Favara veranda abusiva

Ha fatto molto rumore in questi giorni su Facebook la polemica sollevata da Giovanni Mossuto, ex consigliere comunale del PD e attuale dirigente di punta del partito democratico a Favara e provincia, sulla realizzazione di un’opera su suolo comunale. L’oggetto della polemica è una veranda esterna posta su viabilità pubblica realizzata di fronte la piazza Don Giustino dove ha sede il Comune di Favara a servizio di un’attività di ristorazione. Una struttura realizzata con i prescritti permessi, ma a dire dello stesso Giovanni d’arco favarese, illegittima perché non poteva essere autorizzata. Un’altra opera “regolarmente abusiva” nel panorama di Favara, dove il principio di legalità è sempre calpestato. La realizzazione della veranda in questione è avvenuta in conformità di quanto stabilito dall’Ufficio Tecnico Comunale di Favara dal Comando della Polizia Urbana di Favara, ma i dirigenti che hanno autorizzato l’opera non hanno tenuto conto che la zona interessata era destinata alle strisce blu, in altre parole del parcheggio pubblico a pagamento, come da regolamento approvato dal Consiglio Comunale di Favara. Il comando della Polizia Urbana per dare Nulla Osta positivo, doveva preventivamente, acquisire la modifica del regolamento comunale istitutivo delle strisce blu. Ciò non sembra essere avvenuto perché il Consiglio Comunale di Favara si è mai riunito per apportare modifiche al regolamento vigente in materia. Risulta, pertanto, che il nulla osta della Polizia Urbana e l’autorizzazione del dirigente dell’U.T.C. sono illegittimi. Sulla vicenda ha regnato il silenzio omertoso di tutta la politica di Favara, Sindaco, amministrazione comunale in carica, consiglio comunale, forze di opposizione. L’unica voce fuori dal coro è stata quella del nostro eroe Giovanni D’Arco. La veranda si doveva fare a tutti i costi ed è stata realizzata. Qualcuno predica che a Favara bisogna cambiare verso, ma nella realtà si finisce sempre per voltare la testa nella direzione opposta e continuare a fare finta di non vedere.