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Un bel dì nel regno di Zazà giunse l’Oracolo David, ovvero uno dei sette sapienti  dell’antica città punica di Cartagine. L’Oracolo, servendosi della sua suprema scienza,

ambiva a rendere il regno di Zazà il luogo ove ciò che dalle masse veniva scartato potesse trasformarsi, in ogni privata nonché pubblica  dimora, in una cornice che  facesse da chiave  per il mondo.

 

Intorno a se l’Oracolo, da vero maestro, riunì molti uomini nonché geometriche culture, ma anche leggiadre fanciulle dedite ad attività ludiche ed infine i seguaci del culto di bacco.

Rievocando sfarzi di un remoto passato, quando allorché da buon socialista sedeva tra gli scranni  di una già  traboccante democrazia,  riuscì a farsi accreditare quale sciamano di re Zazà  nonché dell’influente Nino Losco fungendo da indissolubile mediatore alla causa della  res publica. Era come se indirettamente avesse assunto il gravoso incarico di sostenere il governo vagheggiando le più disparate soluzioni ai più gravosi problemi del regno di Zazà.

David pose la sua figura al centro dell’agorà, ove con il suo vociar esponeva le valutazioni frutto della sua alta cultura. Un bel dì nel pieno di un’esaltante orazione strepitò: <<entro settembre dobbiamo aiutare  Zazà a dare  al regno una nuova amministrazione capace e presente>>>.  La folla lo ascoltava impressionata, rapita da parole e   imprecazioni degne di un infuocato girone dantesco, << l’alternativa sarà l’inferno>>, incalzava  l’Oracolo David  enfatizzando sempre di più i toni e suscitando stupore nell’uditorio: <<nessuno può ritenersi salvo  dal fuoco del proprio dell’inferno>> .  ben presto, però,  l’Oracolo si rimangiò  tutte le parole e  incurante  precisò  che nulla andava rimescolato prima  dell’atteso suffragio  regionale. Pare che gli dei del suo Olimpo fossero contrari a cambiamenti amministrativi prima dell’equinozio autunnale.

L’ascesa di David, fu repentina e  ormai,  giunto ad alte sfere, godeva del prestigio di chi , a torto o ragione, si ergeva  portavoce di  una dottrina  nata  per fini persuasivi. Tutto proseguì senza alcuna difficoltà finché tra la plebe non cominciò a circolar la voce che l’oracolo covava in seno subdole intenzioni verso il regno di Zazà, ovvero l’obiettivo di far venir meno il consenso delle masse, inducendo queste ultime a chiedere entro il nuovo anno solare  un nuovo plebiscito per l’acclamazione di una nuova curia municipale.

Le voci divennero sempre più insistenti e tutti  i sudditi del regno cominciarono a chiedersi se davvero l’Oracolo David coltivasse segretamente delle trame eversive.

A porsi queste domande fu  soprattutto Zazà. Inganno o voci infondate?  E poi, chi si nascondeva in realtà  dietro  l’Oracolo? Nino Losco in tutto questo che ruolo aveva?

 

Se volete risolvere l’intricato arcano seguiteci su “cera una volta Zazà”  o scrivete a:

maria.blini@libero.it

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