Girgenti Acque, decine di parlamentari regionali e nazionali,sindaci, consiglieri ed assessori comunali, nonché una miriade di funzionari pubblici agrigentini, sono sotto inchiesta presso la Procura Distrettuale Antimafia di Palermo, secondo quanto riportato dall’autorevole agenzia di stampa ANSA, ma anche da altre agenzie, quali Adnkronos.

La notizia che ha tutti i crismi dell’uficialità, circola, a spron battuto,  su internet, da alcuni giorni.

Eppure le emittenti televisive locali, RAI TRE REGIONE ed il Giornale di Sicilia, ad esempio, non hanno dedicato a tale scoop giornalistico, neanche una parola.

Si tratta di un’inchiesta davvero devastante che rischia di decapitare un’intera classe dirigente agrigentina e che verte su una gravissima imputazione, già contestata, ossia: voto di scambio politico-mafioso, reato previsto dall’art. 416 TER del codice penale.

Riteniamo che questi assordanti silenzi siano davvero preoccupanti e depongono male rispetto alla tanto decantata libertà di stampa che, in Sicilia,  sembra l’ennesimo diritto negato.

Viviamo in una Terra in cui molte testate giornalistiche locali sono semplicemente il paravento per nascondere e difendere la gestione, del tutto illegale, dei pessimi servizi idrici e fognari agrigentini, le cui tariffe sono dieci volte superiori a quelle del Centro Nord Italia.

E tale difesa d’ufficio, ovviamente a pagamento, se necessario,  viene imbastita anche attraverso campagne di stampa calunniose, architettate per nascondere interessi miliardari riguardanti, nella fattispecie Girgenti Acque, una società che gestisce in malo modo dei servizi del valore di un miliardo di euro e che  ha operato per tre anni senza certificato antimafia.

Nessun organo di stampa locale e regionale ha riportato, ad esempio, la notizia che, proprio a causa di questo tardivo, sospetto ed anomalo rilascio di questa certificazione antimafia a Girgenti Acque,  c’è un Prefetto sotto inchiesta, quello di Agrigento, per ora soltanto da parte della Commissione Parlamentare Nazionale Antimafia.

Lo sapete che probabilmente, sempre  a causa  di  queste ‘presunte’ coperture  assicurate dalle Istituzioni Pubbliche che avrebbero dovuto vigilare riguardo alle illegali gestioni di acque e rifiuti nell’agrigentino, persino la Procura della Repubblica di Agrigento è sottoposta ad accurate ispezioni da parte del Consiglio Superiore della Magistratura, vi sembra notizia questa, si o no?

Ma per alcune ben individuate emittenti e siti giornalistici locali e, purtroppo anche per il servizio pubblico, per RAI TRE Regione, nonché per le più grosse testate giornalistiche siciliane, tutto ciò non conta niente!

Accertatevi anche di questo, se volete, se non altro per continuare ad onorare l’art. 21 della nostra Costituzione, quello che, se non sbaglio, parla della libertà di stampa.

O preferite onorare il detto che fa al caso nostro, su Girgenti Acque, massimo silenzio, se non addirittura difese d’ufficio, acqua in bocca cioè!

E sempre voi,  mezzi busti del servizio pubblico regionale siciliano, giornalisti di RAI TRE, ma anche del Giornale di Sicilia, non fate alcun cenno a quanto riferito da un maggiore dei Carabinieri, Lucio Arcidiacono, in un pubblico processo, assieme ad alcuni pentiti e cioè che Girgenti Acque è un’azienda vicino alla mafia?

Perché avete omesso di riportare queste notizie, peraltro, come detto, rilanciate dalle più prestigiose agenzie di stampa nazionale, quali le già citate ANSA ed Adnkronos?

E ci riferiamo anche all’attualissima ed ancora in corso ultima devastante inchiesta condotta dalla Procura Distrettuale Antimafia di Palermo, che ha già sentito alcune centinaia di persone, tra dipendenti di Girgenti Acque e loro sponsor e ‘padrini’, chiamati in causa, lo ribadiamo, per voto di scambio politico mafioso, reato contestato ai sensi del famigerato 416 TER.

Sono stati sentiti deputati, senatori, uomini del Governo Nazionale e di quello Regionale, oltre che i vertici della burocrazia di importanti enti di controllo che fanno capo alla Regione ed allo Stato, quali l’Agenzia delle Entrate e l’INPS e voi niente?

Voi, sempre acqua in bocca?

Vi siete accorti o no che sono stati tirati in ballo una decina di parlamentari e,  tra questi, i primi ad essere sentiti sono stati, il deputato nazionale Angelo Capodicasa e quello regionale, nonché sindaco di Bivona (AG), Giovanni Panepinto?

Sono stati ascoltati presso degli uffici giudiziari che alla gente comune fanno tremare le gambe ed i polsi.

Capodicasa e Panepinto sono  soltanto i primi due della lista dei ‘raccomandatori’, di Girgenti Acque, pubblicata peraltro alcuni mesi fa dal periodico agrigentino, Primo Piano News.

I due, ai magistrati hanno riferito che loro non conoscono le persone che hanno raccomandato per essere assunti da Marco Campione &company;  il che mi sembra molto risibile per due bandiere storiche che da oltre trent’anni rivestono cariche istituzionali di prestigio, il Capodicasa addirittura è stato anche Presidente della Regione.

Pensate un pò, l’onorevole Angelo Capodicasa e l’On. Giovanni Panepinto, non conoscono i consiglieri comunali e gli assessori del PD ed i loro familiari ed affini che lavorano dentro Girgenti Acque!

Peccato che la stessa cosa non potranno dire il direttore dell’Agenzia delle Entrate ed il direttore dell’INPS di Agrigento che, sempre dentro Girgenti Acque, hanno sistemato i propri figli;  uno dei due alti funzionari pubblici è stato peraltro già arrestato, per un presunto scambio di favori con Marco Campione, il dominus di Girgenti Acque,  arrestato pure lui, ovviamente.

Il direttore dell’INPS Piro ed il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Leto, cosa diranno od hanno già detto ai magistrati, a proposito dei figli che lavorano dentro una società in odor di mafia, grazie a dei loro, presunti giri di favori?

Diranno che non conoscono i loro figli o che non li hanno segnalato loro?

Purtroppo per loro, ci sono delle intercettazioni ambientali e telefoniche che dimostrano l’esatto contrario.

Devono rassegnarsi!

I loro figli, ma anche i figli, i parenti e gli amici di partito e non, di tutti quanti i parlamentari nazionali e regionali agrigentini, nonchè di tutti quanti gli amministratori locali coinvolti, nonché  i funzionari pubblici fin qui ascoltati dalla Procura Distrettuale Antimafia di Palermo, sono stati assunti da Girgenti Acque grazie a delle pecise e puntuali  raccomandazioni in cambio di altrettanto precise contropartite, puntualmente assicurate a Girgenti Acque: sgravi fiscali e/o contributivi, più o meno dovuti, provvedimenti amministrativi ad hoc per assicurare una gestione fuori legge, omessi controlli e tanto altro ancora.

Il tutto è avvenuto, come sostiene la Procura Distrettuale Antimafia di Palermo, all’interno di un’ancora più preciso contesto di intrecci  politico-mafiosi.

TRATTO DA SICILIA CRONACA: F. to Salvatore Petrotto

4 thoughts on “Le oltre 400 assunzioni dentro Girgenti Acque: tra mafia e politica

  1. Riusciremo mai in Sicilia ad uscire da questo fango e sappiamo tutti da secoli di intrecci politico-mafiosi voti di scambio e prebende anche con una magistratura poco attenta o timorosa….possibile che i nostri giovani e le menti migliori debbano andare fuori per un lavoro perché da noi chi non è vicino alla politica.chi è lontano dal malaffare o dalla mafia truffaldina e prepotente non vive…la Sicilia è la più bella Isola al mondo…ma non ci conoscono per le bellezze naturali della nostra terra…

  2. Girgenti aque e un associazione a delinquere dovrebbe chiudere dopo il voto dell referendum per laqua libera e invece minaccia a chi nn paga delle bollette assurde perche nel caso di favara fatte alla buona cioe con co.sumi stimati e nn reali e poi minacciano ad una popolazione in grave crisi economico sociale anche di interrompere il servizio delle fogne ma le vera fogna e girgenti aque

  3. Condivido in pieno ciò che hai scritto sui giornali che spesso sono servi del capitale, anche se di natura mafiosa. Ad Enna la nostra associazione si batte sulle illegittimità del gestore del SII, coperto dall’ATO che non fa gli interessi dei cittadini, venendo meno alla sua missione istituzionale,ormai controllato e controllore vanno a braccetto contro i cittadini.

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