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Il fenomeno di Stefano, il cane emblema del partito della rabbia, apparso nel panorama prima virtuale e poi in quello reale della politica di Favara e che ha già varcato i confini territoriali, sta facendo sempre più proseliti accattivandosi l’interessamento dei media nazionali e anche stranieri.

Come nasce questo progetto? Da chi è stato concepito e perché? La tesi di molti è che questa operazione è opera di alcuni compagni di merende che in uno dei tanti e frequenti festini peccaminosi a base di alcool, sniffate di polvere bianca, sesso libero e sfrenato, hanno avuto un lampo di genio e concepito dal nulla questa creatura dall’accattivante e innocente volto canino, che hanno poi veicolato mediaticamente fino a farlo diventare un prodigio. Chi crede in tutto ciò, secondo il modesto parere di Zorro della Favela, ha preso un grande abbaglio. Certamente dietro questa operazione, oltre all’aspetto folclorico dei personaggi di facciata, c’è ben altroL’idea, certamente nata anche con l’apporto di un buon tasso alcolemico, è stata meticolosamente pensata, pianificata e portata a termine da una mente raffinata. Un’operazione che nel piccolo assomiglia alla nascita dei club di Forza Italia degli albori con la benedizione di poteri occulti. Nell’ultimo ventennio siamo stati abilmente manipolati da un nano che ha dominato la scena politica italiana e che ci ha annebbiato le menti.  Qualcosa di simile sembra volersi affacciare di prepotenza nell’orizzonte politico di FavaraChi è dunque l’ottavo nano della combriccola? Uno di loro che alterna la faccia da fenomeno da baraccone a quella dell’abile stratega politico, una sorta di dr Jeckill e mr Hide, oppure un’entità esterna? Un genio o un incompreso demagogo? Un illuso che pensa di raccattare i voti di protesta grazie a Stefano e trasformarli in forza elettorale da usare come clava nelle future competizioni politiche o un grande personaggio che si erge dalle macerie della politica tradizionale, che ha ben compreso i meccanismi del consenso popolare, per rappresentare il nuovo che avanza? Zorro della Favela, forte delle proprie convinzioni, ritiene che in tutto ciò si muova un vecchio modo di fare politica, che si avvale delle moderne tecnologie, il cui scopo è quello di manipolare le menti per fini personali. Non è un caso che nella combriccola ci siano uomini di provata “casta” che sostengono apertamente il PDL e l’U.D.C.  Lo scopo è quello di catalizzare il voto libero a fini personali. Il rischio grande, ancora una volta, è quello di esprimere un voto di protesta da sudditi pensando di aver commesso un grande gesto da liberi cittadini. Il voto di protesta deve invece essere per natura libero come tale e starà alla vera politica, dopo un accurato esame di coscienza, interpretarlo a dovere riappropriandosene con le risposte concrete che saprà dare.   Zorro della Favela lancia la sfida dei “LIBERI CITTADINI” contro i “LIBERI SUDDITI” attraverso gii Zorrini in Movimento a mezzo dell’omonimo gruppo su facebook    http://www.facebook.com/groups/516200295074730/e attraverso il blog Favela Favara Report & News. Chi la spunterà? Ai posteri l’ardua sentenza. VOTATE ZORRINI !!!

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