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Periodico di informazione, notizie, costumi e politica dalla Favela di Favara                                                        ARCHIVIO OTTOBRE 2009  
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IPSE DIXIT: "Per vivere con onore bisogna struggersi, battersi, sbagliare e ricominciare da capo e buttare via tutto e di nuovo ricominciare e lottare
e perdere eternamente. La calma è la vigliaccheria dell'anima." (L. N. Tolstoj) 
EDITORIALE

Nell’ottica di un miglioramento di Favarablob nasce “Favela Favara Report e News”. Una nuova faccia del sito per dare voce alle problematiche e agli aspetti della vita quotidiana di una comunità, di un territorio, che quasi sempre passano inosservati. Zorro della Favela a costo di non scrivere sui muri cittadini (anche perché dovrebbe sottoporre la bozza allo zelante ass. Vitello ed ottenerne l’approvazione preventiva) trova sempre il modo di combattere le sue battaglie spesso solitarie. “Favela Favara Report e News” vuol essere un giornale libero, indipendente, diverso, alternativo, ironico, che nessuno è tenuto a condividere, con l’augurio che faccia bene alla salute mentale di chi non ha ancora portato il cervello all’ammasso. E' un giornale aperto a tutti, senza peli sulla lingua e censure preventive. Chiunque avrà qualcosa da dire qui troverà la sua voce. Ma la grande sfida che Zorro della Favela ha intrapreso è principalmente con se stesso. Ovvero se ritroverà quella fede smarrita che lo porti a credere che esiste, seppur latente, una comune coscienza civica pronta a sostenere, non l’eroe mascherato e solitario, che non è alla ricerca di consensi, ma le cause utili per il benessere privato e collettivo, che sono l’essenziale in un “paese normale”, oppure che le sue battaglie resteranno dimenticate e inascoltate. A tutti coloro che si affacceranno al nuovo giornale, vuoi per una lettura curiosa e superficiale, vuoi per una qualsiasi forma di collaborazione, vuoi per una qualsiasi critica, Zorro della Favela da il proprio benvenuto.  

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LA ROTONDA IN SALITA


Favara la rotonda in salita


LA RIQUALIFICAZIONE URBANA DELLA PREMIATA  DITTA

DITTA 
CARLINO & CO.

Grazie ai soldi provenienti dal fondo Fondo Aree Sottosviluppate (a ciò immancabilmente non poteva sottrarsi la Favela di Favara) la premiata ditta Carlino & Co., abile nella ricerca di fondi per tutto ciò che può essere (da loro) progettato sta realizzando degli interventi di opere di urbanizzazione primaria e riqualificazione urbana del quartiere ex Stazione. Tra i lavori da realizzarsi, sotto la supervisione dell’Ufficio Tecnico Comunale, sta prendendo forma un capolavoro architettonico e ingegneristico, un’opera di moderna concezione progettuale urbanistica e di sicurezza stradale: la rotonda in salita di via Che Guevara. 

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LA CITTA' senza sogni


Favara la citta senza sogniPARTE PRIMA: I MARCIAPIEDI DI LILLIPUT

Zorro della Favela intraprende un viaggio attraverso il degrado di una città abbandonata a se stessa, che non riguarda nello specifico solo gli aspetti che saranno qui di volta in volta trattati. Riguarda sopratutto l'intera comunità, indifferente, passiva. Si è smarrito, qualora sia mai realmente esistito, lo spirito solidale. Un posto dove non esiste il bene comune, ma solo ciò che è "mio". Una  città senza sogni, senza speranze, che vive alla giornata, senza progetti per il futuro. Assurge a simbolo di tutto ciò un l'insignificante e anonimo monumento realizzato nel viale Aldo Moro, all'ingresso di Favara provenendo da Agrigento, voluto anni fa dall'erudito Sindaco Carmelo Vetro (anche lui inesorabilmente persosi nel tempo della sindacatura nei meandri della bassa politica di potere), sicuramente costato molti quattrini alla cittadinanza, dedicato "A quanti ricercarono in terre lontane un destino migliore per se, per i propri figli, per la propria terra". Un opera scultorea posta con lo spazio annesso mai completato, sporco e impraticabile, che risalta solamente grazie alla magnificente coreografia del cassonetto di immondizia con i classici sacchetti sempre sversati, posto sulla strada antistante. 

CONTINUA


 

LA RIQUALIFICAZIONE URBANA DELLA DITTA CARLINO & CO

Grazie ai soldi provenienti dal fondo Fondo Aree Sottosviluppate (a ciò immancabilmente non poteva sottrarsi la Favela di Favara) la premiata ditta Carlino & Co., abile nella ricerca di fondi per tutto ciò che può essere (da loro) progettato sta realizzando degli interventi di opere di urbanizzazione primaria e riqualificazione urbana del quartiere ex Stazione. Tra i lavori da realizzarsi, sotto la supervisione dell’Ufficio Tecnico Comunale, sta prendendo forma un’opera di moderna concezione progettuale urbanistica, architettonica, ingegneristica  e di sicurezza stradale: la rotonda in salita di via Che Guevara. Ma cos'è una rotonda? Il sistema di regolamentazione delle intersezioni a raso in ambito urbano mediante l’adozione dello schema “a rotatoria” è ormai diffuso in tutto il mondo; esso si basa su criteri urbanistici e di pianificazione che rispondono a obiettivi specifici di gestione del traffico e di riqualificazione dello spazio pubblico. La rotatoria deve consentire il transito di qualunque veicolo a motore, o complesso di veicoli, compreso il relativo carico. L’obiettivo prefisso è quello di migliorare la fluidità del traffico, ridurre i sinistri stradali, rallentare la velocità delle automobili e, non da ultimo, abbattere le emissioni nocive e l’intensità del rumore prodotto dai veicoli circolanti in quel determinato tratto di strada. 
   Regolamentare il traffico? Sicurezza? Abbattimento delle emissione nocive? Riduzione del rumore prodotto dagli autoveicoli? Ma vi immaginate un qualsiasi mezzo pesante che provenga dalla strada Chimento (in salita) che si immette su una ridotta fascia di ingombro della rotonda (anch’essa in salita) per poi proseguire (ancora in salita) verso il viale Aldo Moro? Una bolgia infernale, un incubo!!! Ma com'è possibile che nessuno, dal  progettista al dirigente dell’U.T.C., abbia notato e tenuto conto in sede progettuale il caos automobilistico che c’è in quella zona nelle ore di punta durante il periodo scolastico (data la presenza di due Istituti scolastici nella zona, di cui uno ospitato, secondo tradizione familiare, dalla premiata ditta Carlino & Co.)? 

   Un elemento geometrico fondamentale della rotatoria “funzionale” è quello che i rami (le entrate e le uscite) devono avere una disposizione equilibrata con angoli prossimi a 90° e mai inferiori ai 30° (vedi illustrazione a sinistra)  e ciò sempre per una migliore regolamentazione del traffico.  

   L'immagine qui a sinistra vi mostra l'angolazione dei rami nell’incrocio tra la strada Chimento, oggi via Milite Ignoto, la via Alcantara e la prosecuzione della via Che Guevara in direzione via Aldo Moro. Una tipologia di incrocio, secondo una corretta progettazione, palesamente da evitare. Ma nella Favela di Favara tutto si può! 

   Intanto i lavori finanziati dal F.A.S. devono essere fatti e gli oltre due milioni di euro finanziati devono essere spesi. La premiata ditta Carlino & Co. avrà gli utili di progettazione e di ricerca del finanziamento, la ditta esecutrice dei lavori avrà il suo buon ritorno economico, molti operai in periodi di crisi come questo avranno potuto continuare a campare le famiglie mentre a noi cittadini e alla Favela di Favara resterà il grande capolavoro della rotonda in salita, in aggiunta alle altre opere del genere già presenti nel territorio e di cui Zorro della Favela si occuperà nelle prossime pubblicazioni. 


I MARCIAPIEDI DI LILLIPUT

Tra i tanti gloriosi primati “vox populi” che la città di Favara vanta vi è quello di un alto tasso di motorizzazione. E’ facile constatare, che crisi o non crisi, ogni nucleo familiare ha mediamente a disposizione più di un mezzo di locomozione. Praticamente tutti a cavallo. I pedoni sono praticamente inesistenti. Forse è per questo che nessuno si è mai reso conto che i marciapiedi sono nella quasi totalità inesistenti. Quei pochi che si trovano sono quasi tutti rotti, di ridottissime dimensioni (talvolta meno di 10 cm, contrariamente ad uno standard da un minimo di mt 0,90 a mt 1,50), rappezzati, pieni di sterpaglia, simili ad un mantello di arlecchino, tra crepe, buchi e la sporcizia imperante. Provate a percorrere a piedi le centralissime strade via Roma, via Vittorio Emanuele, via Dei Mille, via Umberto, via Olanda, dove sono ubicate scuole, negozi, uffici, farmacie. Impossibile stare sopra i pochi marciapiedi presenti anche per le tante interruzioni di continuità (scale, scivoli, scarichi di grondaie e di climatizzatori) e la presenza di autoveicoli parcheggiati a bordo e spesso sopra i marciapiedi. In questo campo di battaglia, in una lotta impari, ad averla peggio è il povero pedone a cui tocca l'ingrato ruolo del birillo pronto ad essere buttato a terra.


PERICOLO “PRESENZA FRUTTIVENDOLO” di Franco Pullara

Potrebbe nascere nella Città dei tempi e in qualche altro paese della provincia un nuovo segnale stradale, ovviamente, ad uso e consumo esclusivamente locale. Un bel triangolo rosso che avvisi della presenza nel posto di fruttivendoli. In questo modo, gli automobilisti saranno informati che da li a poco dovranno fare fronte al posteggio selvaggio degli avventori dell’attività commerciale e alle lunghe code.Senza pensare all’altra informazione che arriverebbe ai cittadini che cercano un fruttivendolo. Si prenderebbero due piccioni con una fava. Anzi, tre. Una volta avvisata l’utenza non sarà indispensabile la presenza dei vigili urbani. In pratica, il nuovo cartello stradale è tutto grasso che cola senza un minimo di controindicazioni. 




FAVARA: STRADE ALLAGATE E LIQUAMI CHE FUORIESCONO DAI GABINETTI di Franco Pullara

Le fogne non riescono a smaltire l’abbondante pioggia che si abbatte sulla città e l’acqua fuoriesce dai gabinetti delle abitazioni poste, in particolare, a valle. Intanto, il livello dell’acqua si è alzato nelle strade trasformando Favara in un paese lagunare. Non c’è stato l’alluvione, ma una semplice precipitazione autunnale che ha messo in ginocchio la viabilità e non solo. Non pochi cittadini hanno dovuto subire il tragitto inverso di acqua e di liquami che uscivano dai loro servizi igienici. Sbaglia chi addebita la responsabilità ai privati che hanno collegato gli scarichi delle acque nere nella condotta delle bianche. Nel grosso centro agrigentino, la fognatura è mista, cioè le nere e le bianche sono canalizzate nella stessa condotta. Sarebbe opportuno avere due reti distinte, ma nella fase della loro realizzazione si è dovuto economizzare, ché insufficienti erano i finanziamenti a Favara e nella stragrande maggioranza dei Comuni della provincia. Il sistema può funzionare a condizione che almeno in tre occasioni all’anno venga effettuata la manutenzione e la pulizia delle caditoie, una sorta di pozzetti che ricevono l’acqua piovana e la immettono nelle fogne. Manco a dirlo la manutenzione non è stata effettuata. E la competenza non è di Girgenti acque ma del Comune, che ha fatto il bando di gara il 16 settembre scorso, mentre la consegna dei lavori è in itinere. Favara al momento non è dotata del servizio di manutenzione. Prevedibile è l’arrivo della stagione delle piogge e delle prime abbondanti precipitazioni atmosferiche. I nostri eroi della politica dovrebbero occuparsi di questo e di altre emergenze, gestibili con un minimo di buona volontà. Che fanno invece? Fanno incontri, di commissione, di capigruppo, sedute di giunta e consiliari, che non salvano Favara. La città si allaga con le prime piogge e i favaresi non sanno a quale Santo affidarsi per bloccare i “ruscelli” che fuoriescono dai loro cessi. Nelle ultime ore c’è stata più acqua nelle strade del quartiere Itria che nel fiume Platani. I nostri eroi nel mese di giugno potevamo essere presi alla sprovvista, ma a ottobre, non c’è giustificazione, dovevamo aspettarsela la pioggia. Si amministra un condominio, con la responsabilità dell’amministrazione, del consiglio e della burocrazia comunale. E il livello dell’acqua che aumenta nelle strade sta ad indicare l’aumento di un altro livello, quello della disattenzione del Palazzo verso i cittadini.
C O M M E N T a



AGRIGENTO LA PROVINCIA PIU' MAFIOSA 

La provincia di Agrigento è la più mafiosa d’Italia. 37 comuni su 43, pari all'86%, sono impregnati dalla presenza di Cosa nostra. E’ il triste record negativo che emerge dal rapporto del Censis (il Centro studi investimenti sociali) sul ''condizionamento delle mafie sull'economia, la società e le istituzioni del Mezzogiorno'' consegnato oggi al presidente della Commissione antimafia, Giuseppe Pisanu. Nella “classifica mafiosa” del Censis, dopo Agrigento c'è Napoli, provincia in cui il 79,3% dei comuni subisce una forte presenza della camorra e poi Caltanisetta, dove sono il 77,3% i comuni con un'indiscussa presenza mafiosa. Tra le regioni è la Sicilia ad avere la maggior quota di comuni coinvolti (195, pari al 50% del totale); seguita dalla Puglia, dove 97 comuni, pari al 37,6% del totale registra la presenza di organizzazioni criminali, dalla Campania (203 comuni, pari al 36,8%) e dalla Calabria (115 comuni, pari al 28,1%). Nelle regioni del Sud, soprattutto in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, 13 milioni di abitanti (il 22% della popolazione italiana e il 77% di quella che risiede nelle 4 regioni), vivono sotto l’ombra della mafia nei 610 comuni connotati per l'esistenza di organizzazioni criminali riconosciute, per la presenza di beni confiscati e per lo scioglimento di enti locali a causa di infiltrazioni mafiose. Ma nell’Agrigentino, si sa, le cosche mafiose abbondano.  Molti sono i beni confiscati (anche se spesso rimangono inutilizzati) e vari i comuni sciolti per mafia. E poi ci sono i due boss Giuseppe Falsone e Gerlandino Messina, ritenuti rispettivamente, capo e vice capo della Cosa nostra Agrigentina, inseriti dal Viminale tra i 30 latitanti più pericolosi d’Italia. Ed ecco come Agrigento raggiunge, ancora una volta, il suo record negativo.