adriano barba

Anche Adriano Barba, candidato alla Camera alle prossime elezioni politiche nazionali con l‘UDC, ha voluto inviarci le sue riflessioni elettorali per chiarire meglio ai propri elettori perchè votarlo.

Breve Considerazione sulla mia Candidatura.

 

Vorrei Poter dire e promettere tante cose. Non vi è elezione in cui ogni candidato in qualche modo deve esternare il proprio programma. Vorrei poterlo fare adesso e nello stesso tempo poter avere una soluzione per ogni problema di Favara. Potrei vendere illusioni e passarle per buone. Ma non sono un bravo politico da questo punto di vista: Non riesco ad illudere la gente con promesse di cui sono consapevole di non poter mantenere. Tanto più se si dovesse trattare di illudere i miei concittadini che poi sarebbero amici e parenti con cui condivido le stesse difficoltà di vivere in una terra Bella ma dal sapore amaro. Oltre alla mia coscienza me lo vieta questa assurda legge elettorale ed il grado di elezione che impone riflessioni ben più ampie che riguardano la Politica nazionale in aderenza alle esigenze locali. Per cui mi limiterò ad esternare qualche breve considerazione sulla mia candidatura e sulle ragioni che l’hanno supportata. Queste si basano sulla convinzione personale che, quando si crede nei valori e nei principi di un partito, anche quando non si condivide tutto di questo, si ha il dovere morale di correre dei rischi in nome di quei valori nei quali un politico crede. Ebbene ho accettato la sfida per contribuire, nel mio piccolo, a dare vigore ad una linea politica che vuole parlare alla gente il linguaggio della verità e della responsabilità. Non bisogna avere memoria corta: un anno fa il Professore Monti è stato chiamato a guidare il governo nazionale perché chi lo precedeva in tale compito, dilettandosi a fare il belloccio in giro per l’Europa, ci ha condotti dritto verso una crisi economica di enormi dimensioni. Siamo stati chiamati per queste ragioni a fare dei sacrifici attraverso un “lavoro sporco” che nessun leader politico avrebbe mai avuto la convenienza elettorale di portare a compimento. La crisi è stata attutita grazie agli sforzi di ognuno di noi e per questo adesso non meritiamo di ricadere in fondo alla crisi che lentamente ci stiamo lasciando alle spalle. Un operazione verità alla quale mi sono sentito di rispondere presente perché infastidito dai discorsi di quanti sino ad un paio di settimane fa hanno sostenuto Monti nella sua azione di Governo, ivi compresa la famosa votazione dell’Imu salvo poi additarlo come il male assoluto. Monti, dunque, oggi non può che rappresentare l’alternativa vera ad un bipolarismo che non ci ha condotto da nessuna parte salvo che sull’orlo del baratro. Serve una forza moderata che sappia coniugare lo spirito progressista con le istanze moderate. Servono giovani dai valori e dai principi fermi che sappiano fare della politica un momento di servizio per la gente e non uno sporco gioco clientelare come successo soprattutto dalle nostre parti. Serve riscoprire l’orgoglio di essere popolo unito sotto una sola bandiera. Serve che i giovani comincino a fare politica attiva senza lasciarsi condizionare dalle logiche superate. Serve tutto questo ed altro ancora. Serve all’Italia ma serve ancora di più a Favara. Dunque il solo impegno che mi posso assumere in questa campagna elettorale che mi vede coinvolto in una posizione defilata rispetto ad una legge elettorale che, come detto, non consente alcun confronto attivo con il territorio perché priva delle fondamenta che ogni democrazia matura dovrebbe avere , vale a dire le preferenze, non può che essere quella di rappresentare, per quello che posso, le diverse esigenze di un territorio privato di tutti, ora anche dell’acqua. Il solo impegno che mi sento di assumermi è quello di condurre una coerente azione politica sia durante che dopo il voto a servizio delle esigenze del territorio e della gente che fa a gara per la sopravvivenza nella nostra città. Un impegno, ad onor del vero, sempre avuto presente sin da quando ho deciso , molti anni fa ormai, di partecipare attivamente alla vita politica militando sempre nel partito che più di ogni altro si avvicinava ai miei valori che altro non sono che i valori dei cattolici impegnati in politica il cui codice etico e morale è sancito dai dettami della Dottrina Sociale della Chiesa. Far confluire nuove aggregazioni di giovani favaresi e coinvolgerli nel dibattito politico e nella risoluzione dei problemi credo sia un primo ma necessario passo per poter creare le condizioni per costruire una nuova classe dirigente capace di riscattare una terra che merita molta più cura. Un impegno, il mio, che necessita di essere veicolato, ed è quello che sto cercando di fare da diverso tempo, tra i giovani per il futuro di questa terra che sembra dimenticata. Ne va del futuro di Favara e dei suoi figli più giovani, a cui appartengo, che guardano all’avvenire con molte, troppe, perplessità. In sintesi: La costruzione di una nuova classe dirigente per il riscatto morale di una terra lasciata sola. I giovani Favaresi devono tirare su la china, iniziare a scrollarsi di dosso qualche vecchia zavorra e insieme, come ci ha insegnato un modello di vita prematuramente venuto a mancare,ridisegnare Favara. Questo onere grava sulle spalle dei giovani, aldilà dell’appartenenza politica e partitica di ognuno di essi. Un onere che bisogna sentire come proprio. Lo devono al loro futuro e, da oggi, anche alla memoria di Armando Giglia perchè, preso ad esempio e modello di come bisogna amare Favara, riscattino un paese e lo ridisegnino per come lo sognava Lui.