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INFORMARE PER RESISTERE - Blog di inchiesta, politica, usi e costumi della Favela di Favara (Agrigento)                          APRILE 2010  
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IPSE dixit
:
"Il popolo "sogghignò il vecchio" il popolo...  Il popolo  cornuto era e cornuto resta: la differenza è che il fascismo appendeva
una bandiera sola alle corna del popolo e  la  democrazia  lascia  che  ognuno  se  l'appenda  da  sé,  del  colore  che  gli  piace,  alle  proprie
corna..." (Leonardo Sciascia)
 
   iL PUNTO

TVS FAVARA

TELE SCODINZOLINI FAVARA E LE QUOTE ROSA 

Anche a Favara l’informazione locale, eccezioni a parte, segue la logica di sudditanza soprattutto politica senza discostarsi dal resto del panorama nazionale. A Favara da decenni esiste una TV locale che si definisce al servizio del cittadino e che invece ignora le istanze e le problematiche di una città alla deriva preferendo dare spazio alle passarelle di politici, nani e ballerine in cerca di notorietà.
L’ultimo fatto accaduto mostra quanto elevato sia il loro vassallaggio nei confronti del Comune di Favara (dal quale succhia finanziamenti) e dai consiglieri comunali. Vi ricordate la polemica delle quote rosa? Il PDL lealista di Favara, corrente Bosco, ha affisso per le strade di Favara un manifesto politico in cui denunciava l’esclusione delle donne dall’amministrazione della neo giunta Russello-ter. A questo manifesto è seguita una replica a mezzo di comunicato stampa, firmata da tre donne con tanto di nome e cognome, che, elevatesi a portavoci delle donne di Favara, con le loro argomentazioni hanno sostenuto che si tratta di una battaglia politica strumentale che si fa scudo delle quote rosa per attaccare il sindaco Russello. In particolare le firmatarie si sono rivolte al consigliere comunale Fallea, perché parte attiva di quel manifesto, argomentando le loro osservazioni. Apriti cielo! A Favara il diritto di informazione a mezzo di comunicato stampa è un reato e come tale va combattuto e penalizzato. Il consigliere Fallea indossata la coppola e la lupara ha intimato ai mezzi di informazione che hanno pubblicato il comunicato di ritirarlo a pena di querela. Tra i molti calabraghe il direttore di Tele Scodinzolini Favara ha offerto la puntata riparatrice al consigliere Fallea il quale per circa 40 minuti ha parlato a ruota libera.  Udite, udite a quale livello di appiattimento la TV locale è scesa. “I comunicati stampa anche con firma in TV non si possono leggere perché alle parole deve seguire il volto di chi le ha scritte”,ti offriamo lo spazio riparatore ma la direzione della TV si dissocia da ciò che dici e dirai che è sotto la tua responsabilità.” Ammazza. Bell’esempio della libertà di opinione. Complimenti, Favara è in mezzo alla cacca e con questi comportamenti la fate sprofondare sempre più dentro.  

FAVELA E DINTORNI

PREMIO MIA MARTINI. ECCO IL VERDETTO.

Come preannunciato si sono svolte le audizioni del Premio Mia Martini 2010 al castello chiaramontano di Favara. Proprio il 7 Aprile si sono presentati tutti i partecipanti al concorso per cercare di salire quel piccolo gradino verso Bagnara Calabra. Impresa molto ardua per la giuria. Una giuria accuratamente scelta dall’organizzatrice regionale di cui ne era presidente in giuria accompagnata dal Sig. Di Salvo Salvatore, uomo molto colto nell’arte musicale nonché insegnante di tecnica vocale e recitazione che ha anche fatto da portavoce dei risultati delle audizioni e ancora un giurato conosciutissimo in Sicilia ovvero il Sig. Paolo Schifanella meglio conosciuto, come in arte si chiama, Pablo Deejay, che ha curato l’audio e ha svolto, insieme ai due giurati, il difficile compito di valutare i varii talenti che si sono presentati. “Sono molto contenta – dice Vanessa – tutto si è svolto in maniera ottimale e i ragazzi sono stati tutti una continua sorpresa per noi giurati così tanto da renderci dura la valutazione. Sono veramente felice di aver legato amicizia con molti dei partecipanti e soprattutto del compito svolto dai miei colleghi giurati che colgo l’occasione per ringraziarli pubblicamente. Sono anche un po’ dispiaciuta per coloro che non hanno superato quest’audizione ma come si sa nei concorsi le note dolenti ci sono sempre per qualcuno. Non hanno superato le audizioni non perché non avevano talento ma bensì per poche lacune che i ragazzi magari trasmettevano essendo emozionati”  I nominativi di coloro che hanno superato il turno sono:
Arganello Marilisa, Massaro Valerio, Tirrito Antonino, Sciascia Cristina, Geremia Federica, Capitano Cecilia, Tiziana La Iosa, Alessandro Ferrara, Lorenzo Abate, Erika Montalbano, Federica Patania, Denise Luparello, Brenda Infurna, Erica Chianetta, Sara Nobile, Licata Paola, Giusy Sciara, Salvatore Giannavola, Moncado Kelly, Maria Rita Troisi, Martina Giordano, Denise Lombardo, Luigi Milazzo e Giovanni Sciabarrasi.

Vanessa ricorda e ringrazia ancora il Comune di Favara per aver dato il Patrocinio dei locali messi a disposizione per l’evento ovvero il meraviglioso Castello di Chiaramonte in Piazza Cavour a Favara.


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HOT FaVELA  


L'URLO DEL BARONE 


Favara, aperta la campagna elettorale con la

demolizione del torrino del barone Mendola 
 
 Fabara Barone Mendola

Povero Barone Antonio Mendola. La tua anima in questa terra disgraziata e ingrata non troverà mai pace. Hai fatto tanto per Favara e l’hai presa sempre nel posto sbagliato. Ti hanno sempre usato e ancor oggi continuano a farlo. Ti sei dedicato alla beneficenza adoperandoti per il bene del tuo paese e dei poveri, attraverso elargizioni di denaro, offerte di lavoro, l’apertura di istituti e strutture caritatevoli e di soccorso per i meno abbienti, orfanelle e diseredati. In queste tue azioni benefiche non solo sei rimasto solo, ma spesso sei stato bistrattato anche da chi aveva ricevuto il bene. Ti sei rammaricato della vanità e superbia dei familiari, della cattiveria, della maldicenza, dell’ignavia e dell’ignoranza dei tuoi compaesani, soprattutto dei giovani, che rappresentavano il futuro, ma che non facevano nulla per migliorare loro stessi e il paese. Mi chiedo perché anziché restare in questo posto dannato non mandavi tutti a quel paese e ti trasferivi in un posto dove una persona come te meritava di vivere? Hai voluto desistere e continuare a sopravvivere, nella tua solitudine e nel tuo dolore interiore, in questa terra ignobile dove sei morto e che mai tributato vere onorificenze. I tuoi compaesani continuano a turbarti la quiete, facendoti rivoltare nella tomba. L’ennesimo sgarbo nei tuoi confronti è stato commesso da un concittadino piccolo speculatore Carlino-emulo che ha demolito la torretta posta sulla collina San Francesco, in via Beneficenza Mendola, che nel 1987 hai fatto costruire a scopo di garantire e sorvegliare l’adiacente orfanotrofio del Boccone del povero e il tuo palazzo a nord della torretta, allora “loculus popularis sapiantiae”, museo, osservatorio meteorologico, legatoria dei libri e laboratorio di falegnameria a piano terra. Un pezzo di storia, magari di poco pregio architettonico,  d’un colpo è stato spazzato via per far posto ad una nuova costruzione. Lo so, ti viene difficile, soprattutto per il tuo livello culturale, ma provaci, urla il tuo disappunto, sforzati dai… Favara vaf…sdsasd. Già, vero è dura!!!!! Scendere a questi livelli culturali significa rinnegare tutto ciò per cui hai vissuto e operato.  “Curnutu e vastuniatu” come nel volgo si usa dire. A Favara pochi oggi sanno chi sei stato. Non c’è un vero monumento pubblico a ricordare la tua figura. La tua biblioteca donata alla collettività non assolve un vero compito sociale e serve solo a far fruttare lo stipendio ad una pletora di rozzi impiegati nullafacenti. Favara si conferma essere una città senz’anima  votata al dio denaro e in mano agli speculatori e ai politici di turno di basso profilo socio-culturale, cosi come lo era ai tuoi tempi. Favara si evolve nella forma ma non nella sostanza.  Le poche regole che esistono sono fatte per essere eluse, e il rispetto del bene comune, della storia, di quel poco patrimonio storico esistente, è una chimera. Parlare di Favara come di un paese normale è un utopia, continuare ad illudersi che ci sia o che ci sarà un cambiamento è utopia. Ti aiuto io caro Barone a pronunciare l’epiteto  per la tua cara città, augurandomi che ciò ti infonderà un po’ di pace. FAVARA vaffanculoooooooooooooo!!!!



A CHE SERVONO?

 
Favara, i vigili urbani desaparecidos
 

 Favara vigili urbani

Il neo assessore alla Polizia Urbana Rosario Licata tra i suoi scarni spunti di programma promette di lavorare per risolvere il traffico a Favara. Chissà come intenderà operare in tal senso. Chiamarà qualche bravo cittadino a fare il volontario per dirigere il traffico e a far rimuovere le auto parcheggiate secondo il normale sistema senza regole usato  dalla stragrande maggioranza dei favaresi? Forse si avvarrà dell’ausilio delle associazioni “Il Nibbio” e i “Grifoni” che per ora sono in voga? Forse intende far riapparire i fantasmi dei vigili urbani? In questo caso ci vorrebbe un miracolo e dubito che il neo assessore sia attrezzato in tal senso (per suggerimenti gli consiglierei di rivolgersi al nostro Richelieu che tutto può). Magari una benedizione ad hoc gli sarà d’aiuto). Già, i vigili urbani. A Favara sono tanti, come i cinesi in terra propria, ma contrariamente a questi che li trovi ovunque loro non si vedono. Sono imboscati negli uffici o a farsi i loro affari altrove. Provate a passare davanti le scuole negli orari di entrata e di uscita, specialmente nei giorni con pioggia. Noterete una bolgia di auto disseminate in ogni angolo, parcheggiate in doppia fila o nei modi più bizzarri, noncuranti di dare fastidio agli altri e a bloccare il traffico veicolare, ragazzini accompagnati e non che attraversano frettolosamente la strada senza badare ai pericoli, motocicli che sfrecciano in tutte le direzioni, e in questo scenario nessun vigile urbano sul posto a cercare di mettere ordine a questo caos.  Provate a fare un giro in auto per le strade di Favara. Non noterete mai in circolazione un mezzo dei Vigili Urbani. Nessun presidio nelle piazze dei monumenti e nelle vie del passeggio e dello shopping. Loro, come moltissimi altri dipendenti comunali, sono entrati a fare parte di una casta di intoccabili. Probabilmente tutti hanno ottenuto, con la grazia (il nostro Richelieu questa volta è assolto) dei loro protettori politici e mafiosi, degli avanzamenti di grado che li esautorano dallo stare in mezzo alla strada.  Da qualche anno,  sempre per merito di padrinaggio politico sono spuntati come funghi i nuovi cinesini, ovvero gli ausiliari del traffico, quelli che si distinguono esclusivamente dai giubbotti gialli fluorescenti per intenderci. Per lungo tempo hanno fatto i piccoli lavori sporchi che i vigili urbani loro non si sognano più di fare. Da quando però hanno chiesto più garanzie e di equipararsi a loro è nata una controversia, che è sfociata anche in risvolti giudiziari, e anche loro spariti dalla circolazione. Per la verità non se ne sente la mancanza. Tanto a che servivano? Assessore Licata, allora che si fa? Li staniamo e li picchiamo per bene questi vigili urbani parassiti rimettendoli per la strada? Fara vedere di che pasta è fatto? O anche per lei, che è stato nominato dalla politica di regime, finirà nel cascare nella logica del “futtitinni, munnu a statu e munnu è”? 


report favela


RIAPRE LA VIA UMBERTO



Favara via umberto

Via Umberto chi? Boh! E' un mistero ma a Favara tutti sanno che a quel nome corrisponde una strada e poco importa a quale presunto Re d'Italia sia stata dedicata. La misteriosa via Umberto, dal fatidico crollo del 23 gennaio scorso, è rimasta chiusa per i lavori di demolizione e anche perchè sotto sequestro dall'autorità giudiziaria. Da tempo si parla della sua probabile riapertura, sopratutto per ridare finalmente un respiro al traffico veicolare e alle attività economiche della zona, ma è una chimera. A Favara il buon senso degli abitanti  regna e pertanto zelanti cittadini hanno in questo periodo aperto varchi nella protezione realizzata. Confidiamo che tra qualche altro giorno questi laboriosi cittadini rimuovano del tutto la restante parte di questa attuale sconcezza riaprendo definitivamente la strada. 
 

SICUREZZA SOTTOZERO
                                             

Favara sicurezza zero
 
Qualcuno a Favara si ricorda ancora del 23 gennaio? Sembra essere passata un'etenità. Si è tanto invocata la sicurezza a tutti i costi transennando a forza ovunque. Oggi a distanza di pochi mesi tutto è ritornato come prima, anzi peggio di così non si può. A Favara le transenne nei luoghi pericolanti sono quasi tutte scomparse e quelle poche ancora allocate sono colabrodo. I cumuli di macerie regnano sovrani e molti demolitori lasciano visibili pericoli ancor più grandi di quelli che hanno abbatutto. Per rendersene conto basta non fare i vigili urbani e farsi un giro per Favara.



LA SAIS
L'ULTIMA?


I trasporti non funzionano

 
a cura di G.P.  

Sabato, 19 Marzo. Ore 13:00, Piazzale Rosselli,  Agrigento. Stazione (o quella che fu in illo tempore) dei pullman, perennemente in costante subbuglio per via dell’incessante attività di cantieri che inspiegabilmente non riescono a mettere la parola fine a lavori di non si sa bene cosa. Ore 13:10 attesa del pullman Agrigento/ Favara  che mi condurrà in loco. Irritata  all’idea di usufruire ancora una volta  dei trasporti SAIS, aspetto pazientemente. Ore 13:15 ritardo tollerabile. Ore 13:20 un attanagliante dubbio mi assale. ore 13:25 il dubbio diventa certezza. Mezzo non pervenuto. Fortuna che giusto a quell’ora ne è previsto un altro. Peccato che nemmeno di quest’altro l’ombra. 0re 13:45 spiegazioni in agenzia. Tentativi di richieste e chiarimenti da parte degli addetti sottoforma di un esitante e timido:  “non sappiamo che fine hanno fatto”. Rassegnazione, sdegno e attesa del prossimo alle ore 14:15. Ormai stufa di veder scorrere da un pezzo decine di svariati autobus delle più svariate compagnie, intravedo finalmente come un miraggio, LUI, l’atteso, il tanto bramato autobus con il suo appariscente logo dorato e inequivocabile cartello Agrigento/Favara, che però, stranamente,  prosegue oltre il nutrito gruppo di studenti dirigendosi in fondo  alla piazza. Tra il perplesso e il disperato  ci precipitiamo in massa, allarmati all’idea di non trovare posto,  in un’arrestabile corsa verso il suddetto mezzo e con amara sorpresa scopriamo che l’autobus, dall’inequivocabile cartello, in realtà è diretto verso Mussomeli. Ma lui,  l’eletto, arriva giusto alle nostre spalle, riparte la corsa fantozziana dall’altra parte del piazzale e dopo un’esaltante esperienza tra spintoni e  pressioni riusciamo illesi a salire ed accomodarci. A questo punto ci si aspetta  (o ci si augura) che  i disagi e le lunghe attese saranno compensati  da una serie di confort  che renderanno impeccabile e paradisiaco il viaggio. Difatti, con le dovute eccezioni, in alcuni casi si potrà beneficiare di veri e propri servizi  collaterali, come il poter ammirare nel retro del sedile anteriore delle decorazioni fai-da-te con i mitici pennarelli dai colori sgargianti che contornano delle frasi sfocianti  in  vari generi letterali: dal divertente al grottesco , dal romantico allo scurrile. Ma in  tutta  onestà mi preme menzionare il personale qualificato e nello specifico “due soggetti”  noti per i loro raffinati modi, che non è azzardato poter definire delle  vere e proprie perle di bon ton. È  quasi commovente  constatare l’intimo  rapporto che lega   i due autisti (episodicamente  accorpati nella stessa corsa, dove comodamente si alternano)  ai passeggeri e in particolare agli studenti che viaggiano a quell’ora.  Atteggiamenti che nemmeno anni di studi antropologici potrebbero facilmente spiegare. Gli scambi di reciproca “acculturazione” sono ben vivi nelle  intense  e animate discussioni  tra  conducente e studenti, mentre il compare in preda  a processi  di evidente e inarrestabile  regressione  adolescenziale  ,  è genericamente incline nel posizionare  agiatamente  i piedi per aria, poggiandoli nella barra anteriore, mentre mastica energicamente la sua  gomma. Scrupolosi nell’anteporre  l’agio dei passeggeri,  nel periodo estivo , qualora il mezzo non disponesse di aria condizionata, verrà aperta la portiera per tutto il tragitto, così oltre  alla ventata di aria fresca si disperderà il fumo del sigaro di cui a volte, per allietare la guida, si è fatto uso  e tutto  nel rispetto della salute pubblica. Dotati di un raffinato linguaggio lessicale, sempre al servizio dei passeggeri , ricordo come in tono rassicurante, alla richiesta di una signora di poter scendere alla prossima fermata,  l’autista, con grazia innata,  esclamò : “un si preoccupi o cric o croc n’ama firmari”. Ma non è tutto. Manca la chicca, dei paradossali, curiosi e repellenti episodi a cui ho dovuto assistere in questi anni da pendolare non dimenticherò mai quando  l’allegra coppia ci deliziò, in seguito a  un’improvvisa ispirazione canora,  del  repertorio di Gian Campione e della specifica strofa “Chi l’haiu tisa, chi l’haiu tisa, chi l’haiu tisa sta cammaratisa”  seguita da commenti di cui  lascio a voi dedurre il contenuto…

fAVELA in... acqua 

RITORNA L'ACQUA A GESTIONE COMUNALE E RITORNA LA MANNA PER L'U.T.C. SpA


Favara acqua pubblica

Ritorna l’acqua a gestione pubblica. Il servizio idrico e quindi l’acqua non è un bene di rilevanza economica e come tale non deve sottostare alle leggi del mercato, ma deve essere garantito come un diritto di tutti.  Si era compiuto un primo miracolo ovvero quello della privatizzazione trasformando l’acqua in business ora c’è il miracolo di ritorno con il business dell’acqua che ritorna nella mani pubbliche Chissà quanti salti di gioia si saranno fatti alcuni personaggi dell’UTC SpA di Favara alla notizia di questa decisione.
Cosa cambierà per i cittadini in tutto ciò? Poco o nulla. Meno burocrazia sicuramente ma costi e per la gestione decisament alti seppur decurtati dal profitto che spetta al gestore privato. Sempre di business si tratta. A livello comunale la manutenzione ordinaria e straordinaria della rete idrica, che sotto molti aspetti è vetusta ed è un colabrodo, è una vera manna perché essa non è soggetta ad appalto pubblico ma viene gestita con interventi di somma urgenza direttamente dall’UTC SpA di Favara come lo era in passato. Soldi, soldi, soldi. C’è chi grazie a questo ha costruito le proprie fortune e ora riprenderà a farlo. Finalmente a Favara c'è qualcuno che tifa per il bene comune. Viva l’acqua!!!


FAVELA E DINTORNI

A RAFFADALI TOTO'  E' ILLUSTRE



Totò, come è affettuosamente chiamato da tutti, candidato della Casa delle Libertà alla Presidenza della Regione nelle consultazioni regionali del 24 giugno 2001, il sessanta per cento degli elettori siciliani ha votato per lui, divenendo così il più giovane Presidente che la Regione Sicilia abbia mai avuto.” Si chiude così, senza curriculum giudiziario, la presentazione di Totò Cuffaro pubblicata nella pagina dei "cittadini illustri" sul sito del comune di Raffadali dove vasa-vasa è nato. Probabilmente un’affettuosa dimenticanza voluta dal sindaco della cittadina siciliana, Silvio Cuffaro, guarda caso fratello del mangiatore di cannoli post condanna. E pensare che la sentenza d’appello dello scorso 22 gennaio fu peggiore rispetto a quella inflitta in primo grado dal tribunale di Palermo per il senatore dell’Udc, che risulta dimesso dal partito ma non dalla lauta carica in palazzo Madama. Nonostante la condanna a 7 anni per favoreggiamento aggravato di mafiosi abbia interdetto Totò Cuffaro dai pubblici uffici, l’ex governatore siciliano continua ad avere potere di firma su leggi ed emendamenti. Lusso da “cittadino illustre” che la pagina comunale di Raffadali del fratello sindaco gli omaggia dimenticandosi di due cittadini senza condanne: il deputato antifascista Salvatore Di Benedetto e Nino Cuffaro, solo omonimo di Totò, vicesindaco e assessore di Raffadali per 25 anni al quale è stato intestato il teatro comunale oggi del tutto abbandonato.

IL SONDAGGIO 

Parecchi sostengono che Zorro della Favela ha problemi di udito e non ha capito che l'assessore Pitruzzella i soldi per la Sagra dell'agnello pasquale li aveva "captati" e non "capitati". Sul forum di Favarablob in molti insistono che bisogna chiedere scusa. Voi come avete inteso? Chiedo scusa?







Risultato dell'indovinello: che cos'è?



Su di un totale di 11 votanti

il 18% ha detto che è uno scherzo di natura

l' 82%
ha detto che è una scaffa di Favara

Avete sbagliato tutti. E' un cratere, ma non vi do neanchè tanto torto perchè la differenza tra un cratere e una scaffa di Favara è inesistente.  

campagna 
FAVARA PIU' VERDE