Banner Favara aspettando godot

Dopo una lunga latitanza, in pieno stile favarese doc, Zorro della Favela ritorna con forza e determinazione nell’agone politico, sociale e culturale della martoriata favela di Favara. Il blog continuerà a essere caratterizzato dalla satira politica, di costume e sui personaggi della società favarese, politici e non. Certamente non mancheranno le notizie e le indiscrezioni dei fidi “muti” che hanno animato la vita del blog in passato. Come ingrediente speziato nel nuovo menù è stato aggiunto “il muro del pianto” ossia la finestra “chat” libera e senza tabù che certamente contribuirà a infiammare la prossima campagna elettorale. La spada di Zorro, in questo periodo di lungo silenzio, nonostante i delusi di turno, sembra sia mancata a molti. Zorro della Favela però non ha bisogno di affetto e di gratificazione bensì di amici veri e fidati che lo affiancano nel suo cammino e che sono pronti a usare, quando è necessario, anche la loro spada e non invece indossare le maschere di personaggi in salsa pirandelliana. Certamente ai politici favaresi l’assenza del cavaliere mascherato non è dispiaciuta per niente. Solamente la maschera di Zorro è stata in grado di intimorirli (così come continuerà a fare) perché è stata in grado di svelare molti dei loro segreti, delle loro tresche e dei loro scheletri nell’armadio. Il quinquennio che ha caratterizzato la sindacatura di Rosario Manganella volge ormai al termine e già si entrati nel vivo della campagna elettorale. Gli anni del “sasaismo” sono trascorsi senza che una ventata di rinnovamento abbia minimamente soffiato su Favara. Tutto è rimasto immutato anzi per molti aspetti è peggiorato. Affarismi, clientelismo, interessi privati, invidie personali, spregiudicatezza politica, poca attenzione al sociale e al benessere collettivo, hanno prevalentemente caratterizzato questi anni della sindacatura di Rosario Manganella. Il rischio che il post sasaismo sia nel segno della continuità è altissimo. Non ci saranno patti segreti e blindati sul metano e sulla spazzatura sulla quale la spada di Zorro non colpirà. Se Zorro della Favela ha in passato commesso l’errore di contribuire a fare eleggere il sindaco, la cui statura abbiamo conosciuto, questa volta non sarà così, anche se l’auspicio, la speranza di rinnovare veramente la classe dirigente appaiono ancora una volta come un miraggio. Questo è uno dei motivi del ritorno di Zorro della Favela. Arriverà mai il Godot che potrà fare diventare Favara una città modello e vivibile, dove funzionino i servizi, dove le infrastrutture (ville, piscina, aree attrezzate) saranno un vanto e un biglietto di visita per i turisti, dove il traffico è civilmente regolamentato, dove seppellire i propri defunti è un diritto e non un favore, dove le strade sono pulite e senza cumuli di immondizia, e molto altro ancora? Zorro della Favela non farà lo spettatore passivo ma giocherà un ruolo attivo nella prossima campagna elettorale per l’elezione del nuovo sindaco di Favara individuando, incoraggiando e sostenendo anche, quelle figure riconducibili all’auspicato Godot. Zorro della Favela è stanco dei personaggi per tutte le stagioni che con il loro circo di nani e ballerine animeranno anche questa volta lo spettacolo della campagna elettorale e alla fine chiudere il sipario lasciando tutto com’è stato. Le danze hanno inizio. Buon 2016 Favara.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *