Salemi Francesco Favara

Quanto stanno costando alla collettività le 400 piantine di Lantana che il consigliere comunale Francesco Salemi ha regalato al Comune di Favara con il suo primo stipendio? In teoria trattandosi di un regalo sarebbe giusto dire nulla, ma, in realtà, non è così. Il detto “non si fa niente per niente” è sempre attuale.  Ed è vero. Infatti, a costarci tanto è il ritorno di questo “nobile” gesto. Il consigliere comunale Salemi dietro il sorriso e l’espressione del benefattore cela le sembianze dello squalo predatore. In tale veste e in pieno conflitto di interessi (consigliere comunale e imprenditore) ha sbloccato un’intrigata matassa politica relativa a un terreno edificabile in contrada Piana che doveva essere espropriato dal Comune di Favara per la realizzazione del nuovo polo del mercato ambulante. Il passo successivo è stato quello di acquistarlo. L’idea originaria era quella di lottizzare il fondo e realizzare una colossale speculazione edilizia. Un progetto che gli avrebbe fruttato milioni di euro ma che, quasi sicuramente a causa dell’attuale crisi economica, si è infranto. Il nostro squalo però non si è perso d’animo: fiutato il vento, realizzato che i rischi di un tale investimento erano altissimi, ha aguzzato l’ingegno e ha studiato un nuovo piano. Ha ceduto il terreno alla società ESSEQUATTRO Costruzioni S.r.L., guarda caso intestata alla moglie e al figlio, e ha fatto in modo che la società stipulasse con il Comune di Favara un contratto di “project financing” per la realizzazione della nuova area del mercato ambulante. Un passo indietro compiuto dallo squalo sotto l’aspetto della finalità speculativa ma, indubbiamente, con enormi vantaggi economici di ritorno rispetto alla precedente idea. Una vicenda che, per come si è svolta, evidenzia una magistrale regia. Alla gara pubblica per l’appalto di quest’opera ha concorso la sola Essequattro S.r.Lche, quindi, si è aggiudicata il contrattoCome ciò è stato possibile? L’attuale crisi economica è tale che per accaparrarsi anche un lavoro che comporti il guadagno di un misero piatto di lenticchie c’è la ressa generale di centinaia di imprese concorrenti. A Favara invece ciò non è accaduto. Forse la presenza minacciosa dello squalo che si agitava nel mare di Favara ha avuto l’effetto di intimorire gli avversari che così hanno rinunciato a presentarsi? Lo squalo alla fine ha realizzato il colpaccio. Investire un capitale senza rischi, ufficialmente 3,5 milioni di euro, e farsi ripagare dal Comune di Favara, quindi da noi cittadini, sottoforma di affitto spalmato negli anni, l’onere sostenuto per la realizzazione dell’opera (ma sicuramente anche quello dell’acquisto del terreno grazie a qualche trucco contabile), gli interessi e le eventuali perdite. Un’idea geniale.

Cos’è dunque il project financing?

E’ un contratto di concessione stipulato tra privato e pubblico per la costruzione e gestione dei servizi in cui il privato mette i finanziamenti per cominciare l’opera e l’ente pubblico usufruisce del servizio impegnandosi a versare un canone per tutta la durata della concessione (25 – 30 – 35 anni). Tuttavia, a differenza di qualsiasi altro tipo di contratto di concessione in cui il concessionario (in questo caso il privato) si accolla tutti i rischi di mercato, con il project financing i rischi rimangono pubblici ed eventuali perdite per il privato sono garantite da fondi pubblici. Così se per ipotesi il privato gestisce male il servizio o il mercato cambia per mille diversi motivi e i guadagni previsti non arrivano, sarà l’ente pubblico che, dopo aver pagato il canone, ripagherà anche il debito con il risultato che quel servizio di valore 10 potrà costare 30, 40, 50, 100.

Ma il peggio deve ancora venire.

Con il project financing l’ente pubblico si mette sulla spalle un debito che gli cascherà addosso solo molti anni dopo e che come tale non entra nei bilanci correnti di gestione. Quindi nessuno lo vede. Diventa così un debito occulto, nascosto nei bilanci di società a diritto privato, che si va a sommare al già enorme debito pubblico del nostro Comune in questo caso. Questi debiti, che emergeranno fra qualche decina di anni ricadranno tutti sulle spalle delle generazioni future con effetti devastanti e a oggi inimmaginabili.

E’, di fatto, una vera e propria truffa ai danni dei cittadini di oggi ma soprattutto di domani, in contravvenzione tra l’altro a tutte le normative europee che vietano operazioni con queste caratteristiche. E non è cosa di poco conto se si pensa che il project financing così come lo concepiamo noi, esiste solo in Italia e in nessun altro Paese europeo e che da dicembre in poi, sotto il governo Monti, ogni manovra ha contenuto normative finalizzate a diffonderlo in modo sempre più capillare come un virus contagioso e inarrestabile.