A
INFORMARE PER RESISTERE - Blog di inchiesta, politica, usi e costumi della Favela di Favara (Agrigento)                          GIUGNO 2010  
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IPSE dixit
:
"La forza dei numeri è la delizia del pauroso. Lo spirito valoroso si gloria di combattere da solo." (Mahatma Gandhi)



NASCE IL FATTO QUOTIDIANO ONLINE

Dal 22 giugno  sarà in linea il nuovo sito de Il Fatto Quotidiano. Favarablob segue con attenzione l'evoluzione del giornale, tra le poche voci libere che esistono in Italia, e da buon sostenitore augura alla redazione e all'editore un proficuo cammino e di continuare a costituire una voce libera nella giungla dell'informazione asservita italiana.

IL PUNTO 


MENO MALE CHE INTERNET C'E' !


Internet, che grande invenzione! Nonostante tutti gli eserciti di uomini e mezzi schierati in campo da regimi totalitari sparsi per il mondo e dalle false democrazie da Repubblica delle Banane, come la nostra, a difesa della censura,  questa viene prima o poi aggirata e permeata. Attraverso il web riusciamo a vedere e a sapere cosa accade. Non ci sono prigioni e internamenti oppure omicidi mirati alla maniera di Putin che siano un deterrente all’imbavagliamento dell’informazione. Il web diventerà ancor di più la nuova frontiera degli uomini liberi. In questo libero mondo anarchico del web certamente i rischi sono una componente da non sottovalutare. Bisogna raccontare i fatti e cercare di avere la capacità di filtrarli e selezionarli. A giudicare sarete sempre voi lettori e non certo coloro che vogliono metterci a tacere.

fAVELA In wind

 VITTORIA DI PIRRO? 

Vittoria ma non troppo per il comitato contro l’antenna di via La Marmora. La sentenza dice che l’antenna va rimossa ma non perché nociva, bensì perchè la struttura dove è allocata  non ha i rquisiti urbanistici perche priva della Concessione Edilizia. Espletato questo adempimento burocratico l’antenna potrà essere rimontata? Chissà…


campagna 
FAVARA PIU' VERDE



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c'erano  una volta i veri comunisti 



È uscita la nuova EDIZIONE de “Le Eredità di Vittoria Giunti” . Il libro realizzato da Gaetano Alessi per le edizioni “Ad Est” raccoglie le interviste rilasciate dal primo sindaco donna della Sicilia (Santa Elisabetta) e staffetta partigiana Vittoria Giunti. Il libro è impreziosito dalla prefazione del giornalista Rai e già Direttore di Articolo 21 Giorgio Santelli e dagli interventi della storica dirigente dell’Arci Ester Vedova e dalla giornalista di rinascita flash Daniela Di Benedetto. La prima edizione ha avuto un successo inaspettato (1000 copie “sparite” in due mesi) accompagnata da quattro presentazioni in Sicilia e una in Emilia Romagna. Numerose le recensioni sulla stampa nazionale (Repubblica, La Sicilia, Noi Donne, Narcomafia, Feste democratiche) e su quella locale (Not Magazine, L’Altra Agrigento e le pagine regionali di Di Sicilia e La Sicilia). Mentre la nuova edizione sarà presente alla Festa Nazionale dell’Anpi che si terrà ad Ancona nel giugno prossimo. Il volume ancora una volta, per precisa scelta dell’associazione Ad Est, è totalmente autoprodotto e sarà donato a Enti, scuole e fondazioni che ne faranno richiesta (già trenta le Biblioteche e i Comuni che hanno il volume in esposizione). Il libro fino ad esaurimento può essere richiesto gratuitamente all’indirizzo email adest1@libero.it o chiamando il 338 9335728








HOT FaVELA  


CHE POLITICA DEL...


Favara,   pericolo  iceberg  lungo  la  rotta  del

titanic Russello ter.

 Favara politica congelata

Sapete qual è il mestiere più vecchio del mondo? Ma, no..! Se state pensando alle grazie del gentil sesso siete lontani milioni di chilometri. Ancor prima che il buon Dio chirurgo tagliasse la costola di Adamo per creare la donna, ancor prima che lo stesso buon Dio da architetto creasse l’universo armonioso, ancor prima di tutto questo c’era il caos. E chi l’aveva creato? La politica ovviamente.
A Favara, ad appena pochi mesi dalla nascita della terza giunta di governo del sindaco Domenico Russello, questa volta con il ritorno della politica protagonista, il caos regna sovrano. In giro c’è troppo nervosismo e non si opera serenamente. Ci sono continui mal di pancia. Veti incrociati e lotte intestine bloccano la macchina amministrativa impantanandola nella sabbie mobili. Contrasti e liti tra Consiglieri Comunali e amministratori, tra dirigenti e gli assessori oramai sono una realtà quotidiana. Addirittura si è arrivati a coniare un nuovo metodo politico cioè di “congelare” parte degli assessori perché schegge fuori controllo. Assessori che per partigianeria non firmano atti amministrativi se non prima avere consultato i propri magnaccia di riferimento e aver ricevuto la loro approvazione. Ovviamente il Sindaco Domenico Russello, non potendo fare altro, è stato pronto a smentire questo “congelamento” accusando la stampa di dare una cattiva informazione mettendo in luce questi aspetti. Le gare a trattativa privata in materia di politica sociale, che dovrebbero essere celeri, sono ferme per il braccio di ferro tra l’assessore e il dirigente. Le graduatorie per l’assegnazione delle case popolari ai legittimi titolari non vengono stilate (e meno male che dal 23 gennaio a Favara nulla sarebbe rimasto come prima). Si parla di ridimensionare i dirigenti e apriti cielo, scoppia la bufera. Anche i quadri dirigenziali hanno i loro magnaccia, molti dei quali stanno nel consiglio comunale e che muovono le fila dei loro pupi in giunta, e così i casini aumentano vertiginosamente. L’assessore Pitruzzella vuole a tutti costi un dirigente al Bilancio tutto suo per gestire al meglio le risorse finanziarie e così dettare legge al Comune. I consiglieri comunali rappresentano ciascuno un partito a se. Insomma se è questa la politica del rinnovamento che volevamo e ci aspettavamo abbiamo raggiunto il culmine. E’ questo il modo di operare per il bene comune? Si può davvero andare avanti in questo modo?




DOPO IL CAOS... 


Favara, tra chi litiga c'è chi gode 


Favara sindaco montapertoA differenza dei nostri politicanti da strapazzo il buon Dio dal caos seppe creare l’universo armonioso, ordinato e sconfinato. Nel mentre la politica locale di Favara è impantanata nelle melmose sabbie mobili c’è chi munito dell’abito per chiedere le grazie divine affina il proprio operato e tesse la tela pensando al dopo caos. Il figlioccio del nostro Richelieu locale, che attualmente riveste la carica di vice sindaco, in più occasioni non solenni ha indossato la fascia tricolore che di solito spetta al Sindaco. Atteggiamento che lo mette in mostra come un papabile successore al Sindaco Domenico Russello. Da buon cristiano quale egli è il vice sindaco crede nel valore nella grande “famiglia”.  Se alle grazie del suo mentore religioso unisce anche quelle politiche del caro cugino consigliere alla Provincia Regionale di Agrigento lo scranno alto del palazzo municipale è sempre più alla sua portata. Come per i Papi il principio è lo stesso. Morto uno se ne fa un altro. Habemus Montaperto?


QUANTO CI COSTA?

Favara, il peso economico della politica  

2240 euro al giorno, 817.600,00 euro all’anno. E’ questo il costo approssimativo della politica di Favara. Un vero salasso per i cittadini contribuenti già vessati dalle bollette dell’acqua, della fogna, del depuratore fantasma, della spazzatura, dell’ICI, e da trattenute varie. L’amministrazione è immobile? Il Consiglio Comunale non produce? La città rasente l’incuria e l’abbandono? La disoccupazione è dilagante e molti sono costretti ad emigrare verso altri lidi. Poco importa, ogni mese nelle tasche di politici e amministratori, specialmente se parliamo dei Consiglieri Comunali, lo stipendio arriva di sicuro come la manna calata dal cielo. Chi si prodiga 24 ore su 24, come sosteneva l’ex assessore Michele Montalbano, al servizio della città è ovvio e normale che abbia una giusta remunerazione. Non è tollerabile invece che chi vegeta e fa il parassita, specialmente come accade all’interno del Consiglio Comunale di Favara, abbia uno stipendio fisso. In seno a questa assise  esistono le Commissioni che altro non sono che lo stipendificio della classe politica locale. Tante riunioni, spesso fantasma, solo per intascare il gettone di presenza. In tempo di crisi, come l’attuale, tutto questo non è tollerabile. Non sarebbe il caso di dimostrare che si agisce per il bene comune rinuncia ndo al gettone di presenza? Sarebbe un gesto esemplare. Si può fare signori Consiglieri Comunali e signori amministratori?

 
OPENING FARM


CULTURAL PARK


 

Finalmente si parte. Il progetto Farm Cultural Park, avente come finalità la creazione di un Parco Culturale e Turistico Contemporaneo, apre i battenti.


Venerdì 25 giugno 2010 alle ore 19 verranno inaugurati a Favara, all’interno dei Sette Cortili, i primi spazi ristrutturati e riconvertiti in Galleria d’Arte e Concept Store di Design.

Farm Young Art, inaugura gli spazi destinati a Galleria d’Arte Contemporanea con la provocatoria mostra “Greetings from Italy” di Max Papeschi. La mostra prende il suo nome dal video più graffiante dell’artista che rappresenta una Povera Italia in macerie e il potere politico responsabile che in modo beffardo ed impuntito ci ride in faccia.

Nella logica della trasversalità e contaminazione lo spazio Galleria ospita un “À la flute Club” dedicato alle bollicine Moet.

Farm Design invece inaugura i suoi primi spazi destinati al design all’interno dei Sette Cortili con una serie di installazioni esterne di grande fascino ed impatto emozionale come l’enorme seduta-vaso “+13” di

Fabio Novembre per Casamania o l’installazione-insegna “I can do that... ...Yes but you didn’t“ di Effebieffe in omaggio a Bruno Munari.

Quattro le organizzazioni culturali coinvolte nel progetto Farm Cultural Park e presenti sin dalla prima serata inaugurale: Fondazione Bartoli Felter presenta l’installazione permanente di Fabio Melosu dedicata al Ponte di Messina; Arte Giovane Sicilia, presieduta da Massimo Ligreggi presenta una Rassegna di Video Arte; Sicily Foundation presenta l’installazione video permanente di Antonio Falbo e Fondazione Fitzcarraldo coordina un pomeriggio di incontro-confronto con le più importanti realtà culturali siciliane che lavorano sul tema del contemporaneo.

Non finisce qui. Durante la serata verranno inaugurate anche le installazioni permanenti della Cracking Art, di Space Invaders e di OFL Architecture e si potranno visitare delle Project Room e precisamente in collaborazione con Lettera Ventidue le opere fotografiche di Maria Vittoria Trovato, in collaborazione con il Belmonte Hotel, Santo di Miceli e Alfredo D’Amato.

Davide Groppi, per l’occasione, creerà un progetto di Luce Indipendente pensato appositamente per la serata inaugurale.

Numerose altre le sorprese per la serata come l’installazione di piante aromatiche curata da Gli Aromi e il progetto fotografico “Be Our Testimonial” che consentirà a tutti coloro che amano e credono in questo progetto di diventare testimonial dello stesso.

Per concludere, sfondo della serata e simbolo dell’intero progetto, la Happiness Flag, bandiera di chi ha voglia di sognare e non ha rinunciato al desiderio di vivere in una Sicilia migliore e di contribuire affinchè ciò possa accadere.




Zorro Papeschi Favela

Art 







  

  






LETTERA APERTA DI UN GIORNALE LOCALE A SILVIO BERLUSCONI CONTRO LA LEGGE BAVAGLIO

Gentilissimo Presidente

Le scrivo in rappresentanza delle centinaia di testate locali che ogni giorno, nel nostro paese, si battono per la libertà d’espressione. Piccoli “nidi di ragno” innestati in territori spesso difficili o come, nel nostro caso, in terra di mafia, clientelismo e corruzione. Gentilissimo Presidente, ogni giorno “giornalisti per amore” vengono pestati, minacciati, intimiditi per l’unica colpa di volere raccontare la verità, di tentare di rendere onore ai padri costituenti che ci regalarono l’Articolo 21 della Costituzione ed, insieme ad esso, la democrazia e la libertà col costo di migliaia di vite umane. Siamo carne da macello, signor Presidente, alla mercé di mafiosi, politici corrotti e scagnozzi che vogliono rendersi belli agli occhi dei capi. Spesso soli nelle nostre battaglie, nelle denunce da Trento a Trapani. Siamo anche quelli che conoscono meglio il territorio, perché lo viviamo ogni giorno. Perché col mafioso o col politico corrotto che denunciamo spesso ci tocca dividere il bancone dello stesso bar. Siamo anticorpi democratici di un paese che, anche grazie al suo governo, sta andando in cancrena. Abbiamo mille volti e mille mezzi. Siamo blogger, speaker, redattori, scriviamo via web, parliamo via etere, raccontiamo su carta. Non siamo giornalisti ma veniamo perseguitati come tali. Abbiamo i nostri eroi, alcuni scolpiti nella storia come Peppino Impastato, altri fortunatamente ancora liberi di esprimere il loro pensiero come Carlo Ruta o Pino Maniaci. Ma soprattutto gentilissimo Presidente abbiamo fatto la nostra scelta: la nostra libertà vale molto di più della nostra vita. Dove non hanno potuto i bossoli, le lettere intimidatorie, le minacce, le denuncie, le querele mirate, dove non ha potuto la più potente ed influente famiglia politico/mafiosa della Sicilia, non potrà una legge canaglia come quella sulle intercettazioni. Lei e il suo fido Alfano v’illudete che una norma moralmente illegale possa diventare prassi solo perché vergata su crismi di burocratica legalità. Signor Presidente noi continueremo a fare il nostro lavoro, raccontando quello che avviene, anticipando la notizia, veicolando le news e se il caso, scrivendo quello che (secondo voi) non si deve raccontare. “Disonorare i mascalzoni è cosa giusta, perché, a ben vedere, è onorare gli onesti”.
Sa perché gentilissimo Presidente non potrà mai batterci? Perché giochiamo su un terreno a Lei sconosciuto. Quello della libertà individuale che diventa patrimonio collettivo. Non siamo in vendita e sappiamo “resistere” a tutto. Siamo liberi e quello che facciamo lo facciamo di tasca nostra, rischiando di nostro. Perché è facile dire per una grande testata “noi resisteremo” dall’alto d’avvocati ben pagati e gruppi editoriali forti ma è ben più difficile farlo quando quel poco che hai in soldi di carta e rabbia ti serve anche per mangiare ogni giorno.
Ma lo facciamo in tutta Italia, da classici signor nessuno, senza enfasi o protagonismi. Perché amiamo il bello del nostro paese e ogni muro amico che ci ha visto piangere o sognare. Perché diciamo ogni giorno di voler mollare ed ogni giorno troviamo la forza di andare avanti. Perché amiamo le nostre donne e ci perdiamo negli occhi dei nostri figli a cui vorremmo consegnare qualcosa di più bello del paese attuale.
Ed abbiamo riferimenti etici alti: Pietro Ingrao, Vittoria Giunti, Luigi Ciotti, Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e quel Piero Calamandrei che dei partigiani italiani diceva così:” Essi sono morti senza retorica, senza grandi frasi, con semplicità, come se si trattasse di un lavoro quotidiano da compiere: il grande lavoro che occorreva per restituire all’Italia libertà e dignità. Di questo lavoro si sono riservata la parte più dura e più difficile: quella di morire, di testimoniare con la fede e la morte la fede nella giustizia. A noi è rimasto un
compito cento volte più agevole: quello di tradurre in leggi chiare, stabili ed oneste il loro sogno di una società più giusta e più umana, di una solidarietà di tutti gli uomini alleati a debellare il dolore. Assai poco, in verità, chiedono a noi i nostri morti. Non dobbiamo tradirli”. Non li tradiremo signor Presidente. “Se ci volete silenti dovete spararci” dicemmo da ragazzini, di un piccolo giornale locale (Ad Est) di un piccolo paese dell’entroterra agrigentino, ad uno scagnozzo mafioso che ci intimava di tacere.
Lo ripetiamo a Lei che con l’aureola della legalità vuole imporci lo stesso mafioso silenzio.
Non taceremo e non molleremo neppure un centimetro. Quindi signor Presidente non ha altra scelta: ritiri la legge o prepari tanti proiettili, perché siamo in molti. Indietro non torniamo…neanche per prendere la rincorsa.
  
COCA & POLITCA


LA POLITICA DEL TIRAMISU'

Il sindaco di Racalmuto Salvatore Petrotto ha ammesso candidamente (dopo ovviamente essere stato incastrato dall’amico Consigliere Comunale trafficante di droga e senza oramai via di fuga) di non essere un politico puro e al di sopra di ogni sospetto essendo stato per un certo periodo della sua vita politica un cocainomane. La giustificazione: troppo stress. La politica logora e non da più gli stessi stimoli di un tempo? O forse è meglio dire che non ci sono più i politici di vecchio stampo che erano in grado di reggere ben altro? Al Sindaco Petrotto, nei suoi peregrinaggi politici in cerca di visibilità, anziché di buttarsi nelle braccia del purissimo Raffaele Lombardo, gli avrei consigliato di preferire il partito dell'amore di Silvio Berlusconi in quanto i consigli e gli aiuti del suo fido Bertolaso, altamente specializzato nella cura dello stress, sarebbero stati sicuramente molto più appaganti (ira funesta di moglie permettendo). La coca più la mandi giù e più ti tira su, e così la politica improvvisata rema. Chissà se nella politica di Favara non succeda altrettanto. Lo stress, specialmente in questo periodo, domina imperante. Si lavora tantissimo, 24h su 24h, alla maniera Montalbano. Soprattutto il Consiglio Comunale è un vulcano fumante dove si svolgono numerosissimei riunioni di commissione. Forse anche i nostri politici hanno bisogno di tirarsi un po su per affrontare al meglio la situazione. Chi lo sa…

TUTTI GLI UOMINI DEL PRESIDENTE

Il Presidente del Consiglio Comunale di Favara Luca Gargano per entrare nel mondo di facebook ha bisogno che un gruppo consistente di amici, almeno duecento così dicono, che lo sostengano in questa sua discesa in campo. Una sorta di conta nella famiglia virtuale parallelamente a quella reale. Il Presidente degli USA Obama si è iscritto su facebook senza che nessuno glielo chiedesse e oggi conta circa 8000 fan. Ovviamente ci sono Presidenti grandi e presidenti piccoli piccoli.



IL SONDAGGIO


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I risultati del sondaggio di maggio.

Su 34 votanti il 94 % è favorevole a che i privati abbelliscano gli spartifraffici e le rotonde di Favara, mente il 6% è contrario.


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DI ZORRO

VIDEO BLOB: Le beghe della politica di Favara"

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