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Favara, 8 gennaio 2016

 

Incredibile suicidio a Favara di Salvatore Sorce, stimato insegnante di una delle scuole superiori della città e amministratore unico del gruppo carbonaro della Pentola  e il Cucchiaio, per la cui “autorevole” gestione si è guadagnato il titolo di Raptus Epurator, in quanto ha minacciato la sistematica cancellazione dal gruppo di quelli che non commentano – in positivo, s’intende – le sagaci perle che inserisce.

 

Avendo ricevuto in dono da un collega Mecenate una busta di fagioli, non ha resistito al digiuno penitenziale impostosi da prima delle vacanze di Natale, e ha preso ad ingozzarsi senza ritegno, in un turbinio di flatulenza e meteorismo, incessante e violento. Temendo di fare la fine di Cacasenno (lui che di cervello ne ha davvero poco) ha deciso quindi di farla finita, in un trionfo inarrestabile di peti, rutti e conati di vomito.

 

R.I.P. (in una pentola)

 

 

Ansa dell’ultima ora

 

Quello che si credeva un suicidio, si è rivelato invece un’anteprima in “action” del nuovo saggio storico – che fa il verso alla Peste di Camus – di uno sgrammaticato scrittore locale, l’ossimoro vivente cattolico marxista sub-comandante “CheCucchiara: La peste bubbonica a Favara negli anni della Resistenza (a Sasà).

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