IPSE dixit:"Il
popolo "sogghignò il vecchio" il popolo... Il
popolo cornuto era e
cornuto resta: la differenza è che il fascismo appendeva
una bandiera sola alle
corna del popolo e la democrazia lascia
che ognuno se l'appenda
da
sé, del
colore che gli piace,
alle proprie
corna..." (Leonardo Sciascia)
iL PUNTO
TELE SCODINZOLINI FAVARA E LE
QUOTE ROSA
Anche a Favara
l’informazione locale, eccezioni a parte, segue
la logica di sudditanza
soprattutto politica senza discostarsi dal resto del
panorama nazionale. A Favara da decenni esiste una TV locale che si
definisce al
servizio del cittadino e che invece ignora le istanze e le
problematiche di una
città alla deriva preferendo dare spazio alle passarelle di
politici, nani e ballerine in cerca di notorietà.
L’ultimo fatto accaduto mostra quanto elevato sia il loro vassallaggio nei
confronti del Comune di Favara (dal quale succhia
finanziamenti) e dai consiglieri comunali. Vi ricordate la polemica delle
quote
rosa? Il PDL lealista di Favara, corrente Bosco, ha
affisso per le strade di Favara
un manifesto politico in cui denunciava l’esclusione delle
donne
dall’amministrazione della neo giunta Russello-ter. A questo
manifesto è
seguita una replica a mezzo di comunicato stampa, firmata da tre donne con tanto
di nome
e cognome, che, elevatesi a portavoci delle donne di Favara, con le
loro
argomentazioni hanno sostenuto che si tratta di una battaglia politica
strumentale che si fa scudo delle quote rosa per attaccare
il sindaco Russello. In
particolare le firmatarie si sono rivolte al consigliere comunale Fallea,
perché parte attiva di quel manifesto, argomentando le loro
osservazioni. Apriti
cielo! A Favara il diritto di informazione a mezzo di
comunicato stampa
è un reato e come tale va combattuto e penalizzato. Il
consigliere Fallea indossata
la coppola e la lupara ha intimato ai mezzi di
informazione che hanno
pubblicato il comunicato di ritirarlo a pena di querela. Tra i molti calabraghe il
direttore di Tele Scodinzolini Favara ha offerto la puntata riparatrice
al
consigliere Fallea il quale per circa 40 minuti ha parlato a ruota
libera. Udite,
udite a quale livello di appiattimento la TV locale è
scesa.“I
comunicati stampa anche con firma in TV non si possono leggere
perché
alle parole deve seguire il volto di chi le ha scritte”,
“ti offriamo
lo spazio
riparatore ma la direzione della TV si dissocia da ciò che
dici e dirai che è
sotto la tua responsabilità.”
Ammazza. Bell’esempio
della libertà di opinione. Complimenti,
Favara è in mezzo alla cacca e con questi comportamenti la
fate sprofondare sempre
più dentro.
FAVELA
E DINTORNI
PREMIO
MIA MARTINI. ECCO IL VERDETTO.
Come preannunciato si sono svolte
le audizioni del Premio
Mia Martini 2010 al castello chiaramontano di Favara.
Proprio il 7 Aprile si
sono presentati tutti i partecipanti al concorso per cercare di salire
quel
piccolo gradino verso Bagnara Calabra. Impresa molto ardua per la
giuria. Una
giuria accuratamente scelta dall’organizzatrice regionale di
cui ne era
presidente in giuria accompagnata dal Sig. Di Salvo Salvatore, uomo
molto colto
nell’arte musicale nonché insegnante di tecnica
vocale e recitazione che ha
anche fatto da portavoce dei risultati delle audizioni e ancora un
giurato
conosciutissimo in Sicilia ovvero il Sig. Paolo Schifanella meglio
conosciuto,
come in arte si chiama, Pablo Deejay, che ha curato l’audio e
ha svolto,
insieme ai due giurati, il difficile compito di valutare i varii
talenti che si
sono presentati. “Sono molto contenta – dice
Vanessa – tutto si è svolto in
maniera ottimale e i ragazzi sono stati tutti una continua sorpresa per
noi
giurati così tanto da renderci dura la valutazione. Sono
veramente felice di
aver legato amicizia con molti dei partecipanti e soprattutto del
compito
svolto dai miei colleghi giurati che colgo l’occasione per
ringraziarli
pubblicamente. Sono anche un po’ dispiaciuta per coloro che
non hanno superato quest’audizione
ma come si sa nei concorsi le note dolenti ci sono sempre per qualcuno.
Non
hanno superato le audizioni non perché non avevano talento
ma bensì per poche
lacune che i ragazzi magari trasmettevano essendo emozionati”
I
nominativi di coloro che hanno superato il
turno sono: Arganello
Marilisa, Massaro Valerio, Tirrito Antonino, Sciascia Cristina, Geremia
Federica, Capitano Cecilia, Tiziana La Iosa,
Alessandro Ferrara, Lorenzo
Abate, Erika Montalbano, Federica Patania, Denise Luparello, Brenda
Infurna,
Erica Chianetta, Sara Nobile, Licata Paola, Giusy Sciara, Salvatore
Giannavola,
Moncado Kelly, Maria Rita Troisi, Martina Giordano, Denise Lombardo,
Luigi
Milazzo e Giovanni Sciabarrasi. Vanessa ricorda e
ringrazia ancora il Comune
di Favara per aver dato il Patrocinio dei locali messi a disposizione
per
l’evento ovvero il meraviglioso Castello di Chiaramonte in
Piazza Cavour a
Favara.
Povero Barone
Antonio Mendola. La tua anima
in questa terra
disgraziata e ingrata non troverà mai pace. Hai
fatto tanto per Favara e
l’hai presa sempre nel posto sbagliato. Ti hanno
sempre usato e ancor oggi
continuano a farlo. Ti sei dedicato alla beneficenza adoperandoti per
il bene
del tuo paese e dei poveri, attraverso elargizioni di denaro, offerte
di
lavoro, l’apertura di istituti e strutture caritatevoli e di
soccorso per i
meno abbienti, orfanelle e diseredati.In queste
tue azioni benefiche
non solo sei rimasto solo, ma spesso sei stato bistrattato anche da chi
aveva
ricevuto il bene. Ti sei rammaricato della vanità
e superbia dei familiari,
della cattiveria, della maldicenza, dell’ignavia e
dell’ignoranza dei tuoi
compaesani, soprattutto dei giovani, che rappresentavano il futuro, ma
che non
facevano nulla per migliorare loro stessi e il paese. Mi
chiedo perché anziché
restare in questo posto dannato non mandavi tutti a quel
paese e ti
trasferivi in un posto dove una persona come te meritava di vivere? Hai
voluto
desistere e continuare a sopravvivere, nella tua solitudine e nel tuo
dolore
interiore, in questa terra ignobile dove sei morto e che mai tributato
vere
onorificenze. I tuoi compaesani continuano a turbarti la
quiete, facendoti
rivoltare nella tomba. L’ennesimo sgarbo nei tuoi
confronti è stato
commesso da un concittadino piccolo speculatore
Carlino-emulo che ha
demolito la torretta posta sulla collina San Francesco, in via
Beneficenza
Mendola, che nel 1987 hai fatto costruire a scopo di garantire e
sorvegliare
l’adiacente orfanotrofio del Boccone del povero e il tuo
palazzo a nord della
torretta, allora “loculus popularis
sapiantiae”, museo, osservatorio
meteorologico, legatoria dei libri e laboratorio di falegnameria a
piano terra.
Un pezzo di storia,
magari di poco pregio architettonico, d’un
colpo è stato spazzato via per far posto ad una
nuova costruzione. Lo
so, ti viene difficile, soprattutto per il tuo livello
culturale, ma
provaci, urla il tuo disappunto, sforzati dai…
Favara vaf…sdsasd. Già, vero
è dura!!!!! Scendere a questi livelli culturali significa
rinnegare tutto ciò
per cui hai vissuto e operato. “Curnutu e
vastuniatu” come nel volgo
si usa dire. A Favara pochi oggi sanno chi sei stato.
Non c’è un vero
monumento pubblico a ricordare la tua figura. La tua biblioteca donata
alla
collettività non assolve un vero compito sociale e serve
solo a far fruttare lo
stipendio ad una pletora di rozzi impiegati nullafacenti. Favara
si conferma
essere una città senz’anima votata al
dio denaro e in mano agli
speculatori e ai politici di turno di basso profilo socio-culturale,
cosi come
lo era ai tuoi tempi. Favara si evolve nella forma ma non
nella
sostanza. Le poche regole che esistono sono fatte per essere
eluse, e il
rispetto del bene comune, della storia, di quel poco patrimonio storico
esistente, è una chimera. Parlare di Favara come di un paese
normale è un
utopia, continuare ad illudersi che ci sia o che ci sarà un
cambiamento è utopia.
Ti aiuto io caro Barone a pronunciare l’epiteto per
la tua cara città,
augurandomi che ciò ti infonderà un po’
di pace. FAVARA
vaffanculoooooooooooooo!!!!
A
CHE SERVONO?
Favara,
i vigili urbani desaparecidos
Il neo
assessore alla Polizia Urbana Rosario Licata tra i suoi
scarni spunti di
programma promette di lavorare per risolvere il traffico a
Favara.
Chissà come intenderà operare in tal senso.
Chiamarà qualche bravo cittadino a
fare il volontario per dirigere il traffico e a
far rimuovere le auto
parcheggiate secondo il normale sistema senza regole
usato dalla
stragrande maggioranza dei favaresi? Forse si avvarrà
dell’ausilio delle
associazioni “Il Nibbio” e i
“Grifoni” che per ora sono in voga? Forse
intende far riapparire i fantasmi dei vigili urbani? In
questo caso ci
vorrebbe un miracolo e dubito che il neo assessore sia attrezzato in
tal senso (per
suggerimenti gli consiglierei di rivolgersi al nostro Richelieu che
tutto può).
Magari una benedizione ad hoc gli sarà d’aiuto). Già,
i vigili urbani. A
Favara sono tanti, come i cinesi in terra propria, ma contrariamente a
questi
che li trovi ovunque loro non si vedono. Sono imboscati negli
uffici o a
farsi i loro affari altrove.Provate a passare
davanti le scuole negli
orari di entrata e di uscita, specialmente nei giorni con pioggia.
Noterete una
bolgia di auto disseminate in ogni angolo, parcheggiate in doppia fila
o nei
modi più bizzarri, noncuranti di dare fastidio agli altri e
a bloccare il
traffico veicolare, ragazzini accompagnati e non che attraversano
frettolosamente la strada senza badare ai pericoli, motocicli che
sfrecciano in
tutte le direzioni, e in questo scenario nessun vigile urbano sul posto
a
cercare di mettere ordine a questo caos. Provate a
fare un giro in
auto per le strade di Favara. Non noterete mai in
circolazione un mezzo dei
Vigili Urbani. Nessun presidio nelle piazze dei monumenti e
nelle vie del
passeggio e dello shopping. Loro, come moltissimi altri
dipendenti
comunali, sono entrati a fare parte di una casta di
intoccabili.
Probabilmente tutti hanno ottenuto, con la grazia (il nostro Richelieu
questa
volta è assolto) dei loro protettori politici e mafiosi,
degli avanzamenti di
grado che li esautorano dallo stare in mezzo alla strada. Da
qualche
anno, sempre per merito di padrinaggio politico sono spuntati
come funghi
i nuovi cinesini, ovvero gli ausiliari del traffico,
quelli che si
distinguono esclusivamente dai giubbotti gialli fluorescenti per
intenderci.
Per lungo tempo hanno fatto i piccoli lavori sporchi che i vigili
urbani loro
non si sognano più di fare. Da quando però hanno
chiesto più garanzie e di
equipararsi a loro è nata una controversia, che è
sfociata anche in risvolti
giudiziari, e anche loro spariti dalla circolazione.
Per la verità non
se ne sente la mancanza. Tanto a che servivano? Assessore
Licata, allora che
si fa? Li staniamo e li picchiamo per bene questi vigili
urbani parassiti
rimettendoli per la strada? Fara vedere di che pasta
è fatto? O anche
per lei, che è stato nominato dalla politica di regime,
finirà nel cascare
nella logica del “futtitinni, munnu a statu e munnu
è”?
reportfavela
RIAPRE LA
VIA UMBERTO
Via Umberto chi? Boh! E'
un mistero ma a Favara tutti sanno che a quel nome corrisponde una
strada e poco importa a quale presunto Re d'Italia sia stata
dedicata. La misteriosa via Umberto, dal fatidico crollo del 23 gennaio
scorso, è
rimasta chiusa per i lavori di demolizione e anche perchè
sotto sequestro dall'autorità giudiziaria.
Da tempo si parla della sua probabile riapertura, sopratutto per ridare
finalmente un respiro al traffico veicolare e alle attività
economiche della zona, ma è una chimera. A Favara il buon senso degli
abitanti regna e pertanto zelanti cittadini
hanno in questo periodo aperto varchi nella protezione realizzata.
Confidiamo che tra qualche altro giorno questi laboriosi cittadini
rimuovano del tutto la restante parte di questa attuale
sconcezza
riaprendo definitivamente la strada.
SICUREZZA
SOTTOZERO
Qualcuno a Favara si ricorda
ancora del 23 gennaio? Sembra
essere passata un'etenità. Si è tanto invocata la
sicurezza a tutti i costi transennando a forza ovunque. Oggi a distanza di pochi mesi
tutto è ritornato come prima, anzi peggio di così
non si può. A
Favara le transenne nei luoghi pericolanti sono quasi tutte
scomparse e quelle poche ancora allocate sono
colabrodo. I
cumuli di macerie regnano sovrani e molti demolitori lasciano
visibili pericoli ancor più grandi di quelli che hanno
abbatutto. Per rendersene conto basta non fare i vigili urbani
e
farsi un giro per Favara.
LA SAIS
L'ULTIMA?
I
trasporti non funzionano
a cura di G.P.
Sabato, 19 Marzo. Ore 13:00,
Piazzale
Rosselli, Agrigento. Stazione (o quella
che fu in illo tempore) dei pullman, perennemente in costante subbuglio
per via
dell’incessante attività di cantieri che
inspiegabilmente non riescono a
mettere la parola fine a lavori di non si sa bene cosa. Ore 13:10
attesa del pullman
Agrigento/ Favara che
mi condurrà in
loco. Irritata all’idea
di usufruire
ancora una voltadei
trasporti SAIS, aspetto
pazientemente. Ore 13:15
ritardo tollerabile. Ore
13:20 un attanagliante dubbio mi assale. ore 13:25 il
dubbio diventa
certezza. Mezzo non pervenuto. Fortuna che giusto a quell’ora
ne è previsto un
altro. Peccato che nemmeno di quest’altro l’ombra. 0re 13:45
spiegazioni in
agenzia. Tentativi di richieste e chiarimenti da parte degli addetti
sottoforma
di un esitante e timido:“non
sappiamo
che fine hanno fatto”. Rassegnazione, sdegno e attesa del
prossimo alle ore
14:15. Ormai stufa di veder scorrere da un pezzo decine di
svariati autobus
delle più svariate compagnie, intravedo finalmente come un
miraggio, LUI,
l’atteso, il tanto bramato autobus con il suo appariscente
logo dorato e inequivocabile
cartello Agrigento/Favara, che però, stranamente, prosegue oltre il nutrito
gruppo di studenti
dirigendosi in fondoalla
piazza. Tra il
perplesso e il disperatoci
precipitiamo
in massa, allarmati all’idea di non trovare posto,in
un’arrestabile corsa verso il suddetto
mezzo e con amara sorpresa scopriamo che l’autobus,
dall’inequivocabile
cartello, in realtà è diretto verso Mussomeli. Ma
lui, l’eletto,
arriva giusto alle nostre spalle, riparte
la corsa fantozziana dall’altra parte del piazzale e dopo
un’esaltante
esperienza tra spintoni epressioni
riusciamo
illesi a salire ed accomodarci. A questo punto ci si aspetta(o ci si augura) che i disagi e le lunghe attese
saranno compensatida
una serie di confortche
renderanno impeccabile e paradisiaco il
viaggio. Difatti, con le dovute eccezioni, in alcuni casi si
potrà beneficiare
di veri e propri servizicollaterali,
come il poter ammirare nel retro del sedile anteriore delle decorazioni
fai-da-tecon i mitici
pennarelli dai colori sgargianti che contornano delle frasi sfocianti invari
generi letterali: dal divertente al grottesco , dal romantico allo
scurrile. Ma
in tutta onestà mi preme
menzionare il personale qualificato
e nello specifico “due soggetti”noti
per i loro raffinati modi, che non è azzardato poter
definire dellevere
e proprie perle di bon ton. Èquasi commoventeconstatare
l’intimo rapporto
che legai due
autisti (episodicamente accorpati
nella
stessa corsa, dove comodamente si alternano) ai
passeggeri e in particolare agli studenti
che viaggiano a quell’ora. Atteggiamenti
che nemmeno anni di studi antropologici potrebbero facilmente spiegare.
Gli
scambi di reciproca “acculturazione” sono ben vivi
nelle intense e animate discussionitra conducente
e studenti, mentre il compare in
predaa processidi evidente e inarrestabileregressioneadolescenziale, è
genericamente incline nel posizionare agiatamente
i
piedi per aria, poggiandoli nella barra
anteriore, mentre mastica energicamente la suagomma. Scrupolosi
nell’anteporrel’agio
dei passeggeri, nel
periodo estivo ,
qualora il mezzo non disponesse di aria condizionata, verrà
aperta la portiera
per tutto il tragitto, così oltrealla ventata
di aria fresca si disperderà il fumo del sigaro di cui a
volte, per allietare
la guida, si è fatto usoe tuttonel rispetto della salute
pubblica. Dotati di
un raffinato linguaggio lessicale, sempre al servizio dei passeggeri ,
ricordo
come in tono rassicurante, alla richiesta di una signora di poter
scendere alla
prossima fermata,l’autista,
con grazia
innata, esclamò
: “un si preoccupi o
cric o croc n’ama firmari”. Ma non è
tutto. Manca la chicca, dei paradossali, curiosi
e repellenti episodi
a cui ho dovuto
assistere in questi anni da pendolare non dimenticherò mai
quandol’allegra
coppia ci deliziò, in seguito a un’improvvisa
ispirazione canora,del
repertorio
di Gian Campione e della specifica
strofa “Chi l’haiu tisa, chi l’haiu tisa,
chi l’haiu tisa sta cammaratisa” seguita
da commenti di cuilascio a voi dedurre il
contenuto…
fAVELA in...
acqua
RITORNA L'ACQUA A GESTIONE
COMUNALE E RITORNA LA MANNA PER L'U.T.C. SpA
Ritorna l’acqua a
gestione pubblica. Il servizio idrico e
quindi l’acqua
non è un bene di rilevanza economica e come talenon
deve sottostare alle leggi del
mercato, ma deve essere garantito come un diritto di tutti. Si era
compiuto un primo miracolo ovvero quello della privatizzazione
trasformando
l’acqua in business ora c’è il miracolo
di ritorno con il business dell’acqua
che ritorna nella mani pubblicheChissà quanti salti di
gioia
si saranno fatti alcuni personaggi dell’UTC SpA di Favara
alla notizia di
questa decisione. Cosa cambierà per i
cittadini in tutto ciò? Poco o
nulla. Meno burocrazia sicuramente ma costi e per la gestione
decisament alti
seppur decurtati dal profitto che spetta al gestore privato. Sempre di
business
si tratta. A livello
comunale la manutenzione ordinaria e
straordinaria della rete idrica,
che sotto molti aspetti è vetusta ed è un
colabrodo, è
una vera manna perché essa
non è soggetta ad appalto pubblico ma viene gestita con
interventi di somma
urgenza direttamente dall’UTC SpA di Favara
come lo era in passato. Soldi,
soldi, soldi. C’è chi grazie a questo ha costruito
le proprie fortune e ora
riprenderà a farlo. Finalmente a Favara c'è
qualcuno che tifa per il bene comune. Viva l’acqua!!!
FAVELA E DINTORNI
A RAFFADALI TOTO' E'
ILLUSTRE
“Totò,
come è affettuosamente chiamato da tutti, candidato della
Casa delle Libertà
alla Presidenza della Regione nelle consultazioni regionali del 24
giugno 2001,
il sessanta per cento degli elettori siciliani ha votato per lui,
divenendo
così il più giovane Presidente che la Regione
Sicilia
abbia mai avuto.” Si chiude
così, senza curriculum giudiziario, la
presentazione di Totò
Cuffaro
pubblicata nella pagina dei "cittadini illustri" sul
sito del comune di Raffadali dove vasa-vasa è nato.
Probabilmente un’affettuosa
dimenticanza voluta dal sindaco della cittadina siciliana, Silvio Cuffaro,
guarda caso fratello del mangiatore di cannoli post
condanna. E pensare che la sentenza
d’appello dello scorso 22 gennaio fu peggiore rispetto a
quella inflitta in
primo grado dal tribunale di Palermo per il senatore
dell’Udc, che risulta
dimesso dal partito ma non dalla lauta carica in palazzo Madama.
Nonostante la
condanna a 7
anni per favoreggiamento
aggravato di mafiosi abbia interdetto
Totò Cuffaro dai pubblici
uffici, l’ex governatore siciliano continua ad avere potere di firma su leggi
ed
emendamenti. Lusso da “cittadino illustre”
che la pagina comunale di Raffadali del fratello sindaco gli omaggia
dimenticandosi
di due cittadini senza condanne: il deputato antifascista Salvatore Di
Benedetto e
Nino Cuffaro, solo omonimo di Totò, vicesindaco e
assessore di Raffadali per 25 anni al quale è stato
intestato il teatro
comunale oggi del tutto abbandonato. IL
SONDAGGIO
Parecchi sostengono
che Zorro della Favela ha problemi di udito e non ha capito che l'assessore Pitruzzella i
soldi per la Sagra dell'agnello pasquale li aveva "captati" e non
"capitati". Sul forum di Favarablob in molti insistono che bisogna
chiedere scusa. Voi come avete inteso? Chiedo scusa?
Risultato dell'indovinello: che cos'è?
Su di un totale di 11
votanti
il
18% ha detto che è uno scherzo di natura
l' 82% ha detto che è una scaffa di Favara
Avete
sbagliato tutti. E' un cratere, ma non vi do neanchè tanto
torto
perchè la differenza tra un cratere e una scaffa di Favara
è inesistente. campagna FAVARA PIU' VERDE