IPSE dixit:"Si è
così profondi, ormai,
che non si vede più niente. A forza di andare in
profondità, si è sprofondati.
Soltanto l'intelligenza, l'intelligenza
che è anche leggerezza, che sa essere
leggera, può sperare di risalire alla
superficialità, alla banalità" (Leonardo Sciascia)
PAVELAIN QUOTA
ROSA
PROVA DI FORZA
Infuria una nuova polemica.
Le quote rosa non sono state rispettate nella formazione della nuova
che è rimasta senza donne.
Altro che Berlusconi con le sue icone-veline, altro che Gheddafi con
le sue amazzoni, il
nostro Sindaco preferisce circondarsi di maschiacci. A gridare allo scandalo
però è il PDL lealista dei
berluscones a firma di tutti maschietti e il portavoce di Forza Azzurri, anche
lui maschietto, rimasto da solo e a bocca asciutta.
E le donne favaresi sotto il cui vessillo si combatte
questa presunta battaglia di legalità dove sono?
DONNE SE CI SIETE
BATTETE UN COLPO !!!
PUNTIDI
VISTA
LA
CONVERSIONE
E’ giunto il momento di
deporre le armi. Finalmente Favara riavrà una
giunta a guida politica.
Dalle parole si passa ai fatti. Questi mesi di frenetica
passione e di travaglio sono giunti allo sbocco che noi auspicavamo. Si
è
ottenuto ciò che desideravamo. La nostra benedizione spirituale
scende sul
nostro uomo… ops.. sui nostri uomini che
governeranno la città. Anche se comunque
fosse rimasta in carica l’attuale Giunta tecnica la nostra
benedizione sarebbe
comunque scesa sul
nostro uomo.. ops.. sui nostri uomini che fin qui hanno
retto le sorti del Comune di Favara con impegno. Ma la Pasqua è resurrezione e
questa nostra martoriata terra di Favara ha bisogno di rinascere. Per
tutti è
l’ora del rinnovamento e del cambiamento.la Quaresima
che abbiamo da
poco iniziata ci offre in questo, uno stimolo in
più di impegno e di
determinazione. Messe da parte le beghe si è dato fondo a
tutte le risorse
intellettuali e politiche per risanare al più
presto le profonde ferite
sociali ed urbane. La Quaresima ha aiutato anche ZORRO alla
“conversione” il cui
agire sarà ripreso alla luce del sole e nel rispetto delle
regole democratiche. AUGURI.
LA
PAROLAAI
LETTORI
Cari concittadini,
chi vi scrive è un giovane favarese che ha finalmente deciso
di dare parole alle lamentele di ogni giorno. Questa
volta la responsabilità è di tutti, nessuno
escluso:
amministratori, impiegati, utenti e chi più ne ha
più ne
metta, me incluso che ci ho messo tutto questo tempo a scrivere.
Da oltre 5 anni è stato inaugurato l'ufficio postale in
Corso
Vittorio Veneto e dal giorno dell'inaugurazione non mi è mai
capitato (MAI dico...) di potere
prendere un biglietto per potere fare la fila.
Davanti agli sportelli si vedono sempre le stesse scene apocalittiche
con personaggi immutevoli dalle facce cangianti con dialoghi che non
cambiano ad ogni puntuale replica. La scenografia è fatta
fogli
su cui si deve scrivere il proprio nome e attese per operazioni che
assumono tempi gestazionali... (quasi quasi io aprirei dentro un una
succursale di qualche bar di cui si sta popolando la
città...). Mi
chiedo se sia mai possibile entrare "alla posta" e uscirne con la
sensazione di efficienza.
Alla classica domanda se funzioni o meno il distributore di ticket, o
biglietti che dir si voglia, si sente la altrettanto "vecchia" risposta
che da li a qualche giorno deve arrivare "il tecnico"... da 5 anni...! Ormai sembra di assistere alla
famosa favarese vicenda del "semaforo 'o Conzu"...
La cosa sorprendente è che la fila i Favaresi la fanno in
salumeria ma non in posta! Inutile poi appellarsi agli impiegati che
lentamente e con aria sarcasticamente rassegnata, quasi come se il
problema non li riguardasse... dicono che tanto loro non vedono l'ora
di andare in pensione (ah beh! Allora siamo a posto! come se il
problema fosse legato al fatto che una volta in pensione loro la
macchina prendesse a funzionare...). Con tutta la buona
volontà
con uffici insufficienti, impiegati in carenza di organico (...e
diciamolo pure un po' lenti!) e utenza indisciplinata e privata della
privacy non è possibile accettare di dovere perdere 90
minuti
(se andasse bene...) per dovere pagare un bollettino. Non
c'è
scusa che tenga. Vi
ricordo inoltre che l'ufficio rimane off-limits per i primi 10 giorni
del mese...
le orde barbariche dei pensionati daranno l'assalto al fortino che si
difenderà come può, con pochi impiegati agli
sportelli e
molti dietro le porte. Spettacolo
assicurato! Ingresso... Ovviamente senza biglietto!F.C.
Iscriviti anche tu al gruppo su facebook e dai il tuo contributo di
idee. COLLABORA CONFAVARABLOB
Contribuisci
anche tu a migliorare Favara. Hai
qualcosa da dire, da segnalare, da
fare
vedere?
Non esitare a contattarmi. Zorro
della Favela
è anche a tuo
fianco.
POLITICA
FaVELA
ATTENTI
CHE CI
SCAPPA IL MORTO
Favara, crolla il cimitero. Tutti morti...
E' una
battuta in stile humor inglese ma che rischia di diventare
realtà. Nel
cimitero di Favara di contrada piana traversa le parti più
storiche dell'impianto originario della struttura, che
risale al 1876, sono
oramai a rischio di crollo e nessuno se ne preoccupa.
Mentre nel centro storico di Favara si continuano ad abbattere
case a rischio di crollo, il cimitero storico è abbandonato
a se stesso, tanto li davvero il rischio che non ci scappa il morto non
c'è. E' un modo di dire, ovviamente, ma ci si
augura che non ci siano visitatori nelle vicinanze al momento del
fatidico crollo. Le sezioni a
rischio di collasso sono la 2 EC, 3 EC, 5 EC, 7 EC. A chi compete intervenire in
merito? Dobbiamo rimpiangere il funzionario dell'UTC SpA
che si occupava del business del cimitero, oppure possiamo sperare in
un intervento di qualche altro funzionario sensibile al bene comune?
POLITICA FaVELA
AVANTI
MARC' !!!
Favara, varata la nuova giunta politica dopo
mesi di passione
Favara,
Italia. Alta era contemporanea. La città
dell’agnello pasquale, come spesso è
eufemisticamente definita, è in preda di uno stato comatoso,
abbandonata a se
stessa, presa d’assalto dai demolition men, disseminata di
spazzatura, con le
strade perennemente sporche e piene di buche, con le infrastrutture
disastrate
e con l’economia al collasso. E' sotto molteplici aspetti come
una città senza
speranza e senza futuro. In questo scenario apocalittico,
nell’indifferenza
popolare, dove in ogni caso prosperano affaristi di ogni genere e
criminali, la
politica è stata assente per lungo tempo. Non
contento del disastro in cui
versa la città che amministra il prode cavaliere, eletto a
Sindaco quasi tre
anni fa come uomo del rinnovamento e salvatore della patria, ancora
oggi
inebriato dal consenso “popolare” ottenuto, si
ostina a ridare lustro alle sue
stellette e governare la città. Fino a pochi giorni fa
Favara è
stata
amministrata una combriccola di “poveracci”
dopo che i politici erano
stati radiati dal sindaco, che componevano una Giunta di governo
definita “tecnica” data
la presenza di figure professionali non politiche che si erano prestate
per
amministrare con competenza il bene comune. Il nostro Sindaco vista
l’incapacità di governare con questi
personaggi senza padri e padrini ha lanciato un ultimatum
affinché la politica
ritornasse ad amministrare Favara. Finalmente
dopo mesi di passione la montagna
ha partorito il topolino. Ricompaiono a Favara le facce, i
personaggi,
espressione della vera politica. Si
riforma l’esercito della politica. Ma da chi è
composto? A Favara è regola
comune che i “poveracci” quando si elevano di rango
e
si tolgono le pezze al culo
non disdegnano di abbracciare il diavolo pur di mantenere il grado
acquisito. Ecco
che due presunti tecnici della vecchia giunta l’ingegnere
Mimmo Alessi e
l’architetto Riccardo Lombardo (ma lo erano
davvero anche prima?) si calano le
brache, e si mettono al servizio della compagnia di Don Totò
Cuffaro e del puparo
di AN riciclandosi come politici. Vite parallele di personaggi che se
prima probabilmente
agivano in virtù del bene comune, oggi chissà a
quali interessi si sono
piegati. A questi si
aggiunge la figura dell’operatore sanitario Calogero
Montaperto,
che tre anni fa sosteneva un altro candidato a Sindaco, il quale grazie
alla
superbenedizione del nostro Richelieu locale ottiene addirittura le
stellette
di vice sindaco (avere i
santi in paradiso aiuta ad ottenere i miracoli). Al
gruppo ritornano due compagni di ventura. Uno è Joseph Zambito, in
quota AN, nominato
in contumacia, predicatore incallito che si professava fino a non molto
tempo
fa deluso dalla politica e che da buon soldato ha obbedito al diktat
del suo
padrone rimettendosi in fila. L’altro è il
consigliere provinciale
Salvatore
Pitruzzella, oggi in quota Forza Italia corrente Cimino,
oramai politico pellegrino
e navigato, perennemente commosso da non riuscire ad esprimere un
concetto
chiaro del suo pensiero. Cric
& Croc,
ovvero Pasquale Bottone e Calogero Pitruzzella,dichiaratisi indipendenti da
Forza Azzurri sotto le cui ali sono stati
eletti perché altri commensali volevano unirsi al banchetto
delle briciole, per dare un tono di colore a cui
professionalmente sono abituati, hanno designato
a loro rappresentanza un’ex
rivoluzionario che di politica dovrebbe sapere
tutto ma solo in teoria. Ciò che importa è
comunque che sappia parlare, leggere
e scrivere, al resto ci pensano loro. Gli ultimi aggiunti alla
compagnia sono due
tecnici Carmelo Vella e Calogero Attardo, in quota MPA
sotto le ali protettrici
di don Tano Cibella & Lombardo, ma almeno questa volta sono
spacciati per
politici. L’armata
Brancaleone è pronta a governare.
reportfavela
PIANO STRATEGICO
Favara,
la favola del Comune imprenditore
Dopo aver parlato del progetto
dal nome francese
chic
“Opérations de Restauration Territorial du Paysage
Urbain Soutenable” dall’acronimo
O.R.T.U.S., a cui seguirà O.R.T.U.S. 2 che
interesserà l’area del viale
Berlinguer e dintorni sul quale c’è poco o nulla
da aggiungere essendo della
stessa portata dell’opera precedente, ora ci occupiamo di un
altro grande
capolavoro partorito dall’U.T.C. SpA di Favara. Urban Center & Piano
strategico. Dalla denominazione francese passiamo a un
nome ibrido
italiano-inglese. Un notevole salto in avanti. Di cosa si tratta? “È
un atto
volontario di costruzione e condivisione di una visione futura di un
territorio, del suo posizionamento, di esplicitazione di obiettivi e
strategie
per conseguirli mediante politiche ed interventi pubblici e privati. La
pianificazione strategica contribuisce a costruire
un’identità del territorio.
Il metodo strategico è più continuo e meno
definito spazialmente rispetto al
tradizionale Piano Regolatore Generale.A
cosa serve? “Per
riprogettare i nostri paesi, per migliorarle e, in alcuni casi,
rivoluzionarne
l’economia interna e l’immagine esterna. Per
mettere a regime interventi
coordinati e legati da un unico filo conduttore con prospettive almeno
decennali. Per coordinare gli interventi tra loro attraverso l'effetto
moltiplicatore. Per trovare strategie allargate e solidali del potere
locale,
al fine di contribuire, se necessario, anche a concorrere con
investimenti
pubblici alle opportunità di interventi di gruppi o singoli
privati imprenditori
e forze economiche. Per definire programmi strategici dei nostri
paesi-città e
scommettere sull'attuazione di questo tipo di investimenti.
partecipazione
della comunità locale alla sua costruzione, trattandosi di
un progetto che mira
non solo a delineare un preciso obiettivo, ma ad incanalare in quella
direzione
risorse umane ed economiche. I nostri comuni crescono se tutti
cooperano e
partecipano al loro sviluppo. Il PS dovrà coinvolgere, ai
massimi livelli, le
istituzioni e la classe dirigente della città. La
cooperazione tra soggetti
pubblici e privati e l’integrazione delle politiche
settoriali in un quadro
condiviso e coordinato sono gli aspetti decisivi per il successo della
Pianificazione Strategica. L'Unione
Europea ha dichiarato la sua disponibilità
futura a sostenere finanziariamente soltanto quelle città
che siano state
capaci di dotarsi di un Piano Strategico. Quest’ultimo
tassello alla fine ci fa
capire bene e meglio la reale portata del progetto. Business, business,
business. “Piatto
ricco mi ci ficco”. Ragionando sul piano
imprenditoriale caro
alla cultura locale, il Piano Strategico vede il Comune di Favara come
un
impresa che si pone a capogruppo di una
cordata di Comuni tra cui Agrigento, Raffadali, Joppolo
Giancaxio, Aragona,
Comitini e Porto Empedocle, proponendosi come guida per la
realizzazione di
progetti di pianificazione, di riqualificazione del tessuto urbano e
dei centri storici, di aree produttive, in casa
propria e nei Comuni Consorziati. Un’unione di forza
catalizzatrice di
finanziamenti che altrimenti, senza questo espediente, non
arriverebbero a
destinazione. In questa
grandiosa armata acchiapasoldisi inserisce la figura della vera
mente
raffinata dell’U.T.C. SpA di Favara che
va ben oltre ai colleghi palazzinari e affaristi di piccolo taglio
relegati nella loro nicchia.
E' un genio.Quest’uomo
che abilmente naviga attraverso le
correnti della politica da sinistra a destra passando per il centro si
erge a figura
di potere nel panorama dell’ “Area Vasta”
di Favara e dintorni. Ciò che la
politica di Favara ha prodotto in oltre mezzo secolo di governo
post-guerra ce
lo abbiamo sotto gli occhi, basta alzarli per vedere la
realtà che spesso
ignoriamo. Incapacità di governare per il bene comune, mafia
dilagante, piani
regolatori lenti, farraginosi dettati e fatti ad arte per pochi, centro
storico
disastrato, abusivismo selvaggio, periferie disagiate, inesistenza di
spazi a
verde e di luoghi di ritrovo pianificati per essere tali,
viabilità a groviera,
terziario inesistente, metanizzazione inattuata, conservazione e
valorizzazione
di quelle opere pubbliche esistenti che rappresentano il biglietto di
visita
per chi arriva a Favara. Se
non abbiamo fatto nulla di buono a casa nostra con
quale presunzione vogliamo ergerci a modello per gli altri Comuni?
L’impressione
è che arriveranno tanti finanziamenti (per il centro storico di Favara
si parla di 10 milioni di euro) per realizzare le solite
torri di Babele
che mai cambieranno le sorti dei Comuni consorziati ma che invece produrranno
enormi risultati economici e di potere alla “squadra per lo
sviluppo” retta dal
nostro paladino.
SUPERMAN
COLPISCE ANCORA
Favara, decolla il progetto di Andrea Bartoli
per la riqualificazione del centro storico
L'articolo
pubblicato il mese scorso sul "superman Andrea Bartoli" sembra aver
fatto da apripista all'attività del vulcanico talent scout
di
adozione favarese. Su facebook è stato presentato il
progetto di
cui qui riporto doverosamente le linee guida. Ancora una bolta in bocca
al lupo.
FARM CULTURAL PARK è
un progetto di riqualificazione. Riqualificazione
in primo luogo di un centro storico di pregio, ma anche
riqualificazione di un
intero territorio da un punto di vista sociale ed economico. La finalità
del progetto è quella di
recuperare tutto il centro storico di Favara, in modo tale
da diventare, subito
dopo la Valle dei Templi, la
seconda attrazione turistica della provincia di
Agrigento ed una delle prime dieci attrazioni culturali di tutta la
Sicilia.
L’idea progettuale è quella di
offrire da una parte l’autenticità
architettonica di un centro storico siciliano, e dall’altra
la internazionalità
e contemporaneità di quanto ospitato all’interno
di questi immobili. Quello che si intende realizzare
è un
DISTRETTO CULTURALE E TURISTICO CONTEMPORANEO. Gallerie
d’arte e spazi
espositivi temporanei e permanenti (Farm-young-art, Fondazione
Bartoli-Felter,
Artegiovane Sicilia, Terry Richardson Fan Club, Uwe Jaentsh Museum),
centro di
architettura contemporanea (Sicily Foundation), Residenza per artisti,
designer, architetti e curatori, Scuola di specializzazione in
Hotellerie
d’avanguardia, Centro di grafica e web design, Librerie
d’arte, architettura e
cultura contemporanea, alberghi d’avanguardia e day suite spa
(Hotel Belmonte
Farm Hotels), Rental spaces per congressi, feste, eventi, ludoteca
linguistica
e dipartimenti educativi per adulti e bambini, spazi di ristoro
innovativi,
store di design e di food esclusivo, noleggio bici... I tre luoghi che
hanno
ispirato questo progetto sono per l’appunto il Palais de
Tokyo di Parigi, luogo
di creazione contemporanea, ma anche luogo di intrattenimento con bar,
ristorante,
libreria e shop; aperto da mezzogiorno a mezzanotte. La principale
piazza del
Marocco, uno dei luoghi più suggestivi del mondo,Place Jemee el fna. Un
luogo di
intrattenimento e ristoro, cangiante durante l’arco della
giornata ma al tempo
stesso sempre pieno di suoni, odori, sapori unici.
E infine il mercato di Camden Town, un posto dove ogni sabato e
domenica oltre
a comprare oggetti di qualsiasi tipo, puoi mangiare cibo proveniente da
ogni
angolo del mondo; in piedi o seduto, salato o dolce.
EMERGENZA
EDUCATIVA…
MA NON TROPPO
Favara, le comparsate della
chiesa e della
politica
a cura di A.V.
La chiesa
locale in sinergia con le scuole medie di Favara per circa
un anno s’è
impegnata a studiare i dati emersi da un questionario distribuito tra i
ragazzi
dagli 11 ai 13 anni per verificare come vivono i giovanissimi a scuola
in
famiglia e nella società.
L’iniziativa è stata esemplare e senza precedenti
in
premessa, quello che non ha funzionato è stata la
conclusione. Il tutto
s’è
risolto con un Convegno sull’emergenza educativa in cui
ognuno ha fatto la
propria comparsa senza segnare alcuna svolta significativa e senza dare
alcuna
indicazione sulle soluzioni da dare. Come dire: ‘tra il dire
ed il fare c’è di
mezzo il mare’.Quanti
abbiamo sperato nell’intervento della Chiesa per smuovere le
coscienze ci siamo
dovuti ricredere. Al convegno di Novembre 2009 non
è seguita nessun’altra
iniziativa. Della serie chi s’è visto,
s’è visto. Non è corretto, non è giusto
dare l’illusione che qualcosa si può e si deve
fare se poi ci si inabissa nel
silenzio più assordante. E’
necessario che alle parole seguano i fatti. Al
Sindaco – durante il Convegno - s’era detto che Favara
ha il dovere di
garantire ai propri cittadini, ad iniziare dai
giovanissimi, il diritto alla
socializzazione in luoghi e spazi vivibili; la chiesaha rilevato che bisogna
impegnarsi per fare nascere un Sistema Formativo Integrato
in cui scuola
famiglia e istituzioni concordino percorsi comuni per rendere fruibile
la città
e per promuovere iniziative in cui i ragazzi siano attori di
divertimento, di
cultura e di interscambio… se anche i lor signori si
arrendono, come da un po’
di tempo s’è arreso l’associazionismo e
si sono arresi i partiti dediti
perlopiù alla condivisione o all’interscambio di
poltrone, c’è poco da fare
contro le nuove forme di disagio che oggi hanno le sembianze dei
ragazzi
dell’Alberghiero di Favara che, per un caso del
destino l’Istituto si trova ad
avere il nome di un grande costituzionalista, Gaspare Ambrosini,
simbolo di
giustizia e legalità, la stessa
ch’è stata defenestrata dalle
intemperanze di pochi e chiassosi ragazzi, resesi protagonisti
dell’aggressione
contro la polizia.
fAVELA CULTURA
SE NON CI SONO I SOLDI, SI
"CAPITANO"
DIMMI CON CHI VAI E TI DIRO' CHI
SEI
Sindaco, lei che
è un uomo di cultura, faccia
fare lezione di italiano agli assessori. Se questa
è la vera politica, ammazza!!!