LA VOCE DEL CITTADINO FAVARA

Le Associazioni Nicodemo, Comitato Beni Comuni, Mela Blu, Compassione, Sicily Foundation, ANAFORA e i partiti UDC e Rifondazione Comunista hanno preso parte ad un confronto aperto sulla grave crisi finanziaria che sembra irreversibilmente pronta ad abbattersi sul Comune e quindi sui cittadini con conseguenze gravissime per l’intera collettività. Le stesse sigle di cui sopra, lungi dall’assumere innanzi a così grave problema per la Città un comportamento silente o inerte si dicono pronti a dare il proprio contributo nel superiore interesse della città, così come da diverso tempo ormai fanno.

Tuttavia nelle condizioni attuali, non avendo ancora la Giunta varato la proposta di bilancio preventivo, le stesse non sono nelle condizioni di poter esternare quelle che sono i tagli a costi non obbligatori, superflue e dannose per le casse comunali. Una volta presa contezza di quella proposta allora gli scriventi potranno essere propositivi sui tagli e, con forza e chiarezza nel rispetto dei ruoli e delle regole, diranno chiaramente alla giunta e alla città quelli che sono le spese che negli anni, alimentando di fatto il fenomeno clientelare, hanno portato alla grave situazione attuale. Servizi scadenti e/o inesistenti e pure pagati con cifre da capogiro dal comune , e quindi dai cittadini, congiuntamente a dipartimenti che negli anni si sono rivelati improduttivi sono la vera ragione della drammatica situazione nella quale versa adesso Favara. Dunque, o si ha il coraggio di avanzare tagli netti, rivedendo anche quei settori improduttivi del comune, o, diversamente, non rimane altro da fare se non aspettare il dissesto finanziario con tutte le conseguenze del caso. Di fatto, invece, l’unica proposta avanzata dalla Giunta è quella relativa all’introduzione dell’addizionale IRPEF, rispetto alla quale non ci si dice contrari a priori ma si ritiene sulla base di quanto affermato sin qui che , prima di mettere le mani in tasca ai cittadini, il buon padre di famiglia, giusto per prendere in prestito la stessa espressione utilizzata dal Sindaco, deve tagliare quanto più possibile tutte quelle spese non obbligatorie figlie di decenni di mala politica condotta egregiamente da alcuni esponenti politici locali che , di fatto, ruotano proprio attorno alla stessa giunta, con sempre le solite note facce che da decenni hanno amministrato direttamente o indirettamente il nostro comune. Bisogna prendere consapevolezza di questo e insieme uscirne fuori. Non si può chiedere al cittadino di fare sacrifici per mantenere ancora vivo questo sistema. Per le ragioni esposte, dunque, le associazioni e i partiti anzidetti, si dicono pronti insieme al Sindaco ad avviare una nuova stagione di contabilità pubblica improntata al superiore interesse della comunità e non di soli pochi. Se così non fosse gli stessi si dicono pronti ad avviare tutte le battaglie politiche sia in seno che fuori il consiglio comunale perché le ragioni di trasparenza e buona amministrazione diventino il baluardo attorno al quale poter confluire attorno allo stesso tavolo le forze più sane della città, movimenti e partiti che pure per ragioni ideologiche avverse, avendo a cuore le sorti della propria città uniscono le forze e si dicono pronti a guidare il cambiamento vero di Favara.