Gabriella Bruccoleri, 52 anni, preside, mistica francescana con Marx nelle vene. Una pasionaria, una Giovanna d’Arco de noantri con il motto di “Favara nell’anima”. Questa è la candidata a sindaco di Favara dell’alleanza che vede insieme il PD, il NCD, una parte di Area Popolare, e la Lista civica Uniti per Favara. Una designazione che è stata tirata fuori dal cilindro dei soliti prestigiatori politici locali, affidata a un sedicente spin doctor per costruirne un personaggio. Gabriella Bruccoleri nella vita è una decisionista con il pallino di comandare. La regola è una: si fa come dice lei, senza se e senza ma. Il personaggio di Gabriella Bruccoleri è “double face”: se dal lato spirituale sostiene di avere Favara nel suo cuore, dal lato materiale, con la scusante del lavoro, non ha disdegnato di abitare per anni nella vicina Agrigento (giusto a 6 km di distanza) e a Sciacca (giusto a 70 km di distanza). Oggi è ritornata a viaggiare ma il sogno nel cassetto resta quello di stanziarsi definitivamente nella città che ha nell’anima. I maligni, infatti, sostengono che la sua elezione a sindaco sia finalizzata all’ottenimento di un posto di preside in qualche istituto scolastico di Favara. Sul piano politico Gabriella Bruccoleri, da un lato, predica di voler essere una figura di rottura con il passato (in tal senso ha anche ignorato l’appoggio elettorale offertole dal sindaco uscente Rosario Manganella fino a farlo desistere e nei  cortei di processione elettorale inizialmente non ha voluto accanto altre figure se non quelle delle sua “sacra famiglia”), dall’altro lato, ha accettato di buon grado lo sponsor politico dell’onorevole Ponzio Pilato, alias Nino Bosco, responsabile della politica fallimentare degli ultimi anni, e dell’onorevole Tonino Moscatt, che con il suo PD è stato fiancheggiatore dell’amministrazione uscente di Rosario Manganella. A suo dire Gabriella Bruccoleri i loro partiti che la sostengono hanno fatto pulizia al loro interno e nel passato hanno lavorato per questa città. I risultati di questo loro profuso impegno, però, sono quelli che ben conosciamo e vediamo tutti i giorni (verde pubblico inesistente, viabilità colabrodo, servizi  inesistenti, pulizia scarsa, il centro storico sempre più pericolante, e via dicendo) e sul Comune di Favara pende sempre la spada di Damocle del dissesto finanziario. Tra i designati assessori ci sono l’attuale segretario del PD Carmelo Vitello e Luca Gargano, volti non nuovi nel panorama politico di Favara degli ultimi anni e corresponsabili dello stato in cui Favara oggi versa. Gabriella Bruccoleri, forse salita sul monte Caltafaraci in cerca di ispirazione superiore, ha formulato le tavole del programma elettorale coni ben 44 punti. Un proposito che, certamente, lascerà il tempo che trova. Neanche Berlusconi, nel suo famoso patto con gli italiani nel 2001, osò tanto limitandosi a 5 articoli esemplificativi. L’esperienza politica di Gabriella Bruccoleri è pari a zero e se crede di potere governare una città come Favara con le stesse regole di un istituto scolastico il fallimento sarà scontato.

bruccoleri botticelli

Il sindaco che NON vorrei. Chi butteresti dalla torre?

  • ANGELO MESSINESE (33%, 134 Votes)
  • GABRIELLA BRUCCOLERI (25%, 102 Votes)
  • GAETANO AIRO' (21%, 87 Votes)
  • ANNA ALBA (10%, 40 Votes)
  • GERLANDO NOBILE (5%, 19 Votes)
  • ANTONIO VALENTI (4%, 17 Votes)
  • ANTONIO PALUMBO (3%, 11 Votes)

Total Voters: 410

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3 thoughts on “GABRIELLA BRUCCOLERI, LA BROCCOLA PASIONARIA

  1. Mi è più simpatico un gatto che mi cammina sui maroni che non la Broccola. Snob e megalomane., credibilità pari a zero.

  2. Trovo le vosre note sui candidati sindaci quasi paterne, intrise di nostalgia e tristezza, quasi di rassegnazione ad una politica mediocre, resistete, la vostra è una voce altra necessaria,almeno per evitare gli eccessi, se lo fate con la maschera vi capisco, favara è un paese dove cova violenza e criminalitá, se un giorno potrete parlare apertamente sará un bel giorno.

  3. Contesto che la signora in questione abbia Marx nelle vene. Mistica francescana probabilmente sì (oggi lo sono tutti, compresi i gestori delle cooperative piddine ed ennecidine che lucrano coi centri d’accoglienza per i migranti); ma Marx non credo l’abbia mai letto. E ammesso che sì, di sicuro non l’ha capito.

    In ogni caso, dopo aver assistito al comizio mistico-visionario di sabato, anche se non la voto, tiferò senz’altro per lei. Oggi è infatti estremamente raro trovare uno che, parole sue, non è autoritaria ma autorevole, non è ignorante ma colta, non è per la bruttezza ma per la bellezza, non per l’odio ma per l’amore, non è cattiva ma buona, non grassa ma magra, non villosa ma glabra. Un vero miracolo contemporaneo. Ditemi, come si fa a non tifare per una così?

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