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Periodico di informazione, inchiesta, notizie, costumi e politica della Favela di Favara                                                           GENNAIO 2010  
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IPSE dixit: "Sventurata la terra che ha bisogno di eroi" (Bertolt Brecht) 


IL PUNTO

E’ da poco arrivato il 2010 che annuncia, secondo il calendario cinese, l’inizio dell’anno della tigre.
Anno che dovrebbe essere all’insegna della determinazione e portatore di buoni auspici, ma a Favara, con la sua ineluttabile atipicità, il 2010 è già apparso dominato dall’incertezza e dall’apatia generale. La situazione politica stagnante e la conseguente città abbandonata a se stessa offrono un quadro desolante. L’elezione a sindaco di Favara di Domenico Russello entra nel compimento del terzo anno di vita e i risultati sono evidenti a tutti. Da oltre un anno, dopo che il Sindaco ha rotto con le forse politiche che lo hanno eletto, Favara ha un’amministrazione che lavora solo per la gestione dell’ordinario con la presenza di figure professionalmente valide ma prive degli strumenti finanziari e di reali capacità operative. Bivaccano, sopravvivono. Da poco si è riaccesa la fiamma polica tra il Sindaco di Favara e le forze politiche locali, ma ammesso che Domenico Russello voglia e riesca fare la tigre e far rinascere una nuova giunta politica di governo, avrà davanti un altro anno di gestione della cosa pubblica prevalentemente ordinaria. Ciò grazie al risultato di tatticismi e di veti incrociati con il Consiglio Comunale che hanno fatto scadere i termini per l’accesso ai finanziamenti con il piano triennale delle opere pubbliche che, probabilmente andrà rifatto. Ulteriore attesa, altra perdita inutile di tempo prezioso. Ammesso che il sindaco tigre riesca a superare il 2010 allo stesso modo di come ha fatto l’anno scorso, la macchina di governo entrerà a regime solo dal 2011. In questo modo gli restano solo due anni di vita pubblica per realizzare qualcosa di positivo in una città che vive giorno dopo giorno un inesorabile declino e degrado. 
La tigre è al primo posto tra gli animali in estinzione e il nostro Sindaco tigre non fa certo eccezione. Domenico Russello è a rischio di estinzione. La sua rielezione oggi appare del tutto improbabile. Riuscirà il sindaco, negli ultimi anni di vita amministrativa che gli restano e senza lo stimolo di una riconferma, a risollevare le sorti di Favara? Riuscirà la tigre in agonia in uno scatto di orgoglio a dare le ultime zampate e a lasciare un’impronta vera della sua sindacatura? Riuscirà Domenico Russello a non rientrare nella schiera dei tanti e insignificanti amministratori passati nel dimenticatoio comune? Buon 2010 signor sindaco tigre.    


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SPECIALE Report favela 


ASSASSINI


FAVARA,    IL CROLLO DI VIA DEL 

CARMINE. DUE  MORTI  ANNUNCIATE E 

IGNORATE.

GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE.
Tre speciali riconoscenze: al Sindaco, agli amministratori attuali e ai loro predecessori, agli “eletti” al Consiglio Comunale attuali e ai loro predecessori, ai dirigenti dell’Ufficio Tecnico Comunale attuali e ai loro predecessori.
Queste due morti, queste due innocenti vite sepolte sotto le macerie, sono per causa vostra. Li avrete per sempre sulla vostra coscienza, se ne avete una. Questa tragedia era preannunciata da tempo e poteva essere evitata. A Haiti le case sono crollate per l’imprevedibilità del terremoto, a Favara le case crollano per il disinteresse generale.

Favara è allo sfacelo, è una città abbandonata a se stessa. Le strade comunali sono tutte piene di buche, le strade sporche, i servizi pessimi, il centro storico crolla giorno dopo giorno. E’ una città senz’anima e senza sogni. Tutto accade sotto i nostri occhi e nessuno fa niente. E’ incredibile!
Non esiste una seria politica al servizio della collettività e soprattutto non esiste una vera società civile pronta a scendere in piazza per rivendicare i propri diritti e a difendere il valore del bene comune.
C’è davvero da indignarsi a questo punto se due innocenti anime muoiono per l’indifferenza, il cinismo, delle istituzioni e dalla società civile?
La famiglia delle vittime aveva richiesto l’assegnazione di un alloggio popolare ed è rimasta inascoltata. Le nuove case popolari di contrada Piana dei Peri, mai assegnate, giacciono da anni abbandonate e devastate. Solo ora ci si accorge delle centinaia di case pericolanti sparse per il centro storico. Solo ora si pensa di fare evacuare le famiglie a rischio.
Il centro storico di Favara cade a pezzi da decenni. Basta farsi un giro a piedi per le vie e viuzze e ci si rende conto del dramma in atto. Ovunque si volge lo sguardo si vedono cumuli di detriti di case crollate, fabbricati abbandonati a se stessi, strade e vicoli di una città fantasma dove il tempo si è fermato. Ogni giorno un pezzo di storia va via. Laddove il Comune di Favara, causa di forza maggiore, è intervenuto ha lasciato ferite ancora più profonde di quelle prodotte dalla vetusta. Transenne e messe in sicurezza da fare pena, degne di una repubblica delle banane. Uno squallore unico e indescrivibile.
Il primo Piano Regolatore Generale risale ai primi anni 1980, il secondo è ancora in itinere dal 2000. Mai fatti piani di recupero del centro storico, indispensabili per intervenire in questo cronico collasso.
Perché? E’ evidente che il bene comune non crea business e speculazione.
La politica pensa a come spartirsi poltrone e incarichi e a litigare su chi debba fare l’assessore.
Molti dei dirigenti e tecnici
(geometri, architetti e ingegneri) dell’Ufficio Tecnico Comunale, che dovrebbero essere i referenti per la salute del tessuto urbano, sono diventati puri speculatori. C’è chi costruisce palazzi in giro per le aree chic di Favara, c’è chi fa progetti faraonici come “ortus” inseguendo la gloria e pappandosi i profitti diretti e indiretti della progettazione e delle future rendite del pianificato business. La stragrande maggioranza della società civile è entrata a far parte di un circolo vizioso di reciproca collusione e di corruzione culturale e pertanto se ne sta in ossequioso silenzio. Alle pochissime voci libere non viene dato peso perché sono dei coglioni che non hanno capito un cazzo dalla vita.
Altro che Europa, altro che mondo civile. A Favara siamo nella terra di nessuno.       

Mi sento qui in dovere di riportare le parole dell’arciprete di Favara, don Mimmo Zambito, che contrariamente a un suo “collega” non si preoccupa ogni buon mattino di dare la benedizione e dispensare consigli ai politici attraverso i mass-media: “preghiamo a Dio che non ci condanni, non solo per il nostro peccato individuale, ma anche quello sociale della comunità civica e della stessa comunità cristiana. Il peccato sociale e collettivo, della comunità di Favara generosa e disordinata, ricca di cuore sempre e, a volte, ricca di disprezzo per il prossimo e di rapina della sua dignità, ha provocato questa tragedia. Dio che cambi la mentalità dei profittatori, dei pigri, degli speculatori, degli accaparratori, di coloro che mangiano rubando al prossimo e calpestando la giustizia. Di quanti si fossero imboscati nel loro servizio di uffici e di burocrazia nascondendo carte o aspettando che ci si umiliasse a chiedere, a cercare raccomandazioni. Dio cambi il cuore di chi ha fatto apparire come elemosina (facciamo conto la casa popolare) quanto invece spettava come diritto”.
Parole esemplari e piene di verità che è stata spesso sottaciuta.

Chi pensa che da domani a Favara le cose cambieranno è un povero illuso. Presto questo increscioso fatto sarà anch’esso sepolto nelle macerie del dimenticatoio comune e tutto ritornerà come prima, anzi peggio di prima. Favara è di rozza cultura conservatrice e adulatrice di falsi idoli. Zorro della Favela ne è pienamente convinto.

Favara cimitero motorizzato 1










BEFANA DOVE SEI? TI SEI PERSA?

Aspettiamo ansiosi cosa ci porterai ... 

SAPPIAMO PERO’ COSA PORTERAI     CHE CI FARANNO?

AI 30 CONSIGLIERI COMUNALI          SAPRANNO TUTTI USARLO?






SAPPIAMO COSA PORTERAI AL           E ALLA CITTADINANZA,  

NOSTRO CARO SINDACO                     COSA PORTERAI?








FAVARA, CIMITERO strata nova 

la disinvolta gestione del camposanto
 

Favara cimitero motorizzato 1Favara cimitero motorizzato 2








Favara cimitero motorizzato 4Favara cimitero motorizzato 4









Cimitero di Favara. Un giorno qualunque senza cortei funebri. Scene ordinarie.
Autovetture e automezzi che scorazzano indisturbate per i viali, dove nel frattempo i normali visitatori pedonali si apprestano a dirigersi verso i siti dove riposano i propri cari defunti. La tracotanza di taluni utenti motorizzati, specialmente quelli al femminile, in una sorta di gioco al birillo, detta la regola di supremazia nei viali del cimitero come se si fosse in una normale strada urbana.  
I visitatori motorizzati, oltretutto, non contenti di visitare il congiunto passato di recente a miglior vita, ne approfittano, come di consuetudine a Favara, per un tour degli altri propri defunti sparsi per le sezioni del cimitero. Il tutto nell’indifferenza o complicità di chi dovrebbe sorvegliare. Grazie alla segnalazione di “underteker”un caro sostenitore di Favarablob e di Favela Favara Report & News, nonché attento e doveroso cittadino, Zorro della Favela ha riaperto gli occhi su questa conosciuta realtà. Questo fenomeno esiste da tempo ma, ahimè, come succede di norma a Favara per tantissimi aspetti della vita sociale, spessissimo si cade sotto l’effetto di auto narcosi dove tutto appare normale. Zorro della Favela non vuole qui suscitare risentimenti di comuni “amici” accusando chicchessia di allegra gestione dei permessi di ingresso al cimitero. Sul rilascio dei “passi” suggerirei certamente maggiore attenzione. Il punto è un’altro. Con il “Passi” o senza il “passi” si entra comunque indisturbati all’interno del cimitero. Il punto è l’assenza di controllo e di regole che a Favara sono la normalità. Signor Dirigente del settore, signor responsabile preposto, siete a conoscenza di tutto questo? Vi preoccupate di fare periodicamente verifiche e controlli? A cosa servono i custodi? Da chi dipendono? Chi li controlla? Il cimitero deve essere luogo di pace, di tranquillità, di spiritualità, e non essere accomunato ad una caotica e rumorosa strada cittadina.
Il cimitero di Favara, inoltre, riflette il degrado e lo stato di abbandono in cui versa la città fuori le mura. Sempre sporco, bagni impraticabili, manto stradale dissestato, aiuole degradate. Uno scenario di squallore sociale che avvolge ciò che per decenni è stato vantato come il cimitero esemplare in provincia di Agrigento.



FAVARA, VILLA AMBROSINI 

cronaca di una lenta agonia

Favara Villa Amborisini in agonia 1

Villa Ambrosini si spegne giorno dopo giorno sempre più. Mette tristezza entrarci, passeggiare per i vialetti, guardare quel che resta del prato e delle strutture realizzate. Versa nel totale abbandono e degrado ed è soggetta a continui atti vandalici. La fruizione ai cittadini è incostante, a giorni aperta 24 ore su 24, a giorni è sempre chiusa. notte e giorno. Tutto ciò nel silenzio da parte delle istituzioni e della cittadinanza. E’ il triste destino di tutte le opere realizzate dalla volontà politica e dei soliti progettisti arraffa finanziamenti (premiata ditta Carlino & Co). Fiore all’occhiello della giunta di Lorenzo Airò è stata inaugurata a fine 2005. Realizzata per bonificare un’area degradata a ridosso delle Case Popolari alle spalle del cimitero di Piana Traversa il sito è diventato un punto di riferimento per lo svago di Favara. Nelle intenzioni degli amministratori di allora con l’apertura della Villa Ambrosini a Favara si è voluto dare alle giovani generazioni, ma anche agli adulti, esempi di legalità e sani comportamenti. Un polmone verde  per far vivere una cittadinanza attiva a bambini e adulti. Oggi a meno di cinque anni la Villa Ambrosini di Favara è un malato terminale. I servizi igienici non esistono più, gli impianti sono stati distrutti, il prato inglese ha lasciato posto al verde selvaggio, le aiuole in totale stato di abbandono, i giochi divelti costituiscono un problema per i bambini e non più un oggetto di svago, i rifiuti invadono vialetti e aiuole. L’Amministrazione Comunale di Favara è assente e l’intero settore del verde pubblico è lasciato al proprio destino. Basta dare un occhiata alle altre poche realtà esistenti, per le quali una mano è più che sufficiente per contarle, per rendersi conto dello squallore in cui si trovano. Nonostante questo squallido spettacolo, sempre nell’ottica politica di realizzare qualcosa a tutti i costi per soddisfare gli appetiti di amici sostenitori e dei soliti progettisti arraffa finanziamenti (sempre la premiata ditta Carlino & Co) sta nascendo a valle di via Che Guevara,  un nuovo parco attrezzato. Non è meglio farne subito un campo di patate? Sarebbe più funzionale. Egregio signor Sindaco Domenico Russello perché non chiudiamo Villa Ambrosini e Villa Giovanni Paolo II? A che servono?   


Favara Villa Amborisini in agonia 2Favara Villa Amborisini in agonia 3




Favara Villa Amborisini in agonia 4Favara Villa Amborisini in agonia 5


 


FAVARA IMMAGINI


 


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EMERGENZE  favela

FAVARA, L'INCROCIO KILLER COLPISCE ANCORA 


Favara quadrivio killer 1

Favara quadrivio killer 2

A Favara torna a far parlare di se l’incrocio tra il viale Progresso, la SS.122 e la via Mediterraneo. E’ di qualche giorno fa la notizia dell’ultimo serio incidente automobilistico che ha visto coinvolte autovetture e motocicli con feriti gravi, e nessuno fa nulla per ridurre o eliminare la pericolosità di questo quadrivio killer. Occorre una seria rivisitazione strutturale dell’incrocio e comunque si rendono necessari ed urgenti gli interventi per migliorarne la visibilità, nello specifico eliminando periodicamente i canneti che crescono ai lati di via progresso e la via Mediterraneo. Da anni questo snodo riveste una pericolosità enorme ma nonostante ciò, nessun intervento viene fatto e tutto viene lasciato nell’indifferenza generale. Non esiste un’adeguata segnaletica, esiste a malapena uno stop. La regola costantemente applicata dagli automobilisti è quella che passa prima chi è più furbo o più svelto.  Assessore alla viabilità di Favara so che probabilmente ci sarai ancora per poco, ma intanto dove sei? Comandante dei Vigili Urbani di Favara, tu ci sei e nessuno ti smouve dalla tua comoda sedia. Perche non intervieni? C’è forse ancora paura del virus H1N1 per mettere piede fuori dall’ufficio? Dobbiamo aspettare che ci scappi prima o poi il morto per intervenire? Visto che a Favara le cose miracolosamente si smuovono solo se ci sono interessi privati, Zorro della Favela suggerisce che ad occuparsene sia la premiata ditta arraffa finanziamenti “Carlino & Co”. Sicuramente si papperanno una bella fetta dei soldi stanziati ma almeno interverranno e l’augurio è che il pericolo venga definitivamente eliminato.

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LA DISCARICA DI PADRE PIO