Accanto alla complessità normativa e all’insostenibilità finanziaria delle procedure assunzionali, si presenta, purtroppo, un dramma sociale e istituzionale di cui ancora non tutti, Montalbano compreso, comprendono la portata. Un’eventuale interruzione dei rapporti di lavoro, oltre a mortificare i diritti e la dignità dei lavoratori precari, rischierebbe di causare una vera e propria paralisi amministrativa e gestionale dell’Ente, in quanto gli uffici e i servizi ad essi connessi subirebbero forti ripercussioni in termini di funzionalità delle attività istituzionali dell’erogazione dei servizi all’utenza. Tutto nasce da un groviglio di norme come la legge regionale 27/2016 unito ad una riduzione drastica dei trasferimenti finanziari regionali. Quindi nessuno vuole licenziare nessuno, anzi.

Davanti alla complessità e alla gravità di questi problemi cosa fa il signor Montalbano (ed altri), da operatore politico dell’NCD di Alfano? Soffia sul fuoco anziché cercare soluzioni. Bravi.

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