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Per
il PDL Favara e i suoi seguaci, Franco
Pullara, Giuseppe Moscato, Salvatore Arancio, Umberto Re, Favaraweb,
RadioIn e
via dicendo, che giornalmente, nel panorama giornalistico di Favara,
offrono un
servizio di informazione attraverso le proprie testate giornalistiche
di
riferimento, rappresentano il NULLA, il VUOTO assoluto. E’
quanto
emerso nella
penosa vicenda del mancato rinnovo “automatico” per
trattativa privata
del
contratto tra Siciliatv e l’amministrazione del Comune di
Favara che ha
preferito bandire una gara pubblica. Una tempesta in un bicchier
d’acqua nella
quale l’ha spuntata, ancora una volta, la TV locale che
è stata l’unica
a
partecipare, quindi aggiudicataria. Il PDL dell’on. NINO
BOSCO, da tempo in campagna elettorale, ha preso la palla in balzo
capeggiando un piccolo esercito di partigiani contro
l’amministrazione comunale rea di lesa
TV e di voler mettere al bavaglio l’informazione. Per il PDL
senza
SiciliaTv,
che ospita i suoi uomini a piacimento, a Favara non ci sarebbe
più
stata informazione.
Una truppa di nani e ballerine si è prodigata a dispensare
elogi all’emittente TV nel gruppo di
solidarietà creato su Facebook
avvalorando
questa tesi. E’ bavaglio il
mancato rinnovo di un contratto di oltre 50.000 euro all’anno
per
trasmettere
le grandiosi riunioni del Consiglio Comunale e dare spazio alla
pubblicità
degli atti dell’amministrazione comunale? Cosa
c’entra tutto ciò con il
TG che
è di appannaggio della redazione giornalistica e sganciato
dalla
convenzione? Chi
o cosa avrebbe potuto impedire a SiciliaTV di esprimere la loro libera
opinione? Scampato pericolo alla fine. IL NULLA non ci
sarà più e
a Favara
continuerà ad
esserci l'unica voce dell'informazione, quella di SiciliaTV.
|
iL PUNTO
E' ZORRO IL CODARDO?

A Favara la figura
anonima del blogger
Zorro della Favela è sempre stata accusata di codardia
perchè
nascondersi dietro la maschera e un computer è
facile
piuttosto di agire alla luce del sole. Zorro della Favela è
visto come uno senza palle. Opinioni legittime. Forse è
tutto vero.
Forse è il
solo e unico mezzo per esprimere liberamente le proprie idee. Nella vicenda di SiciliaTv
avrebbe avuto il piacere di essere ridicolizzato al cospetto di uomini
veri che con la partecipazione alla gara pubblica bandita dal Comune di
Favara si fossere fatti avanti per offrire un servizio di informazione
alternativo e sganciato da una logica feudataria. La gara è
stata una grandiosa e
sicuramente
irripetibile opportunità per affermare il
principio di
democrazia nel rapporto tra pubblico e privato. Ma di uomi veri, con le
palle, non se ne sono visti. Non entro
troppo nel merito di questa gara
per molti aspetti discutibile
vuoi per la frettolosa procedura seguita, vuoi
per la scarsa pubblicità (ammesso
che ci sia stata), vuoi per il fulmineo regolamento di procedura
stilato.
Il Municipio di
Favara
è un pullulare di amici e parenti e sappiamo quanto si
riveli prezioso
l’aiuto di fratellanza in casi del genere. Se si
fosse
trattato di
un’altra gara qualsiasi i tempi sarebbero stati sicuramente
molto più
lunghi. Il
punto è che non si è presentato nessuno.
La troppa fretta
procedurale e il far credere che questo servizio è di
esclusivo
appannaggio della TV non costituisce
comunque una vera attenuante per il “reato” di
codardia. Si vuole
davvero trasmettere il messaggio che oltre a SiciliaTv
nell’informazione di Favara c’è davvero
il NULLA?
O
forse si è dovuta
rispettare la regola d’onore secondo
cui non bisogna
entrare in casa degli altri? Un
vecchio proverbio siciliano recita
“è
sceccu carnivali o cu ci va appressu?”.
Zorro della Favela in
questo suo carnevalesco e oscuro agire si consola sapendo
di essere in buona compagnia.

fAVELA iN
VERDE
AIUOLE AI PRIVATI, TUTTO SFUMATO?
A
Favara le aiuole, i spartitraffici, i piccoli spazi verdi,
sono abbandonati al proprio destino. Il verde pubblico
è una
chimera. Una rivoluzione l’avrebbero
potuta dare i privati cittadini con l’iniziativa «Adotta uno spazio
verde»
promossa qualche mese fa dall’allora assessore Calogero
Attardo.
Iniziativa,
però, che si è arenata. A farne denuncia
è il consigliere comunale Calogero
Castronovo
il quale è dell’idea che si tratta di un progetto
che merita di essere
ripreso
e portato avanti. Spazi che
adesso sono
simbolo di trascuratezza e degrado. Già diverse
associazioni,
commercianti e
imprese si erano detti disponibili ad assumersi gli oneri di
manutenzione ed
abbellimento delle aiuole, ma tutto
il progetto è rimasto al palo, non essendo
stata data più continuità con il cambio
d’assessore.
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DI
ZORRO
Favara
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HOT
FaVELA
NEW TOWN, perchè
no?
Ha
suscitato un vespaio
di polemiche la presunta provocazione del Presidente della Regione
Siciliana
Lombardo che a Favara è meglio pensare a una “new town” piuttosto
che
riqualificare il degradato centro storico. Polemiche anche montate ad
arte dal
solito PDL targato Bosco
in aperta campagna
elettorale che ha tappezzato i muri di
Favara di manifesti contro questa idea pur di fare rumore. Al coro
strumentale
della politica si sono aggiunte le voci di eminenti tecnici locali la
cui
vocazione teorica e ideale è quella di ristrutturare,
recuperare. “New
town”.
Di cosa si tratta?
Sono le
città giardino,
quartieri satelliti ben
collegati
alla città madre nati in Inghilterra dal secondo dopoguerra.
Sobborghi
dotati
di servizi, negozi, infrastrutture, e sopratutto molto verde e spazi
ricreativi.
Chiunque non si è del tutto assuefatto alla triste realtà di
Favara
si è certamente reso
conto di quanto la città non sia a dimensione umana
ma soffocata
da case e autoveicoli e di quanto inaccessibile e pericolosa ai pedoni
sia la rete viaria
urbana. Quante donne con carrozzine o con figli tenuti per mano si
incontrano a
passeggiare per le vie della città? Perché
bisogna andare a San Leone
per
trovare un angolo di relax? Da
un punto
di vista progettuale certamente una città giardino, un
sobborgo di
nuova
concezione ben pensato, costituisce un ambiente ideale che unisce le
comodità
cittadine alla natura di campagna, aria pulita, verde e sole. Nel territorio di
Favara non mancano certo le aree che si presterebbero ad
una soluzione del
genere dalla contrada Pioppo a ridosso del palazzetto dello sport, alla
contrada Sant’Anna-Gelardo, alla contrada Fontana degli
Angeli. Un
piccolo
conio della decantata e berlusconiana Milano 2. I soliti raffinati
tecnici di
turno aborrirebbero l’idea adducendo che essa si possa
tramutare in un ghetto.
Ipotesi certamente realistica, ma è anche vero che molti di
loro non
hanno mai
saputo creare di meglio, non sono mai stati in grado di realizzare un
piano di
recupero e hanno progettato fabbricati di indubbio gusto. A Favara i
quartieri
ghetto, senza
bisogno di “new town” se ne contano
parecchi.
Dai rioni dell’edilizia popolare
dello IACP, a quelli nati dal boom economico degli anni 70, alle aree
selvagge
scaturite dall’abusivismo edilizio. Volgendo lo sguardo
altrove ma non
troppo lontano
sono da esempio in tal senso il quartiere di Villaseta e per certi
aspetti quelli
di Fontanelle e Monserrato di
Agrigento.
Ritornando al centro
storico di Favara la
riqualificazione è un
atto d’obbligo
ma
dovrebbe essere ripensata con un’ottica che non miri solo
a ricreare un contenitore
di abitanti. Attualmente, se si vuol essere realisti, il
centro storico è poco vivibile
sotto l’aspetto qualitativo perché non risponde ai
requisiti
degli attuali
standard sociali. Il nucleo storico di Favara è costituito
di case
ammassate,
spesso amorfe, in prevalenza umide perché costruite con
pietrame e
gesso e per
la scarsa esposizione al sole, di strade in molti casi inaccessibili
agli
autoveicoli e con il manto stradale poco praticabile, i parcheggi sono
scarsi,
il verde è inesistente, i servizi primari insufficient e
fatiscentii.
Il nuovo
centro
storico di Favara
deve essere principlamente destinato ai
settori commerciale e
artigianale che
potrebbero rappresentare
un toccasana per la disastrata economia locale.
dunque,
“New Town”perché
no? Centro
storico
laboratorio di arti e mestieri e con vocazione
commerciale,
perché no?
L’unica
grande, immensa, incognita è quanto tutto ciò,
una volta realizzato,
durerebbe in mano ai favaresi.
CASTELLO PARTY
IL’inizio
del nuovo anno a Favara sembra
costellato di polemiche a mai finire. Tra le
tante vi è la vicenda del Castello
Chiaramonte
utilizzato per un veglione di fine anno dall'associazione che lo ha
ottenuto in locazione dall'amministrazione comunale. La concessione
dello storico monumento è
stata a titolo oneroso
dietro il pagamento di una somma di tremila euro che
sono finite nelle casse comunali. Poiché, come
già detto in più
occasioni in
questo numero, la campagna
elettorale aperta dal PDL non tralascia nulla pur di
dare fuoco alle polveri, ecco che si è scatenata ancora una
volta
la tempesta sull’amministrazione comunale rea di aver fatto
questa
sacrilega scelta. In
fondo quale peccato
è
stato commesso? Quello di troppa leggerezza
perché
l’associazione che l’ha
richiesto ha organizzato una festicciola di fine anno?
Fintanto che il Castello non
viene utilizzato
e lasciato al proprio destino nessuno si fa avanti per
proporre
qualche zelante iniziativa. Quando invece c'è chi avanza
proposte e
ottiene la struttura a titolo oneroso, magari approfittandone
della buona fede, ecco che le oche
del campidoglio iniziano a starnazzare a difesa di non si sa che. Il Castello di Chiaramonte
è certamente un
patrimonio della collettività e dovrebbe essere il fulcro
per il
rilancio dell’immagine
positiva di Favara. Il Castello deve essere valorizzato di
più e meglio con
attività socio-culturali e anche ricreative. Andrebbe stilato un regolamento
specifico, non mancano tra gli amministratori persone
valide in grado di farlo,
che dia un indirizzo generale sul suo utilizzo mettendo a disposizione
la
struttura a tutti coloro che vorranno usufruirne. Per le casse
comunali, sempre
più vuote, l’introito che
ne deriverebbe
sarebbe certamente positivo.
favela report
IL SALVATORE
L’on.
Nino Bosco è da parecchi mesi in campagna
elettorale.
Ultimamente sta
intensificando la sua
presenza mediatica in vista dell’attacco finale
per le
prossime elezioni
amministrative di primavera che coinvolgeranno anche la
provincia
di Agrigento. Favara,
al momento, è
esclusa dalla
competizione elettorale
diretta in quanto il sindaco
Domenico Russello è in sella e a nulla finora
sono
valsi i tentativi del PDL di disarcionarlo. Nel marasma politico che
è
sprofondato
nel qualunquismo assoluto l’inesistenza
di figure di riferimento come accedeva nel
passato (partiti, segretari di sezione, gruppi di azione parapolitici)
ha fatto
si che l’on. Nino Bosco sia visto come l’unica
figura rappresentativa
nello
scenario politico locale.
La sinistra, un tempo vero referente dei bisogni del
popolo, è oggi
del tutto
inesistente. I pochi superstiti si combattono in
guerre di potere fraticide. La destra, che
è
esistita solo di riflesso alla sinistra, si
è subito sfaldata e i suoi uomini si sono
dedicati anima e
corpo al cannibalismo
di potere. A
Favara in uno scenario
post Russello chi
avrà la visibilità per
conquistare la fiducia degli elettori liberi? Gli anonimi consiglieri
provinciali di cui mai si sente parlare? I tanti Consiglieri Comunali che
finora hanno pensato solo a garantirsi il fisso mensile e che hanno
lasciato alla
deriva la città? Il buon Nino Bosco per ora è
l’unico a suonare le
campane per
raccogliere fedeli. Promette
a destra e a manca, acquisisce associazioni culturali
che gli garantiscono pacchetti di voti, solidarizza con il mondo
femminile
(anche se quando si tratta di candidare e di coinvolgere donne nella
vita
politica stranamente non segue le orme del capo Silvio Berlusconi e le
marginalizza), polemizza su tutto pur di rumoreggiare attorno alla sua
figura. Promette
soldi per il centro
storico, cantieri di lavoro, etc, etc. E’ lui il volto nuovo
di Favara
(senza
però guardare a chi lo circonda e a chi gli sta dietro)? E’ lui il salvatore di
Favara?
O
GRANDE NINO, PROTEGGICI TU.
Urbanistica e sviluppo
commerciale
di
PASQUALE CUCCHIARA

Negli
ultimi tempi a Favara
abbiamo assistito a uno sviluppo
commerciale senza precedenti. Le zone di viale
Aldo Moro di via Pietro Nenni e ultimamente anche via Olanda sono una
nota
piacevole nel nostro tribolato paese, afflitto da continui rimpasti
politici
che non giovano al benessere della città. I negozi presenti in queste aree
sono
un fiore all’occhiello dato che questi attraggono non solo
i favaresi, ma anche
persone dei paesi vicini che vengono a
“spendere” qui da
noi. Ma lo sviluppo
commerciale da solo non basta a rendere il nostro paese
“appetibile” in
quanto questo necessita anche di uno
sviluppo armonico
dell’urbanistica. Una zona commerciale che si
rispetti in
qualsiasi paese
“normale” è accompagnata da
aree verdi ben sistemate e curate, di illuminazione
idonea e di un traffico
fluido, pubbliche utilità che a Favara
purtroppo non
possiamo vantare. Ad esempio in
via Pietro Nenni più specificatamente nella
villetta della Pace
l’erba cresce florida e i muretti in pietra sono
quasi
tutti imbrattati da stupidi “artisti di strada” che
contribuiscono a
rendere il
nostro paese più brutto esteticamente. In zona viale Aldo Moro gli
spazi verdi
non sono messi meglio, dato che anch’essi sono pieni
d’erba e mal
curati.
Oltretutto in questa zona nonostante la presenza dei "vigili urbani"
la circolazione stradale non è sicuramente fluida a causa di “strani
parcheggi” e dal traffico
massiccio che rende la guida snervante e noiosa.
Cronologicamente l’ultimo quartiere in via di sviluppo
è stato la zona
di via
Olanda un'area molto commerciale, che delle zone
già
citate è sicuramente
quella che più di tutte richiede attenzione sotto il profilo
urbanistico dato
che il suo sviluppo ha fatto inevitabilmente aumentare in maniera
esponenziale
il traffico sia veicolare che pedonale. Anche qui molto probabilmente
la
presenza dei "vigili urbani" sarebbe opportuna, per non parlare dei
marciapiedi
pedonali che in gran parte della zona latitano. Nella zona di via
Olanda manca
un'adeguata illuminazione pubblica perché questa oltre ad
essere
scarsa, è
anche pericolosa dato che molti pedoni frequentano questa via.
Addirittura in via
Dominio (traversa di via olanda) vi si trova uno spazio comunale da adibire
a parco pubblico abbandonato a se stesso, pieno di rifiuti
dove fanno da capolino
cani randagi che sono pericolosi per i pedoni che camminano nella zona.
Sulla
questione si è interessato anche il segretario cittadino di
Rifondazione
Comunista di Favara Antonio
Palumbo che denuncia - in un suo articolo
pubblicato sul giornale Di Sicilia - la necessità di
interventi di
urbanistica
urgenti nella zona di via Olanda e nelle traverse adiacenti. In molti auspicano
che l’amministrazione comunale intervenga sulla
questione
per risolvere il
problema al più presto.
Favara
per l'aeroporto,
ma a che serve?

L’aeroporto ad Agrigento
è l’ennesima trovata elettorale, per altro
nemmeno recentissima (per almeno due tornate il buon vecchio Fontana ha
rispolverato
l’ormai mitico platisco esposto alla provincia…) e
la cosa che fa più
riflettere è come anche menti svegli e attente alle
dinamiche
economiche e
politiche della nostra terra si siano lasciati coinvolgere da questo
delirio. Per
la cronaca vi siete mai chiesti perchè il dott. Riggio sia
da sempre
contrario
alla cosa? Ma procediamo per assurdo: da domani Agrigento ha il suo
aeroporto…vediamo un
pò…quali compagnie investiranno per
l’acquisto degli
slots? le compagnie ragionano non in maniera politica e prima fanno le
analisi
dei bacini d utenza..uhm..ok abbiamo una compagnia di kamikaze che lo
fa…nasce
così l’Agrigento-Roma e facciamo pure
l’Agrigento-Milano ..piccolo
problemino.il coefficiente di riempimento..esiste un bacino
d’utenza
potenziale
da garantire un paio di voli a settimana? (e gli altri
giorni che facciamo? facciamo
giocare a ramino i dipendenti???) la risposta è no.
Inevitabilmente per
tenere
il volo la compagnia è costretta ad aumentare i prezzi e
molti
preferiranno
prendere il Palermo-Roma o il Catania- Roma.. Certo
ci sono anche i voli
turistici, spesso
charter..piccolo problema..non esistono tour operator agrigentini e chi
arriva
in sicilia (SICILIA e non agrigento…) fa il tour
dell’intera isola…non
avrebbe alcun
senso farli atterrare ad Agrigento a parte una riduzione di prezzo che
è
possibile solo con grandi numeri, che per le ragioni di sopra non ci
sono! (e
poi un turista ad Agrigento viene spennato per i prezzi esagerati di
ristoranti
e degli affitti alle stelle, è disagiato per mancanza di
servizi
adeguati, di
spiaggie pulite e di svago. Venire ad Agrigento è un
suicidio)..ah
..ma da Agrigento
voleranno le innumerevoli merci prodotte nella zona..certo
dimenticavo..ops..c’è un piccolo problema, per
potere essere
economicamente
conveniente il trasporto aereo la merce deve essere ad altissimo valore
aggiunto..forse i pannelli prodotti dalla Moncada Energy potrebbero
essere
indicati..ma sembra pochino onestamente..o vogliamo far volare
l’uva
italia e
le arance di Ribera come detto da alcuni? Rimarebbero i charter verso
l’europa..ma Birgi ha intercettato quel mercato
…beh pazienza
costringeremo
Ryanair a duplicare i voli… Poi
chi parla di Agrigento come porta del
mediterraneo ha dimenticato due cose: 1) i paesi del nord
Africa hanno già
accordi che prevedono Roma come hub di smistamento 2) la Sicilia
intera è stata
tagliata fuori dal sistema degli interporti. Il riferimento
è Gioia
Tauro e la
stessa Termini Imerese è destinata a diventare un deposito
di
container..e noi
stiamo ancora a parlare del ruolo di Porto Empedocle! Certo ci sono le
decine
di businessman agrigentini che fanno affari con Tunisia , Marocco e
Algeria che
voleranno da Agrigento verso quei posti no?
Questo
è il problema di quando si fanno le proposte per
pura propaganda elettorale!!! prima di cominciare a parlare di una
qualsiasi
attività economica si fanno le analisi di domanda attuale e
prevedibile..poi
quelle di costo/beneficio e solo dopo si comincia a parlare della
fattibilità…invece qui la logica
è..facciamolo..poi la gente verrà e se
non
viene? beh pazienza
avremo costruito l’ennesima cattedrale nel deserto impegnando
dei fondi
che invece avrebbero potuto essere impiegati in altro
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