mafia favara

Si è da poco conclusa a Favara la 6° Festa della Legalità che, a parole, in questa occasione si è legata indissolubilmente alla lotta contro la mafia. Il sindaco Rosario Manganella nel suo intervento si è professato un paladino dell’antimafia gridando il suo deciso “No” alla criminalità organizzata. “Oggi facciamo la festa alla mafia e ai mafiosi”, “Il mio approccio alla lotta alla mafia è prima di tutto culturale ed è abbastanza noto”. Lo stesso Sindaco ha invitato le Istituzioni competenti di “accertarsi che vi siano persone degne a rappresentare la città”, con riferimento all’amministrazione in carica sulla cui “limpidezza” ci mette la mano sul fuoco. “La stessa cosa deve essere fatta anche per tutti i consiglieri comunali, perché si deve appurare se essi sono degni di salire le scale del Municipio”. “Quando noi ci dividiamo, vince la mafia, e per fare la festa alla mafia abbiamo bisogno di una città unita”. La lotta alla mafia, secondo il primo cittadino di Favara, deve iniziare proprio controllando chi fa politica. Queste sono le frasi più simboliche pronunciate in piazza Cavour al culmine della manifestazione lo scorso sabato 10 maggio. A queste affermazioni è subito seguita la risposta di Favara Riformista Socialista, Art 4, Forza Italia e Ripensare Favara. Secondo il gruppo dei 4 “In diverse occasioni il sindaco ha agitato la possibile presenza dello spettro della mafia all’interno del Consiglio comunale”, “La mafia ci fa schifo tanto quanto la sua condotta amministrativa”, “Invitiamo il sindaco a fare nomi e cognomi di mafiosi all’interno del Consiglio comunale e nei partiti politici”. Il gruppo, convinto di poter dare finalmente una spallata al Sindaco, ha chiesto l’intervento del Prefetto di Agrigento per un eventuale scioglimento del Consiglio Comunale per Mafia. Avranno mai il coraggio, la forza e la decisione di arrivare fino in fondo? Il rischio che l’arma usata possa rivelarsi a doppio taglio è però molto grande. Nella guerra tra clan vince la legge del più forte e finora il clan Manganella è sopravvissuto alle scaramucce e alle rappresaglie di chi è stato scalzato dalla stanza dei bottoni. Rosario Manganella ha i giorni contati, ma sembrano essere quelli della scadenza naturale del suo mandato.

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