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Prossimamente Favara si appresta a celebrare per il sesto anno la festa della Legalità. Un evento voluto dalla precedente amministrazione Russello ma che nel corso degli anni si è trasformato in una pura passerella per i partecipanti e gli organizzatori senza riuscire a coinvolgere la parte sana della cittadinanza. Ciascuno è convinto, nel proprio ruolo, di dare il meglio ma i risultati sono stati deludenti. Anche quest’anno l’amministrazione a guida del sindaco Rosario Manganella darà luogo a effimere iniziative tra le quali il concorso fotografico “Scattiamo la legalità” e uno videografico “Posso vivere la legalità”. Iniziative dall’effetto placebo che si esauriscono durante la giornata. L’indomani è acqua passata e Favara ritorna a essere il centro nevralgico di tantissime illegalità diffuse e di abbandono della cosa pubblica. Giusto per fare degli esempi recentissimi. Chi ha vigilato sulle discutibili ditte, in barba al protocollo di legalità sottoscritto dal Comune di Favara “Carlo Alberto dalla Chiesa”, che hanno di recente asfaltato gran parte delle strade di Favara? Chi ha indagato a fondo sugli sviluppi della vicenda AIPA? Chi si fa beffa delle norme del nuovo regolamento cimiteriale?
Altri esempi sono legati al mondo della scuola sempre presente nelle celebrazioni. Perché in questo lustro non c’è stato un istituto che abbia promosso qualche iniziativa sulla legalità durante lo svolgimento dell’anno scolastico per fare comprendere agli alunni che la legalità si afferma ogni giorno e non una volta per anno? Qualche scuola ha mai pensato di adottare uno spazio pubblico, curarlo e offrirlo alla collettività?
Che senso ha continuare questa celebrazione? Giusto per la soddisfazione dei carabinieri, guardia di finanza, vigili del fuoco, corpo forestale, Associazione nazionale marinai d’Italia e polizia municipale? Perché a questo punto non abolirla?