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Che la stella di Futuro e
Libertà a Favara fosse destinata a
brillare per poco lo si è capito quasi fin dall’inizio. E' stato un
progetto transitorio nato come ultima change nel caos politico del
periodo e per sottrarsi al ricatto del defunto "Patto per Favara. FLI è
stato un
movimento, oggi divenuto un partito, che si è proposto come la novità e
alternativa di destra nello scenario disastrato della politica
italiana,
siciliana e di Favara. Purtroppo nonostante il “leader maximo” predichi
bene, i
colonnelli razzolano malissimo, mentre l'esercito suppur entusiasmato
è alquanto sbandato. La truppa giorno dopo
giorno perde pezzi e i colonnelli si dilaniano
in guerre di corrente. Il risultato è un
partito che si presenta già vecchio fin dai primi vagiti, senza una
vera direzione di marcia con una
strada irta in salita. In questo scenario il progetto di FLI a Favara
si ritrova annaquato assieme ad una nuova compagnie di governo che si
rifà agli equilibri della Regione Siciliana. La nuova amministrazione
comunale di Favara, che si presume a breve vedrà luce, vedrà
FLI nel ruolo comprimario assieme all’UDC, partito
che non ha mai
rinnegato il galeotto Salvatore Cuffaro condannato per mafia, al MPA
del discusso
presidente Raffaele Lombardo “amico degli amici”, a Forza del Sud
guidato dall’ex
vicerè berlusconiano Gianfranco Miccichè e con buoni compagni di
ventura a
cominciare da Marcello dell’Utri, e al
PD quello dei brogli alle primarie di Agrigento, il partito di
Vladimiro Crisafulli.
Molte bocche voraci in attesa di un qualsiasi boccone per sfamarsi.
Favara sarà ancora una volta terra di conquista e di razzia e in ballo
c’è tanto bottino:
la metanizzazione, il completamento della rete idrica, i progetti di
riqualificazione
urbana tipo Ortus, la ricostruzione del centro storico, il nuovo Piano
Regolatore Generale.
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iL PUNTO
COSA
CAMBIERA'?
in attesa della Russello V
di Massimo Centineo
Il politico continuerà
a fare il politico
per un diversivo ricreativo ed il dirigente
continuerà a fare il dirigente per
non assumersi nessuna responsabilità.
Sì,
è proprio così. Anche se si fa finta di
non esserci tutti immersi, in questa finta sconosciuta verità. A questo
punto,
non bisogna denigrare questa situazione putidra che in fondo va bene a
tutti e
tutti ne traggono vantaggi personali, "arrunghiando"
il più non posso.
Ma cosa significa allora fare il
politico e
fare politica? Essere una figura d'esempio e d'abilità che
tende per natura ad
avere - e non solo ad assumere - una vita sociale e civile protratta
nell'agire
per gli interessi comuni ed il benessere collettivo.
Ed
i
dirigenti che mansioni ed obblighi
dovrebbero assumere? La risposta a questa ultima
interrogativa, sarà la
risposta da tempo attesa - ma mai suggellata da nessuno - per
sconfezionare e
comprendere il vero problema da debellare, in una Favara oramai in
piena
metastasi allusiva d'un fermo evolutivo voluto da tutta la comunità. I
dirigenti delle pubbliche amministrazioni (quindi anche quelli
comunali) hanno
dei precisi obblighi ai quali non possono sottrarsi. Parallelamente ai
più
incisivi poteri riconosciuti ai dirigenti è stata rafforzata la
responsabilità dirigenziale. Quindi, il mancato
raggiungimento degli
obiettivi (che a Favara sono sconosciuti e quindi virtualmente
inesistenti)
accertato attraverso le risultanze del sistema di valutazione (che a
Favara
viene utilizzato con fattori valutativi che partono comunque da
un'assegnazione
di certo almeno positiva per eccellere) ovvero, l'inosservanza delle
direttive
imputabili al dirigente, comportano l'impossibilità di rinnovo dello
stesso
incarico dirigenziale. In relazione alla gravità dei casi (che a Favara
non ha
modo d'esistere perché considerato un territorio con caso a parte),
l'amministrazione (che a Favara è specularietà del potere dirigenziale)
può
inoltre revocare l'incarico collocando il dirigente a disposizione dei
ruoli
ovvero recedere dal rapporto di lavoro secondo le disposizioni del
contratto
collettivo (che a Favara non potrà mai essere considerato per qualcosa
di
possibile, in quanto cadrebbero scoperte le carte che tengono in gioco
questo
baloccare di potere).
Immersi in tutto questo, noi cittadini, ci
comportiamo da veri cittadini? Ma cosa significa, allora, fare il
cittadino?
Rappresentare il significato d'appartenenza a una comunità nella quale
tutti i
membri assumono diritti e doveri equi, per dare un senso al profondo
costituirsi d'un popolo. Ma a Favara l'indifferenza sociale, di noi
tutti, ci
ha portati ad una condizione ai margini di un'apolidia portatrice di in
un
anacoretismo senza nessuna dedizione.
Le scelte del decisore pubblico deve
dar conto dei risultati ottenuti, facendoli analizzare tramite la
partecipazione dei cittadini, i quali, autorizzati nell'accessibilità
delle
informazioni progettuali, curerebbero quell'apporto di controllo e
tutela degli
interessi comuni. A Favara non vi è stato mai una reale rendicondazione
delle
decisioni pubbliche. I compartimenti stagni hanno agevolato i dirigenti
e i
politici a giustificarsi della vaghezza del proprio operato.
Ma
allora, cosa manca a
Favara? Quello che manca nella nostra città
è partire nell'essere veri cittadini. Non facciamo andare in fumo i
veri ideali
per un'etica di civilizzazione da rispettare sempre.
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HOT FaVELA
L'arte
strampalata della
provocazione
Quattro
diversi tipi di manifesto sono stati affissi in questi
giorni a Favara in
Piazza Cavour, Piazza dei
Vespri e Piazza Garibaldi. Sui manifesti non è scritto il nome della
tipografia
e hanno un logo che riporta due spighe di grano con nel mezzo la
scritta
“mafia”
e sotto “un altro mondo”. Nel primo manifesto
sono riprodotti un fucile
a canne mozze, arma preferita dalla mafia e una pistola che sembrerebbe
quella
in dotazione alle forze di polizia, in basso si legge “più sicurezza”. Il
riferimento
potrebbe essere allo Stato e all’antistato. Nel secondo,
campeggia il titolo di
un articolo di Repubblica “Mafia
spa, la prima azienda del paese”. In basso si
legge “Più ricchezza”.
Il manifesto si commenta da solo. Nel
terzo, c’è un
sacchetto di droga e un sigillo del monopolio fiscale, in basso la
scritta “più
libertà”. Nel
quarto il messaggio lasciato è inquietante. “Tasse al quaranta
per cento” è barrato, mentre si denuncia un “pizzo al 20 per cento”,
sotto si
legge “meno estorsione”.
E come se si denunciasse un comportamento di taluni
che incasserebbero un 20% garantendo il non pagamento delle tasse allo
Stato. I
quattro manifesti costituiscono una grande provocazione che smuovono le
acque.
Un fatto positivo in
una realtà come Favara, dove spesso le acque stagnanti
fanno marcire qualsiasi iniziativa per migliorare la qualità di vita
dei
cittadini. Diverso significato assumerebbero i manifesti se si
trattasse,
probabile che lo sia, di una trovata
pubblicitaria che giocherebbe sulle tristi
problematiche del territorio. Un’idea di pessimo gusto ai danni della
città per
promuovere personali investimenti senza curarsi delle ferite chiuse e
ancora
aperte del paese che cerca il suo riscatto sociale. E’ venuto a parlare
di
corda a casa dell’impiccato, per promuovere chissà che cosa.
Fonte:
www.perlacitta.it
BUNGA
BUNGA ON. BOSCO
Onorevole Bosco lei
è un berluscones ma, a
parte i soldini (spiccioli nel suo caso paragonato alle ricchezze del
grande
capo) non appare essere
l'uomo vincente del fare di conio aziendale Fininvest. Nel
sondaggio condotto nel blog di gennaio 2011, su un totale
di 80 votanti, il
60%
ha dato un giudizio
negativo sulla sua figura politica, mentre il 30% si è
espresso positivamente
e il 10%
non ha saputo esprimersi.
Dati
sconfortanti onorevole Bosco. Come mai?
Cosa c’è che non va in lei? Forse il fatto che lei i soldi ce li ha e
fare il
deputato è un’optional, un capriccio di papà, e che in realtà poco le
importa
della politica di Favara, della provincia di Agrigento e della Sicilia? Lei è
stato eletto nel 2008 e a parte una politica fatta di
slogan propagandistici,
di concreto si è visto ben poco. Specificatamente per Favara cosa ha
fatto? Poche
interrogazioni, pochi
disegni di legge. I suoi
consiglieri comunali di riferimento a Favara abbaiano
tanto ma non mordono e qualcuno cambia pure casacca. Ultimamente lei
apre nuovi sedi del partito, nomina coordinatori ovunque e sii inventa
incarichi ad personam. Ma questo agiere è quasi tutto fumo. Se si da uno sguardo al suo sito web
ci si rende conto di quanto sia un contenitore vuoto Si è convertito anche lei
nell’arte di fare rumore giusto per dimostrare di esserci senza
produrre nulla
di concreto?
Zorro della Favela le
consiglia di organizzare un
bunga bunga party almeno seguendo i consigli del
suo capo supremo darà piacere ai suoi elettori e sottoposti. Meglio di niente, meglio del fumo.
O.R.T.U.S.
(Orribile Ripristino
Temporaneo
Urbanisticamente
Squallido)
di Massimo
Centineo
Il
progetto H.O.R.T.U.S.
(Harmoniser les Opération de Restauration
Territorial du paysage Urban Soutenable), nasce con
l'obiettivo di
predisporre azioni pilota di sviluppo sostenibile, indirizzate alla
riqualificazione ambientale delle zone periferiche delle
città del
Mediterraneo, attraverso interventi sulle aree verdi e sul paesaggio.
Lo scopo
principale, del risultato finale, si basa sul partenariato, il quale
serve ad
azionare un confronto tra parti diverse (soggetti pubblici o privati,
forze
economiche e sociali) sulla realizzazione di interventi finalizzati
allo
sviluppo economico, allo sviluppo del territorio e all'integrazione
sociale.
Il
progetto d'ambito che riguarda il Comune di
Favara è la zona rispondente alla contrada Poggio-Fontana
degli Angeli, la
quale si insedia su una collinetta a ridosso del Vallone Cicchillo
(grande
insenatura territoriale) e si sviluppa lungo una strada storica che dal
Centro
Urbano portava alle miniere Lucia e Ciavolotta, su cui insiste un
vecchio
cimitero ancora in buono stato di conservazione. Oltre al nucleo
urbano,
all'interno dell'ambito di riferimento, ricadono anche alcune ville e
case
rurali storiche di notevole pregio architettonico e paesaggistico,
oltre
all'area archeologica della zona Ticchiara ed alcune permanenze
storiche come
il tracciato dell'ex ferrovia, ed alcune regie trazzere ancora
funzionanti.
In
dettaglio, il progetto O.R.T.U.S. è un
progetto di carattere integrato finalizzato alla
riqualificazione urbana,
paesaggistica e ambientale del Quartiere degli Orti e delle
immediate
adiacenze, attraverso interventi di naturazione e interventi di
urbanizzazione.
Il progetto di riqualificazione consiste nel recupero di una vasta area
urbana
dai forti caratteri naturali attraverso il consolidamento dei terreni
con
tecniche di ingegneria naturalistica.
L'Ingegneria
Naturalistica è una disciplina tecnico-scientifica che
studia le modalità di utilizzo, come materiale da costruzione, del
materiale
vegetale vivo (piante o parti di esse) in abbinamento con altri
materiali
inerti non cementizi quali il pietrame, la terra, il legname,
l'acciaio, nonché
in unione con stuoie in fibre vegetali o sintetiche.
Si
sottolinea - giunti a questo punto - che l'orgoglio
dell'architetto sta nel metodo della progettazione! Il metodo
risulterebbe
nobile ed oltretutto di notevole pregio progettuale. Ma i fatti non
corrispondono, purtroppo, agli ideali di progetto su descritti, i quali
rimangono solamente utili ad interpretare una bella favola che non
corrisponde
alla nostra brutta realtà. Realtà innalzata con classico cemento e
soliti conci
di tufo - i famosi pezzi 'i rina - emblemi del
nostro centro storico
abbandonato, e che trovano posto - oggi - anche nel ripristino dei
luoghi
naturalistici della nostra città.
Noi
cittadini pretendiamo risposte! Si chiede al Sindaco Domenico Russello
(amministratore competente del progetto O.R.T.U.S.)
se, il costo totale
del progetto (€ 7.000.000,00 settemilioni di euro)
è stato attinto, con
procedure in fase d'opera, rispettando i criteri iniziali della
finalizzazione
del progetto stesso. Perché tutto ciò farebbe trapelare un
ultimazione
dei lavori completamente incongruo alla motivazione originaria della
finalizzazione per cui è nato. In
tutta questa storia, quantomeno alla fine, ci
rimane di concreto solo l'idea di consolarci ad aver raggiunto una
positività:
i quadri del grande maestro Turi Morello, magnifici simboli grafici
della
nostra “Favara scomparsa”, acquisteranno, per il nostro paese, un
valore
inestimabile.
RUSSELLITE
Ricordando
Russello: Antonio Russello.
di Massimo
Centineo
Favara
legata alla
sua vita, plasmò l'opera di tutta una vita
Antonio
Russello, rappresentante – a pieno titolo – della
letteratura siciliana,
fedeltà incarnata di chi non considera “matrigna la propria terra”, ma
ne
diventa significato profondo di coesistenza nell'immergere, col suo
sprigionare
verità viste e vissute, il sogno di spalmare di positivo le nostre
tradizioni,
il nostro modo di essere, volendo eliminare l'ignoro distacco a quella
evoluzione
che dovrebbe appartenere anche a noi.
Il
prossimo 26 maggio 2011
ricorre
il decimo anniversario della morte del grande scrittore favarese.
Nessuno può
prescindere dalla sua letteratura; noi tutti abbiamo il dovere di
contribuire
nel ricordo, in quanto, intellettualmente, siamo figli di Russello e
nei suoi
libri vive il racconto delle nostre radici.
Questa data,
culturalmente
importante, ritengo che
debba essere celebrata con la dovuta solennità. Mi
rammarica il fatto di non sentire ancora nessuna correlazione
preparatoria ad
organizzare un evento così importante per la nostra città. Il
superficialismo
spicciolo, del lasciare le <<cose al
vento>>, ci allontana da
quella crescita culturale che Favara attende già da parecchio tempo.
Ricordiamoci
che Antonio Russello è
l'annesso naturale del cammino intrapreso alla conquista della legalità,
perché
con lui traspare la cognizione del nostro vivere condizionato dalla
prepotenza,
dalla illegalità, dall'oppressione d'un popolo sottomesso dal potere
arrivistico
di chi è, con l'inganno, divenuto strumento della prevaricazione.
È
un peccato profondo
arrivare a non aver fatto nulla e poi nel nulla
dire: “PECCATO, PECCATO”. Stiamo sprofondando su di un'entità
dall'assenza
assoluta di date, è quindi di progetti, è quindi di ambizioni, è quindi
di
concretezze.
Il
Comune, l'amministrazione, il
reparto dirigenziale, hanno attivato gli strumenti necessari ad una
co-partecipazione? Con le associazioni, con le scuole, con i cittadini,
si
pretendono contatti culturali per dar rispetto al valore inestimabile
di un
grande uomo e un grande scrittore con cui dobbiamo confrontarci col suo
pensiero, per un vanto culturale da tenerci stretto.
Non
facciamola diventare la solita
occasione perduta. Dobbiamo essere capaci a cogliere tale opportunità e
creare
un laboratorio letterale atto a modellare uno slancio politico, sociale
ed
economico.
Il
mio profondo augurio è quello di
farci tutti contagiare dalla “russellite”, sperando però di non
ammalarci della causa sbagliata.
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PROGETTO FARM IN
PROGRESS
Sabato
19 febbraio 2011, alle ore 18:00, a Favara, presso i Sette Cortili
(Cortile Bentivegna),
Farm Cultural Park ospiterà la collettiva di artisti
sardi dal titolo “Sardegna–Sicilia
andata e ritorno”, a cura della
Fondazione “Bartoli Felter”. Alla
stessa ora, sempre all’interno di Cortile Bentivegna verrà inaugurata
una
importante rassegna dedicata al settore
dell’ospitalità
alberghiera dal titolo “Tomorrow’s
Hotel", che analizzerà i dieci
trend più rilevanti legati all’industria alberghiera.
Nell’ambito
della rassegna verranno inaugurati
tre diversi Temporary Hotels:
-Freud
Hotel con la presenza di una psicologa che consentirà
agli ospiti ed ai
visitatori di fare una prima seduta gratuita di 15 minuti;
-Kiss
Hotel che inviterà tutti gli ospiti a baciarsi ai
Sette Cortili per
ricordare il Puro Piacere di baciarsi;
-Mc
Bird’s Hotel, primo albergo di lusso, al mondo per gli
uccellini;
-Doccia
Hotel dove i sensi si acuiscono, e la vista perde il
primato assoluto che ha
oggi acquisito: l’immagine non è più così importante, il corpo recupera
la sua
naturale dimensione del sentire,fatta di odori, suoni e sensazioni
tattili. A
cura dell’Associazione
Culturale Nicodemo.
Verranno
pure presentati:
-Progetto
di realizzazione della
Residenza per
Artisti di Farm Cultural
Park, a cura del giovane architetto Luigi Lentini;
-Mostra
fotografica dedicata al Town-House di Miami,
a cura del famoso fotografo
spagnolo Pep Escoda;
- Evento
“Did
you eat breakfast today?” che inaugurerà lo
spazio di “ Di Design di
Gaspare Citarrella;
- Performance
di danza “ Bed “ a cura di MMMI.
Ancora:
-"Gold
save the Queen” di 1Pep Marcheggiani con la collaborazione
di Sicily Foundation;
-"Flag
of Favara“ di Max Papeschi;
-Presentazione
del progetto 30x30 di Giuseppe Sinaguglia e
Giuseppe Guarneri;
-Presentazione
del Workshop “Low CostDesign” a cura di
Daniele Pario Perra e Leo Micali,
con la collaborazione dell’associazione
Nicodemo di Favara;
-Presentazione,
a cura di Ugo Bacchella, del primo corso
di formazione su Managment
Culturale curato dalla Fondazione
Fitzicarraldo, che si terrà nel giugno
2011.
I
SONDAGGI
I risultati
dei sondaggi del numero di gennaio 2011:
- "A Favara senza Sicilia TV c'è il nulla?"
Su un totale
di 50 votanti per il 70%
è NO
per il 30%
è SI
- "Sei
favorevole alla new town?"
Su un totale di 45 votanti
il 63%
è NO
il 37%
è SI
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