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INTERVISTA AL NOTAIO ANDREA BARTOLI

Dott. Bartoli c’è un clima di scontro tra due mondi sulla vicenda legata alla gestione del Castello Charamonte di Favara. Sul web è infuriata una polemica culminata con il giallo della dura posizione espressa dal vice sindaco Carlo Fanara, poi ritrattata e/o smentita o che forse mai pronunciata. Vuole chiarirci i contorni della vicenda dal suo punto di vista?

Mi pare una di quelle polemiche politiche strumentali, priva di contenuti. Il vice Sindaco era presente, nella circostanza in cui il Sindaco procedeva alla nomina di diversi Consulenti gratuiti e ha partecipato a numerose riunioni nelle quali, insieme ad altri assessori, abbiamo discusso del Castello, della sua nuova stagione e dei contenuti sui quali pensiamo di strutturare la nuova proposta Culturale del Castello.mNoi abbiamo rapporti molto graziosi; occorrerà chiedere a lui, le ragioni del suo operato. Peraltro mi chiedo che senso abbia creare tutta questa polemica, per poi rinunciare alla delega sulla Cultura il giorno dopo. Ho la spiacevole sensazione che si sia fatto mettere in mezzo da un gruppetto di facinorosi che vuole solo osteggiare il Sindaco in qualsiasi modo, fregandosene di me in primo luogo (ma questo poco conta) ma purtroppo anche della valorizzazione del Castello e del futuro della nostra Città.

Tralasciando la polemica. Ci vuole spiegare com’è nato e come si è evoluto il suo progetto legato al Castello Chiaramonte di Favara?

Nasce da più di un anno di collaborazione con il Comune di Favara. A partire da giugno scorso, merito dell’Architetto nonché mio amico Giacomo Sorce, l’esperienza dei Sette Cortili e la progettualità culturale della Città di Favara si stanno intersecando in iniziative importanti, come Marakanda e Arte&Orti, che finalmente oltre a fare conoscere i Sette Cortili e Farm Cultural Park fanno parlare (finalmente bene) anche della Città di Favara.  Intendo dire, che stiamo provando a far diventare l’intera Città di Favara, e non solo Farm, luogo della sperimentazione delle buone pratiche del pensare, abitare e vivere. Il Castello é sicuramente l’immobile potenzialmente più prestigioso della nostra Città ed é mortificante vederlo nello stato in cui si trova. Manca di una progettualità (in primo luogo), di una programmazione e di conseguenza di una adeguata comunicazione. Ovviamente é anche molto trascurato da un punto di vista legato alla manutenzione. Il Sindaco Rosario Manganella, la sua Giunta , il Presidente del Consiglio Comunale Leonardo Pitruzzella hanno deciso di prendersene cura e hanno chiesto a me di aiutarli in questo. Tutto qua

Si sollevano molte voci contrarie sul suo ruolo di “direttore artistico”. Dicono che sia arbitrario, che lei non ha nessun incarico ufficiale di consulente, che non si rapporta adeguatamente con la politica, e che vuole imporre in maniera dittatoriale il modello sette cortili ad una realtà, quella del castello di Favara, le cui finalità progettuali, dall’avvenuto restauro, erano ben diverse. La accusano di voler snaturare il valore storico di questo luogo. E’ così?

Questa domanda contiene tantissime domande. Provo a rispondere punto per punto.

Partiamo dalle voci contrarie?

Vero e tutte legittime, magari ancora di più se argomentate sui contenuti o su reali proposte alternative. Ma diciamo anche, che ieri sul web, dopo i vari attacchi alla mia persona e a Farm Cultural Park , decine e decine di giovani Favaresi hanno risposto in modo corale e forte contro queste opposizioni spesso maldestre e faziose?

Passiamo alla forma. Consulente o Direttore Artistico? Scegliete voi. A me cambia poco. Non devo essere pagato, non devo fare carriera da qualche parte per cui non ho bisogno di un titolo piuttosto che di un altro.

Impegnarsi per la propria Città gratuitamente é arbitrario? Allora ammetto di essere un delinquente recidivo. Già da tre anni commetto questo tipo di crimini. Quale é la pena? Magari mi potreste chiudere nelle vecchie carceri del Castello per qualche anno, a fare lavori forzati. Qualcuno ritiene che per consigliare un percorso culturale o collaborare alla gestione di un bene pubblico, ripeto gratuitamente, ci voglia una delibera, una investitura, una nomina pontificia?  Io credo di no. Forse per qualcuno, chiedere insistentemente di pulire il Castello, di sgomberarlo da ogni improbabile oggetto, fare ripulire il giardino completamente abbandonato, sollecitare la rimozione dei rifiuti, sono delle attività riservate alla competenza esclusiva del Sindaco o dell’Assessore al ramo. Io credo che dovrebbero formare oggetto dell’attività ordinaria di qualsiasi luogo, ma a questo pregando il Signore, ci arriveremo con il tempo.

Ad ogni modo il Vice Sindaco, ha mantenuto la delega alla legalità, e quindi chi meglio di lui, avendone la competenza e la responsabilità, troverá la forma adeguata per accontentare chi grida allo scandalo.

Io credo che la sostanza, specie in questo momento gravissimo, sia più importante della forma, specie se quest’ultima viene invocata solo per bloccare lo sviluppo. Detesto quelle frasi che spesso vengono pronunciate nel settore pubblico come “questo non é di mia competenza” oppure ” chi si assume questa responsabilità” . Ci troviamo in un Paese allo sfascio, proprio per questo tipo di mentalità. Se possibile, tutti quanti, facciamo che le cose diventino di nostra competenza e assumiamoci tutte le responsabilità che possiamo.

Non mi rapporto adeguatamente alla politica?

L’unica politica che personalmente conosco è quella di fare le cose, che peraltro a pensarci bene, dovrebbe essere il fondamento di tutti quelli che fanno politica a tutti i livelli. Ho grande stima per il Sindaco che ha avuto l’intuizione di aprirsi alla societá civile per farsi collaborare. É un atto di umiltà ma anche di grande intelligenza. Peraltro credo che il suo gesto politico potrà diventare “buona pratica” da emulare per altri territori. In questo momento non ci sono più risorse da nessuna parte e l’unico modo per fare le cose é quello di condividere le competenze. Tutti quelli che lo criticano e fanno i sapientoni, perché non si presentano dicendo cosa sono capaci di dare e fare per Favara?

Il Sindaco ha pubblicamente aperto le porte a tutti, e mi consta personalmente che una decina di persone illuminate e di grande qualità hanno risposto alla chiamata, e stanno lavorando come sto facendo io, per proporre nuove importanti iniziative per la Città. Inoltre la Giunta é composta da un gruppo di giovani professionisti, uno più in gamba dell’altro, con tanta voglia di fare e sopratutto di migliorare la nostra Città. La mia simpatia e stima per Leonardo è peraltro già cosa nota a tutti. Ricopre con impegno, serietà ed imparzialità il suo ufficio pubblico e poi cosa che ho apprezzato tantissimo, si é messo in discussione e sta rischiando con le sue tasche. Quanto ha valorizzato la nostra Piazza Cavour la riapertura del Caffè Italia? Le cose buone hanno nome e cognome, hanno valenza oggettiva e non possono essere messe in discussione.

Imporre il modello Sette Cortili ? Snaturare il valore storico del Castello?

Se per modello Sette Cortili intendiamo il riconoscimento mediatico nazionale ed internazionale ed il richiamo di migliaia di visitatori ogni anno, speriamo. Se parliamo di modello Sette Cortili in tema di contenuti, il progetto del Castello Chiaramonte si occuperà principalmente di altri contenuti quali l’architettura, l’agricoltura urbana e il design degli spazi pubblici. Al Castello ci occuperemo di ripensare la nostra città: se, come e dove costruire, privilegiando il recupero al continuo e reiterato sfruttamento di ulteriore suolo; di diffondere l’agricoltura biologica all’interno della città, per fare orti nelle scuole e insegnare ai bambini come utilizzare e rispettare la terra, per costruire orti e giardini comunitari negli spazi di risulta delle demolizioni da assegnare a piccole associazioni di quartiere; di progettare spazi pubblici che siano più rispondenti alle esigenze dei nostri bambini e che favoriscano le relazioni ed interazioni delle persone e possano anche fungere da forte attrazione turistica per chi viene da fuori.

Al Castello vogliamo ricercare, studiare e diffondere le migliori pratiche in tema di accesso alla conoscenza, corretta educazione alimentare, consumo consapevole, risparmio energetico, banche del tempo e delle competenze, gruppi solidali di acquisto, affrancamento dagli idrocarburi…. Per concludere, qualcuno ancora non ha capito, che ad ogni modo l’arte contemporanea, non é ne un mostro né qualcosa di demoniaco. É un modo in cui gli artisti denunciano cose di cui la società talvolta non si occupa, o a volte un modo per vedere la realtà dal un punto di vista diverso da quello in cui siamo abituati a vederlo. Non bisogna averne paura. Non morde e sopratutto non ammazza.

Un cavallo di battaglia della polemica attorno al castello di Favara è stata quella legata ai quadri del pittore Pasquale Farruggia, frettolosamente rimossi per dare spazio al nuovo assetto artistico del maniero. Non sarebbe equo cercare di far coesistere il “nuovo” con il “vecchio” in maniera che con entrambi gli aspetti si possa valorizzare al meglio il castello? Il passato e il presente che insieme sì proiettano verso il futuro. E’ pura utopia?

Ti ringrazio anche per questa domanda.

Le opere del pittore Pasquale Farruggia sono una risorsa per la nostra collettività e sono certo che l’Amministrazione troverà il modo per valorizzarle in altro luogo di prestigio della Città. Sempre che di questo siano contenti, gli eredi dell’artista.

Per correttezza giuridica, le opere non sono state donate con vincolo di destinazione ma concesse in comodato. Cosa ben diversa. Quanto alla coesistenza di cose tra loro completamente diverse, mi permetto di dire che sono assolutamente contrario. Non esiste Museo o Centro Culturale al mondo che abbia una sia pur minima rilevanza che mischia cose e argomenti che tra loro non hanno nulla a che fare. Riusciremo a dare dignità al Castello Chiaramonte, quella che merita, solo attraverso una proposta culturale seria e coerente ed una programmazione costante nel tempo. Negli anni. Nel tempo il Castello Chiaramonte dovrà diventare un punto di riferimento nazionale ed internazionale; dovremo costituire una Fondazione per la sua tutela e appena potremo adeguatamente pagarli, nominare di anno in anno dei giovani curatori internazionali, adeguatamente scelti e e selezionati.  Io potrò ritornare ad occuparmi esclusivamente della mia famiglia, dei Sette Cortili, del mio lavoro. Avrò esaurito il mio compito e potrò godere del Castello come tutti gli altri cittadini di Favara Per questo ci vuole tempo e denaro. Ma possiamo e dobbiamo riuscirai se veramente vogliamo fare il bene della nostra Città.

Sembra che lei sia caduto in un covo di vipere in letargo che si stanno svegliando. Riuscirà a districarsi in mezzo a questi pericoli? Si è immunizzato adeguatamente per coabitare con loro oppure è meglio cercare una via di fuga?. Un audace morto in fondo non serve a nessuno.

Caro Zorro, diverse volte ci siamo confrontati anche bruscamente su altre questioni per lo più legate all’esperienza dei Sette Cortili. Il confronto civile e sereno è sempre una cosa bella e produttiva per tutti. Anche questa tua intervista, consente di chiarire pacatamente, delle cose che magari ancora non sono chiare a tutti. Purtroppo a Favara come da tutte le parti, ci sono persone di scarse attitudini che fanno fatica a confrontarsi sui contenuti e quindi spostano la discussione su toni violenti e volgari. Sono uno specchio della nostra società in questo momento. Ci si oppone senza sapere. Ci si oppone a prescindere. Ci si oppone senza avere proposte alternative. Scimmiottano diversi politici nazionali scadenti che da anni hanno prima ingessato e ora portato in ginocchio l’Italia. Peggio per loro. In realtà purtroppo peggio anche per noi fino a quando non avremo amministratori pubblici che seppur di diverse tifoserie politiche si confrontano seriamente per il bene del nostro Paese. Dall’altra una delle cose più belle che ho scoperto grazie all’esperienza dei Sette Cortili, che la nostra Città é satura di giovani belli, preparati, con tanta voglia di vivere e migliorare la propria Città, come il nostro Armandino che ci ha lasciato con tantissimi stimoli e riflessioni. Ad Armando e a tutti questi giovani di Favara voglio dire non solo grazie, perché stanno riempendo di significato tutto il lavoro che abbiamo fatto in questi anni, ma anche di continuare a battersi e lottare per la loro Città per il loro futuro e per le prossime generazioni. Le Città cambiano e migliorano attraverso le persone e loro hanno tutte le carte in regola per fare diventare Favara una Città straordinaria.

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