Barone Antonio Mendola Favara

A difesa del ferito orgoglio favarese, riscoperto a seguito dell’articolo di Flavia Zarba sul Farm Cultural Park pubblicato su L’Huffington Post, sono stati citati molti personaggi dei quali Favara sicuramente ha dato i natali ma che fuori le mure hanno poi trascorso quasi tutta la loro  e in quei posti dove hanno vissuto hanno compiuto l’operato che li hanno resi celebri e come tali sono diventati un esempio per il popolo favarese. Nessuno ha mai citato, per sua fortuna, il Barone Antonio Mendola, che al contrario degli eroi favarese fuoriusciti, è stato povedro martoriato paladino rimasto in questa terra disgraziata.  Il concetto che ha sempre avuto dei suoi concittadine non è mai stato un vanto, anzi…

 

LA NEGAZIONE DI DIO

Favara, 20 novembre 1904

Di questi giorni mi sono accorto che i monelli e forse anche quelli che passano per giovani buoni, per abitudine distruttiva, per un istinto borbonico, per il piacere che sentono nel far danno agli uomini e alle cose, mi hanno scodato uno dei poveri cani di gesso che da anni sormontano i pilastri del mio portone di ferro della villa Piana. Meno male che pensai di farli costruire di gesso con armatura interna in ferro, poiché se li avessi fatti costruire in marmo o metallo, da tempo giacerebbero rotti e sgretolati a terra.

Tanta è la malvagità di questo popolo. Ogni giorno tirano sassate feroci, come si fa al bersaglio. Ora rompono un orecchio, ora una gamba, ora bucano le costole. Insomma un continuo guasto. Ogni tanto sale sui pilastri un murifabro e con un poco di gesso medica, risana e ricopre le ferite, fa muscoli e carne. La coda è di ferro ritorta come quella di un cane e sta infissa dentro il corpo del cane per circa 15 cm. Ed il cane seduto ci sta sopra a tenerla ferma col proprio peso. Ebbene, i monelli e non monelli fecero spiccare la coda alla povera bestia mutola che siede immobile sul pilastro a destra di chi entra nella villa Piana e per giunta l’hanno rubata. Ora mi studierò di farla rinnovare copiando il disegno della coda dell’altro cane che sta rimpetto a guardare la faccia del suo povero compagno scodato.

Che brutto paese è il mio! Non possono vedere una cosa, non dico bella, ma un pò ornamentale, di un ornamento che fa più bene al pubblico che a me. Un paese che non adopera anche meschinamente le arti belle è semibarbaro. Quando si ornano ville ed edifici si fa atto civile e decoroso al paese. Ma in Favara non si può far nulla. È la negazione di Dio. Non si stancano mai del far male. Oramai questi poveri cani, dopo circa 18 anni dovrebbero starsene quieti e sicuri e non dovrebbero più destare le ire o i perversi istinti dei distruttori.

 

Dai Diari del Barone Antonio Mendola

2 thoughts on “ORGOGLIOSO DI ESSERE FAVARESE? KEEP CALM BUT…

  1. Sono anche passati SOLO più di 100 anni da questa pagina di diario. Non mi sembra un esempio adeguato.

  2. Fratello Zorro Le facciamo notare che il fratello Antonio Mendola scriveva questo nell’intimità del suo diario, non lo andava sputtanando ai QUATTRO VENTI. Il fratello benefattore Andrea ha detto una cosa vera che condividiamo, ma i favaresi vanno domati con attenzione e dolcezza. Riveriamo.

    Fratello Muratore 201
    Nuova Loggia Favarese

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