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INFORMARE PER RESISTERE - Blog di inchiesta, politica, usi e costumi della Favela di Favara (Agrigento)                           MARZO 2010  
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IPSE dixit
:
"Si è così profondi, ormai, che non si vede più niente. A forza di andare in profondità, si è sprofondati. Soltanto l'intelligenza,  l'intelligenza
che è anche leggerezza, che sa essere leggera, può sperare di risalire alla superficialità, alla banalità" (Leonardo Sciascia)


   PAVELA IN  QUOTA
   ROSA

PROVA DI FORZA 

Infuria una nuova polemica. Le quote rosa non sono state rispettate nella formazione della nuova che è rimasta senza donne. Altro che Berlusconi con le sue icone-veline, altro che Gheddafi con le sue amazzoni, il nostro Sindaco preferisce circondarsi di maschiacci. A gridare allo scandalo però è il PDL lealista dei berluscones a firma di tutti maschietti e il portavoce di Forza Azzurri, anche lui maschietto, rimasto da solo e a bocca asciutta. 
E le donne favaresi
sotto il cui vessillo si combatte questa presunta battaglia di legalità dove sono? 

DONNE SE CI SIETE BATTETE UN COLPO !!!

    PUNTI DI VISTA

LA CONVERSIONE 

E’ giunto il momento di deporre le armi. Finalmente Favara riavrà una giunta a guida politica. Dalle parole si passa ai fatti. Questi mesi di frenetica passione e di travaglio sono giunti allo sbocco che noi auspicavamo. Si è ottenuto ciò che desideravamo. La nostra benedizione spirituale scende sul nostro uomo… ops.. sui nostri uomini che governeranno la città. Anche se comunque fosse rimasta in carica l’attuale Giunta tecnica la nostra benedizione sarebbe comunque scesa sul nostro uomo.. ops.. sui nostri uomini che fin qui hanno retto le sorti del Comune di Favara con impegno. Ma la Pasqua è resurrezione e questa nostra martoriata terra di Favara ha bisogno di rinascere. Per tutti è l’ora del  rinnovamento e del cambiamento. la Quaresima che abbiamo da poco iniziata  ci offre in questo, uno stimolo in più di impegno e di determinazione. Messe da parte le beghe si è dato fondo a tutte le risorse intellettuali e  politiche per risanare al più presto le profonde ferite sociali ed urbane. La Quaresima ha aiutato anche ZORRO alla “conversione” il cui agire sarà ripreso alla luce del sole e nel rispetto delle regole democratiche. 
AUGURI
.

LA PAROLA AI LETTORI



Cari concittadini, chi vi scrive è un giovane favarese che ha finalmente deciso di dare parole alle lamentele di ogni giorno. Questa volta la responsabilità è di tutti, nessuno escluso: amministratori, impiegati, utenti e chi più ne ha più ne metta, me incluso che ci ho messo tutto questo tempo a scrivere. Da oltre 5 anni è stato inaugurato l'ufficio postale in Corso Vittorio Veneto e dal giorno dell'inaugurazione non mi è mai capitato (MAI dico...) di potere prendere un biglietto per potere fare la fila. Davanti agli sportelli si vedono sempre le stesse scene apocalittiche con personaggi immutevoli dalle facce cangianti con dialoghi che non cambiano ad ogni puntuale replica. La scenografia è fatta fogli su cui si deve scrivere il proprio nome e attese per operazioni che assumono tempi gestazionali... (quasi quasi io aprirei dentro un una succursale di qualche bar di cui si sta popolando la città...). Mi chiedo se sia mai possibile entrare "alla posta" e uscirne con la sensazione di efficienza. Alla classica domanda se funzioni o meno il distributore di ticket, o biglietti che dir si voglia, si sente la altrettanto "vecchia" risposta che da li a qualche giorno deve arrivare "il tecnico"... da 5 anni...! Ormai sembra di assistere alla famosa  favarese vicenda  del "semaforo 'o Conzu"... La cosa sorprendente è che la fila i Favaresi la fanno in salumeria ma non in posta! Inutile poi appellarsi agli impiegati che lentamente e con aria sarcasticamente rassegnata, quasi come se il problema non li riguardasse... dicono che tanto loro non vedono l'ora di andare in pensione (ah beh! Allora siamo a posto! come se il problema fosse legato al fatto che una volta in pensione loro la macchina prendesse a funzionare...). Con tutta la buona volontà con uffici insufficienti, impiegati in carenza di organico (...e diciamolo pure un po' lenti!) e utenza indisciplinata e privata della privacy non è possibile accettare di dovere perdere 90 minuti (se andasse bene...) per dovere pagare un bollettino. Non c'è scusa che tenga. Vi ricordo inoltre che l'ufficio rimane off-limits per i primi 10 giorni del mese... le orde barbariche dei pensionati daranno l'assalto al fortino che si difenderà come può, con pochi impiegati agli sportelli e molti dietro le porte. Spettacolo assicurato! Ingresso... Ovviamente senza biglietto!  F.C.


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POLITICA FaVELA  


ATTENTI CHE CI

SCAPPA IL MORTO


Favara, crolla il cimitero. Tutti morti...
 
 Favara cimitero crollo

E' una battuta in stile humor inglese ma che rischia di diventare realtà. Nel cimitero di Favara di contrada piana traversa le parti più storiche dell'impianto originario della struttura, che risale al 1876, sono oramai a rischio di crollo e nessuno se ne preoccupa.  Mentre nel centro storico di Favara si continuano ad abbattere case a rischio di crollo, il cimitero storico è abbandonato a se stesso, tanto li davvero il rischio che non ci scappa il morto non c'è. E' un modo di dire, ovviamente, ma ci si augura che non ci siano visitatori nelle vicinanze al momento del fatidico crollo. Le sezioni a rischio di collasso sono la 2 EC, 3 EC, 5 EC, 7 EC. A chi compete intervenire in merito? Dobbiamo rimpiangere il funzionario dell'UTC SpA che si occupava del business del cimitero, oppure possiamo sperare in un intervento di qualche altro funzionario sensibile al bene comune?


POLITICA
FaVELA  


AVANTI MARC' !!!


Favara, varata la nuova giunta politica dopo 

mesi di passione


 
 Favara politica armata brancaleone

Favara, Italia. Alta era contemporanea. La città dell’agnello pasquale, come spesso è eufemisticamente definita, è in preda di uno stato comatoso, abbandonata a se stessa, presa d’assalto dai demolition men, disseminata di spazzatura, con le strade perennemente sporche e piene di buche, con le infrastrutture disastrate e con l’economia al collasso. E' sotto molteplici aspetti come una città senza speranza e senza futuro. In questo scenario apocalittico, nell’indifferenza popolare, dove in ogni caso prosperano affaristi di ogni genere e criminali, la politica è stata assente per lungo tempo. Non contento del disastro in cui versa la città che amministra il prode cavaliere, eletto a Sindaco quasi tre anni fa come uomo del rinnovamento e salvatore della patria, ancora oggi inebriato dal consenso “popolare” ottenuto, si ostina a ridare lustro alle sue stellette e governare la città. Fino a pochi giorni fa Favara è stata amministrata una combriccola di “poveracci” dopo che i politici erano stati radiati dal sindaco, che componevano una Giunta di governo definita “tecnica” data la presenza di figure professionali non politiche che si erano prestate per amministrare con competenza il bene comune. Il nostro Sindaco vista l’incapacità di governare con questi personaggi senza padri e padrini ha lanciato un ultimatum affinché la politica ritornasse ad amministrare Favara. Finalmente dopo mesi di passione la montagna ha partorito il topolino. Ricompaiono a Favara le facce, i personaggi, espressione della vera politica.  Si riforma l’esercito della politica. Ma da chi è composto? A Favara è regola comune che i “poveracci” quando si elevano di rango e si tolgono le pezze al culo non disdegnano di abbracciare il diavolo pur di mantenere il grado acquisito. Ecco che due presunti tecnici della vecchia giunta l’ingegnere Mimmo Alessi e l’architetto Riccardo Lombardo (ma lo erano davvero anche prima?) si calano le brache, e si mettono al servizio della compagnia di Don Totò Cuffaro e del puparo di AN riciclandosi come politici. Vite parallele di personaggi che se prima probabilmente agivano in virtù del bene comune, oggi chissà a quali interessi si sono piegati. A questi si aggiunge la figura dell’operatore sanitario Calogero Montaperto, che tre anni fa sosteneva un altro candidato a Sindaco, il quale grazie alla superbenedizione del nostro Richelieu locale ottiene addirittura le stellette di vice sindaco (avere i santi in paradiso aiuta ad ottenere i miracoli). Al gruppo ritornano due compagni di ventura. Uno è Joseph Zambito, in quota AN, nominato in contumacia, predicatore incallito che si professava fino a non molto tempo fa deluso dalla politica e che da buon soldato ha obbedito al diktat del suo padrone rimettendosi in fila. L’altro è il consigliere provinciale Salvatore Pitruzzella, oggi in quota Forza Italia corrente Cimino, oramai politico pellegrino e navigato, perennemente commosso da non riuscire ad esprimere un concetto chiaro del suo pensiero. Cric &  Croc, ovvero Pasquale Bottone e Calogero Pitruzzella, dichiaratisi indipendenti da Forza Azzurri sotto le cui ali sono stati eletti perché altri commensali volevano unirsi al banchetto delle briciole, per dare un tono di colore a cui professionalmente sono abituati, hanno designato a loro rappresentanza un’ex rivoluzionario che di politica dovrebbe sapere tutto ma solo in teoria. Ciò che importa è comunque che sappia parlare, leggere e scrivere, al resto ci pensano loro. Gli ultimi aggiunti alla compagnia sono due tecnici Carmelo Vella e Calogero Attardo, in quota MPA sotto le ali protettrici di don Tano Cibella & Lombardo, ma almeno questa volta sono spacciati per politici. L’armata Brancaleone è pronta a governare.


report favela


PIANO STRATEGICO


Favara, la  favola  del  Comune imprenditore




Dopo aver parlato del progetto dal nome francese chic “Opérations de Restauration Territorial du Paysage Urbain Soutenable” dall’acronimo O.R.T.U.S., a cui seguirà O.R.T.U.S. 2 che interesserà l’area del viale Berlinguer e dintorni sul quale c’è poco o nulla da aggiungere essendo della stessa portata dell’opera precedente, ora ci occupiamo di un altro grande capolavoro partorito dall’U.T.C. SpA di Favara. Urban Center & Piano strategico. Dalla denominazione francese passiamo a un nome ibrido italiano-inglese. Un notevole salto in avanti.  
Di cosa si tratta? 
“È un atto volontario di costruzione e condivisione di una visione futura di un territorio, del suo posizionamento, di esplicitazione di obiettivi e strategie per conseguirli mediante politiche ed interventi pubblici e privati. La pianificazione strategica contribuisce a costruire un’identità del territorio. Il metodo strategico è più continuo e meno definito spazialmente rispetto al tradizionale Piano Regolatore Generale. A cosa serve? “Per riprogettare i nostri paesi, per migliorarle e, in alcuni casi, rivoluzionarne l’economia interna e l’immagine esterna. Per mettere a regime interventi coordinati e legati da un unico filo conduttore con prospettive almeno decennali. Per coordinare gli interventi tra loro attraverso l'effetto moltiplicatore. Per trovare strategie allargate e solidali del potere locale, al fine di contribuire, se necessario, anche a concorrere con investimenti pubblici alle opportunità di interventi di gruppi o singoli privati imprenditori e forze economiche. Per definire programmi strategici dei nostri paesi-città e scommettere sull'attuazione di questo tipo di investimenti. partecipazione della comunità locale alla sua costruzione, trattandosi di un progetto che mira non solo a delineare un preciso obiettivo, ma ad incanalare in quella direzione risorse umane ed economiche. I nostri comuni crescono se tutti cooperano e partecipano al loro sviluppo. Il PS dovrà coinvolgere, ai massimi livelli, le istituzioni e la classe dirigente della città. La cooperazione tra soggetti pubblici e privati e l’integrazione delle politiche settoriali in un quadro condiviso e coordinato sono gli aspetti decisivi per il successo della Pianificazione Strategica. L'Unione Europea ha dichiarato la sua disponibilità futura a sostenere finanziariamente soltanto quelle città che siano state capaci di dotarsi di un Piano Strategico.
Quest’ultimo tassello alla fine ci fa capire bene e meglio la reale portata del progetto. Business, business, business. “Piatto ricco mi ci ficco”. Ragionando sul piano imprenditoriale caro alla cultura locale, il Piano Strategico vede il Comune di Favara come un impresa che si pone a capogruppo di una cordata di Comuni tra cui Agrigento,  Raffadali, Joppolo Giancaxio, Aragona, Comitini e Porto Empedocle, proponendosi come guida per la realizzazione di progetti di pianificazione, di riqualificazione del tessuto urbano e dei centri storici, di aree produttive, in casa propria e nei Comuni Consorziati. Un’unione di forza catalizzatrice di finanziamenti che altrimenti, senza questo espediente, non arriverebbero a destinazione. In questa grandiosa armata acchiapasoldi si inserisce la figura della vera mente raffinata dell’U.T.C. SpA di Favara che va ben oltre ai colleghi palazzinari e affaristi di piccolo taglio relegati nella loro nicchia. E' un genio. Quest’uomo che abilmente naviga attraverso le correnti della politica da sinistra a destra passando per il centro si erge a figura di potere nel panorama dell’ “Area Vasta” di Favara e dintorni. Ciò che la politica di Favara ha prodotto in oltre mezzo secolo di governo post-guerra ce lo abbiamo sotto gli occhi, basta alzarli per vedere la realtà che spesso ignoriamo. Incapacità di governare per il bene comune, mafia dilagante, piani regolatori lenti, farraginosi dettati e fatti ad arte per pochi, centro storico disastrato, abusivismo selvaggio, periferie disagiate, inesistenza di spazi a verde e di luoghi di ritrovo pianificati per essere tali, viabilità a groviera, terziario inesistente, metanizzazione inattuata, conservazione e valorizzazione di quelle opere pubbliche esistenti che rappresentano il biglietto di visita per chi arriva a Favara. Se non abbiamo fatto nulla di buono a casa nostra con quale presunzione vogliamo ergerci a modello per gli altri Comuni? L’impressione è che arriveranno tanti finanziamenti (per il centro storico di Favara si parla di 10 milioni di euro) per realizzare le solite torri di Babele che mai cambieranno le sorti dei Comuni consorziati ma che invece produrranno enormi risultati economici e di potere alla “squadra per lo sviluppo” retta dal nostro paladino.


                                  
                                             
                                   

SUPERMAN


COLPISCE ANCORA



Favara, decolla il progetto di Andrea  Bartoli

per la riqualificazione del  centro  storico
 


Progetto Farm Favara

L'articolo pubblicato il mese scorso sul "superman Andrea Bartoli" sembra aver fatto da apripista all'attività del vulcanico talent scout di adozione favarese. Su facebook è stato presentato il progetto di cui qui riporto doverosamente le linee guida. Ancora una bolta in bocca al lupo.

FARM CULTURAL PARK è un progetto di riqualificazione. Riqualificazione in primo luogo di un centro storico di pregio, ma anche riqualificazione di un intero territorio da un punto di vista sociale ed economico.  La finalità del progetto è quella di recuperare tutto il centro storico di Favara, in modo tale da diventare, subito dopo la Valle dei Templi, la seconda attrazione turistica della provincia di Agrigento ed una delle prime dieci attrazioni culturali di tutta la Sicilia.  
L’idea progettuale
è quella di offrire da una parte l’autenticità architettonica di un centro storico siciliano, e dall’altra la internazionalità e contemporaneità di quanto ospitato all’interno di questi immobili.  Quello che si intende realizzare è un DISTRETTO CULTURALE E TURISTICO CONTEMPORANEO. Gallerie d’arte e spazi espositivi temporanei e permanenti (Farm-young-art, Fondazione Bartoli-Felter, Artegiovane Sicilia, Terry Richardson Fan Club, Uwe Jaentsh Museum), centro di architettura contemporanea (Sicily Foundation), Residenza per artisti, designer, architetti e curatori, Scuola di specializzazione in Hotellerie d’avanguardia, Centro di grafica e web design, Librerie d’arte, architettura e cultura contemporanea, alberghi d’avanguardia e day suite spa (Hotel Belmonte Farm Hotels), Rental spaces per congressi, feste, eventi, ludoteca linguistica e dipartimenti educativi per adulti e bambini, spazi di ristoro innovativi, store di design e di food esclusivo, noleggio bici... I tre luoghi che hanno ispirato questo progetto sono per l’appunto il Palais de Tokyo di Parigi, luogo di creazione contemporanea, ma anche luogo di intrattenimento con bar, ristorante, libreria e shop; aperto da mezzogiorno a mezzanotte. La principale piazza del Marocco, uno dei luoghi più suggestivi del mondo,  Place Jemee el fna. Un luogo di intrattenimento e ristoro, cangiante durante l’arco della giornata ma al tempo stesso sempre pieno di suoni, odori, sapori unici.
E infine il mercato di Camden Town, un posto dove ogni sabato e domenica oltre a comprare oggetti di qualsiasi tipo, puoi mangiare cibo proveniente da ogni angolo del mondo; in piedi o seduto, salato o dolce.




                                                                          
EMERGENZA EDUCATIVA…


MA NON TROPPO



Favara, le comparsate  della  chiesa  e  della

politica




a cura di A.V.  
La chiesa locale
in sinergia con le scuole medie di Favara per circa un anno s’è impegnata a studiare i dati emersi da un questionario distribuito tra i ragazzi dagli 11 ai 13 anni per verificare come vivono i giovanissimi a scuola in famiglia e nella società. L’iniziativa è stata esemplare e senza precedenti in premessa, quello che non ha funzionato è stata la conclusione. Il tutto s’è risolto con un Convegno sull’emergenza educativa in cui ognuno ha fatto la propria comparsa senza segnare alcuna svolta significativa e senza dare alcuna indicazione sulle soluzioni da dare. Come dire: ‘tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare’.
Quanti abbiamo sperato nell’intervento della Chiesa per smuovere le coscienze ci siamo dovuti ricredere. Al convegno di Novembre 2009 non è seguita nessun’altra iniziativa. Della serie chi s’è visto, s’è visto. Non è corretto, non è giusto dare l’illusione che qualcosa si può e si deve fare se poi ci si inabissa nel silenzio più assordante. E’ necessario che alle parole seguano i fatti. Al Sindaco – durante il Convegno - s’era detto che Favara ha il dovere di garantire ai propri cittadini, ad iniziare dai giovanissimi, il diritto alla socializzazione in luoghi e spazi vivibili; la chiesa ha rilevato che bisogna impegnarsi per fare nascere un Sistema Formativo Integrato in cui scuola famiglia e istituzioni concordino percorsi comuni per rendere fruibile la città e per promuovere iniziative in cui i ragazzi siano attori di divertimento, di cultura e di interscambio… se anche i lor signori si arrendono, come da un po’ di tempo s’è arreso l’associazionismo e si sono arresi i partiti dediti perlopiù alla condivisione o all’interscambio di poltrone, c’è poco da fare contro le nuove forme di disagio che oggi hanno le sembianze dei ragazzi dell’Alberghiero di Favara che, per un caso del destino l’Istituto si trova ad avere il nome di un grande costituzionalista, Gaspare Ambrosini, simbolo di giustizia e  legalità, la stessa ch’è stata defenestrata dalle intemperanze di pochi e chiassosi ragazzi, resesi protagonisti dell’aggressione contro la polizia.
















fAVELA CULTURA

SE NON CI SONO I SOLDI, SI "CAPITANO"

DIMMI CON CHI VAI E TI DIRO' CHI SEI

Sindaco, lei che è un uomo di cultura, faccia fare lezione di italiano agli assessori. Se questa è la vera politica, ammazza!!!