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IPSE
DIXIT: "Per
vivere con onore bisogna struggersi, battersi, sbagliare e ricominciare
da capo e buttare via tutto e di nuovo ricominciare e lottare
e perdere
eternamente. La calma è la vigliaccheria dell'anima." (L.
N. Tolstoj) |
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EDITORIALE
Nell’ottica
di un miglioramento di Favarablob nasce “Favela Favara Report
e
News”. Una nuova faccia del sito per dare voce alle
problematiche e agli aspetti della vita quotidiana
di una comunità, di un territorio, che quasi sempre passano
inosservati. Zorro della
Favela a costo di non scrivere sui muri cittadini (anche
perché
dovrebbe
sottoporre la bozza allo zelante ass. Vitello ed ottenerne
l’approvazione
preventiva) trova sempre il modo di combattere le
sue
battaglie spesso solitarie. “Favela Favara Report e
News”
vuol essere un
giornale libero, indipendente, diverso, alternativo, ironico, che
nessuno è
tenuto a condividere, con l’augurio che faccia bene alla
salute
mentale di chi
non ha ancora portato il cervello all’ammasso. E' un giornale
aperto a tutti, senza peli sulla lingua e censure preventive. Chiunque
avrà
qualcosa da dire qui troverà la sua voce. Ma la grande sfida
che
Zorro della
Favela ha intrapreso è principalmente con se stesso. Ovvero
se
ritroverà quella fede smarrita che lo porti a credere che
esiste, seppur latente, una comune coscienza civica pronta a
sostenere, non l’eroe mascherato e solitario,
che non è alla ricerca di consensi, ma le cause utili per il
benessere
privato e collettivo, che sono l’essenziale in un
“paese normale”, oppure che le sue battaglie resteranno
dimenticate e inascoltate. A tutti
coloro che si affacceranno al nuovo giornale, vuoi per una lettura
curiosa e superficiale,
vuoi per una qualsiasi forma di collaborazione, vuoi per una qualsiasi
critica,
Zorro della Favela da il proprio benvenuto.

4 chiacchiere
AL
BAR..

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report favela
LA
ROTONDA IN SALITA
LA RIQUALIFICAZIONE URBANA
DELLA PREMIATA DITTA
DITTA CARLINO & CO.
Grazie
ai soldi provenienti
dal fondo Fondo Aree Sottosviluppate (a ciò immancabilmente
non poteva sottrarsi
la Favela di Favara) la premiata ditta Carlino & Co., abile
nella ricerca
di fondi per tutto ciò che può essere (da loro)
progettato sta realizzando
degli interventi di opere di urbanizzazione primaria e riqualificazione
urbana
del quartiere ex Stazione. Tra i lavori da realizzarsi, sotto la
supervisione
dell’Ufficio Tecnico Comunale, sta prendendo forma un
capolavoro architettonico
e ingegneristico, un’opera di moderna concezione progettuale
urbanistica e di
sicurezza stradale: la rotonda in salita di via Che Guevara.
CONTINUA
LA CITTA' senza sogni
PARTE PRIMA: I MARCIAPIEDI DI
LILLIPUT
Zorro
della Favela intraprende un viaggio attraverso il degrado di una
città abbandonata a se stessa, che non riguarda nello
specifico
solo gli aspetti che saranno qui di volta in volta trattati. Riguarda
sopratutto l'intera comunità, indifferente, passiva. Si
è
smarrito, qualora sia mai realmente esistito, lo spirito solidale. Un
posto dove non esiste il bene comune, ma solo ciò che
è
"mio". Una città senza sogni, senza speranze, che
vive
alla giornata, senza progetti per il futuro. Assurge a simbolo di tutto
ciò un l'insignificante e anonimo
monumento realizzato nel
viale Aldo Moro, all'ingresso di Favara provenendo da Agrigento, voluto
anni fa dall'erudito Sindaco Carmelo Vetro (anche lui inesorabilmente
persosi nel tempo della sindacatura nei meandri della bassa politica di
potere), sicuramente costato molti
quattrini alla cittadinanza, dedicato "A quanti ricercarono
in terre lontane un destino migliore per se, per i propri figli, per la
propria terra". Un opera scultorea
posta con lo spazio annesso mai
completato, sporco e impraticabile, che risalta solamente grazie
alla magnificente coreografia del cassonetto di immondizia con i classici sacchetti sempre
sversati, posto sulla strada
antistante.
CONTINUA
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LA RIQUALIFICAZIONE
URBANA DELLA DITTA CARLINO & CO
Grazie ai soldi
provenienti dal fondo Fondo Aree
Sottosviluppate (a ciò
immancabilmente non poteva sottrarsi la Favela di Favara) la premiata
ditta
Carlino & Co., abile nella ricerca di fondi per tutto
ciò che può essere
(da loro) progettato sta realizzando degli interventi di opere di
urbanizzazione primaria e riqualificazione urbana del quartiere ex
Stazione.
Tra i lavori da realizzarsi, sotto la supervisione
dell’Ufficio Tecnico
Comunale, sta prendendo forma un’opera di moderna concezione
progettuale
urbanistica, architettonica, ingegneristica e di sicurezza
stradale: la
rotonda in salita di via Che Guevara. Ma cos'è una rotonda?
Il sistema di
regolamentazione delle intersezioni a raso in ambito urbano mediante
l’adozione
dello schema “a rotatoria” è ormai
diffuso in tutto il mondo; esso si basa su
criteri urbanistici e di pianificazione che rispondono a obiettivi
specifici di
gestione del traffico e di riqualificazione dello spazio pubblico. La rotatoria deve
consentire il transito di
qualunque veicolo a motore, o complesso di veicoli, compreso il
relativo carico.
L’obiettivo prefisso è quello di migliorare la
fluidità
del traffico, ridurre i sinistri stradali, rallentare la
velocità delle
automobili e, non da ultimo, abbattere le emissioni nocive e
l’intensità del
rumore prodotto dai veicoli circolanti in quel determinato tratto di
strada.
Regolamentare il traffico? Sicurezza? Abbattimento
delle emissione nocive?
Riduzione del rumore prodotto dagli autoveicoli? Ma vi immaginate un
qualsiasi
mezzo pesante che provenga dalla strada Chimento (in salita)
che si
immette su una ridotta fascia di ingombro della rotonda
(anch’essa in salita)
per poi proseguire (ancora in salita) verso il viale Aldo Moro? Una
bolgia infernale,
un incubo!!! Ma com'è possibile che nessuno, dal
progettista al dirigente
dell’U.T.C., abbia notato e tenuto conto in sede progettuale
il caos
automobilistico che c’è in quella zona nelle ore
di punta durante il periodo
scolastico (data la presenza di due Istituti scolastici nella zona, di
cui uno
ospitato, secondo tradizione familiare, dalla premiata ditta Carlino
&
Co.)?
Un elemento geometrico fondamentale della rotatoria
“funzionale” è quello
che i rami (le entrate e le uscite) devono avere una disposizione
equilibrata
con angoli prossimi a 90° e mai inferiori ai 30° (vedi
illustrazione a
sinistra) e ciò sempre per una migliore
regolamentazione del
traffico.
L'immagine qui a sinistra vi mostra l'angolazione dei rami
nell’incrocio
tra la strada Chimento, oggi via Milite Ignoto, la via
Alcantara e la
prosecuzione della via Che Guevara in direzione via Aldo Moro. Una
tipologia di
incrocio, secondo una corretta progettazione, palesamente da evitare.
Ma nella Favela di Favara tutto si può!
Intanto i lavori finanziati dal F.A.S. devono essere fatti e
gli oltre
due milioni di euro finanziati devono essere spesi. La premiata ditta
Carlino
& Co. avrà gli utili di progettazione e di ricerca
del finanziamento, la
ditta esecutrice dei lavori avrà il suo buon ritorno
economico, molti operai in
periodi di crisi come questo avranno potuto continuare a campare le
famiglie mentre a noi
cittadini e alla Favela di Favara resterà il grande
capolavoro della rotonda in
salita, in aggiunta alle altre opere del genere già presenti
nel territorio e di cui Zorro della Favela
si occuperà nelle prossime pubblicazioni.
I MARCIAPIEDI DI LILLIPUT
Tra i tanti
gloriosi primati “vox
populi” che la città di Favara vanta vi
è quello di un alto tasso di
motorizzazione. E’ facile constatare, che crisi o non crisi,
ogni nucleo
familiare ha mediamente a disposizione più di un mezzo di
locomozione. Praticamente
tutti a cavallo. I pedoni sono praticamente inesistenti. Forse
è per questo che
nessuno si è mai reso conto che i marciapiedi sono nella
quasi totalità
inesistenti. Quei pochi che si trovano sono quasi tutti rotti, di
ridottissime
dimensioni (talvolta meno di 10 cm,
contrariamente ad uno standard
da un minimo di mt 0,90 a
mt 1,50), rappezzati, pieni di
sterpaglia, simili ad un mantello di arlecchino, tra crepe, buchi e la
sporcizia imperante. Provate a percorrere a piedi le centralissime
strade via Roma, via Vittorio Emanuele, via
Dei Mille, via
Umberto, via Olanda, dove sono ubicate scuole,
negozi, uffici,
farmacie. Impossibile stare sopra i pochi marciapiedi presenti anche
per le
tante interruzioni di continuità (scale, scivoli, scarichi
di grondaie e di
climatizzatori) e la presenza di autoveicoli parcheggiati a bordo e
spesso
sopra i marciapiedi. In questo campo di battaglia, in una lotta impari,
ad
averla peggio è il povero pedone a cui tocca
l'ingrato ruolo del birillo
pronto ad essere buttato a terra.
PERICOLO
“PRESENZA FRUTTIVENDOLO” di Franco
Pullara
Potrebbe nascere
nella Città dei tempi e in qualche altro
paese della provincia un nuovo segnale stradale, ovviamente, ad uso e
consumo
esclusivamente locale. Un bel triangolo rosso che avvisi della presenza
nel
posto di fruttivendoli. In questo modo, gli automobilisti saranno
informati che
da li a poco dovranno fare fronte al posteggio selvaggio degli
avventori
dell’attività commerciale e alle lunghe code.Senza
pensare all’altra
informazione che arriverebbe ai cittadini che cercano un fruttivendolo.
Si
prenderebbero due piccioni con una fava. Anzi, tre. Una volta avvisata
l’utenza
non sarà indispensabile la presenza dei vigili urbani. In
pratica, il nuovo
cartello stradale è tutto grasso che cola senza un minimo di
controindicazioni.
FAVARA:
STRADE ALLAGATE E LIQUAMI CHE FUORIESCONO DAI GABINETTI di
Franco
Pullara
Le fogne non
riescono a smaltire l’abbondante pioggia che si
abbatte sulla città e l’acqua fuoriesce dai
gabinetti delle abitazioni poste,
in particolare, a valle. Intanto, il livello dell’acqua si
è alzato nelle
strade trasformando Favara in un paese lagunare. Non
c’è stato l’alluvione, ma
una semplice precipitazione autunnale che ha messo in ginocchio la
viabilità e
non solo. Non pochi cittadini hanno dovuto subire il tragitto inverso
di acqua
e di liquami che uscivano dai loro servizi igienici. Sbaglia chi
addebita la
responsabilità ai privati che hanno collegato gli scarichi
delle acque nere
nella condotta delle bianche. Nel grosso centro agrigentino, la
fognatura è
mista, cioè le nere e le bianche sono canalizzate nella
stessa condotta. Sarebbe
opportuno avere due reti distinte, ma nella fase della loro
realizzazione si è
dovuto economizzare, ché insufficienti erano i finanziamenti
a Favara e nella
stragrande maggioranza dei Comuni della provincia. Il sistema
può funzionare a
condizione che almeno in tre occasioni all’anno venga
effettuata la
manutenzione e la pulizia delle caditoie, una sorta di pozzetti che
ricevono
l’acqua piovana e la immettono nelle fogne. Manco a dirlo la
manutenzione non è
stata effettuata. E la competenza non è di Girgenti acque ma
del Comune, che ha
fatto il bando di gara il 16 settembre scorso, mentre la consegna dei
lavori è
in itinere. Favara al momento non è dotata del servizio di
manutenzione. Prevedibile
è l’arrivo della stagione delle piogge e delle
prime abbondanti precipitazioni
atmosferiche. I nostri eroi della politica dovrebbero occuparsi di
questo e di
altre emergenze, gestibili con un minimo di buona volontà.
Che fanno invece?
Fanno incontri, di commissione, di capigruppo, sedute di giunta e
consiliari,
che non salvano Favara. La città si allaga con le prime
piogge e i favaresi non
sanno a quale Santo affidarsi per bloccare i
“ruscelli” che fuoriescono dai
loro cessi. Nelle ultime ore c’è stata
più acqua nelle strade del quartiere
Itria che nel fiume Platani. I nostri eroi nel mese di giugno potevamo
essere
presi alla sprovvista, ma a ottobre, non c’è
giustificazione, dovevamo
aspettarsela la pioggia. Si amministra un condominio, con la
responsabilità
dell’amministrazione, del consiglio e della burocrazia
comunale. E il livello
dell’acqua che aumenta nelle strade sta ad indicare
l’aumento di un altro
livello, quello della disattenzione del Palazzo verso i cittadini.
C
O M M E N T a
AGRIGENTO LA PROVINCIA
PIU' MAFIOSA
La
provincia di Agrigento è la
più mafiosa d’Italia. 37 comuni su 43, pari
all'86%, sono impregnati dalla
presenza di Cosa nostra. E’
il triste record negativo che emerge dal rapporto del Censis (il Centro
studi
investimenti sociali) sul ''condizionamento delle mafie sull'economia,
la
società e le istituzioni del Mezzogiorno'' consegnato oggi
al presidente della
Commissione antimafia, Giuseppe Pisanu. Nella “classifica
mafiosa” del Censis,
dopo Agrigento c'è Napoli, provincia in cui il 79,3% dei
comuni subisce una
forte presenza della camorra e poi Caltanisetta, dove sono il 77,3% i
comuni
con un'indiscussa presenza mafiosa. Tra le regioni è la Sicilia
ad avere la
maggior quota di comuni coinvolti (195, pari al 50% del totale);
seguita dalla
Puglia, dove 97 comuni, pari al 37,6% del totale registra la presenza
di
organizzazioni criminali, dalla Campania (203 comuni, pari al 36,8%) e
dalla
Calabria (115 comuni, pari al 28,1%). Nelle
regioni del Sud,
soprattutto
in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, 13 milioni di abitanti (il 22%
della
popolazione italiana e il 77% di quella che risiede nelle 4 regioni),
vivono
sotto l’ombra della mafia nei 610 comuni connotati per
l'esistenza di
organizzazioni criminali riconosciute, per la presenza di beni
confiscati e per
lo scioglimento di enti locali a causa di infiltrazioni mafiose. Ma
nell’Agrigentino, si sa, le cosche mafiose abbondano.
Molti sono i beni
confiscati (anche se spesso rimangono inutilizzati) e vari i comuni
sciolti per
mafia. E poi ci sono i due boss Giuseppe Falsone e Gerlandino Messina,
ritenuti
rispettivamente, capo e vice capo della Cosa nostra Agrigentina,
inseriti dal
Viminale tra i 30 latitanti più pericolosi
d’Italia. Ed ecco come Agrigento
raggiunge, ancora una volta, il suo record negativo.
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