Rifondazione Comunista favara

Rifondazione comunista di Favara non finisce mai di sbalordire con le sue iniziative di alto spessore politico. Favaravive in una realtà politica disastrata. La giunta Manganella vacilla giorno dopo giorno e sopravvive di espedientiLe illegalità amministrative sono all’ordine del giorno. La rete viaria è sempre un colabrodo. I pochi spazi a verde sono in totale degrado abbandonati a se stessi. Lemergenza rifiuti e la mancata pulizia della città una costanza. Gli speculatori edilizi rialzano la

testa e fanno affari con la stretta complicità della politica. Le casse comunali, alleggerite per avere soddisfatto gli appetiti degli amici e per avere scontato il pagamento molte cambiali della campagna elettorale, sono ridotte al lastricoe per fronteggiare l’emergenza si aumentano le tasse (vedi innalzamento dell’aliquota Irpef) a carico dei cittadini lavoratori.Il centro storico è abbandonato al proprio inesorabile destino. In questo scenario apocalittico Rifondazione Comunista mette in atto grandi colpi di scena. La battaglia sulle caditoie otturate. La recente pulizia straordinaria di via Ugo La Malfa che in larga parte appartiene al territorio di Agrigento, anche se abitata da favaresi (guarda caso tutto ciò in vista delle elezioni amministrative che si sono tenute al Comune di Agrigento). L’ultima meritoria iniziativa del genere è stata quella di farsi promotrice, assieme al Comitato dei Beni Comuni e ad altre sigle locali, di una campagna per la rimozione di una cabina elettrica, a servizio della nuova caserma dei Carabinieri, che è stata posta ai margini dell’area esterna del II° circolo didattico “Falcone e Borsellino” sito in via Olanda.  Comunicati stampa, raccolta di firme per la rimozione, foto commemorative davanti all’abuso. Lo show è servito. In fondo basta poco per ottenere visibilità senza dare fastidio a nessuno. L’amministrazione comunale, di Favara nelle frettolose procedure per la realizzazione della cabina in questione, ha di proposito commesso molte irregolarità (dalla poco oculata scelta del sito, alla decisione presa solo in sede di Giunta Comunale, mancanza d necessarie autorizzazioni, vendita all’Enel poco chiara). Questa battaglia poteva essere di appannaggio esclusivo del Comitato dei Beni Comuni o di un ipotetico comitato di quartiere (in questo caso sarebbe stato un vero esempio di democrazia partecipata) senza che fosse interessata direttamente l’opposizione politica ed evitare così di sviare l’attenzione dai problemi più gravi di Favara. Rifondazione Comunista,oramai è evidente, le battaglie vere, quelle che contano e che lasciano morti e feriti sul campo, non le combatte (tanto non portano voti e il rischio di farsi male è elevato) e continua a vivere di piccoli show che le consentono di potere elemosinare qualche piccolo consenso elettorale. La campagna elettorale per le elezioni alla Regione Sicilia è già iniziata e magari qualche “compagno” è già pronto con il cappello in mano per raccogliere il sudato obolo.