IPSE
dixit:"Sventurata
la terra che ha bisogno di eroi" (Bertolt Brecht)
IL PUNTO
E’
da poco arrivato il 2010 che annuncia, secondo il
calendario cinese, l’inizio
dell’anno della tigre.
Anno che dovrebbe essere all’insegna della determinazione e
portatore di buoni auspici, ma a Favara, con la sua ineluttabile
atipicità, il
2010 è già apparso dominato
dall’incertezza e dall’apatia generale.
La
situazione politica stagnante e la conseguente città
abbandonata a se stessa
offrono un quadro desolante. L’elezione
a sindaco di Favara di Domenico Russello entra
nel compimento del terzo anno di vita e i risultati sono evidenti a
tutti. Da
oltre un anno, dopo che il Sindaco ha rotto con le forse
politiche che lo hanno
eletto, Favara ha
un’amministrazione che lavora solo per la gestione
dell’ordinario con la presenza di figure
professionalmente valide ma prive
degli strumenti finanziari e di reali capacità operative. Bivaccano,
sopravvivono. Da poco si è riaccesa la fiamma
polica tra il Sindaco di Favara e
le forze politiche locali, ma ammesso che Domenico Russello voglia e
riesca fare la
tigre e far rinascere una nuova giunta politica di governo,
avrà davanti un
altro anno di gestione della cosa pubblica prevalentemente ordinaria.
Ciò
grazie al risultato di tatticismi e di veti incrociati con il Consiglio
Comunale che hanno fatto scadere i termini per l’accesso ai
finanziamenti con
il piano triennale delle opere pubbliche che, probabilmente
andrà rifatto. Ulteriore
attesa, altra perdita inutile di tempo prezioso. Ammesso
che il
sindaco tigre riesca a superare il 2010 allo stesso modo di come ha
fatto
l’anno scorso, la macchina di governo entrerà a
regime solo dal 2011. In questo
modo gli restano solo due anni di vita pubblica per realizzare qualcosa
di
positivo in una
città che vive giorno dopo giorno un inesorabile declino e
degrado.
La tigre è al primo posto tra gli animali in estinzione e
il nostro Sindaco tigre non fa certo eccezione. Domenico Russello è a
rischio
di estinzione. La sua rielezione oggi appare del tutto
improbabile. Riuscirà il
sindaco, negli ultimi anni di vita amministrativa che gli restano e
senza lo
stimolo di una riconferma, a risollevare le sorti di Favara? Riuscirà
la tigre
in agonia in uno scatto di orgoglio a dare le ultime zampate e a
lasciare
un’impronta vera della sua sindacatura? RiusciràDomenico Russello a non
rientrare nella schiera dei tanti e insignificanti amministratori
passati nel
dimenticatoio comune?Buon 2010 signor
sindaco tigre.
Contribuisci
anche tu a migliorare Favara. Hai
qualcosa da dire, da segnalare, da
fare
vedere?
Non esitare a contattarmi. Zorro
della Favela
è anche a tuo
fianco.
SPECIALE Report favela
ASSASSINI
FAVARA, IL CROLLO DI
VIA DEL
CARMINE. DUE MORTI
ANNUNCIATE E
IGNORATE.
GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE.
Tre speciali riconoscenze: al Sindaco, agli amministratori attuali e ai
loro predecessori, agli “eletti” al Consiglio
Comunale attuali e ai loro predecessori, ai dirigenti
dell’Ufficio Tecnico Comunale attuali e ai loro predecessori.
Queste due
morti, queste due innocenti vite sepolte sotto le macerie, sono per
causa vostra. Li avrete per sempre sulla vostra coscienza, se ne avete
una.Questa
tragedia era preannunciata da tempo e poteva essere evitata. A Haiti le
case sono crollate per l’imprevedibilità del
terremoto,a Favara le
case crollano per il disinteresse generale. Favara è allo sfacelo, è una
città abbandonata a se stessa. Le strade comunali sono tutte
piene di buche, le strade sporche, i servizi pessimi, il centro storico
crolla giorno dopo giorno.E’
una città senz’anima e senza sogni. Tutto accade
sotto i nostri occhi e nessuno fa niente. E’ incredibile! Non esiste una seria politica al servizio della
collettività e soprattutto non esiste una vera
società civile pronta a scendere in piazza per rivendicare i
propri diritti e a difendere il valore del bene comune. C’è davvero da indignarsi a
questo punto se due innocenti anime muoiono per
l’indifferenza, il cinismo, delle istituzioni e dalla
società civile? La famiglia delle vittime aveva richiesto
l’assegnazione di un alloggio popolare ed è
rimasta inascoltata. Le nuove case popolari di contrada Piana dei Peri,
mai assegnate, giacciono da anni abbandonate e devastate. Solo ora ci
si accorge delle centinaia di case pericolanti sparse per il centro
storico. Solo ora si pensa di fare evacuare le famiglie a rischio. Il centro
storico di Favara cade a pezzi da decenni. Basta farsi un
giro a piedi per le vie e viuzze e ci si rende conto del dramma in
atto. Ovunque
si volge lo sguardo si vedono cumuli di detriti di case crollate,
fabbricati abbandonati a se stessi, strade e vicoli di una
città fantasma dove il tempo si è fermato.
Ogni giorno un pezzo di storia va via. Laddove il Comune di
Favara, causa di forza maggiore, è intervenuto ha lasciato
ferite ancora più profonde di quelle prodotte dalla vetusta.
Transenne e
messe in sicurezza da fare pena, degne di una repubblica delle banane.
Uno squallore unico e indescrivibile. Il primo Piano Regolatore Generalerisale ai primi anni
1980, il secondo è ancora in itinere dal 2000. Mai fatti
piani di recupero del centro storico, indispensabili per intervenire in
questo cronico collasso. Perché? E’
evidente che il bene comune non crea business e speculazione.
La politica pensa a come spartirsi poltrone e incarichi e a litigare su
chi debba fare l’assessore. Molti dei dirigenti e tecnici(geometri,
architetti e ingegneri) dell’Ufficio
Tecnico Comunale, che dovrebbero essere i referenti per la
salute del tessuto urbano, sono diventati puri speculatori.
C’è chi costruisce palazzi in giro per le
aree chic di Favara, c’è chi fa progetti faraonici
come “ortus” inseguendo la gloria e pappandosi i
profitti diretti e indiretti della progettazione e delle future rendite
del pianificato business. La
stragrande maggioranza della società civileè
entrata a far parte di un circolo vizioso di reciproca collusione e di
corruzione culturale e pertanto se ne sta in ossequioso silenzio. Alle
pochissime voci libere non viene dato peso perché sono dei
coglioni che non hanno capito un cazzo dalla vita.Altro che Europa, altro che
mondo civile. A Favara siamo nella terra di nessuno. Mi sento qui
in dovere di riportare le parole dell’arciprete di Favara,
don Mimmo Zambito,
che contrariamente a un suo “collega” non si
preoccupa ogni buon mattino di dare la benedizione e dispensare
consigli ai politici attraverso i mass-media: “preghiamo a
Dio che non ci condanni, non solo per il nostro peccato individuale, ma
anche quello sociale della comunità civica e della stessa
comunità cristiana. Il peccato sociale e collettivo, della
comunità di Favara generosa e disordinata, ricca di cuore
sempre e, a volte, ricca di disprezzo per il prossimo e di rapina della
sua dignità, ha provocato questa tragedia. Dio che cambi la
mentalità dei profittatori, dei pigri, degli speculatori,
degli accaparratori, di coloro che mangiano rubando al prossimo e
calpestando la giustizia. Di quanti si fossero imboscati nel loro
servizio di uffici e di burocrazia nascondendo carte o aspettando che
ci si umiliasse a chiedere, a cercare raccomandazioni.
Dio cambi il cuore di chi ha fatto apparire come elemosina (facciamo
conto la casa popolare) quanto invece spettava come diritto”.
Parole esemplari e piene di
verità che è stata spesso sottaciuta. Chi pensa
che da domani a Favara le cose cambieranno è un povero
illuso. Presto questo increscioso fatto sarà
anch’esso sepolto nelle macerie del dimenticatoio comune e
tutto ritornerà come prima, anzi peggio di prima.Favara è di rozza
cultura conservatrice e adulatrice di falsi idoli. Zorro della Favela
ne è pienamente convinto.
BEFANA
DOVE SEI? TI SEI PERSA?
Aspettiamo
ansiosi cosa ci porterai ...
SAPPIAMO
PERO’ COSA PORTERAI CHE CI FARANNO?
AI
30 CONSIGLIERI COMUNALISAPRANNO
TUTTI USARLO?
SAPPIAMO
COSA PORTERAI AL E ALLA CITTADINANZA,
NOSTRO
CARO SINDACOCOSA
PORTERAI?
FAVARA,
CIMITERO strata nova
la
disinvolta gestione del camposanto
Cimitero di Favara. Un giorno qualunque senza cortei
funebri. Scene ordinarie. Autovetture e automezzi che
scorazzano indisturbate per i
viali, dove nel frattempo i normali visitatori pedonali si apprestano a
dirigersi verso i siti dove riposano i propri cari defunti. La tracotanza di
taluni utenti motorizzati, specialmente
quelli al femminile, in una sorta di gioco al birillo, detta la regola di
supremazia nei viali del cimitero come se si fosse in una normale
strada
urbana. I visitatori motorizzati,
oltretutto, non contenti di
visitare il congiunto passato di recente a miglior vita, ne
approfittano, come di
consuetudine a Favara,
per un tour degli altri propri defunti sparsi per le
sezioni del cimitero. Il
tutto nell’indifferenza o complicità di chi
dovrebbe
sorvegliare. Grazie alla
segnalazione di “underteker”un caro sostenitore
di Favarablob e di Favela Favara Report & News,
nonché attento e doveroso
cittadino, Zorro della Favela ha riaperto gli occhi su questa
conosciuta
realtà. Questo fenomeno esiste da tempo ma,
ahimè, come succede di norma a
Favara per tantissimi aspetti della vita sociale, spessissimo si cade
sotto
l’effetto di auto narcosi dove tutto appare normale. Zorro della
Favela non vuole qui suscitare risentimenti di
comuni “amici”
accusando chicchessia di allegra
gestione dei permessi di
ingresso al cimitero. Sul rilascio dei
“passi” suggerirei certamente maggiore
attenzione. Il punto è un’altro. Con il
“Passi” o senza il “passi” si
entra
comunque indisturbati all’interno del cimitero. Il punto
è l’assenza di
controllo e di regole che a Favara sono la normalità. Signor Dirigente del
settore, signor responsabile preposto, siete a conoscenza di tutto
questo? Vi
preoccupate di fare periodicamente verifiche e controlli? A cosa
servono i
custodi? Da chi dipendono? Chi li controlla? Il cimitero
deve essere luogo di pace, di tranquillità, di
spiritualità, e non essere accomunato ad una caotica e
rumorosa strada
cittadina.
Il cimitero di Favara, inoltre, riflette il degrado e lo
stato di abbandono in cui versa la città fuori le mura.
Sempre sporco, bagni
impraticabili, manto stradale dissestato, aiuole degradate. Uno scenario di
squallore sociale che
avvolge ciò che per decenni è stato vantato come
il cimitero esemplare in
provincia di Agrigento.
FAVARA, VILLA
AMBROSINI
cronaca
di una lenta agonia
Villa Ambrosini si
spegne giorno dopo giorno sempre
più. Mette tristezza entrarci, passeggiare per i vialetti,
guardare quel che
resta del prato e delle strutture realizzate. Versa nel totale abbandono e
degrado ed è soggetta a continui atti
vandalici. La fruizione ai cittadini è
incostante, a giorni aperta 24 ore su 24, a giorni è sempre
chiusa. notte e
giorno. Tutto
ciò nel silenzio da parte delle istituzioni e della
cittadinanza.
E’ il triste destino di tutte le opere realizzate dalla
volontà politica e dei
soliti progettisti arraffa finanziamenti (premiata ditta Carlino
& Co).
Fiore all’occhiello della giunta di Lorenzo Airò
è stata inaugurata a fine
2005. Realizzata per bonificare un’area
degradata a ridosso delle Case Popolari
alle spalle del cimitero di Piana Traversa il sito è
diventato un punto di
riferimento per lo svago di Favara. Nelle intenzioni degli
amministratori di
allora con l’apertura della Villa Ambrosini a Favara si
è voluto dare alle
giovani generazioni, ma anche agli adulti, esempi di
legalità e sani
comportamenti. Un polmone verde per far vivere una
cittadinanza attiva a
bambini e adulti. Oggi a
meno di cinque anni la Villa Ambrosini di Favara è un
malato terminale. I servizi igienici non esistono
più, gli impianti sono stati
distrutti, il prato inglese ha lasciato posto al verde selvaggio, le
aiuole in
totale stato di abbandono, i giochi divelti costituiscono un problema
per i
bambini e non più un oggetto di svago, i rifiuti invadono
vialetti e aiuole. L’Amministrazione
Comunale di Favara è assente e l’intero settore
del verde
pubblico è lasciato al proprio destino. Basta
dare un occhiata alle altre poche
realtà esistenti, per le quali una mano è
più che sufficiente per contarle, per
rendersi conto dello squallore in cui si trovano. Nonostante questo
squallido spettacolo, sempre nell’ottica
politica di realizzare qualcosa a tutti i costi per
soddisfare gli appetiti di amici sostenitori e dei soliti progettisti
arraffa
finanziamenti (sempre la premiata ditta Carlino & Co) sta
nascendo a valle
di via Che Guevara, un nuovo parco attrezzato.Non è
meglio farne subito
un campo di patate? Sarebbe più funzionale. Egregio signor Sindaco Domenico
Russello perché non chiudiamo Villa Ambrosini e Villa
Giovanni Paolo II? A che
servono?
FAVARA IMMAGINI
EMERGENZE
favela
FAVARA,
L'INCROCIO
KILLER COLPISCE ANCORA
A
Favara torna a far parlare
di se l’incrocio tra il viale Progresso, la SS.122 e la via
Mediterraneo. E’ di qualche giorno fa la notizia
dell’ultimo serio incidente automobilistico
che ha visto coinvolte autovetture e motocicli con feriti gravi, e
nessuno fa
nulla per ridurre o eliminare la
pericolosità di questo quadrivio killer. Occorre
una seria rivisitazione strutturale dell’incrocio e comunque
si rendono
necessari ed urgenti gli interventi per migliorarne la
visibilità,
nello specifico eliminando periodicamente i canneti che crescono ai
lati di
via progresso e la via Mediterraneo. Da anni questo snodo riveste una
pericolosità enorme ma nonostante ciò, nessun
intervento viene fatto e tutto
viene lasciato nell’indifferenza generale. Non esiste un’adeguata
segnaletica, esiste
a malapena uno stop. La regola costantemente applicata dagli
automobilisti è
quella che passa prima chi è più furbo o
più svelto.Assessore alla
viabilità di Favara so che probabilmente
ci sarai ancora per poco, ma intanto dove sei?Comandante dei Vigili Urbani
di Favara, tu ci sei e nessuno ti smouve dalla tua
comoda sedia. Perche non
intervieni? C’è forse
ancora paura del virus H1N1 per mettere piede fuori
dall’ufficio? Dobbiamo
aspettare
che ci scappi prima o poi il morto per intervenire?
Visto che a Favara le cose miracolosamente si smuovono solo
se ci sono interessi privati, Zorro
della Favela suggerisce che ad occuparsene sia la premiata ditta
arraffa finanziamenti “Carlino & Co”. Sicuramente si
papperanno una bella fetta dei soldi stanziati ma almeno interverranno
e l’augurio è che il pericolo venga
definitivamente
eliminato.