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INFORMARE PER RESISTERE - Blog di inchiesta, politica, usi e costumi della Favela di Favara (Agrigento)   OTTOBRE-NOVEMBRE 2010  
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IL BLUFF DELLA SFIDUCIA




Alla fine la tanto sbandierata campagna di sfiducia al Sindaco di Favara, talvolta condotta con toni aspri  e  con  metodi  squadristi, 
si è risolta in una bolla di sapone. Un bluff bello e buono. E' dura alla  fine  per  i  signori  Consiglieri  Comunali,  nella  fattispecie  per 
l'ex  maggioranza dei 19, rinunciare al gettone di presenza che puntualmente ogni mese assomma a un  bel  stipendio  alla  stregua 
di  quello che percepisce chi lavora almeno otto ore, magari facendosi il cosidetto "mazzo".  Questione di  coglioni  e  i  signori  della 
gioiosa macchina da guerra chiamata "Patto per Favara" hanno dimostrato di non averli affatto. La loro unione è già un ricordo e il
Patto è disfatto e putrido. La loro unione era così forte, idealmente volta per il bene comune e basata su un programma valido che
è bastato un nulla per mandarli allo sbaraglio. L'unico a mostrare di avere ancora un minimo di attributi è stato loro portavoce Gio-
vanni Mossuto che ha fiutato furbescamente l'andazzo e dall'alto della sua esperienza politica si è smarcato dai compagni di ventu-
ra e si è ammansito. Ovviamente in politica la corenza conta zero. Così è se vi pare.

SPECIALE ANTIMAFIA


Favara NO MAFIA DAY ...aspettando il 26



Sebbene trascorrerà più di un mese dall'evento che ancora una volta in negativo ha riportato Favara alla ribalta nazionale, ovvero l'arresto del boss Gerlandiso Messina che nella decantata "città dell'agnello Pasquale" ha trascorso indisturbato molti anni di latitanza, la manifestazione contro la mafia avrà luogo. E' prevista per il 26 novembre per l'impegno di pochi e nel silenzio della società civile e di taluni pilastri sociali anche di natura più intima e spirituale.  Anche le parole del consigliere comunale del PD Luigi Sferrazza che ha proposto la convocazione di un consiglio comunale straordinario (con gettone ovviamente assicurato) sono rimaste lettera morta.  Mi sarei stupito che i signori Consiglieri Comunali, fatto un serio e intimo esame di coscienza, fossero accorsi numerosi a testimoniare il loro impegno per una Favara migliore. Avrei gettato immediatamente la maschera ritenendo esaurito il mio compito. Ma...
Qualcosa comunque eppur si muove. Favela Favara Report & News ringrazia coloro che hanno deciso di rompere il silenzio omertoso e forti di un senso civico e di animo nobile hanno dato un contributo fattivo per affermare la legalità e per un futuro migliore.  
Ogni altra testimonianza sarà ben accetta e condivisa.  
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SACRO E pROFANO


Favara Don Diego Acquisto

Pare che per la Giunta monocolore di Favara, targata FLi, formata recentemente dal sindaco Russello si prospetti un periodo di maggiore serenità e chiarezza (mio signore non sai quanto mi costa dire questo, sic). La chiarezza per la verità era stata subito fatta dal sindaco Russello, quando, svincolandosi dalla diatriba sull’assegnazione degli Assessorati,  il 19 settembre u.s.  aveva, con decisione fulminea, varato la Giunta monocolore targata FLi, accogliendo in pratica solo  le proposte operative dei  Partiti che, dopo due mesi di riunioni, avevano siglato il cosiddetto “Patto per Favara“. Ricordiamo che il Patto era stato siglato da tutti tranne che dai lealisti del PDL, cioè la corrente dell’on. Bosco e dalla parte dell’UDC, che fa riferimento al  dott. Totò Montaperto, capogruppo al Consiglio Provinciale (che è anche la mia parte di riferimento politico, capisci ora il mio rammarico signore?). Tutti gli altri Partiti, PDL-Sicilia, AN, PD, Insieme per Favara, MPA, per un totale di 23 consiglieri su 30, avevano siglato il PATTO per FAVARA, ufficialmente presentato, con toni soddisfatti e quasi trionfalistici, dai vari leadears nella Sala del Collare del Castello Chiaramontano. La decisione della Giunta monocolore FLi, da parte del Sindaco, che solo da qualche giorno aveva aderito a questo Partito, veniva  giudicata una presa in giro colossale o addirittura un tradimento, e conseguentemente accolta male da tutti, che in Consiglio Comunale subito si premuravano ad annunciare che l’avrebbero sanzionata, con la punizione più grave, cioè la sfiducia, che avrebbero presentato entro il 30 ottobre (ma io non desisto signore mio. Ti continuo a pregare costantemente perché questi signori mostrino di avere le palle.. ops. Scusami). Una decisione ripetuta, nella seduta del Consiglio Comunale del 7 ottobre u.s., quando il Sindaco annunciava le dimissioni, “per motivi strettamente familiari", dopo appena due settimane dalla nomina, dell’assessore Silvia Caramazza, prontamente sostituita da Calogero Di Noto Millefiori. E notizia ormai certa, stando alle voci autorevoli che girano, che la mozione di sfiducia non sarà più presentata e ci si limiterà ad un’opposizione dura, “costruttiva, che valuterà ogni singolo atto dell’amministrazione”. Come ha ufficialmente dichiarato il consigliere del MPA, Valenti. Una notizia senz’altro buona per il Sindaco Russello e la sua Giunta, che può guardare al futuro con serenità. Irriducibili sembrano ancora per la verità i leaders, Sferrazza del PD, Cibella dell’UDC, Messinese del MPA.  Ma nulla possono fare i generali senza i soldati, che hanno maturato una nuova decisione e  non sono affatto disposti ad ubbidire. L’auspicio dei cittadini è quello che, messa da parte ogni inutile e sterile divisione,da parte di tutti si punti a risolvere i numerosi problemi della città. Magari con un’ opposizione  dura, ma chiaramente costruttiva,  senza nocivi ostruzionismi, senza cercare  cavilli procedurali (anche per abbreviare le sedute e risparmiare nei gettoni di presenza in Consiglio, come nelle Commissioni),  senza cercare di divertirsi – come  dice qualcuno  - a condizionare il Sindaco,  non preoccupandosi minimamente dei danni alla collettività. (ma se entro il 30 ottobre non ci coalizzano e sfiduciano il sindaco li faccio a pezzi mio signore. Lo giuro. Ops.. Scusami ancora, non volevo). 

Amen

ALLARME TUMORI



Raffadali è un paese malato. Il tasso di malattie tumorali è così vasto che non servono grandi ricerche per capirlo. Ogni famiglia ha perso, o sta perdendo, una persona cara a causa di quello che noi siciliani chiamiamo “u bruttu mali”. Da 8 anni questo giornale si batte perché venga studiata e individuata la causa di questa “epidemia”. Dopo tante battaglie, e una petizione popolare che ha visto coinvolti 350 ragazzi, abbiamo ottenuto una vittoria in Consiglio comunale con l’approvazione di una commissione d’inchiesta che studi il fenomeno. Era il febbraio del 2010. Da allora il silenzio. La giunta non ha fatto seguito all’indicazione dei consiglieri e gli stessi (tranne il capogruppo dell’opposizione Aldo Virone che ha sempre appoggiato la battaglia) fuori, dalla pressione che noi esercitiamo, si sono ben guardati di far diventare reale un organo di studio fondamentale. E' stato approvato un emendamento in nell'ultima sessione di bilancio per finanziare la “Commissione”, ma di concreto ancora nulla. Anzi un recente consiglio comunale ha pensato di rinviare il punto considerando più importanti temi di bilancio che la salute dei cittadini. Si carissimi lettori. La classe politica che ci amministra ha avuto il coraggio di prenderVi (e prendersi) in giro anche su un argomento vitale per la comunità come la “Salute pubblica”. Noi continuiamo nel nostro impegno, con cocciutaggine, al di sopra dei partiti, ma chiediamo a tutti i raffadalesi di farsi sentire. Scrivete una mail al Sindaco (info@comune.raffadali.
ag.it) con la scritta: “Attivate la Commissione sull’incidenza della patologie oncologiche nel comune di Raffadali – la salute è un bene di tutti”.
Non si può continuar a “morir tacendo”.




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HOT FaVELA  

El Dorado Cosa Nostra



Favara  si  conferma  essere  il  paradiso  della

mafia siciliana


Mafia Favara Gerlandino MessinaAncora una volta Favara è al centro della ribalta nazionale per le vicende legate a Cosa Nostra. E’ stato arrestato di recente l’esponente di spicco di Cosa Nostra Gerlandino Messina che veniva ospitato ancora una volta in un’alloggio nell’area urbana di Favara. Gerlandino Messina aveva preso il comando della Cosa nostra provinciale dopo la cattura, il 25 giugno a Marsiglia, di Giuseppe Falsone. Messina era inserito nella lista dei trenta latitanti più pericolosi diramata dal ministero dell'Interno. Era ricercato dal 1999, sulle sue spalle diverse condanne per associazione mafiosa e omicidio. È accusato di essere il killer del maresciallo dei carabinieri Giuliano Guazzelli. Nel covo di Gerlandino Messina i carabinieri hanno trovato tra i documenti che ora saranno analizzati dagli investigatori anche un libro sulla vita di Totò Riina e due pistole.
A Favara nessuno ha il coraggio di pronunciare la parola mafia. Nessuno compresi i politici (ognuno dei quali rappresenta una "decina" o un gruppo mafioso), i parroci che danno la comunione ai mafiosi e alle famiglie di mafiosi, i favaresi, la società civile, che non hanno le palle per pronunciare la parola mafia perché in ogni famiglia non manca un’esponente che sia legato direttamente o indirettamente a Cosa Nostra.
Chissa, magari stavolta vedremo una bella manifestazione di liberi cittadini benedetta dalla politica, dalla chiesa e dalla società civile, a mezzo di un corteo o di una fiaccolata, con la quale fermamente ribadire ed affermare che il principio della legalità deve prevalere su tutti e che mai più il nome di Favara equivalga a dire MAFIA.

Signori amministratori, signori parroci, signori esponenti della società civile, se ci siete battete un colpo.  

DIMOSTRIAMO CHE LA LEGALITA' SI FA CON I FATTI E NON CON LE PAROLE.

Zorro della Favela
è un povero sognatore e anche questa volta pensa che sarà il solito “sogno d’inganno”.  In fondo chi tace acconsente. Mi smentirete?




TIMPA DEI PALOMBI 

Giustizia è fatta.


Come direbbe il TG1 di Minzolini "tutti assolti"  








Dopo nove anni di processi si chiude la vicenda di Timpa dei Palombi. Tutti assolti. Trionfa la legalità. Se c’è ancora qualcuno che pensa che commettere un abuso edilizio, soprattutto specularci in ogni modo e maniera, ad Agrigento come a Favara, equivale a condanna certa, è un povero pirla come si direbbe a Milano. Merito anche del cittadino più illustre della città meneghina, il nostro attuale premier Silvio Berlusconi,  per avere sancito principi cardini e scuola di pensiero giurisprudenziale in materia di impunità che fanno dottrina nei vari gradi di giudizio. A ciò si aggiunge anche la riproposizione per ben due volte durante i suoi governi della Sanatoria Edilizia che di fatto sancendo di fatto l’estinzione di taluni reati collegati all’abusivismo ha certamente ha modificato il giudizio finale nel corso dei vari processi in materia. La vicenda di Timpa dei Palombi nasce nel 2001 ed è semplice da spiegare. Un bell’appezzamento di terreno di oltre tredici ettari con destinazione di P.r.G. agricola ubicato a cavallo tra la frazione Villaggio Mosè di Agrigento e la contrada Cannatello, in direzione verso il lido di San Leone. Una nutrita cricca di affaristi in maggiorparte favaresi e di agrigentini (tecnici, progettisti, funzionari comunali, amministratori) che subodorano la speculazione e tanti pecoroni/coglioni che pur di avere la casa “al mare” e soprattutto (per invidia) vicina a quella dell’amico, parente, o politico da ingraziarsi, si ritrovano immersi in questa avventura. Risultato: lottizzazione del terreno e la costruzione di circa 30 fabbricati “rurali” alla cui realizzazione ha dato il contributo determinante l’intervento degli agronomi progettisti che hanno fatto sloggio del loro grande, ma soprattutto fantasioso, bagaglio culturale per trovare l’utilizzo di questi fabbricati nel contesto dell’attività agricola esercitata sui quei miseri lotti di circa 5000 mq ciascuno. Un grande sforzo intellettuale, non c’è dubbio. Fatta la legge, trovato l’inganno e così la legalità viene calpestata e derisa sotto tutti gli aspetti. Sappiamo bene che ai buoni avvocati non mancano certo gli appigli forniti da leggi e norme contorte, dai cavilli, da codicilli, da circostanze attenuanti, e via discorrendo per smontare la tesi e portare acqua al mulino dei propri clienti. A ciò si aggiunge un iter processuale lungo che ha fatto si che si giungesse alla prescrizione. E’ la ciliegina sulla torta. E così arriva all’assoluzione «perché il fatto non sussiste» per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, al falso ideologico, all'abuso d'ufficio e alla lottizzazione abusiva, nonché per quello di truffa aggravata; prescrizione per i reati di abuso in atti d'ufficio, falso ideologico e lottizzazione abusiva. Ai proprietari vengono restituiti gli immobili che in precedenza erano stati confiscati. La sentenza è senza rinvio, quindi è definitiva e inappellabile. La Cassazione ha sancito il principio che l'azione penale non doveva essere portata avanti per i reati prescritti e proprio per questa ragione non poteva essere presa alcuna iniziativa in merito alla confisca delle case. Il trionfo massimo della legalità. Ma c'è di più. Il procuratore generale ha chiesto la trasmissione degli atti di questo procedimento al suo ufficio allo scopo di «girare» il tutto al Consiglio superiore della magistratura per un eventuale procedimento disciplinare a carico del pubblico ministero, Lucia Brescia, che coordinò l'inchiesta e curò il processo fino alla sentenza di primo grado che ha visto sul banco degli imputati una quarantina di soggetti: Francesco Vitellaro, Getano Greco, Francesco Micciché, Gaspare Triassi e Salvatore Di Salvo, funzionari del Comune di Agrigento, Ernesto Peretti, Lorenzo Airò e Stefano Fregapane, agronomi firmatari di relazioni tecniche, Concetta Campione, Paolo Crapanzano, Calogero Marturana, Tancredi Domenico Licata, Francesca Arnone e Angelo Airò, liberi professionisti (ingegneri e architetti) che hanno redatto progetti, Antonio Grova, titolare di alcune aree lottizzate. E ancora Salvatore Costanza, Stefano Alba, Antonio Castronovo, Calogero Castronovo, Angelo Zambito Marsala, Giovanni Matina, Calogero Amato, Antonio Citro, Antonia Maria, Carmela Alba, Antonella Baio, Giuseppe Bennardo, Salvatore Casà, Lucia Chianetta, Giuseppe Costanza, Antonio D'Anna, Angelo Grova, Calogero Costanza, Angelo Iacono, Vincenzo Presti, Maria Aurelia Moscato, Domenico Maria Moscato, Saverio Moscato, Antonio Sorce, Rosario Vetro, Antonio Marsala Zambito, Emanuele Marsala Zambito e Alfonso Vullo.
Giustizia è fatta.


SPECIALE TAPIRO

Favara, la dieta di Silvia Caramazza

Silvia, rimembri ancora Quel tempo della tua vita mortale, Quando beltà splendea Negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi, E tu, lieta e pensosa, il limitare Di gioventù salivi? ….

A guardare i suoi occhioni dolci, teneri ed espressivi dottoressa Caramazza i miei pensieri si indirizzano sul filone poetico, ma ahime poiché pecco, in tal senso, di poca fantasia, devo limitarmi a scopiazzare, come in questo caso con il grande Leopardi. Suvvia, non si preoccupi dottoressa Caramazza, ovviamente non mi sono scomodato per farle la serenata. In fondo lei un marito ce l’ha e Zorro non si impiccia dei letti altrui. Sono qui invece per assegnarle il primo tapiro di Zorro. Lei ha superato proprio tutti. Ha messo in secondo piano perfino quelli della farsa del Patto per Favara. Lei è straordinaria. Sono bastate due settimane sul golgota della politica di Favara per farle capire che la dieta è meglio prescriverla agli altri piuttosto che per se stessa. Ha disperso moltissime calorie dottoressa Caramazza che certamente non le venivano ripagate con le misere 700 euro mensili, ne dalla delega assessoriale "leggera" che ha ricevuto, ne dalla incerta prospettiva che altri orrizzonti si potessero aprire alla sua carriera professionale grazie alla sua collocazione politica. Troppa dieta, vero dottoressa? Non erano certamente queste le condizioni giuste per lavorare. Meglio mollare tutto come lei ha fatto.
Probabilmente le è bastato subodorare che ancora un peso politico adeguato si può ottenere trasmigrando verso altri lidi per farle tornare l’acquolina in bocca e ingranare la retromarcia. Lei è una persona perbene dottoressa Caramazza, lo sappiamo. Si è fatta mettere in mezzo agli affari di famiglia dove lei non è la protagonista ma la comparsa. Si goda questa bella torta ipocalorica dottoressa Caramazza con l’augurio che almeno la ripaghi per il suo grande sacrificio.



 .
Parco Eolico  fine  della

storia.



Favara, vittoria di pirro del comitato spontaneo

delle "4P"
 

Il tanto chiacchierato parco eolico nelle contrade delle “4P” di Favara non verrà più realizzato. La ditta che aveva avanzato il progetto torna sui propri passi adducendo la motivazione “che in assenza delle condizioni tecniche ma anche sociali è meglio rinunciare”. In realtà il dietrofront ha connotati più ampi e meno nobili. Il Parco eolico di Favara si legava al progetto analogo del limitrofo Comune di Castrofilippo sponsorizzato dal Sindaco Salvatore Ippolito e dal suo riferimento politico nazionale targato PDL. Recentemente il Sindaco è stato arrestato con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso e il Comune di Castrofilippo si avvia verso lo scioglimento per mafia. Ovviamente i presupposti per il mega progetto senza il collante politico-mafioso non ci sono più. Il risultato alla fine è quello in cui speravano quelli del Comitato Promotore di Favara contro il Parco Eolico anche se la vittoria non è dipesa da loro.

 .
FaVELA  HINTERLAND



La stagione del  Teatro  

della  Posta Vecchia



Da martedi’ 19 ottobre riprende la Rassegna Cinematografica al Teatro della Posta Vecchia di Agrigento con il film  Il medico della mutua Di Luigi Zampa, Italia, 1968.  
Le proiezioni si svolgeranno ogni martedi’ alle ore 21:00 fino alla data del 21 dicembre. La rassegna comprende due differenti cicli che si alterneranno nella visione.

- I Nuovi Mostri. Cinema Italiano Grottesco


- Dal Mito alla Frontiera. Cinema Americano On the road.


   Inoltre, la sera del 2 novembre, in occasione dei 35 anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini, verranno proiettiati materiali sulla vita e l’opera del grande regista e poeta. Il biglietto ha il costo di 4 euro e ogni proiezione sara’ introdotta da Beniamino Biondi


Farm cultural pork

Farm Cultural Park Favara

IL TAPIRO
DI ZORRO



Si assegna il tapiro di Zorro ad alcuni dei consiglieri comunali aderenti all'ex  "Patto per Favara" con le motivazioni che sono state più votate nel sondaggio dello scorso numero.

LUIGI SFERRAZZA




TANO CIBELLA




ANGELO MESSINESE




IL SONDAGGIO 

I risultati del sondaggio di settembre: "Secondo voi il Patto per Favara ha per scopo quello di risolvere i problemi della città?"

Su un totale di 51 votanti
il 90% ha risposto NO
il 10% ha risposto SI

LINK di zorro

VIDEO BLOB: Le beghe della politica di Favara
Favara ultimo stupro
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