asfalto favara

Tra qualche giornoa Favara la 6° edizione della Festa della Legalità culminerà con il classico corteo per le vie cittadine, le solite prediche, le consuete premiazioni, e l’ennesima passerella di forze dell’ordine e istituzioni. Nonostante questa professione di legalità per un giorno, Favara si conferma essere un territorio dove l’illegalità è di casa. Nella giornata di sabato 10 maggio 2014 si svolgerà il corteo della “Legalità” che attraverserà le arterie principali di Favara e che calpesterà proprio quell’asfalto, messo in opera in questi mesi, che non emana tanfo di catrame ma puzza di mafia. Il Comune di Favara ha stanziato parte dei fondi ricevuti dall’ANAS, in compenso dei lavori per l’autostrada SS 640, per il rifacimento del dissestato manto stradale. La gara si è tenuta nel febbraio 2012 ma i lavori sono iniziati nei primi mesi del 2014 a causa di ritardi burocratici, ricorsi da parte di ditte escluse, e soprattutto per la lentezza da parte della Prefettura per la Certificazione Antimafia. Alla fine sembra che sia giunta l’informativa tipica che certifica il coinvolgimento con la criminalità organizzata degli esecutori dei lavori. Infatti, a oggi il completamento delle opere è stato sospeso. Una segnalazione comunque tardiva perché i lavori sono stati fatti eseguire quasi del tutto indisturbati, a parte uno strano stop iniziale al quale sembra sia seguito una “trattativa” per rimettere in moto la macchina. Il Comune di Favara sotto la sindacatura Russello ha sottoscritto il “Protocollo di Legalità Carlo Alberto dalla Chiesa”, volto a ridimensionare e contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nei lavori pubblici, con il quale si impegnava a richiedere le informazioni al Prefetto, di cui all’art. 10 del DPR 252/98 per tutti quei lavori di importi superiori a euro 150.000,00 pena l’esclusione dalla gara. L’importo stanziato per il rifacimento del manto stradale di Favara è di circa euro 450.000,00 e rientrava nelle norme operative sottoscritte. Esso però è stato disatteso. Perché sono trascorsi circa due anni per ottenere la Certificazione Antimafia? Perché i lavori sono stati iniziati senza tenere conto di questa informativa che prevedeva l’esclusione dalla gara se l’aggiudicatario era in odore di mafia? Perché sospendere i lavori solamente in procinto del traguardo? Chi ha “trattato” affinché si arrivasse a questo risultato? Ancora una volta sembra che le istituzioni vanno a braccetto con la mafia. Le stesse autorità che saliranno sul palco a termine della Festa della Legalità a predicare ipocritamente il rispetto e i valori della stessa.

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