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Chi pensava fosse bastata una sconfitta per metterla a tacere si sbagliava di grosso. Sara Chianetta, 40 anni di esperienza politica, una bruciante sconfitta elettorale e un post che lasciava pensare (sperare?) a un abbandono della vita politica.

E invece no. Proprio dalla sua pagina di facebook l’ex amministratrice è tornata recentemente alla carica e, nell’ambito di una propaganda di corte Piddina, ha attaccato, con documenti fotografici alla mano, la candidata a sindaco grillina Anna Alba. L’iniziativa le ha fatto guadagnare un immediato e collettivo linciaggio.
La presunta ventata di novità apportata dal movimento 5 stelle sarebbe stata subdolamente messa in discussione dall’ex amministratrice che ha pensato bene di tirare fuori dall’album dei ricordi una vecchia foto di Anna Alba relativa alle elezioni del 2011. Sara Chianetta ha accusato i Grillini di essere un agglomerato “ex di qualcosa” e di aver proposto una candidata non proprio di primo pelo, in quanto già riproposta due lustri consecutivi come consigliera di sinistra prima e assessore di destra poi.
L’ultimo canto del cigno del sasaismo proprio non vuole rassegnarsi all’idea di un tramonto politico, nonostante negli ultimi tempi abbia preso più granchi che voti.
Autolesionismo? Dedizione al martirio o piuttosto la vana speranza di un posto al sole nell’allegra famiglia Bruccoleri?
Per i simpatizzanti del movimento i trascorsi dell’Alba sono bazzecole in confronto al curriculum politico dell’ibrida coalizione capitanata da Gabriella Bruccoleri. Una squadra che vede ex assessori tecnici passati a destra e infine a sinistra, ex presidenti del consiglio comunale di estrema destra, ex berlusconiani, ex di Diosolosachecosa. Una coalizione studiata a tavolino dal duo Moscatt/Bosco, esperti in grandi ammucchiate, così uniti nell’osannare il progetto di Gabriella che viene da domandarsi chi dei due sia del PD e chi dell’NCD, ammesso che ci sia differenza.
Il vecchio presentato come nuovo.
Bene dice, a tal proposito, Alessandro Gilioli:

“Ci siamo talmente rimbambiti, in questo Paese, che un vecchio arnese dell’establishment democristiano e un gran notabile dell’establishment confindustriale possono presentarsi tranquillamente agli elettori come il nuovo che avanza – e nessuno che si sganasci dalle risate”.

3 thoughts on “L’ULTIMO CANTO DEL CIGNO

  1. E non venirci a dire che la tua sia l’indignazione di un VoxPopuli, perché tanto il popolo se ne sbatte i coglioni, e in ogni caso non mi pare tu ne sia il portabandiera. Piuttosto mi sembri un portavoce millantato del M5 e non mi riferisco al controspionaggio Britannico del dopo guerra.
    Mi sbaglio?

  2. Ma perché continui nella tua campagna elettorale 5 Stelle, se veramente fossi la persona libera che dici dovresti avere il coraggio di fare le tue affermazioni in maniera chiara e palese e non nascondendoti dietro uno pseudonimo, tanto ormai lo abbiamo capito tutti chi sei, il primo obbiettivo lo hai raggiunto con l’elezione a consigliere del parente prossimo e se tu e il tuo partito siete il nuovo, Cicciolina e vergine.

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