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INFORMARE PER RESISTERE - Blog di inchiesta, politica, usi e costumi della Favela di Favara (Agrigento)                         GENNAIO 2011  
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Per il PDL Favara e i suoi seguaci, Franco Pullara, Giuseppe Moscato, Salvatore Arancio, Umberto Re, Favaraweb, RadioIn e via dicendo, che giornalmente, nel panorama giornalistico di Favara, offrono un servizio di informazione attraverso le proprie testate giornalistiche di riferimento, rappresentano il NULLA, il VUOTO assoluto. E’ quanto emerso nella penosa vicenda del mancato rinnovo “automatico” per trattativa privata del contratto tra Siciliatv e l’amministrazione del Comune di Favara che ha preferito bandire una gara pubblica. Una tempesta in un bicchier d’acqua nella quale l’ha spuntata, ancora una volta, la TV locale che è stata l’unica a partecipare, quindi aggiudicataria. Il PDL dell’on. NINO BOSCO, da tempo in campagna elettorale, ha preso la palla in balzo capeggiando un piccolo esercito di partigiani contro l’amministrazione comunale rea di lesa TV e di voler mettere al bavaglio l’informazione. Per il PDL senza SiciliaTv, che ospita i suoi uomini a piacimento, a Favara non ci sarebbe più stata informazione. Una truppa di nani e ballerine si è prodigata a dispensare elogi all’emittente TV nel gruppo di solidarietà creato su Facebook avvalorando questa tesi.  E’ bavaglio il mancato rinnovo di un contratto di oltre 50.000 euro all’anno per trasmettere le grandiosi riunioni del Consiglio Comunale e dare spazio alla pubblicità degli atti dell’amministrazione comunale? Cosa c’entra tutto ciò con il TG che è di appannaggio della redazione giornalistica e sganciato dalla convenzione?  Chi o cosa avrebbe potuto impedire a SiciliaTV di esprimere la loro libera opinione? Scampato pericolo alla fine. IL NULLA non ci sarà più  e a Favara continuerà ad esserci l'unica voce dell'informazione, quella di SiciliaTV.                                                     

iL PUNTO

E' ZORRO IL CODARDO?

A Favara la figura anonima del blogger Zorro della Favela è sempre stata accusata di codardia perchè nascondersi dietro la maschera e un computer è facile piuttosto di agire alla luce del sole. Zorro della Favela è visto come uno senza palle. Opinioni legittime. Forse è tutto vero. Forse è il solo e unico mezzo per esprimere liberamente le proprie idee.  Nella vicenda di SiciliaTv avrebbe avuto il piacere di essere ridicolizzato al cospetto di uomini veri che con la partecipazione alla gara pubblica bandita dal Comune di Favara si fossere fatti avanti per offrire un servizio di informazione alternativo e sganciato da una logica feudataria. La gara è stata una grandiosa e sicuramente irripetibile opportunità per affermare il principio di democrazia nel rapporto tra pubblico e privato. Ma di uomi veri, con le palle, non se ne sono visti.  Non entro troppo nel merito di questa gara per molti aspetti discutibile vuoi per la frettolosa procedura seguita,  vuoi per la scarsa pubblicità (ammesso che ci sia stata), vuoi per il fulmineo regolamento di procedura stilato. 
Il Municipio di Favara è un pullulare di amici e parenti e sappiamo quanto si riveli prezioso l’aiuto di fratellanza in casi del genere. Se si fosse trattato di un’altra gara qualsiasi i tempi sarebbero stati sicuramente molto più lunghi. Il punto è che non si è presentato nessuno. La troppa fretta procedurale e il far credere che questo servizio è di esclusivo appannaggio della TV non costituisce comunque una vera attenuante per il “reato” di codardia. Si vuole davvero trasmettere il messaggio che oltre a SiciliaTv nell’informazione di Favara c’è davvero il NULLA?
O forse si è dovuta rispettare la  regola d’onore secondo cui non bisogna entrare in casa degli altri? Un vecchio proverbio siciliano  recita “è sceccu carnivali o cu ci va appressu?”.  Zorro della Favela in questo suo carnevalesco e oscuro agire si consola sapendo di essere in buona compagnia.

fAVELA iN VERDE



AIUOLE AI PRIVATI, TUTTO SFUMATO?

A Favara le aiuole, i spartitraffici, i piccoli spazi verdi, sono abbandonati al proprio destino. Il verde pubblico è una chimera. Una rivoluzione l’avrebbero potuta dare i privati cittadini con l’iniziativa «Adotta uno spazio verde» promossa qualche mese fa dall’allora assessore Calogero Attardo. Iniziativa, però, che si è arenata. A farne denuncia è il consigliere comunale Calogero Castronovo il quale è dell’idea che si tratta di un progetto che merita di essere ripreso e portato avanti.  Spazi che adesso sono simbolo di trascuratezza e degrado. Già diverse associazioni, commercianti e imprese si erano detti disponibili ad assumersi gli oneri di manutenzione ed abbellimento delle aiuole, ma tutto il progetto è rimasto al palo, non essendo stata data più continuità con il cambio d’assessore.

LINK DI ZORRO

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HOT FaVELA  


NEW  TOWN,     perchè

no?


Ha suscitato un vespaio di polemiche la presunta provocazione del Presidente della Regione Siciliana Lombardo che a Favara è meglio pensare a una “new town” piuttosto che riqualificare il degradato centro storico. Polemiche anche montate ad arte dal solito PDL targato Bosco in aperta campagna elettorale che ha tappezzato i muri di Favara di manifesti contro questa idea pur di fare rumore. Al coro strumentale della politica si sono aggiunte le voci di eminenti tecnici locali la cui vocazione teorica e ideale è quella di ristrutturare, recuperare. “New town”. Di cosa si tratta?
Sono le città giardino, quartieri satelliti ben collegati alla città madre nati in Inghilterra dal secondo dopoguerra. Sobborghi dotati di servizi, negozi, infrastrutture, e sopratutto molto verde e spazi ricreativi. Chiunque non si è del tutto assuefatto alla triste realtà di Favara si è certamente reso conto di quanto la città non sia a dimensione umana ma soffocata da case e autoveicoli e di quanto inaccessibile e pericolosa ai pedoni sia la rete viaria urbana. Quante donne con carrozzine o con figli tenuti per mano si incontrano a passeggiare per le vie della città? Perché bisogna andare a San Leone per trovare un angolo di relax?  Da un punto di vista progettuale certamente una città giardino, un sobborgo di nuova concezione ben pensato, costituisce un ambiente ideale che unisce le comodità cittadine alla natura di campagna, aria pulita, verde e sole. Nel territorio di Favara non mancano certo le aree che si presterebbero ad una soluzione del genere dalla contrada Pioppo a ridosso del palazzetto dello sport, alla contrada Sant’Anna-Gelardo, alla contrada Fontana degli Angeli. Un piccolo conio della decantata e berlusconiana Milano 2. I soliti raffinati tecnici di turno aborrirebbero l’idea adducendo che essa si possa tramutare in un ghetto. Ipotesi certamente realistica, ma è anche vero che molti di loro non hanno mai saputo creare di meglio, non sono mai stati in grado di realizzare un piano di recupero e hanno progettato fabbricati di indubbio gusto. A Favara i quartieri ghetto, senza bisogno di “new town” se ne contano parecchi. Dai rioni dell’edilizia popolare dello IACP, a quelli nati dal boom economico degli anni 70, alle aree selvagge scaturite dall’abusivismo edilizio. Volgendo lo sguardo altrove ma non troppo lontano sono da esempio in tal senso il quartiere di Villaseta e per certi aspetti quelli di Fontanelle e Monserrato  di Agrigento. Ritornando al centro storico di Favara la riqualificazione è un atto d’obbligo ma dovrebbe essere ripensata con un’ottica che non miri solo a ricreare un contenitore di abitanti. Attualmente, se si vuol essere realisti, il centro storico è poco vivibile sotto l’aspetto qualitativo perché non risponde  ai requisiti  degli attuali standard sociali. Il nucleo storico di Favara è costituito di case ammassate, spesso amorfe, in prevalenza umide perché costruite con pietrame e gesso e per la scarsa esposizione al sole, di strade in molti casi inaccessibili agli autoveicoli e con il manto stradale poco praticabile, i parcheggi sono scarsi, il verde è inesistente, i servizi primari insufficient e fatiscentii. Il nuovo centro storico di Favara deve essere principlamente destinato ai settori commerciale e artigianale  che potrebbero rappresentare un toccasana per la disastrata economia locale. dunque, “New Town”perché no? Centro storico laboratorio di arti e mestieri e con vocazione commerciale, perché no?
L’unica grande, immensa, incognita è quanto tutto ciò, una volta realizzato, durerebbe in mano ai favaresi.

CASTELLO PARTY

IL’inizio del nuovo anno a Favara sembra costellato di polemiche a mai finire. Tra le tante vi è la vicenda del Castello Chiaramonte utilizzato per un veglione di fine anno dall'associazione che lo ha ottenuto in locazione dall'amministrazione comunale. La concessione dello storico monumento è stata a titolo oneroso dietro il pagamento di una somma di tremila euro che sono finite nelle casse comunali. Poiché, come già detto in più occasioni in questo numero, la campagna elettorale aperta dal PDL non tralascia nulla pur di dare fuoco alle polveri, ecco che si è scatenata ancora una volta la tempesta sull’amministrazione comunale rea di aver fatto questa sacrilega scelta.  In fondo quale peccato è stato commesso? Quello di troppa leggerezza perché l’associazione che l’ha richiesto ha organizzato una festicciola di fine anno?  Fintanto che il Castello non viene utilizzato e lasciato al proprio destino nessuno si fa avanti per proporre qualche zelante iniziativa. Quando invece c'è chi avanza proposte e ottiene la struttura a titolo oneroso, magari approfittandone della buona fede, ecco che le oche del campidoglio iniziano a starnazzare a difesa di non si sa che.  Il Castello di Chiaramonte è certamente un patrimonio della collettività e dovrebbe essere il fulcro per il rilancio dell’immagine positiva di Favara. Il Castello deve essere valorizzato di più e meglio con attività socio-culturali e anche ricreative. Andrebbe stilato un regolamento specifico, non mancano tra gli amministratori persone valide in grado di farlo, che dia un indirizzo generale sul suo utilizzo mettendo a disposizione la struttura a tutti coloro che vorranno usufruirne. Per le casse comunali, sempre più vuote, l’introito  che ne deriverebbe sarebbe certamente positivo. 

favela report  


IL SALVATORE 

L’on. Nino Bosco è da parecchi mesi in campagna elettorale. Ultimamente sta intensificando la sua presenza mediatica in vista dell’attacco finale per le prossime elezioni amministrative di primavera che coinvolgeranno anche la provincia di Agrigento. Favara, al momento, è esclusa dalla competizione elettorale diretta in quanto il sindaco Domenico Russello è in sella e a nulla finora sono valsi i tentativi del PDL di disarcionarlo. Nel marasma politico che è sprofondato nel qualunquismo assoluto l’inesistenza di figure di riferimento come accedeva nel passato (partiti, segretari di sezione, gruppi di azione parapolitici) ha fatto si che l’on. Nino Bosco sia visto come l’unica figura rappresentativa nello scenario politico locale. La sinistra, un tempo vero referente dei bisogni del popolo, è oggi del tutto inesistente. I pochi superstiti si combattono in guerre di potere fraticide. La destra, che è esistita solo di riflesso alla sinistra, si è subito sfaldata e i suoi uomini si sono dedicati anima e corpo al cannibalismo di potere. A Favara in uno scenario post Russello chi avrà la visibilità per conquistare la fiducia degli elettori liberi? Gli anonimi consiglieri provinciali di cui mai si sente parlare? I tanti Consiglieri Comunali che finora hanno pensato solo a garantirsi il fisso mensile e che hanno lasciato alla deriva la città? Il buon Nino Bosco per ora è l’unico a suonare le campane per raccogliere fedeli. Promette a destra e a manca, acquisisce associazioni culturali che gli garantiscono pacchetti di voti, solidarizza con il mondo femminile (anche se quando si tratta di candidare e di coinvolgere donne nella vita politica stranamente non segue le orme del capo Silvio Berlusconi e le marginalizza), polemizza su tutto pur di rumoreggiare attorno alla sua figura.  Promette soldi per il centro storico, cantieri di lavoro, etc, etc. E’ lui il volto nuovo di Favara (senza però guardare a chi lo circonda e a chi gli sta dietro)? E’ lui il salvatore di Favara? 
O GRANDE NINO, PROTEGGICI TU.




Urbanistica e sviluppo

commerciale

di PASQUALE CUCCHIARA


traffico favara

Negli ultimi tempi a Favara abbiamo assistito a uno sviluppo commerciale senza precedenti. Le zone di viale Aldo Moro di via Pietro Nenni e ultimamente anche via Olanda sono una nota piacevole nel nostro tribolato paese, afflitto da continui rimpasti politici che non giovano al benessere della città. I negozi presenti in queste aree sono un fiore all’occhiello dato che questi attraggono non solo i favaresi, ma anche persone dei paesi vicini che vengono a “spendere” qui da noi. Ma lo sviluppo commerciale da solo non basta a rendere il nostro paese “appetibile” in quanto questo necessita anche di uno sviluppo armonico dell’urbanistica. Una zona commerciale che si rispetti in qualsiasi paese “normale” è accompagnata da aree verdi ben sistemate e curate, di illuminazione idonea e di un traffico fluido, pubbliche utilità che a Favara purtroppo non possiamo vantare. Ad esempio in via Pietro Nenni più specificatamente nella villetta della Pace l’erba cresce florida e i muretti in pietra sono quasi tutti imbrattati da stupidi “artisti di strada” che contribuiscono a rendere il nostro paese più brutto esteticamente. In zona viale Aldo Moro gli spazi verdi non sono messi meglio, dato che anch’essi sono pieni d’erba e mal curati. Oltretutto in questa zona nonostante la presenza dei "vigili urbani" la circolazione stradale non è sicuramente fluida a causa di “strani parcheggi” e dal traffico massiccio che rende la guida snervante e noiosa. Cronologicamente l’ultimo quartiere in via di sviluppo è stato la zona di via Olanda un'area molto commerciale, che delle zone già citate è sicuramente quella che più di tutte richiede attenzione sotto il profilo urbanistico dato che il suo sviluppo ha fatto inevitabilmente aumentare in maniera esponenziale il traffico sia veicolare che pedonale. Anche qui molto probabilmente la presenza dei "vigili urbani" sarebbe opportuna, per non parlare dei marciapiedi pedonali che in gran parte della zona latitano. Nella zona di via Olanda manca un'adeguata illuminazione pubblica perché questa oltre ad essere scarsa, è anche pericolosa dato che molti pedoni frequentano questa via. Addirittura in via Dominio (traversa di via olanda) vi si trova uno spazio comunale da adibire a parco pubblico abbandonato a se stesso, pieno di rifiuti dove fanno da capolino cani randagi che sono pericolosi per i pedoni che camminano nella zona. Sulla questione si è interessato anche il segretario cittadino di Rifondazione Comunista di Favara Antonio Palumbo che denuncia - in un suo articolo pubblicato sul giornale Di Sicilia - la necessità di interventi di urbanistica urgenti nella zona di via Olanda e nelle traverse adiacenti. In molti auspicano che l’amministrazione comunale intervenga sulla questione per risolvere il problema al più presto.



Favara per l'aeroporto,

ma a che serve?









L’aeroporto ad Agrigento è l’ennesima trovata elettorale, per altro nemmeno recentissima (per almeno due tornate il buon vecchio Fontana ha rispolverato l’ormai mitico platisco esposto alla provincia…) e la cosa che fa più riflettere è come anche menti svegli e attente alle dinamiche economiche e politiche della nostra terra si siano lasciati coinvolgere da questo delirio. Per la cronaca vi siete mai chiesti perchè il dott. Riggio sia da sempre contrario alla cosa? Ma procediamo per assurdo: da domani Agrigento ha il suo aeroporto…vediamo un pò…quali compagnie investiranno per l’acquisto degli slots? le compagnie ragionano non in maniera politica e prima fanno le analisi dei bacini d utenza..uhm..ok abbiamo una compagnia di kamikaze che lo fa…nasce così l’Agrigento-Roma e facciamo pure l’Agrigento-Milano ..piccolo problemino.il coefficiente di riempimento..esiste un bacino d’utenza potenziale da garantire un paio di voli a settimana? (e gli altri giorni che facciamo? facciamo giocare a ramino i dipendenti???) la risposta è no. Inevitabilmente per tenere il volo la compagnia è costretta ad aumentare i prezzi e molti preferiranno prendere il Palermo-Roma o il Catania- Roma..  Certo ci sono anche i voli turistici, spesso charter..piccolo problema..non esistono tour operator agrigentini e chi arriva in sicilia (SICILIA e non agrigento…) fa il tour dell’intera isola…non avrebbe alcun senso farli atterrare ad Agrigento a parte una riduzione di prezzo che è possibile solo con grandi numeri, che per le ragioni di sopra non ci sono! (e poi un turista ad Agrigento viene spennato per i prezzi esagerati di ristoranti e degli affitti alle stelle, è disagiato per mancanza di servizi adeguati, di spiaggie pulite e di svago. Venire ad Agrigento è un suicidio)..ah ..ma da Agrigento voleranno le innumerevoli merci prodotte nella zona..certo dimenticavo..ops..c’è un piccolo problema, per potere essere economicamente conveniente il trasporto aereo la merce deve essere ad altissimo valore aggiunto..forse i pannelli prodotti dalla Moncada Energy potrebbero essere indicati..ma sembra pochino onestamente..o vogliamo far volare l’uva italia e le arance di Ribera come detto da alcuni? Rimarebbero i charter verso l’europa..ma Birgi ha intercettato quel mercato …beh pazienza costringeremo Ryanair a duplicare i voli… Poi chi parla di Agrigento come porta del mediterraneo ha dimenticato due cose: 1) i paesi del nord Africa hanno già accordi che prevedono Roma come hub di smistamento 2) la Sicilia intera è stata tagliata fuori dal sistema degli interporti. Il riferimento è Gioia Tauro e la stessa Termini Imerese è destinata a diventare un deposito di container..e noi stiamo ancora a parlare del ruolo di Porto Empedocle! Certo ci sono le decine di businessman agrigentini che fanno affari con Tunisia , Marocco e Algeria che voleranno da Agrigento verso quei posti no?
Questo è il problema di quando si fanno le proposte per pura propaganda elettorale!!! prima di cominciare a parlare di una qualsiasi attività economica si fanno le analisi di domanda attuale e prevedibile..poi quelle di costo/beneficio e solo dopo si comincia a parlare della fattibilità…invece qui la logica è..facciamolo..poi la gente verrà e se non viene? beh pazienza avremo costruito l’ennesima cattedrale nel deserto impegnando dei fondi che invece avrebbero potuto essere impiegati in altro

fAVELA ricorrenze

INOVINA CHI VIENE A CENA ?


23 gennaio 2011 un anno dopo il tragico crollo di via Del Carmine.

Ancora su Favara e i linticchieddi. E' passato un anno ma non è cambiato nulla.......






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