Favara castello

Chi ha vinto nella crociata per la presa del castello Chiaramonte di Favara? Credo che alla prova dei fatti non ci sia stato un vero vincitore e che la guerra non ha prodotto nessun vantaggio concreto alla collettività. Mi sto riferendo alla vicenda che ha visto il castello chiaramontano di Favara oggetto di una guerra santa tra fedeli e infedeli terminata con la cacciata di questi ultimi e l’abbandono del maniero al suo destino. La vicenda ha avuto inizio un anno fa con la nomina da parte del Sindaco di Favara Rosario Manganella di Andrea Bartoli a consulente esterno per lo sviluppo territoriale di Favara senza alcun incarico ufficiale, come da numerosi fonti sostenuto. L’incarico riguardava anche la direzione artistica del Castello Chiaramonte. Le polemiche sono iniziate subito a seguito dello spostamento deciso unilateralmente dal neo direttore artistico dei dipinti di Pasquale Farruggia, un pittore locale che ha concesso in comodato gratuito al Comune di Favara i suoi quadri con l’obbligo di esporli. Poi la diatriba è proseguita sulle scelte operate da Andrea Bartoli in vista dell’evento programmato lo scorso giugno 2013. Decisioni affrontate dalla direzione artistica, probabilmente in sintonia con il primo cittadino, ma non fondate su regole scritte tanto sul ruolo della figura di Andrea Bartoli quanto su cosa fosse lecito fare nella struttura medievale. Il culmine della vicenda è stato innescato dall’iniziativa di Favara Urban Network, gruppo di supporto del progetto Farm, che ha organizzato un evento privato all’interno del castello con invito chiuso. Da ciò si è scatenata la battaglia ultima per la presa del castello che ha visto la resa del direttore artistico e la cacciata degli eretici “funner”. A cosa è servita questa guerra alla fine? Probabilmente a nulla visto a oggi il principio della legalità non è stato sancito perchè non si è provveduto a scrivere le regole da più parti invocate; i quadri di Pasquale Farruggia non sono stati rimessi al suo posto; e le opere demoniache sono rimaste all’interno del maniero e sono in decadenza.  Il castello è ritornato a essere usato in piccola parte mentre la vera essenza della struttura rimane inutilizzata e qualche malcapitato turista, che viene a visitare il castello, non riesce a comprendere il significato di cio che gli appare sotto gli occhi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *