaggi 


iL FENDENTE 




FLI FAVARA




Generale, colonnelli e reclute coscritte del FLI di Favara probabilmente a breve passerenno allo schieramento del FDS di Gianfranco Miccichè. Tolta la feccia, finalmente si respirerà aria di libertà, giustizia e di promittente futuro.




Che ne pensa il compagno Mossuto a proposito del probabile inciucio in atto tra il FLI e Lorenzo Airò che si appresta a fare il sindaco ombra di Favara? Ci si dimentica del rinnovamento e magari si aspetta che si aggiunga un posto a tavola per banchettare allegramente?



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