Favara Bosco Moscatt Manganella

Le troie in politica non si trovano solo al parlamento nazionale, come ha affermato l’ex assessore all’ARS Franco Battiato. Li, semmai, ci sono quelle di più alto rango. Nelle altre realtà amministrative, grandi, medie e piccole le troie dominano lo scenario politico nel casino della politica locale. Il troiaio a Favara è oggi alla sua massima espressione. L’evoluzione politica di ogni personaggio e/o partito è sempre la stessa: si nasce a sinistra, si cresce al centro, si matura a destra e si fanno esperienze orgiastiche con tutti. Poi si ritorna agli amori delle prime fasi non disdegnando di tanto in tanto qualche scappatella. E viceversa. In questa parabola politica l’obiettivo non è tanto la ricerca di una soluzione per lagovernabilità (essa è un optional), bensì quello della conquista di una fetta di potere per il proprio tornaconto personale, di casta e di clan. In quest’ottica si racchiude l’esperienza politica di Rosario Manganella. Uomo un tempo di fede comunista, eletto sindaco di Favara con sponsor di centro destra, che poi abbandona l’ovile forte della sua “statura” politica alla ricerca di maggiore potere e visibilità. Intanto sistema amici e congiunti e lascia la città in balia a se stessa. Si ritrova infine in alto mare, con una città sull’orlo del dissesto finanziario, e va alla ricerca di porti sicuri dove approdare. Guarda verso l’orizzonte della sinistra, ma compie manovre di avvicinamento errate e fallisce l’approdo. Riguarda verso l’orizzonte della destra, ma trova il porto chiuso. Continua perciò a navigare a vista su un mezzo che imbarca acqua da tutte le parti. Favara, come tante altre realtà, vive una stagnazione economica e politica con pochi precedenti. Non c’è però nessun sussulto di orgoglio popolare e politico verso la città. Un rimboccarsi le maniche di tutti quanti per riaffermare il valore del bene comune per cercare di fare tutto quanto è possibile per fare uscire la città da questo scenario. Il neo eletto deputato nazionale Nino Bosco del PDL, ritornato alla prosopopea del passato, fa murocontro il sindaco. Il PD, del neo deputato nazionale Tonino Moscatt, se da un lato incoraggia la volontà di ripresa, dall’altro lato non ha un partito dietro a se. I consiglieri comunuali, ognuno in rappresentanza di se stessi, se ne stanno nel limbo in balia degli eventi. Se almeno ci fosse un politico frocio con la voglia di fare o un politico comico con la voglia di sconvolgere questo scenario politico, per mandare tutti a casa e ricreare un nuovo quadro politico, qualcosa di sicuro cambierebbe. Il quadro politico emerso nelle ultime elezioni al parlamento nazionale ha fatto capire quale sarà il futuro della politica di Favara: ha riconsegnato la città nelle mani del PDL, grazie al comico-attore Berlusconi, e ha votato largamente per il M5S, grazie al comico Beppe Grillo. Il PDL però rappresenta la conservazione ed è stata la causa principale dei disastri di Favara degli ultimi decenni. Il M5S, che potrebbe rappresentare il cambiamento, però non ha nessuna degna rappresentanza per farlo. Il PD, che n’è uscito dignitosamente, e senza forza politica. Siamo alla tragicommedia. Non ci resta che piangere.