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UNO SQUALLIDO SPECULATORE

ACQUE AGITATE IN CASA
PD: LETTERA APERTA DI GIUSEPPE ARNONE CONTRO LA CANDIDATURA A SINDACO
DI FAVARA DI LORENZO AIRO'.
“Illustrissimi, da tempo sostengo che l’on.
Angelo Capodicasa e lo squallido e immorale “gruppo di potere” che
con costui
occupa il Partito Democratico in un pezzo di Sicilia, non solo stia tradendo
ogni giorno la memoria di Pio La
Torre, non solo sta violando costantemente il
Codice Etico,
ma ridicolizza letteralmente la dignità del nostro Partito. I fatti, la
semplice elencazione dei fatti, sono talmente gravi che parlano da
soli: la
Magistratura ha
mandato a processo, per omicidio
colposo, l’ex sindaco di Favara del Partito
Democratico, Lorenzo Airò
e il sindaco appena dimesso, Domenico
Russello. Li
ritiene, assieme ad altre persone, responsabili della morte delle due
bambine;
le elezioni si stanno tenendo (la presentazione delle liste scade tra
pochi
giorni) perché, con grande dignità e senso delle istituzioni, il
sindaco in
carica, Domenico Russello,
appena ricevuto il capo di imputazione da parte
della Procura, il mese scorso, ha
rassegnato le proprie dimissioni; Domenico
Russello amministrava Favara dal 2007, quando aveva appunto sconfitto
il DS
Lorenzo
Airò. Airò era stato sindaco per due mandati; tra i due,
quindi, Airò e
Russello, è il primo ad avere responsabilità
incommensurabilmente più gravi per
la mala amministrazione e lo sfacelo del centro storico di Favara,
che ha
causato la morte delle due bambine; ma vi è di più. Airò è un soggetto le cui
azioni sono di grande squallore e dall’altro hanno ampiamente valicato
i limiti
del penale: mentre era sindaco in carica di Favara,
partecipava allegramente,
con altri “ribaldi”, ad una mega lottizzazione
abusiva ad Agrigento (Timpa
dei Palombi, n.d.Z.), a pochi
passi dalla Valle dei Templi.
Redigeva atti falsi ed otteneva ricche ville,
illegali, per la propria famiglia. Dunque, uno squallido speculatore.
Usciva
dalla vicenda penale acciuffando, con la coda tra le gambe, la
prescrizione e
tenendo ben strette le ville di famiglia; e come se non bastasse,
possiamo
aggiungere che durante la sua sindacatura Legambiente fu lasciata sola
a
contestare pubblicamente una grande variante
urbanistica che interessava una
delle più importanti famiglie di mafia di Favara. Variante
urbanistica,
ovviamente, approvata dai consiglieri del grande sindaco Airò. Adesso
capirete
ancor meglio per quale ragione io, Giuseppe Arnone, ritengo di essere il vero
capo di questo Partito in questa parte della mia amata
Sicilia: non mi pare che
vi siano altri che abbiano il coraggio di alzare il braccio per fermare
simili,
gravemente immonde, azioni politiche. Qualcuno di voi,
signori segretari, caro
Peppino Lupo, carissimo Pierluigi Bersani, è in grado di spiegare ad un
cittadino di Bergamo, di Frosinone, di Piacenza, in base a quale logica
si
dimette anticipatamente un sindaco che riceve un grave provvedimento da
parte
della Magistratura e il Partito
Democratico corre immediatamente a candidare un
suo coimputato, ossia un ex sindaco con responsabilità ben maggiori di
quello
che si è appena dimesso? E voglio anche dirvi che vi è
protervia nel gruppo
dell’on. Capodicasa, che ne combina di tutti i colori nell’insistere in
simili
indecenze: prima di scrivere a voi e di rendere pubblica questa
situazione, mi
ero già mosso, con eguale fermezza, nel tentare di bloccare simili
scelte. Non
è bastato. Adesso pensateci voi. E quando avete tempo, convocatemi.
Avrò modo
di illustrarvi cosa è qui l’indecente sistema radicato ed allevato
dall’on.
Capodicasa”.
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iL PUNTO
iN nome del po-
polo sovrano
E’
giunta finalmente l’ora che il popolo
sovrano, stanco e insoddisfatto di questo
degrado politico e morale in cui versa Favara, metta una
pietra tombale al
passato e ci regali un
futuro roseo, costruttivo e prospero? L’invocazione
“salvifica” al popolo sovrano riecheggia ovunque in questi giorni.
Forse è perché
siamo in prossimità della Pasqua, magari ci si aspetta un miracolo: il popolo, da
sempre oppresso e
martoriato, che d’un
colpo resuscita spazza via tutto il lercio e
cambia le sorti di Favara in meglio. Sogno utopico di una notte di
primavera
inoltrata o realtà? Forse qualcuno dimentica che il popolo di Favara
è quello che
invece gioisce
tutti i giorni a giocare a “scansa
la buca” per le strade della città; il popolo che sporca, deturpa e disprezza il
tessuto urbano; il popolo
che si rallegra di non
avere uno spazio a verde a dimensione umana; il popolo disordinato
e senza rispetto altrui alla guida del proprio automezzo;
il popolo che non
vuole l’immondizia sotto
casa preferendo spostarla nel giardino altrui; il
popolo che di frequente
fa dell’illegalità un culto e un vanto; una massa
amorfa e grezza, che spesso e volentieri si lamenta di tutto e di
tutti, che
non scende mai in piazza a protestare a rivendicare i
propri sacrosanti diritti
e che preferisce vendersi
l’anima per trenta denari senza mai lasciarsi
sopraffare dal rimorso delle proprie colpe. Cosa mai potrà cambiare in questa
prossima tornata elettorale di maggio? Il popolo sovrano
disarcionerà i
“vecchi” politici e farà in modo che
il “nuovo “ avanzi per migliorare le sorti
del Comune di Favara? La tesi che il miracolo sia un’utopia appare
molto credibile. Il
popolo sovrano ancora una volta si comporterà secondo i
canoni collaudati da
sempre e rieleggerà
moltissimi di coloro che sono la causa dei tanti mali di
Favara cedendo passivamente e supinamente airicatti e alle solite
promesse, alle
usinghe di amici,
parenti e agli immancabili richiami
di “famiglia”
lasciando così che le
sorti di Favara sprofondino ancor di più in un abisso
senza ritorno.
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HOT FaVELA
Ho
deciso, non mi
candido, ma...
di Massimo
Centineo
Il sentire e leggere
di questi giorni sui
candidati
che si sono proposti per le elezioni
comunali, appigliati nell'attesa (oramai superata, n.d.Z.)
del famigerato ricorso al TAR eseguito con fantomatica dovizia di
conoscenza giuridica
di taluni concittadini che si sono prestati a far la “maschera del vero
intelletto”, mostra lo
stato di stand-by in cui incombe la nostra città, il
tutto a far da “sala d'attesa” di una reazione che è incatenata da chi
non
vuole una miglioria sperata già da troppo tempo.
Ma speranze a parte, quello ch'è certo è
che, prima o poi si andrà alle urne, avendo innanzi al giudizio
popolare le
liste presentate, non importa se fatte con affanno o con soddisfazione
ma
l'importante è che chi verrà votato sappia speculare il volere del
popolo.
Cosa
potrebbe dare, allora, quel salto di
qualità a questa nuova tornata elettorale? Chi
rappresenterà il vestito
nuovo
della nostra speranza d'avere un futuro migliore di quello che oggi
s'intravede?
“Io
ho deciso, non mi candido, ma farò il
cittadino”. Spero che tutti i miei compaesani abbiano a
cuore la nostra città,
iniziando a fare quindi i
cittadini.
Ma
cosa significa fare il cittadino? Rappresentare il significato
d'appartenenza a
una comunità nella quale tutti i membri assumono diritti e doveri equi,
per
dare un senso al profondo costituirsi d'un popolo. Ma a Favara l'indifferenza
sociale, di noi tutti, ci ha portati ad una condizione ai
margini di
un'apolidia portatrice di in un anacoretismo senza nessuna dedizione.
Le scelte
del decisore pubblico deve dar conto dei risultati
ottenuti, facendoli
analizzare tramite la partecipazione dei cittadini, i quali,
autorizzati
nell'accessibilità delle informazioni progettuali, curerebbero
quell'apporto di
controllo e tutela degli interessi comuni.
A Favara non vi è stato mai una
reale rendicondazione delle decisioni pubbliche. I compartimenti stagni
hanno
agevolato i dirigenti e i politici a giustificarsi della vaghezza del
proprio
operato.
Dobbiamo quindi imporci di cooperare e di
vigilare il prossimo governo della città, per costituire un cammino
d'interessi, non individuali ma collettivi, per il bene comune della
nostra
amata Favara.
Io personalmente cercherò di far nascere una
coniugazione delle varie associazioni presenti nel nostro territorio,
per
intraprendere insieme un cammino di idee, di cultura, di progetti, di
buone
speranze che facciano da catalizzatore nella co-partecipazione della città
fatta di cittadini e dell'amministrazione fatta di politici e dirigenti.
Questo
è l'impegno
che voglio intraprendere per
una nuova ma
soprattutto vera speranza d'una Favara
migliore. Chiedo a
tutti quelli che vedono in questo progetto uno spiraglio di buona
novizia a
farsi avanti e a dare concreto contributo per un cammino comune di
crescita
collettiva.
Lista civica cercasi
Il
popolo sovrano è seccato e nauseato dalla politica tradizionale? “Fora
di ball”:
basta con i partiti. Detto fatto.
Il popolo è accontentato. Gli
abili
camaleonti
dei nostri politici si stanno camuffando dentro liste civiche anonime,
consolidando così la tradizionale
politica
trasversale di Favara. Chi
cambia o ha già cambiato casacca,
chi sceglie di correre da solo, chi di non appoggiare l’amico. Una
partita a
poker tra giocatori che non ci stanno a perdere e sono disposti a
tutto, anche a
correre da soli, pur di sfidare il ‘compagno’ in questo ‘gioco’ la cui
posta in
palio è una bella e comoda poltrona da sindaco e da consigliere
comunale. Mentre i
‘grandi’ della politica si incontrano
e si scontrano, ma non ancora arrivano al dunque per la candidatura a
sindaco,
i piranha sono pronti all’assalto per il civico consesso.
Svegliamoci
per un
futuro migliore
di Pasquale
Cucchiara
Dopo
quattro anni di volubilità
politica, Domenico
Russello lascia l'incarico di sindaco di
Favara, perché uno degli undici indagati per il crollo
della palazzina che il
23 gennaio del 2010 costò la vita a due sorelline, Chiara e Marianna
Bellavia. Il
sindaco ha spiazzato tutti con la sua in revocabile
decisione, e da gran
signore qual è ha fatto in modo che Favara potesse rientrare nella
tornata
elettorale di fine maggio, per dare prontamente alla nostra città una
nuova
amministrazione. Tante
erano state le
proposte per dare alla nostra città un nuovo governo:
5 assessori per 5
partiti, consiglieri
comunali che minacciano e poi non fanno fatto la mozione di sfiducia, e
l’ultima in ordine di tempo è stata la riunione interpartitica
con i gruppi politici che dovevano comporre la nuova maggioranza, dove
per
altro il FLI (partito del sindaco) non si è presentato rendendo vana la
riunione; ma nessuno poteva immaginare che l’epilogo della “saga”
Russello
sarebbe stato questo. Ora la parola passa al popolo sovrano. In
tanti
auspicano un ricambio generazionale politico che potrebbe dare slancio
alla
nostra città. Ma Favara
dispone di giovani pronti per questo?
Negli ultimi tempi nella
nostra città crescono
associazioni politiche e culturali come i funghi. Questi
hanno iniziato a lavorare facendo comunicati stampa di ogni tipo, e
talvolta
hanno anche organizzato delle manifestazioni ora “pro” ora “contro”
l’amministrazione. Speriamo con il cuore che quest’ultimi continuino in
questa
direzione, e che non si lascino manovrare dai “vecchi lupi” che fanno
dei
giovani solo degli “spot elettorali” in vista delle future elezioni.
Sta di
fatto che è da quattro anni che per Favara non c’è pace.
Di
chi è la colpa? Forse
del sindaco? o dei consiglieri? Probabilmente la colpa è di tutti
che non sono
riusciti ad assumersi le responsabilità che il popolo democraticamente
gli ha
conferito con regolari elezioni.
Intanto il paese versa in
una crisi profonda: le discariche abusive non stupiscono
più, gli spazi verdi non
sono curati, per le strade il traffico impazza a causa di
un'urbanistica mala
organizzata, i nostri patrimoni culturali cadono poco a poco a pezzi
(vedi la
chiesa del SS Rosario e il Castello di Chiaramonte)…
Allora
che fare? Cosa
possiamo aggiungere? Che oggi a Favara dobbiamo anche cercare di non
morire
perché nel cimitero di piana traversa non ci sono più loculi a
disposizione?
Il quadro della situazione
è a tratti imbarazzante, ma si intravede una luce in fondo al tunnel;
infatti i
“classici consiglieri” probabilmente non avranno il tempo per
programmare una
campagna elettorale clientelare a causa dei tempi brevi che hanno a
disposizione, quindi possibilmente potrebbe scappare una lieta sorpresa
in
città: il rinnovo. Spero
di cuore che le future comunali possano rappresentare
per il mio amato paese una svolta politica epocale, in modo da poter
diventare
un “paese normale”
L'involuzione politi-
ca anche a Favara
di Massimo
Centineo
Gli scenari
nazionali ci hanno, parallelamente al nostro contesto
cittadino, portati ad
avere e ad accettare amalgamenti di fatti politici con cronache
perlopiù
personali, arroccando il malessere, portandolo a nascondersi d'obbligo
per far
spazio a ubriachismi dimenticatori della vera realtà, da coltivare e
salvaguardare, a prescindere da buone o meno buone “annate politiche”. Si sta
assistendo ad una totale involuzione politica! Si
succhiano liquami da
contenitori che non hanno niente a che fare con la vera alimentazione
che
dovrebbe essere attinta per un progredire da rispettare sempre. Sembra
pergiungere l'idealismo della sopravvivenza, dove per vivere bisognava
annientare l'avversario o peggio uccidere per aver prede con cui
potersi
sfamare. Ma l'epoca nostra culmina tale comportamento ad una sete di
potere che
porta solo ad una lenta
agonia d'una
autodistruzione del progresso raggiunto. Un cammino che al
raggiungimento di un
culmine che non ha traguardi, ci castiga ad un crollo culturale che ci
porta
nuovamente a vedere la cima raggiunta dal punto in cui era ancora
parecchio
lontana: questa è di fatto l'involuzione politica accennata poc'anzi. Stiamo
tradendo i
nostri valori: valori
di fratellanza, di
unità, di giustizia, di rispetto comune, di divergenze idealistiche
portate in
una comunione d'un vivere insieme nelle giuste aspirazioni. Le regole
giuridiche rette dalle figure istituzionali, non rispettano più la
difesa
univoca dei valori etici, quasi a creare un bipolarismo atto a scontri
antipopolari. A
Favara, con le
dimissioni del sindaco, si chiude un'era ove l'onestà
sopraffatta non ha
salvato il voler riprendersi il benessere che si aveva, col buonismo,
raggiunto
e purtroppo con l'esperienza amministrativa, totalmente perduto. Con
ciò si è
capito che, per certi ruoli, non bastano solamente buoni ideali, ma ci
vuole
innanzitutto la caparbietà di costringere prima tutti “gli altri” ad un
vero
cambiamento di responsabilità
politica-amministrativa-dirigenziale-civica.
Questa maturazione
improvvisa degli avvenimenti risulta - per noi favaresi - una finta
liberazione, dove
chi è rimasto inneggia
la sua presenza come il vero cambiamento, di una attuale situazione che
sussiste perché alimentata da un
“concime culturale” a dar meno sostanza del
letame per un progresso condannato, così, ad una profonda involuzione
politica,
che ferma il progredire necessario ad una città in stand-by da troppo
tempo.
LA SOCIETA' CIVILE
SI MOBILITA
A
FAVARA SI COSTITUISCE IL FORMUN PER L'ACQUA E I BENI COMUNI
Si
è costituito a Favara il Comitato,
per la difesa dei beni comuni.
I volontari si sono dati appuntamento domenica 11 Aprile, alle ore
10:00, per dar vita ufficialmente a questo rappresentanza. Nella
suddetta seduta è stato eletto coordinatore
Massimo Centineo,
ed è stato individuato un coordinamento, costituito dai seguenti
volontari: Caramazza Pietro, Cucchiara Pasquale, Nona Maria, Palumbo
Francesca, Pecoraro Calogero, Puccio Maurizio, Russello Enza, Schembri
Emanuele. L’iniziativa che porteranno avanti questi semplici cittadini
della città di Favara, sono in primis la difesa dell’acqua pubblica
intesa come bene comune, diritto umano universale,privo di qualsiasi
rilevanza economica, rifiuti e nucleare.
Dal
17 aprile in Piazza Cavour,
come in molte altre piazze italiane, partirà il programma
d’informazione in vista del referendum del 12 e 13 Giugno contro la
privatizzazione dell’acqua. Da nord a sud, la condivisione di
una
battaglia comune, quella di intendere l’acqua come bene, servizio, ma
principalmente come diritto.
L'involuzione
politi-
ca, parte seconda
di Massimo
Centineo
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