Implode il movimento 5 stelle di Favara. Che la rivoluzione del M5S di Favara fosse tutta una chimera si sapeva fin dall’inizio. Basta guardare chi si nasconde dietro le molte facce da “primo piano” per rendersi conto che non ha vinto il nuovo ma il vecchio vestito di nuovo. Lo stesso principio vale anche per la stragrande maggioranza del consiglio comunale eletto, maggioranza e opposizione, ma loro non sono i rivoluzionari che a parole avrebbero cambiato le sorti del Comune di Favara. Gli stessi personaggi che probabilmente il prossimo 10 giugno ipocritamente sfileranno nella fiaccolata contro le mafie che si terrà a Favara. La guerra nel M5S di Favara era scontata che accadesse. I contrasti che sono emersi certamente non sono legati alla mancata realizzazione del programma elettorale o di come bisogna risolvere i problemi della collettività. Tutt’altro. Le divergenze sono nate per questione di future candidature alle elezioni Regionali e in quelle Nazionali. “Dividi et impera”. Il guru del movimento 5 stelle di Favara Giovanni Di Caro ha promesso mari e monti a tutti e ha fatto scoppiare la guerra tra le fazioni di “belli, brutti e cattivi”. Probabilmente il risultato sarà di non candidare nessuno se non se stesso. E’ saltata la candidatura ambita di Calogero Attardo, è in forse quella di Joseph Zambito e di qualche altro outsider. L’attore principale è sempre lui, Giovanni Di Caro. Non ha fatto bene però i conti con il diavolo con il quale ha stretto il patto di sangue e venduto l’anima per il suo scopo. Nel frattempo è ancora incerto il cammino della legge elettorale che dovrebbe blindare la dipartita verso il parlamento nazionale di Giovanni Di Caro. Comunque nel caso peggiore il paracadute potrebbe essere un incarico assessoriale alla Regione Sicilia.

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