davide romeo crocifisso

All’intervista fatta al notaio Andrea Bartoli fa seguito questa conversazione rilasciata da Davide Romeo che è stato uno dei protagonistri dello scontro sulla faccenda del castello chiaramonte di Favara.

Sulla faccenda della gestione e dell’utilizzo del castello e dei quadri del pittore Pasquale Farruggia ti sei speso molto su Facebook in questo periodo. Alle tue rimostranze si è unito l’appello del vice sindaco di Favara Carlo Fanara che richiamava al rispetto delle regole e della legalità. Siamo giunti all’epilogo finale: il vice sindaco ritratta e rimette la sua delega alla cultura, il dott. Bartoli gestirà il castello e i quadri di Pasquale Farruggia saranno collocati altrove. E’ una caporetto?

Tutto ha inizio con un mio post su facebook in cui posi una domanda, chi ha dato l’ordine di spostare i quadri del maestro farruggia? A quel quesito è seguito un dibattito con l’intervento del sindaco, che in una nota pubblicata sul sito di tvs favara, dichiarava che lo spostamento era dovuto a causa di una caduta di calcinacci. Nel sopralluogo effettuato e documentato, abbiamo scoperto che non c’erano “frane” al castello, ma bensì i quadri del Farruggia erano stati sostituiti da un’altra mostra di quadri.La domanda che ci poniamo tutti è: perché il sindaco ha dichiarato una non verita’? Da qui ha inizio la “questione del Castello”

Chi ha vinto e chi ha perso in questa battaglia?

ha perso la verita’ e la trasparenza, ha vinto l’ambiguità e il nulla

 

Qual è la tua semplice idea sul Castello Chiaramonte di Favara?

Andiamo alla sostanza del confronto sul castello, ovvero sulla questione di cosa fare del castello, come valorizzarlo e come renderlo produttivo.
Parto da una mia convinzione che Favara non è un paese a vocazione turistico-artistica di livello internazionale. Continuare a “SCIMMIOTTARE” sul turismo culturale di respiro internazionale, significa continuare a sbagliare come negli ultimi 3 anni. Semmai negli ultimi e non solo 3 anni, vedo il MIO PAESE in forte crisi economica e di identità, oramai si contano le attività commerciali rimaste aperte nel centro, non vedo un turismo CONTINUATIVO che ha portato economia.
Gli avvenimenti sporadici, le iniziative occasionali, non portano un turismo continuativo, dopo anni di battere su questa strada, ci rimane il solito anniversario della “storica apertura” dei sette cortili, qualche serata gastronomica o con qualche mostra di gioielli.
La mia idea semplice sul castello è di inquadrarlo nel contesto economico del paese, puntando su un turismo “locale”, continuativo, che porta SOLDI, tramite mostre, ma anche con spettacoli, buon cibo, organizzazioni di convegni e altro.
Il castello deve diventare una risorsa economica da integrare nel tessuto economico del paese, strumento di richiamo di chi vuol passare una serata, visitare una mostra, vedere uno spettacolo o gustarsi una cena in un posto particolare e suggestivo.
Sono certo che l’importanza dell’argomento e la sua natura strategica dovrebbe portare la classe politica a decidere su più opzioni e progetti, che dovrebbero essere presentati al paese e valutati con serietà e serenità nell’esclusivo interesse di favara.
Se, da come intuisco, il sindaco e il notaio, hanno le idee chiare, tracciando una strada senza il “conforto” delle procedure di confronto, senza il bisogno di valutare con i dovuti criteri della partecipazione altre ipotesi di sviluppo sul castello; sono certo che si assumeranno la responsabilità’ politica e morale di una scelta STRATEGICA.
Non posso che augurare un “in bocca al lupo”

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