 |
|

Alla
fine la tanto sbandierata campagna di sfiducia al Sindaco di Favara,
talvolta condotta con toni aspri e con
metodi squadristi,
si è risolta in una bolla di sapone. Un bluff bello e buono.
E' dura alla
fine per i signori
Consiglieri Comunali, nella
fattispecie per
l'ex maggioranza dei 19, rinunciare al
gettone di
presenza che puntualmente ogni mese assomma a un
bel
stipendio alla stregua
di quello che percepisce chi lavora almeno otto ore, magari
facendosi il cosidetto "mazzo". Questione di
coglioni
e i signori della
gioiosa macchina da guerra chiamata "Patto per Favara" hanno dimostrato
di non averli affatto. La loro unione è già un
ricordo e il
Patto è disfatto e putrido. La loro unione
era
così forte, idealmente volta per il bene comune e basata su
un
programma valido che
è bastato un nulla per mandarli allo sbaraglio. L'unico a
mostrare di avere ancora un minimo di attributi è stato loro
portavoce Gio-
vanni Mossuto che ha fiutato furbescamente l'andazzo e dall'alto della
sua esperienza politica si è smarcato dai compagni
di ventu-
ra e si è ammansito. Ovviamente in politica la
corenza conta zero. Così è se vi pare.
SPECIALE
ANTIMAFIA
Favara
NO MAFIA DAY ...aspettando il 26

Sebbene trascorrerà
più di un mese dall'evento che ancora una volta in negativo
ha riportato Favara alla ribalta nazionale, ovvero l'arresto
del boss Gerlandiso Messina che nella decantata "città
dell'agnello Pasquale" ha trascorso indisturbato molti anni di
latitanza, la manifestazione contro la mafia avrà
luogo. E' prevista per il 26 novembre per l'impegno di pochi e nel
silenzio della società civile e di taluni pilastri sociali
anche di natura più intima e spirituale. Anche le
parole del consigliere comunale del PD
Luigi Sferrazza che ha proposto la convocazione di un consiglio
comunale
straordinario (con gettone ovviamente assicurato) sono rimaste lettera
morta. Mi sarei stupito che i signori Consiglieri Comunali,
fatto un serio e intimo esame di coscienza, fossero accorsi numerosi a
testimoniare il loro impegno per una Favara migliore. Avrei gettato
immediatamente la maschera ritenendo esaurito il mio compito. Ma...
Qualcosa comunque eppur si muove. Favela Favara Report & News
ringrazia coloro che hanno deciso di rompere il
silenzio omertoso e forti di un senso civico e di animo nobile hanno
dato un contributo fattivo per affermare la
legalità e per un futuro migliore.
Ogni altra testimonianza sarà ben accetta e condivisa.
VAI ALLA PAGINA
|
SACRO E pROFANO
Pare che per la Giunta
monocolore
di
Favara, targata FLi, formata recentemente dal sindaco
Russello si prospetti un
periodo di maggiore serenità e chiarezza (mio signore
non sai quanto mi
costa dire questo, sic). La chiarezza per la
verità era stata subito fatta dal
sindaco Russello, quando, svincolandosi dalla diatriba
sull’assegnazione degli
Assessorati, il 19 settembre u.s. aveva, con
decisione fulminea,
varato la
Giunta
monocolore targata FLi, accogliendo in pratica solo le
proposte
operative dei Partiti che, dopo due mesi di riunioni, avevano
siglato il
cosiddetto “Patto per
Favara“. Ricordiamo che
il
Patto era stato siglato da tutti tranne che dai lealisti del PDL,
cioè la
corrente dell’on. Bosco e dalla parte dell’UDC, che
fa riferimento al
dott. Totò Montaperto, capogruppo al Consiglio Provinciale (che
è anche la mia
parte di riferimento politico, capisci ora il mio rammarico signore?).
Tutti
gli altri Partiti, PDL-Sicilia, AN, PD, Insieme per Favara, MPA, per un
totale
di 23 consiglieri su 30, avevano siglato il PATTO per
FAVARA, ufficialmente presentato, con toni
soddisfatti e quasi
trionfalistici, dai vari leadears nella Sala del Collare del Castello
Chiaramontano. La decisione della Giunta monocolore FLi, da parte del
Sindaco,
che solo da qualche giorno aveva aderito a questo Partito, veniva
giudicata una presa in giro colossale o addirittura un
tradimento, e
conseguentemente accolta male da tutti, che in Consiglio Comunale
subito si
premuravano ad annunciare che l’avrebbero sanzionata, con la
punizione
più grave, cioè la sfiducia, che avrebbero
presentato entro il 30 ottobre (ma
io non desisto signore mio. Ti continuo a pregare costantemente
perché questi
signori mostrino di avere le palle.. ops. Scusami). Una
decisione ripetuta,
nella seduta del Consiglio Comunale del 7 ottobre u.s., quando il
Sindaco
annunciava le dimissioni, “per motivi strettamente
familiari", dopo appena
due settimane dalla nomina, dell’assessore Silvia Caramazza,
prontamente
sostituita da Calogero Di Noto Millefiori. E notizia ormai certa,
stando alle
voci autorevoli che girano, che la mozione di sfiducia non
sarà più presentata
e ci si limiterà ad un’opposizione dura,
“costruttiva,
che valuterà ogni singolo
atto dell’amministrazione”.
Come ha ufficialmente dichiarato
il consigliere del MPA, Valenti. Una notizia senz’altro buona
per il Sindaco
Russello e la sua Giunta, che può guardare al futuro con
serenità. Irriducibili
sembrano ancora per la verità i leaders, Sferrazza del PD,
Cibella dell’UDC,
Messinese del MPA. Ma nulla possono fare i generali senza i
soldati, che
hanno maturato una nuova decisione e non sono affatto
disposti ad
ubbidire. L’auspicio dei cittadini è quello che,
messa da parte ogni inutile e
sterile divisione,da parte di tutti si punti a risolvere i numerosi
problemi
della città. Magari con un’ opposizione
dura, ma chiaramente
costruttiva, senza nocivi ostruzionismi, senza
cercare cavilli
procedurali (anche per abbreviare le sedute e risparmiare nei gettoni
di
presenza in Consiglio, come nelle Commissioni), senza cercare
di
divertirsi – come dice qualcuno - a
condizionare il Sindaco,
non preoccupandosi minimamente dei danni alla collettività. (ma se entro
il 30
ottobre non ci coalizzano e sfiduciano il sindaco li faccio a pezzi mio
signore. Lo giuro. Ops.. Scusami ancora, non volevo).
Amen
ALLARME TUMORI
Raffadali
è un paese malato. Il tasso di malattie tumorali
è così vasto che non servono grandi ricerche per
capirlo.
Ogni famiglia ha perso, o sta perdendo, una persona cara a causa di
quello che noi siciliani chiamiamo “u bruttu mali”.
Da 8
anni questo giornale si batte perché venga studiata e
individuata la causa di questa “epidemia”. Dopo
tante
battaglie, e una petizione
popolare che ha visto coinvolti 350 ragazzi, abbiamo
ottenuto una vittoria in Consiglio comunale con
l’approvazione di una commissione
d’inchiesta che studi il fenomeno. Era il febbraio del 2010.
Da
allora il silenzio. La
giunta non ha fatto seguito all’indicazione dei consiglieri e
gli
stessi (tranne il capogruppo dell’opposizione Aldo Virone che
ha
sempre appoggiato la battaglia) fuori, dalla pressione che noi
esercitiamo, si sono ben guardati di far diventare reale un organo di
studio fondamentale. E' stato approvato
un emendamento in nell'ultima sessione di bilancio per finanziare la
“Commissione”, ma di concreto ancora
nulla. Anzi un recente consiglio comunale ha pensato di rinviare il punto considerando
più importanti temi di bilancio che la salute dei cittadini.
Si carissimi lettori. La
classe politica che ci amministra ha avuto il coraggio di prenderVi (e
prendersi) in giro anche su un argomento vitale per la
comunità
come la “Salute pubblica”. Noi
continuiamo nel
nostro impegno, con cocciutaggine, al di sopra dei partiti, ma
chiediamo a tutti i raffadalesi di farsi sentire. Scrivete una mail al
Sindaco (info@comune.raffadali.
ag.it)
con la scritta: “Attivate
la Commissione sull’incidenza della patologie oncologiche nel
comune di Raffadali – la salute è un bene di
tutti”.
Non si può continuar a “morir tacendo”.
COLLABORA CON FAVARABLOB
Contribuisci
anche tu a migliorare Favara. Hai
qualcosa da dire, da segnalare, da
fare
vedere?
Non esitare a contattarmi. Zorro
della Favela
è anche a tuo
fianco.
|
HOT FaVELA
El
Dorado Cosa Nostra
Favara si conferma essere il
paradiso della
mafia siciliana
Ancora una volta Favara
è
al centro della ribalta nazionale per le vicende legate a Cosa Nostra.
E’ stato
arrestato di recente l’esponente di spicco di Cosa Nostra Gerlandino Messina che
veniva ospitato ancora una volta in un’alloggio
nell’area urbana di Favara.
Gerlandino
Messina aveva preso il comando della Cosa nostra provinciale dopo la
cattura,
il 25 giugno a Marsiglia, di Giuseppe
Falsone. Messina era inserito nella lista
dei trenta latitanti più pericolosi diramata dal ministero
dell'Interno. Era
ricercato dal 1999, sulle sue spalle diverse condanne per associazione
mafiosa
e omicidio. È accusato di essere il killer del maresciallo
dei carabinieri
Giuliano Guazzelli. Nel covo di Gerlandino Messina i carabinieri hanno
trovato
tra i documenti che ora saranno analizzati dagli investigatori anche un libro
sulla vita di Totò Riina e due pistole.
A
Favara nessuno ha il coraggio di pronunciare la parola
mafia. Nessuno compresi i politici (ognuno
dei quali rappresenta una
"decina" o un gruppo mafioso), i parroci
che danno la comunione ai
mafiosi e alle famiglie di mafiosi,
i favaresi, la società civile, che non hanno le palle
per
pronunciare la parola mafia perché in ogni famiglia non
manca un’esponente che
sia legato direttamente o indirettamente a Cosa Nostra.
Chissa,
magari stavolta
vedremo una bella manifestazione di liberi cittadini benedetta dalla politica, dalla
chiesa e dalla società civile, a
mezzo di un corteo o di una fiaccolata, con la
quale fermamente
ribadire ed
affermare che il principio della legalità deve prevalere su
tutti e che mai più il nome di Favara equivalga a dire MAFIA.
Signori
amministratori,
signori parroci, signori esponenti della società civile, se
ci siete battete un colpo.
DIMOSTRIAMO CHE LA LEGALITA' SI FA CON I FATTI E NON CON LE PAROLE.
Zorro della Favela è un povero sognatore e
anche questa volta pensa che sarà il
solito “sogno
d’inganno”. In
fondo chi
tace acconsente. Mi
smentirete?
TIMPA
DEI PALOMBI
Giustizia
è fatta.
Come
direbbe il TG1 di Minzolini "tutti assolti"
Dopo nove anni di
processi si chiude la vicenda di Timpa
dei Palombi. Tutti
assolti. Trionfa
la legalità.
Se c’è ancora qualcuno che
pensa che commettere un abuso edilizio, soprattutto specularci in ogni
modo e
maniera, ad Agrigento come a Favara, equivale a condanna certa,
è un povero pirla
come si direbbe a Milano. Merito anche del cittadino più
illustre della città meneghina, il nostro attuale premier Silvio
Berlusconi, per
avere sancito principi
cardini e scuola di pensiero giurisprudenziale in materia di
impunità che fanno dottrina nei vari gradi di giudizio. A
ciò si aggiunge anche la
riproposizione per ben due volte durante i suoi governi della Sanatoria
Edilizia che di fatto sancendo di fatto
l’estinzione di taluni reati collegati
all’abusivismo
ha certamente ha modificato il giudizio finale nel corso dei vari
processi in
materia. La
vicenda di Timpa dei Palombi nasce nel 2001 ed
è semplice
da spiegare. Un bell’appezzamento di terreno di oltre tredici
ettari con destinazione di
P.r.G. agricola ubicato a cavallo tra la frazione Villaggio Mosè di
Agrigento e la contrada Cannatello, in direzione verso il
lido di San Leone. Una
nutrita cricca di
affaristi in maggiorparte favaresi e di agrigentini
(tecnici, progettisti,
funzionari comunali, amministratori) che
subodorano la speculazione
e tanti pecoroni/coglioni che pur di avere la casa
“al mare” e soprattutto (per invidia) vicina a
quella dell’amico, parente, o
politico da ingraziarsi, si ritrovano immersi in questa avventura. Risultato:
lottizzazione
del terreno e la costruzione
di circa 30 fabbricati “rurali” alla
cui realizzazione ha dato il
contributo determinante l’intervento degli agronomi
progettisti che hanno fatto
sloggio del loro grande, ma soprattutto fantasioso, bagaglio culturale
per
trovare l’utilizzo di questi fabbricati nel contesto
dell’attività agricola esercitata
sui quei miseri lotti di circa 5000 mq ciascuno. Un grande sforzo
intellettuale, non c’è dubbio. Fatta la legge, trovato
l’inganno e così la
legalità
viene calpestata e derisa sotto tutti gli aspetti. Sappiamo bene che ai
buoni avvocati non mancano
certo gli appigli forniti da leggi e norme contorte, dai cavilli, da
codicilli, da circostanze
attenuanti, e via discorrendo per smontare la tesi e portare acqua al
mulino
dei propri clienti. A ciò si aggiunge un iter processuale
lungo che ha fatto si
che si giungesse alla prescrizione.
E’ la ciliegina sulla torta. E così arriva
all’assoluzione
«perché il fatto non sussiste» per
il reato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, al
falso
ideologico, all'abuso d'ufficio e alla lottizzazione abusiva,
nonché per quello
di truffa aggravata; prescrizione
per i reati di abuso in atti d'ufficio, falso
ideologico e lottizzazione abusiva. Ai proprietari vengono
restituiti gli
immobili che in precedenza erano stati confiscati. La sentenza è senza
rinvio,
quindi è definitiva e inappellabile. La Cassazione
ha sancito il principio che l'azione
penale non doveva essere portata avanti per i reati prescritti e
proprio per
questa ragione non poteva essere presa alcuna iniziativa in merito alla
confisca delle case. Il
trionfo massimo della legalità. Ma
c'è di più. Il procuratore generale ha chiesto la
trasmissione degli atti di questo procedimento al suo ufficio allo
scopo di
«girare» il tutto al Consiglio superiore della
magistratura per un eventuale
procedimento disciplinare a carico del pubblico ministero, Lucia
Brescia, che
coordinò l'inchiesta e curò il processo fino alla
sentenza di primo grado che
ha visto sul banco degli imputati una quarantina di soggetti: Francesco
Vitellaro, Getano Greco, Francesco Micciché, Gaspare Triassi
e Salvatore Di
Salvo, funzionari del Comune di Agrigento, Ernesto Peretti, Lorenzo
Airò e
Stefano Fregapane, agronomi firmatari di relazioni tecniche, Concetta
Campione,
Paolo Crapanzano, Calogero Marturana, Tancredi Domenico Licata,
Francesca
Arnone e Angelo Airò, liberi professionisti (ingegneri e
architetti) che hanno
redatto progetti, Antonio Grova, titolare di alcune aree lottizzate. E
ancora
Salvatore Costanza, Stefano Alba, Antonio Castronovo, Calogero
Castronovo,
Angelo Zambito Marsala, Giovanni Matina, Calogero Amato, Antonio Citro,
Antonia
Maria, Carmela Alba, Antonella Baio, Giuseppe Bennardo, Salvatore
Casà, Lucia
Chianetta, Giuseppe Costanza, Antonio D'Anna, Angelo Grova, Calogero
Costanza,
Angelo Iacono, Vincenzo Presti, Maria Aurelia Moscato, Domenico Maria
Moscato,
Saverio Moscato, Antonio Sorce, Rosario Vetro, Antonio Marsala Zambito,
Emanuele Marsala Zambito e Alfonso Vullo.
Giustizia è fatta.
SPECIALE
TAPIRO
Favara,
la dieta di Silvia Caramazza
Silvia,
rimembri ancora Quel tempo della tua vita mortale, Quando
beltà splendea Negli occhi
tuoi ridenti e fuggitivi, E tu, lieta e pensosa, il limitare Di
gioventù
salivi? ….
A
guardare i suoi occhioni dolci, teneri ed espressivi dottoressa Caramazza i
miei pensieri si indirizzano sul filone poetico, ma ahime
poiché
pecco, in tal senso, di poca fantasia, devo limitarmi a scopiazzare,
come in questo caso con il grande
Leopardi. Suvvia, non
si preoccupi
dottoressa Caramazza, ovviamente non mi sono scomodato per farle la
serenata. In
fondo lei un marito ce l’ha e Zorro non si impiccia dei letti
altrui. Sono qui invece
per assegnarle il primo
tapiro di Zorro. Lei ha superato proprio tutti. Ha
messo in secondo piano perfino quelli della farsa del Patto per Favara. Lei è
straordinaria. Sono bastate due settimane sul golgota della
politica di Favara
per farle capire che la dieta è meglio prescriverla
agli altri piuttosto
che per se stessa.
Ha disperso moltissime calorie dottoressa Caramazza che certamente non
le
venivano ripagate con le misere 700 euro mensili, ne dalla delega
assessoriale "leggera" che ha ricevuto, ne dalla incerta prospettiva
che
altri orrizzonti si potessero aprire alla sua carriera professionale
grazie alla sua collocazione politica. Troppa dieta, vero
dottoressa? Non erano
certamente queste le condizioni giuste per lavorare. Meglio
mollare tutto come lei ha fatto.
Probabilmente le è
bastato subodorare che ancora un peso politico adeguato si
può
ottenere
trasmigrando verso altri lidi per
farle tornare l’acquolina in bocca e ingranare la
retromarcia.
Lei è una persona perbene dottoressa Caramazza, lo sappiamo.
Si
è fatta mettere in mezzo agli affari di famiglia dove lei
non
è la protagonista ma la
comparsa. Si
goda questa bella torta
ipocalorica dottoressa Caramazza con l’augurio che almeno la
ripaghi per il suo grande
sacrificio.
.
Parco
Eolico fine della
storia.
Favara, vittoria di pirro del comitato spontaneo
delle "4P"
Il
tanto chiacchierato parco
eolico nelle contrade delle “4P” di Favara
non verrà più
realizzato. La ditta che aveva avanzato il progetto torna sui propri
passi adducendo
la motivazione “che
in assenza delle condizioni tecniche ma anche sociali è
meglio rinunciare”. In realtà il
dietrofront ha connotati più ampi e meno
nobili. Il Parco eolico di Favara si legava al progetto
analogo del limitrofo Comune
di
Castrofilippo sponsorizzato dal Sindaco Salvatore
Ippolito e dal suo
riferimento politico nazionale targato PDL. Recentemente il Sindaco
è stato
arrestato con l'accusa di
associazione a delinquere di stampo mafioso e il Comune di
Castrofilippo si avvia verso lo scioglimento
per mafia. Ovviamente i presupposti per il mega progetto
senza il collante
politico-mafioso non ci sono più. Il risultato alla fine
è quello in cui
speravano quelli del Comitato Promotore di Favara contro il Parco
Eolico anche se la
vittoria non è dipesa da loro.
.
FaVELA HINTERLAND
La stagione del Teatro
della Posta Vecchia
Da martedi’ 19 ottobre riprende
la Rassegna Cinematografica al
Teatro della Posta Vecchia di Agrigento con
il film Il
medico della mutua Di Luigi Zampa, Italia, 1968.
Le proiezioni si svolgeranno ogni
martedi’ alle ore
21:00 fino alla data del 21 dicembre. La rassegna
comprende due
differenti cicli che si alterneranno nella visione.
- I Nuovi Mostri. Cinema Italiano Grottesco
- Dal Mito
alla Frontiera. Cinema Americano On the road.
Inoltre, la sera del 2
novembre, in occasione dei 35
anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini,
verranno proiettiati materiali sulla vita e l’opera del
grande regista e poeta.
Il biglietto ha il costo di 4 euro
e ogni proiezione sara’ introdotta da Beniamino
Biondi
|
| | | | | |