Totò Cuffaro 3

A chi si indigna perché l’ex governatore della Sicilia, Totò Cuffaro,  ha dichiarato pubblicamente che molti delle sue donne ed uomini, politicamente vicini a lui, sono diventati attivisti del PD e ne stanno addirittura curando la campagna tesseramenti ci corre l’obbligo di ricordare che…

Correva l’anno 1999 ed il presidente della Regione era l’on. Angelo Capodicasa, vecchia bandiera storica del PCI-PDS-DS-PD siciliano, recentemente ‘pizzicato’ dalla Procura Distrettuale Antimafia di Palermo che lo ha sentito, come persona informata sui fatti, assieme ad un  suo illustre compagno di partito, il sindaco di Bivona, ossia il parlamentare regionale Giovanni Panepinto, in relazione a dei presunti reati commessi per avere raccomandato alcune persone che lavorano dentro Girgenti Acque, azienda ritenuta in odor di mafia.

Sapete chi erano gli assessori che governavano assieme a Capodicasa alla fine del secondo millennio dell’era volgare?

Ma naturalmente Totò Cuffaro, all’Agricoltura e Vincenzo Lo Giudice,ai Lavori Pubblici, entrambi condannati per mafia e che, come è noto, soltanto da poco sono usciti dal carcere.

Volete ancora sapere chi era consulente di quel Governo Capodicasa, in quota Comunisti Italiani?

Rosario Crocetta che, da perito tecnico del Petrolchimico di Gela, seguiva come un ombra l’allora assessore regione ai Beni ed alle Attività Culturali, Salvatore Morinello. Cosa ci azzeccava il perito Crocetta con la cultura, lo abbiamo scoperto soltanto dopo, quando è diventato sindaco della sua città, adesso parecchio in subbuglio, per la grave crisi che sta colpendo tutti quanti quei colossi imprenditoriali che stanno mollando tutto e tutti, generando migliaia di disoccupati. Il resto lo abbiamo capito quando è anche diventato parlamentare europeo ed addirittura, adesso, Presidente della Regione, con i risultati che sappiamo.

Almeno 5 miliardi di euro di fondi europei e statali non spesi, negli ultimi tre anni, 10 mila dipendenti della formazione professionale licenziati, forestali e precari della pubblica amministrazioni, pronti a fare la stessa fine; una gestione dei rifiuti che definire illegale è poco, con tariffe per cittadini ed imprese che sono il quadruplo rispetto alla media nazionale, stessa cosa dicasi per l’acqua. Strade ed autostrade che cadono tutte quante a pezzi, una rete ferroviaria fatiscente, ottocentesca e che si può solo considerare soltanto una barzelletta, i cui biblici tempi di percorrenza sono fuori dal  dallo spazio e dal tempo: non bastano neanche 12 ore, mezza giornata cioé, per coprire la modica distanza di 300 chilometri, quella che separa Trapani da Messina!

Semplicemente allucinante!

Sui livelli di inquinamento dell’isola, inquinamento in tutti i sensi, non c’è che dire, siamo primi in Italia in quanto a disastri ambientali ma anche riguardo a  povertà e disoccupazione.

Se vi pare poco, tutto questo!

In maniera rigorosa si evita, accuratamente, di risolvere, come al solito, i problemi veri della Sicilia e dei Siciliani mentre sempre più rovente si fa la polemica per stabilire quella che gli Spagnoli chiamano la ‘limpieza de sangre’ della Sinistra italiana.

Ed il sottosegretario Davide Faraone?

Deve fare i conti con coloro i quali si professano ‘casti e puri’, dimenticando, noi no, che i pregiudicati per mafia Cuffaro e Lo Giudice, governavano assieme, non solo a Capodicasa, ma anche all’assessore regionale, Franco Piro, un altro alto dirigente del PD siciliano, proveniente da Democrazia Proletaria, il partito di Mario Capanna e reduce dell’esperienza della ‘Rete’di Leoluca Orlando.

A questo punto sono lieto di ricordare a lor signori che, in occasione del decimo anniversario della morte di Leonardo Sciascia, assieme a Capodicasa, Crocetta, Morinello, Lo Giudice, Cuffaro e Franco Piro, finanziavamo, io da sindaco, loro da esponenti di spicco del Governo regionale, un memorabile film documentario, trasmesso peraltro anche dalla RAI, in memoria dello scrittore di Racalmuto, dal titolo,’Ce ne ricorderemo di questo pianeta’ .

E chi se lo può scordare!

Nessuno, dico nessuno, in quell’ormai lontano 1999,  fece caso che proprio quel governo Capodicasa, era pieno zeppo di soggetti che, di lì a breve, avrebbero fatto i conti con la Giustizia per dei gravi reati di mafia.

A quei tempi, tutto filava liscio, con buona pace di Sciascia, la cui memoria veniva onorata, anche attraverso quel film, da chi trescava con la mafia e, contemporaneamente, come al solito, governava assieme ad esponenti dell’antimafia.

E’ sempre la solita storia siciliana, propria di chi è avvezzo a ‘futtiri e chiangiri’, tanto per onorare la sempre eterna doppia morale, tipica di chi si indigna se gli altri, sempre gli altri, fanno accordi con esponenti politici vicini alla mafia. Ma quando sono loro a stringere degli accordi scellerati, ‘nulla questio’. A loro tutto è concesso, visto che sono i depositari di una tradizione vetero comunista buona, sempre ed esclusivamente per loro, ad assolverli da ogni peccato, in onore di una sorta di ‘giubileo della misericordia antimafiosa’.

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Tratto da Sicilia Cronaca a firma di Salvatore Petrotto

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