Il  civilissimo e centralissimo viale Aldo Moro di Favara è caratterizzato da detriti e fango ormai rappreso da mesi sul marciapiede; caditoie per la raccolta delle acque piovane eternamente intasate; la villa comunale trascurata e cosparsa di rami tagliati e di sporcizia; servizi igienici aperti e privi di custodia con evidenti segni di atti vandalici; un tubo delle acque meteoriche che scarica in strada senza la dovuta canalizzazione nella rete fognaria, con la conseguenza di costringere i pedoni a delle deviazioni forzate sulla strada per non bagnarsi e sporcarsi le scarpe o, peggio, per evitare uno scivolone.

Un albero sul viale con un grosso ramo spezzato, pericoloso per i pedoni e, dulcis in fundo, un pozzetto della pubblica illuminazione a cielo aperto dato che la puntazza della messa a terra impediva la posa del chiusino in cemento, alla base del lampione, con i cavi scoperti e buttati per terra, “annastrati” alla carlona, quando sarebbe stato più opportuno e sicuro per l’incolumità pubblica eseguire il lavoro con l’ausilio di un giunto in resina, giusto per rendere l’opera alla regola dell’arte. Non sappiamo onestamente se la sera quando scatta la cellula crepuscolare o l’orologio a tempo del contatore della pubblica ci sia o meno tensione e se la villa rimanga al buio completamente.Ora che  è stata stranamente privata sia della recinzione che dei cancelli, permane un grosso pericolo specie per i ragazzini che vi si attardano a giocare la sera.

Insomma, un degrado di proporzioni immani che pone in noi inevitabilmente una domanda: quanta inciviltà alberga in noi cittadini e quanta incuria invece negli organi di controllo preposti alla salvaguardia dei nostri beni comuni ?

Con ciò che è costata questa villa, per le vicende giudiziarie e gli oneri affrontati da una precedente amministrazione, credo che meriterebbe più rispetto, attenzione, manutenzione  e cura.

Confidiamo in un intervento da parte dell’amministrazione comunale affinché  segnali all’U.T.C.  il grave problema, per un immediato sopralluogo e le giuste misure da predisporre con l’ausilio dei propri tecnici, elettricisti, operai, giardinieri e operatori ecologici, per la messa in sicurezza, lo sgombero e la pulizia dell’area prima che qualcuno si faccia male.

VICTOR

 

One thought on “IO NON VEDO, TU NON SENTI, EGLI NON PARLA

  1. Meno male che abbiamo il cioccolato in piazza.
    Ora siamo tutti felici e contenti.
    Vadano a ffanculo.

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