manifesto pentola e cucchiaio favara

Lo scorso 12 novembre 2012 Favara ha visto realizzarsi una singolare manifestazione contro l’innalzamento dell’IMU e degli altri tributi locali. Il popolo  “della pentola e del cucchiaio“, gli “indignati” di Favara chiamati alle armi dal prof.Salvatore Sorce è sceso in piazza per dimostrare, con calcoli alla mano,

l’innalzamento dell’imposizione fiscale a carico dei cittadini favaresi decreterà la morte della già disastrata economia locale.«Favara non è Agrigento, ha il triplo delle abitazioni e la metà di abitanti, ha sottolineato il prof. Sorce. Va da sé che i cittadini pagheranno molto “salato” l’aumento Imu rispetto agli agrigentini e tutto questo per mantenere, inutilmente, una macchina amministrativa gravemente malata, traboccante di precari e al collasso finanziario. Presto o tardi, che piaccia o no, si dovranno operare dei tagli. Per cui, a fronte di una economia cittadina moribonda e senza futuro, occorre urgentemente compiere una scelta: dissesto per le famiglie e l’economia locale o dissesto per il Comune? Qualcuno si è chiesto con quale coraggio alcuni consiglieri comunali abbiano deliberato l’aumento di tasse e imposte senza prima diminuire il gettone di presenza a loro spettante come segno di solidarietà sociale». In diversi hanno preso la parola, tutti per criticare un andazzo che sta impoverendo le famiglie avendo come corrispettivo servizi inefficienti e, a volte, inesistenti». L’iniziativa del prof. Sorce sta portando i suoi sperati frutti a cominciare dalla rinuncia, in toto o in parte, del gettone di presenza che alcuni consiglieri comunali del FLI, del PDL e di Primavera Favarese, hanno fatto in questi giorni. C’è ancora molto da fare e tantissimi sono ancora gli sprechi di denaro pubblico da snidare (vedi disinvolti straordinari pagati a funzionari), ma è già un buon inizio.